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Disturbo dipendente di personalità: sintomi e psicoterapia

Secondo il Manuale MSD, il disturbo dipendente di personalità è caratterizzato da un bisogno pervasivo ed eccessivo di essere accuditi, che porta a sottomissione e attaccamento. Le persone con questo disturbo non pensano di potersi prendere cura di sé. Questa guida spiega sintomi, cause, diagnosi, la differenza con la dipendenza affettiva e la psicoterapia.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna e un uomo parlano seduti sul divano
Nel disturbo dipendente il bisogno di essere accuditi domina le relazioni. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è il disturbo dipendente di personalità

I disturbi della personalità, spiega il Manuale MSD, sono schemi persistenti e pervasivi di pensiero, percezione, reazione e relazione che fanno soffrire o compromettono la vita quotidiana.

Nel disturbo dipendente di personalità le persone vogliono essere accudite, e l’idea di doversi prendere cura di sé procura loro un’ansia estrema. Per ricevere cure sono disposte a rinunciare alla propria indipendenza e ai propri interessi, e diventano eccessivamente dipendenti e sottomesse.

Quanto è diffuso e cosa lo accompagna

Secondo il Manuale MSD, negli Stati Uniti il disturbo interessa meno dell’1% della popolazione. Viene diagnosticato più spesso nelle donne, ma alcuni studi suggeriscono che riguardi uomini e donne in egual misura. Spesso sono presenti anche:

  • un disturbo depressivo,
  • un disturbo d’ansia,
  • un disturbo da uso di alcol,
  • un altro disturbo della personalità, come il borderline o l’istrionico.

Da cosa dipende

Le informazioni sulle cause sono limitate. Secondo il Manuale MSD possono contribuire:

  • fattori culturali,
  • esperienze negative nei primi anni di vita,
  • una tendenza innata all’ansia,
  • tratti ereditari, come sottomissione, insicurezza e riservatezza.

Il bisogno di cure

Le persone con disturbo dipendente di personalità, secondo il Manuale MSD, usano la sottomissione per convincere gli altri a prendersi cura di loro. Di solito:

  • chiedono molti consigli e rassicurazioni prima di decidere,
  • lasciano che altri, spesso una sola persona, si occupino di molti aspetti della loro vita, per esempio cosa indossare o che lavoro cercare,
  • frequentano solo le poche persone da cui dipendono,
  • quando una relazione stretta finisce, cercano subito un sostituto, a volte senza scegliere,
  • hanno una paura eccessiva di essere abbandonate, anche senza motivo.
Una donna pensierosa con il telefono in mano
La paura di essere abbandonati è spesso eccessiva. Immagine illustrativa generata con IA.

Sottomissione e mancanza di fiducia in sé

Poiché temono di perdere sostegno o approvazione, secondo il Manuale MSD:

  • faticano a esprimere disaccordo e possono accettare cose che sanno sbagliate,
  • non si arrabbiano nemmeno quando sarebbe giusto,
  • possono svolgere compiti sgradevoli e sottomettersi a richieste irragionevoli,
  • si considerano inferiori, sminuiscono le proprie capacità e vivono ogni critica come prova della propria incompetenza,
  • faticano a iniziare compiti nuovi e a lavorare in autonomia; non vogliono sembrare troppo capaci per paura di essere abbandonate.

Così alimentano la propria dipendenza, perché non imparano le abilità per vivere in modo indipendente.

Disturbo dipendente e dipendenza affettiva

Il disturbo dipendente di personalità riguarda molti ambiti della vita e inizia entro la prima età adulta: secondo il Manuale MSD è un bisogno pervasivo di essere accuditi.

La dipendenza affettiva è un’espressione più ampia, usata soprattutto per le relazioni di coppia. Le due cose possono sovrapporsi, ma solo una valutazione professionale può dire se si tratta di un disturbo della personalità.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD, la diagnosi si basa sui criteri del DSM-5-TR: servono un bisogno pervasivo ed eccessivo di essere accuditi e almeno cinque di questi problemi:

  • difficoltà a prendere decisioni quotidiane senza molti consigli,
  • bisogno che altri si assumano la responsabilità di aspetti importanti della propria vita,
  • difficoltà a esprimere disaccordo,
  • difficoltà ad avviare progetti da soli per mancanza di fiducia nel proprio giudizio,
  • disponibilità a fare di tutto per ottenere sostegno,
  • disagio o senso di impotenza quando si è soli,
  • ricerca urgente di una nuova relazione quando una finisce,
  • paura dominante di restare soli a doversi prendere cura di sé.

I sintomi devono essere iniziati entro la prima età adulta.

Psicoterapia

Secondo il Manuale MSD, la psicoterapia psicodinamica e la terapia cognitivo-comportamentale centrate sulla paura dell’indipendenza e sulla difficoltà a farsi valere possono aiutare le persone con disturbo dipendente di personalità.

Non è chiaro se i farmaci siano utili; a volte si usano antidepressivi per trattare la depressione e l’ansia. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la terapia cognitivo-comportamentale sull’autonomia, sulle decisioni e sulla capacità di farsi valere (le visite sono in spagnolo).

Un uomo e una donna parlano seduti in soggiorno
La psicoterapia lavora sull’autonomia e sulla capacità di farsi valere. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Una meta-analisi di Winsper e colleghi (2020) su 46 studi in 21 paesi ha stimato quanto sono diffusi i disturbi della personalità nella popolazione. Rispetto al Manuale MSD:

  • Frequenza: il Manuale MSD indica meno dell’1% per il disturbo dipendente; la meta-analisi non dà un dato per ogni disturbo, ma stima il 5,0% per il gruppo dei disturbi «ansiosi e timorosi» (cluster C) di cui fa parte, e il 7,8% per tutti i disturbi della personalità.
  • Paesi: la meta-analisi trova frequenze più alte nei paesi ad alto reddito (9,6%) che negli altri (4,3%).
  • Cautela: gli autori avvertono che i dati variano molto tra gli studi e vanno letti con prudenza.

Punti chiave sul disturbo dipendente di personalità

  • È un bisogno pervasivo ed eccessivo di essere accuditi, con sottomissione e attaccamento.
  • Le persone chiedono molte rassicurazioni, faticano a dire di no e temono di restare sole.
  • Spesso si accompagna a depressione, ansia o altri disturbi della personalità.
  • La diagnosi richiede almeno cinque criteri iniziati entro la prima età adulta.
  • Psicoterapia psicodinamica e terapia cognitivo-comportamentale possono aiutare.
  • Non è chiaro se i farmaci siano utili.

Domande frequenti sul disturbo dipendente di personalità

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cos’è il disturbo dipendente di personalità?

Secondo il Manuale MSD è un bisogno pervasivo ed eccessivo di essere accuditi, che porta a sottomissione, attaccamento e paura della separazione.

Quali sono i sintomi?

Bisogno di consigli e rassicurazioni per decidere, difficoltà a esprimere disaccordo, disagio quando si è soli, ricerca immediata di una nuova relazione e scarsa fiducia in sé.

È la stessa cosa della dipendenza affettiva?

No. Il disturbo dipendente di personalità riguarda molti ambiti della vita ed è una diagnosi precisa; la dipendenza affettiva si riferisce soprattutto alla coppia.

Da cosa dipende?

Le informazioni sono limitate: possono contribuire fattori culturali, esperienze negative precoci, una tendenza all’ansia e tratti ereditari.

Si può curare?

La psicoterapia psicodinamica e la terapia cognitivo-comportamentale, centrate sulla paura dell’indipendenza, possono aiutare.

Servono i farmaci?

Secondo il Manuale MSD non è chiaro se siano utili; a volte si usano antidepressivi per depressione e ansia.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo dipendente di personalità
  2. Winsper C, et al. The prevalence of personality disorders in the community: a global systematic review and meta-analysis. Br J Psychiatry. 2020

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.