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Ansia sociale (fobia sociale): sintomi e terapia

Il disturbo d’ansia sociale, chiamato anche fobia sociale, secondo il Manuale MSD è caratterizzato da paura o ansia per alcune situazioni o prestazioni sociali, che vengono evitate o affrontate con grande disagio. Provare un po’ di ansia in pubblico è normale; questa guida spiega quando diventa un disturbo e come si cura.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna seduta da sola al tavolino di un bar guarda pensierosa
Nell’ansia sociale si teme il giudizio degli altri. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è l’ansia sociale

Gli esseri umani sono animali sociali, ricorda il Manuale MSD, e la capacità di affrontare le situazioni sociali incide su famiglia, studio, lavoro, tempo libero e relazioni.

Nel disturbo d’ansia sociale alcune situazioni provocano paura e ansia sproporzionate rispetto al pericolo reale. Provare ansia in certe situazioni è normale; chi ha il disturbo la avverte in misura tale da evitare le situazioni sociali o da affrontarle con angoscia. Per l’ansia in generale c’è una guida dedicata all’ansia.

Quanto è diffusa e quando inizia

Secondo il Manuale MSD:

  • circa il 13% delle persone ha un disturbo d’ansia sociale nel corso della vita,
  • ogni anno interessa circa il 9% delle donne e il 7% degli uomini,
  • alcuni adulti con ansia sociale sono timidi fin da bambini, altri sviluppano sintomi importanti solo dopo la pubertà.

Tra i disturbi d’ansia che di solito iniziano nell’infanzia, il Manuale MSD elenca anche il mutismo selettivo.

Cosa teme chi ha l’ansia sociale

Secondo il Manuale MSD, la persona è preoccupata che le sue azioni sembrino inappropriate. Spesso teme che:

  • la sua ansia si veda,
  • possa sudare, arrossire, vomitare o tremare,
  • la voce sia tremolante,
  • possa perdere il filo del discorso o non trovare le parole.

Teme di sentirsi in imbarazzo, umiliata o rifiutata, o di offendere gli altri se non soddisfa le loro aspettative. Può riconoscere o no che queste paure sono eccessive.

Le situazioni tipiche

Alcune ansie sociali riguardano solo una prestazione in pubblico: la stessa attività fatta da soli non dà ansia. Secondo il Manuale MSD le situazioni che spesso scatenano ansia sono:

  • parlare in pubblico,
  • esibirsi davanti a un pubblico, come leggere ad alta voce o suonare uno strumento,
  • mangiare con altre persone,
  • conoscere persone nuove e fare conversazione,
  • firmare un documento davanti a testimoni,
  • usare un bagno pubblico.

Alcune persone hanno sintomi in una o poche situazioni; altre in molti contesti diversi.

Tre persone parlano attorno a un tavolo di lavoro con i portatili
Parlare in pubblico o in una riunione può scatenare l’ansia. Immagine illustrativa generata con IA.

Quando è un disturbo: la diagnosi

Secondo il Manuale MSD il medico diagnostica il disturbo d’ansia sociale quando la paura o l’ansia:

  • è intensa e dura da 6 mesi o più,
  • riguarda una o più situazioni sociali e si presenta quasi sempre nelle stesse situazioni,
  • comporta la paura di essere valutati negativamente,
  • porta a evitare la situazione o a sopportarla con disagio,
  • è sproporzionata rispetto al pericolo reale,
  • causa molto malessere o interferisce con la vita quotidiana.

Il medico esclude altri disturbi con sintomi simili, come l’agorafobia, il disturbo di panico o il disturbo da dismorfismo corporeo.

Cosa succede se non si cura

Come per gli altri disturbi d’ansia, la gravità varia nel tempo. Secondo il Manuale MSD, se non è trattata l’ansia sociale spesso persiste e porta molte persone a rinunciare ad attività a cui vorrebbero partecipare.

  • molte persone non cercano mai un trattamento,
  • sviluppano strategie proprie: evitare le situazioni sociali, «automedicarsi» con alcol o cannabis o sforzarsi con disagio di partecipare,
  • esistono però trattamenti efficaci.

La terapia espositiva

Secondo il Manuale MSD la terapia espositiva è di solito efficace: la persona si espone alla situazione temuta abbastanza a lungo da abituarsi e viverla senza più ansia.

Organizzarla non è sempre facile: chi teme di parlare davanti al proprio capo può non riuscire a farlo più volte. Possono aiutare situazioni sostitutive, per esempio un gruppo della comunità per esercitarsi a parlare in pubblico o leggere libri agli ospiti di una casa di riposo.

Terapia cognitivo-comportamentale e farmaci

Anche la terapia cognitivo-comportamentale può essere d’aiuto. Secondo il Manuale MSD la persona impara a:

  • usare tecniche di rilassamento,
  • riconoscere gli schemi di pensiero e di comportamento che scatenano l’ansia o il panico,
  • modificare quei pensieri e, di conseguenza, il comportamento.

Tra i farmaci sono spesso utili alcuni antidepressivi, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, di solito preferiti alle benzodiazepine perché non interferiscono con la terapia cognitivo-comportamentale. I beta-bloccanti riducono battito accelerato, tremori e sudorazione prima di un’esibizione, ma non l’ansia. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao affrontiamo l’ansia sociale con la terapia cognitivo-comportamentale e l’esposizione graduale (le visite sono in spagnolo).

Una donna parla con una psicologa seduta in poltrona
La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a cambiare i pensieri che alimentano l’ansia. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Una network meta-analysis di Mayo-Wilson e colleghi (2014) su 101 studi con oltre 13.000 adulti ha confrontato i trattamenti dell’ansia sociale. Rispetto al Manuale MSD:

  • Quale terapia prima: il Manuale MSD indica la terapia espositiva come solitamente efficace e la terapia cognitivo-comportamentale come «di aiuto»; la meta-analisi considera la terapia cognitivo-comportamentale individuale il miglior trattamento iniziale, con effetti ampi e superiori alla psicoterapia psicodinamica e ad altre terapie.
  • Esposizione: nella meta-analisi l’esposizione con allenamento delle abilità sociali è risultata efficace rispetto all’attesa, ma con effetti inferiori alla terapia cognitivo-comportamentale individuale.
  • Farmaci: entrambe le fonti indicano gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina; per la meta-analisi sono l’opzione con prove più solide per chi non vuole una psicoterapia.

Punti chiave sull’ansia sociale

  • È una paura o un’ansia intensa e sproporzionata per alcune situazioni sociali o prestazioni.
  • Al centro c’è la paura di essere giudicati negativamente.
  • Circa il 13% delle persone ne soffre nel corso della vita.
  • Si diagnostica quando dura da almeno 6 mesi e interferisce con la vita.
  • Senza trattamento spesso persiste; l’alcol e le sostanze non sono una soluzione.
  • Terapia espositiva, terapia cognitivo-comportamentale e alcuni farmaci sono efficaci.

Domande frequenti sull’ansia sociale

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Ansia sociale e fobia sociale sono la stessa cosa?

Sì. Il Manuale MSD usa entrambi i nomi per il disturbo d’ansia sociale, la paura o l’ansia intensa per alcune situazioni sociali.

Essere timidi è ansia sociale?

Non di per sé. Si parla di disturbo quando la paura è intensa, dura da almeno 6 mesi, è sproporzionata e porta a evitare le situazioni o a viverle con angoscia.

Quali sono i sintomi?

Paura di essere giudicati, di arrossire, sudare, tremare o perdere il filo del discorso, ed evitamento di situazioni come parlare in pubblico, mangiare con altri o conoscere persone nuove.

L’ansia sociale passa da sola?

Secondo il Manuale MSD, se non è trattata spesso persiste. Esistono però trattamenti efficaci.

Come si cura?

Con la terapia espositiva, la terapia cognitivo-comportamentale e, se serve, alcuni antidepressivi. Una meta-analisi indica la terapia cognitivo-comportamentale individuale come il miglior trattamento iniziale.

I beta-bloccanti curano l’ansia sociale?

No. Secondo il Manuale MSD riducono battito accelerato, tremori e sudorazione prima di un’esibizione, ma non riducono l’ansia.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo d’ansia sociale
  2. Mayo-Wilson E, et al. Psychological and pharmacological interventions for social anxiety disorder in adults: a systematic review and network meta-analysis. Lancet Psychiatry. 2014

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.