Tratti di personalità e disturbo
I tratti di personalità, spiega il Manuale MSD, sono schemi di pensiero, percezione, reazione e relazione relativamente stabili nel tempo: alcune persone tendono a essere introverse, altre estroverse e socievoli.
Un disturbo della personalità si diagnostica quando questi tratti diventano così marcati, rigidi e disadattivi da creare problemi al lavoro, a scuola o nelle relazioni. Di solito chi ha tratti che danno conseguenze negative cerca di cambiarli; chi ha un disturbo della personalità no, anche quando i comportamenti falliscono ripetutamente. Parole come «paranoico» o «borderline» si usano a volte in modo casuale, ma il disturbo si diagnostica solo quando i tratti sono costanti e soddisfano criteri precisi.
Quanto sono diffusi e come evolvono
Secondo il Manuale MSD:
- circa il 9% delle persone ha un disturbo della personalità,
- di solito colpiscono uomini e donne in egual misura, anche se alcuni tipi sono più frequenti in un sesso, come l’antisociale, 3 volte più comune negli uomini,
- diventano evidenti di solito nella tarda adolescenza o nella giovane età adulta,
- per la maggior parte delle persone causano problemi moderati che si riducono nel tempo; alcune però hanno problemi gravi per tutta la vita.
Cause e disturbi associati
Secondo il Manuale MSD, i disturbi della personalità derivano da un’interazione tra fattori genetici e ambientali, che si ritiene contribuiscano in misura simile: una tendenza genetica può essere attenuata o amplificata da esperienze, stress o benessere.
Molte persone hanno anche un altro disturbo mentale: depressione o disturbo bipolare, disturbi d’ansia, disturbi somatoformi, uso di sostanze o disturbi alimentari. Questa combinazione rende meno probabile la risposta al trattamento di entrambi.
I 10 tipi in tre cluster
Secondo il Manuale MSD i 10 disturbi si raggruppano in tre cluster:
- Cluster A, persone che sembrano strane o eccentriche: paranoide (diffidenza e sospetto), schizoide (disinteresse verso gli altri), schizotipico (idee e comportamenti eccentrici).
- Cluster B, comportamenti plateali, emotivi o imprevedibili: antisociale, borderline, istrionico e narcisistico.
- Cluster C, persone ansiose o timorose: evitante, dipendente e ossessivo-compulsivo.
Identità e relazioni
Secondo il Manuale MSD, i disturbi della personalità comportano problemi soprattutto in due ambiti:
- identità e senso di sé: l’immagine di sé non è definita o stabile e cambia secondo la situazione; valori e obiettivi possono essere incoerenti, e l’autostima irrealisticamente alta o bassa,
- rapporti: è difficile stringere legami stabili e intimi; la persona può essere insensibile, emotivamente distaccata o mancare di empatia.
Il comportamento può sembrare incoerente e creare confusione e frustrazione in familiari, amici e colleghi. Spesso la persona non si rende conto del proprio ruolo nei problemi.
Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD, la diagnosi si basa sui criteri descritti per ciascun disturbo nel DSM-5-TR. Il medico sospetta un disturbo della personalità se la persona:
- ha una visione costante di sé e degli altri lontana dalla realtà,
- descrive pensieri o comportamenti inappropriati che non cambia nonostante le conseguenze negative,
- soffre per il proprio comportamento o non riesce a funzionare bene a causa di esso.
Spesso la persona chiede aiuto per altri problemi, come ansia, depressione o difficoltà di coppia o di lavoro. Il medico può parlare anche con familiari e amici. I disturbi della personalità sono sottodiagnosticati, perché ansia e depressione possono nasconderli.

Psicoterapia: individuale e di gruppo
Secondo il Manuale MSD il trattamento prevede la psicoterapia, individuale o di gruppo; funziona meglio quando la persona chiede aiuto ed è motivata a cambiare. È importante scegliere uno psicoterapeuta esperto e senza giudizi. Gli obiettivi generali sono:
- ridurre subito il malessere, come ansia e depressione,
- aiutare la persona a capire che i problemi nascono anche da lei, non solo dagli altri o dalle situazioni,
- ridurre i comportamenti disadattivi, come l’isolamento o gli scatti d’ira,
- modificare i tratti che creano difficoltà.
Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la psicoterapia individuale sulle relazioni, sulle emozioni e sui comportamenti che fanno soffrire (le visite sono in spagnolo).

Tempi del cambiamento e farmaci
Secondo il Manuale MSD:
- la terapia di gruppo e i metodi di modificazione del comportamento possono migliorare il comportamento in alcuni mesi,
- i gruppi di auto-aiuto e la terapia familiare possono contribuire; il coinvolgimento dei familiari è spesso indispensabile,
- cambiare tratti come la dipendenza, la sfiducia o l’arroganza richiede più tempo, di solito più di un anno, con la psicoterapia individuale,
- i farmaci non trattano direttamente il disturbo, ma possono alleviare depressione e ansia o aiutare a controllare tratti come l’aggressività; si usano idealmente a basso dosaggio e per poco tempo.
Dove le fonti non concordano
Una revisione di Tyrer e colleghi (2015) su classificazione, valutazione e frequenza dei disturbi della personalità si discosta dal Manuale MSD su alcuni punti:
- Tipi o gravità: il Manuale MSD descrive 10 tipi distinti; la revisione sostiene che non esiste una soglia netta e che il disturbo si descrive meglio con una sola dimensione, dalla personalità normale al disturbo grave.
- Diagnosi: entrambe le fonti indicano che molti disturbi della personalità non vengono riconosciuti; la revisione aggiunge che così le persone possono ricevere trattamenti inefficaci o dannosi.
- Conseguenze: la revisione segnala anche un legame con mortalità precoce e suicidio, oltre all’effetto negativo sugli altri disturbi già descritto dal Manuale MSD.
Punti chiave sui disturbi di personalità
- Sono schemi persistenti e rigidi di pensiero e comportamento che fanno soffrire o creano problemi.
- Interessano circa il 9% delle persone e si notano di solito tra tarda adolescenza e giovane età adulta.
- Esistono 10 tipi, raggruppati nei cluster A, B e C.
- Riguardano soprattutto l’identità e le relazioni; spesso la persona non vede il proprio ruolo nei problemi.
- Sono spesso associati ad altri disturbi e sono sottodiagnosticati.
- La psicoterapia è la base della cura; il cambiamento è graduale.
Domande frequenti sui disturbi di personalità
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cos’è un disturbo di personalità?
Secondo il Manuale MSD è una malattia mentale con schemi persistenti e pervasivi di pensiero, percezione, reazione e relazione che fanno soffrire o compromettono la vita quotidiana.
Quanti tipi di disturbi di personalità esistono?
Dieci, raggruppati in tre cluster: A (paranoide, schizoide, schizotipico), B (antisociale, borderline, istrionico, narcisistico) e C (evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo).
Che differenza c’è tra un tratto e un disturbo?
Un tratto è un modo di essere relativamente stabile. Diventa un disturbo quando è così rigido e disadattivo da creare problemi, e la persona non lo cambia nemmeno davanti alle conseguenze negative.
Da cosa dipendono?
Da un’interazione tra fattori genetici e ambientali, che secondo il Manuale MSD contribuiscono in misura simile.
Si possono curare?
La psicoterapia aiuta a capire il proprio ruolo nei problemi e a cambiare i comportamenti. I comportamenti possono migliorare in alcuni mesi; i tratti richiedono di solito più di un anno.
Servono i farmaci?
Non trattano direttamente il disturbo, ma possono alleviare sintomi come ansia e depressione o aiutare a controllare l’aggressività.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Panoramica sui disturbi della personalità
- Tyrer P, et al. Classification, assessment, prevalence, and effect of personality disorder. Lancet. 2015
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

