Cos’è il disturbo evitante di personalità
I disturbi della personalità, spiega il Manuale MSD, sono schemi persistenti e pervasivi di pensiero, percezione, reazione e relazione che fanno soffrire o compromettono la vita quotidiana. C’è una guida generale sui disturbi di personalità.
Le persone con disturbo evitante si sentono inadeguate e gestiscono questa sensazione evitando le situazioni in cui potrebbero essere valutate negativamente.
Quanto è diffuso e cosa lo accompagna
Secondo il Manuale MSD, negli Stati Uniti il disturbo interessa poco più del 2% della popolazione e colpisce le donne un po’ più spesso degli uomini. Spesso sono presenti anche:
- disturbo depressivo maggiore o persistente,
- disturbo ossessivo-compulsivo,
- un disturbo d’ansia, come il disturbo di panico e soprattutto l’ansia sociale,
- un altro disturbo della personalità, come il dipendente o il borderline.
Chi ha sia l’ansia sociale sia il disturbo evitante ha sintomi più gravi rispetto a chi ha uno solo dei due.
Da cosa dipende
Secondo il Manuale MSD, geni e fattori ambientali possono contribuire. Per esempio:
- la persona può avere un’ansia innata nelle situazioni sociali,
- può aver vissuto rifiuto ed emarginazione durante l’infanzia,
- l’evitamento delle situazioni sociali è stato osservato in bambini anche di appena 2 anni.
La paura del rifiuto
Le persone con disturbo evitante, secondo il Manuale MSD, evitano l’interazione sociale, anche al lavoro, perché temono critiche, rifiuto o disapprovazione. Possono per esempio:
- rifiutare una promozione per paura delle critiche dei colleghi,
- evitare le riunioni,
- evitare nuove amicizie se non sono certe di essere apprezzate,
- avere bisogno di ripetute garanzie di sostegno e accettazione prima di unirsi a un gruppo,
- essere riluttanti a parlare di sé per paura di essere prese in giro.

Estrema sensibilità alle critiche
Secondo il Manuale MSD, queste persone sono molto sensibili a critiche, disapprovazione e prese in giro, perché pensano costantemente di essere criticate o rifiutate. Sono attente a ogni segno di risposta negativa.
Il loro aspetto teso e ansioso può a volte suscitare proprio le prese in giro che temono, confermando i dubbi che hanno su di sé. Sono inoltre riluttanti a rischiare o a provare attività nuove, e possono preferire uno stile di vita limitato per bisogno di sicurezza.
Bassa autostima e isolamento
Secondo il Manuale MSD, la bassa autostima e il senso di inadeguatezza le bloccano nelle interazioni, soprattutto con persone nuove:
- si vedono come socialmente incapaci, poco attraenti o inferiori agli altri,
- tendono a essere timide e silenziose, per paura che qualunque cosa dicano venga giudicata sbagliata,
- desiderano il contatto con gli altri, ma temono di mettere il proprio benessere nelle loro mani,
- limitando le relazioni, sono relativamente isolate e non hanno una rete di sostegno quando ne hanno bisogno.
Sull’ansia nelle relazioni di coppia c’è una guida all’attaccamento ansioso.

Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD, la diagnosi si basa sui criteri del DSM-5-TR: la persona deve evitare in modo persistente il contatto sociale, sentirsi inadeguata ed essere ipersensibile a critiche e rifiuto, con almeno quattro di questi problemi:
- evita attività lavorative con contatto interpersonale per paura di critiche o rifiuto,
- non si relaziona con gli altri se non è sicura di essere apprezzata,
- è riservata nei rapporti stretti per paura di essere ridicolizzata,
- teme critiche o rifiuto nelle situazioni sociali,
- è inibita nelle situazioni nuove perché si sente inadeguata,
- si vede socialmente incapace o inferiore agli altri,
- evita rischi o attività nuove per paura dell’imbarazzo.
I sintomi devono essere iniziati entro la prima età adulta.
Psicoterapia e farmaci
Secondo il Manuale MSD, le persone con disturbo evitante possono tendere a evitare anche il trattamento. Possono aiutare:
- la terapia cognitivo-comportamentale centrata sull’acquisizione di abilità sociali, svolta in gruppo, soprattutto se c’è anche ansia sociale,
- altre terapie di gruppo con persone che hanno le stesse difficoltà,
- terapie individuali che offrono sostegno e tengono conto dell’ipersensibilità verso gli altri,
- la psicoterapia psicodinamica, centrata sui conflitti di fondo,
- alcuni antidepressivi e ansiolitici, che possono ridurre l’ansia quanto basta per affrontare nuove situazioni sociali.
Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la terapia cognitivo-comportamentale sulle abilità sociali, sull’autostima e sulla paura del giudizio (le visite sono in spagnolo).
Dove le fonti non concordano
Una revisione di Weinbrecht e colleghi (2016) sul disturbo evitante di personalità si discosta in parte dal Manuale MSD:
- Ansia sociale: il Manuale MSD li descrive come due disturbi che spesso si presentano insieme; la revisione sottolinea un legame molto stretto tra i due e una relativa stabilità dei sintomi nel tempo.
- Terapie: il Manuale MSD elenca diverse psicoterapie, tra cui la psicodinamica; secondo la revisione le prove sono promettenti per la terapia cognitivo-comportamentale e la schema therapy, mentre gli altri approcci sono stati studiati solo in casi singoli.
- Ricerca: gli autori lo definiscono un disturbo trascurato, su cui servono più studi specifici.
Punti chiave sul disturbo evitante di personalità
- È uno schema persistente di evitamento sociale per paura di rifiuto, critiche o umiliazione.
- Interessa poco più del 2% della popolazione.
- Le persone desiderano il contatto con gli altri, ma si sentono inadeguate e temono il giudizio.
- Si accompagna spesso ad ansia sociale e depressione.
- La diagnosi richiede almeno quattro criteri iniziati entro la prima età adulta.
- La terapia cognitivo-comportamentale sulle abilità sociali e altre psicoterapie possono aiutare.
Domande frequenti sul disturbo evitante di personalità
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cos’è il disturbo evitante di personalità?
Secondo il Manuale MSD è uno schema persistente di evitamento delle situazioni sociali che presentano il rischio di rifiuto, critiche o umiliazioni.
Che differenza c’è con l’ansia sociale?
Spesso si presentano insieme e una revisione descrive un legame molto stretto tra i due. Secondo il Manuale MSD chi li ha entrambi ha sintomi più gravi e maggiori difficoltà.
Essere timidi è un disturbo evitante?
No. Si parla di disturbo quando l’evitamento, il senso di inadeguatezza e l’ipersensibilità alle critiche sono persistenti e soddisfano almeno quattro criteri precisi.
Da cosa dipende?
Possono contribuire geni e ambiente, per esempio un’ansia innata nelle situazioni sociali o esperienze di rifiuto ed emarginazione nell’infanzia.
Si può curare?
Sì, la terapia cognitivo-comportamentale centrata sulle abilità sociali, altre psicoterapie e alcuni farmaci possono aiutare.
Perché è difficile chiedere aiuto?
Secondo il Manuale MSD le persone con questo disturbo possono evitare anche il trattamento, per la stessa paura del giudizio che caratterizza il disturbo.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo evitante di personalità
- Weinbrecht A, et al. Avoidant personality disorder: a current review. Curr Psychiatry Rep. 2016
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

