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Epicondilite (gomito del tennista): sintomi e cura

L’epicondilite laterale, nota come gomito del tennista, secondo il Manuale MSD è l’infiammazione dei tendini dei muscoli che estendono la mano all’indietro. Il dolore si sente all’esterno del gomito e sul dorso dell’avambraccio. Non viene solo a chi gioca a tennis: anche girare a lungo un cacciavite può causarla. Questa guida spiega cause, sintomi, diagnosi e cura.

Tema
Fisioterapia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo si tiene il gomito mentre parla con una fisioterapista
Nell’epicondilite il dolore è all’esterno del gomito. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è l’epicondilite

L’epicondilite laterale, spiega il Manuale MSD, consiste nell’infiammazione dei tendini dei muscoli che estendono la mano all’indietro, allontanando il palmo dal braccio.

I muscoli dell’avambraccio che si inseriscono sulla parte esterna del gomito diventano dolenti quando vengono sollecitati in modo ripetuto. Il tendine che collega questi muscoli al gomito può infiammarsi e diventare molto dolente. Per questo si parla anche di gomito del tennista.

Le cause: non solo il tennis

Secondo il Manuale MSD, l’epicondilite laterale può essere causata dai continui rovesci nel tennis, ma anche da altre attività, per esempio:

  • remare,
  • fare flessioni dell’avambraccio reggendo pesi,
  • girare ripetutamente e con forza un cacciavite.

Sono tutti gesti in cui i muscoli che estendono il polso lavorano a lungo contro una resistenza.

Fattori di rischio nei tennisti

Fra i tennisti, secondo il Manuale MSD, la probabilità di sviluppare un’epicondilite aumenta con:

  • la debolezza dei muscoli della spalla e dell’avambraccio,
  • una racchetta con corde troppo tese o troppo corta,
  • l’abitudine di colpire la palla lontano dal centro della racchetta, al di fuori dello «sweet spot»,
  • l’uso di palle pesanti o bagnate,
  • i colpi di rovescio e la continua piegatura del polso.

Sintomi

Secondo il Manuale MSD:

  • il dolore si sente nella parte esterna dell’avambraccio quando il polso viene esteso all’indietro,
  • può estendersi dal gomito fino a metà dell’avambraccio,
  • può aumentare con una presa forte, come una stretta di mano, o anche girando la maniglia di una porta,
  • se si continua a sollecitare i muscoli dell’avambraccio, il disturbo può peggiorare e il dolore può comparire anche quando l’avambraccio è a riposo.

Il dolore all’interno del gomito fa pensare invece all’epitrocleite, il gomito del golfista.

Una donna in cucina si tiene il gomito mentre solleva una tazza
Il dolore aumenta con le prese e con l’estensione del polso. Immagine illustrativa generata con IA.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD, il medico fa la diagnosi in base ai sintomi e all’esame obiettivo. Una prova tipica è questa:

  • la persona appoggia braccio e palmo della mano su un tavolo,
  • cerca di sollevare la mano contro una resistenza, piegando il polso all’indietro,
  • se c’è un’epicondilite laterale, questo movimento provoca dolore all’esterno del gomito.

Riposo e ghiaccio

Il trattamento indicato dal Manuale MSD comprende riposo, ghiaccio, riabilitazione e talvolta iniezioni di corticosteroidi. Le prime misure sono:

  • applicare ghiaccio sulla parte esterna del gomito,
  • evitare gli esercizi e i gesti che provocano dolore,
  • mantenere la forma fisica con attività che non usano i muscoli estensori del polso, come la corsa o la bicicletta,
  • gli antidolorifici possono aiutare a controllare il dolore.

Riabilitazione ed esercizi

Secondo il Manuale MSD, quando il dolore diminuisce si possono iniziare esercizi di flessibilità e di rinforzo del polso e del gomito. Gli esercizi proposti dal Manuale sono stati preparati da un dipartimento di fisioterapia e prevedono allungamenti, lavoro con un peso leggero o una banda elastica, prese con un asciugamano e lavoro con la plastilina terapeutica.

Li spieghiamo passo per passo nella guida agli esercizi per l’epicondilite. Nel nostro studio di fisioterapia a Bilbao valutiamo il gomito e accompagniamo il programma di esercizi quando il dolore lo permette (le visite sono in spagnolo).

Una fisioterapista segue un uomo che stringe una pallina con la mano
Quando il dolore cala si passa agli esercizi di rinforzo. Immagine illustrativa generata con IA.

Tutore, infiltrazioni e chirurgia

Secondo il Manuale MSD:

  • usare un tutore per il gomito del tennista, di solito per qualche settimana, può essere utile,
  • quando il dolore è intenso, il medico può iniettare un corticosteroide, chiamato anche glucocorticoide, nella parte esterna del gomito,
  • l’intervento chirurgico è raramente necessario.

Sull’uso delle infiltrazioni gli studi non sono del tutto d’accordo con un uso esteso: lo vediamo nella prossima sezione.

Dove le fonti non concordano

Due studi aggiungono dati che il Manuale MSD non riporta:

  • Infiltrazioni di corticosteroide: il Manuale MSD le indica quando il dolore è intenso; in uno studio randomizzato di Coombes e colleghi (2013) su 165 adulti con epicondilite da oltre 6 settimane, dopo un anno chi aveva ricevuto l’infiltrazione stava meno bene di chi aveva ricevuto un’iniezione placebo (83% contro 96% di guarigione o netto miglioramento) e aveva più recidive (54% contro 12%).
  • Fisioterapia: nello stesso studio, un programma di fisioterapia non ha cambiato in modo significativo i risultati a un anno; il Manuale MSD consiglia comunque esercizi di flessibilità e rinforzo quando il dolore diminuisce.
  • Chi colpisce: uno studio di popolazione in Finlandia (Shiri e colleghi, 2006) ha trovato l’epicondilite laterale nell’1,3% degli adulti tra 30 e 64 anni, più spesso tra 45 e 54 anni, senza differenze tra uomini e donne; fumo, movimenti ripetitivi e lavori di forza erano associati a un rischio più alto.

Punti chiave sull’epicondilite

  • È l’infiammazione dei tendini che estendono il polso, sul lato esterno del gomito.
  • Viene con il tennis, ma anche con il remo, i pesi o l’uso ripetuto di attrezzi.
  • Il dolore aumenta con le prese forti e con l’estensione del polso.
  • La diagnosi si basa sui sintomi e sull’esame obiettivo.
  • Riposo, ghiaccio, esercizi e a volte un tutore sono di solito efficaci.
  • Le infiltrazioni si usano quando il dolore è intenso, ma uno studio ha trovato più recidive a un anno; la chirurgia è rara.

Domande frequenti sull’epicondilite

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cos’è il gomito del tennista?

È l’epicondilite laterale: secondo il Manuale MSD, l’infiammazione dei tendini dei muscoli che estendono la mano all’indietro, con dolore all’esterno del gomito.

Viene solo a chi gioca a tennis?

No. Può venire remando, sollevando pesi con l’avambraccio o girando ripetutamente e con forza un cacciavite.

Quali sono i sintomi?

Dolore all’esterno del gomito e sul dorso dell’avambraccio, che aumenta stringendo la mano, girando una maniglia o estendendo il polso.

Cosa fare quando fa male?

Applicare ghiaccio, evitare i gesti che provocano dolore e mantenersi attivi con attività che non usano il polso, come correre o pedalare.

Le infiltrazioni funzionano?

Il Manuale MSD le indica quando il dolore è intenso. Uno studio randomizzato ha però trovato a un anno risultati peggiori e più recidive rispetto al placebo: parlatene con il medico.

Serve l’intervento chirurgico?

Raramente. Secondo il Manuale MSD, nella maggior parte dei casi bastano riposo, ghiaccio, esercizi e a volte un tutore.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Epicondilite laterale
  2. Coombes BK, et al. Effect of corticosteroid injection, physiotherapy, or both on clinical outcomes in patients with unilateral lateral epicondylalgia. JAMA. 2013
  3. Shiri R, et al. Prevalence and determinants of lateral and medial epicondylitis: a population study. Am J Epidemiol. 2006

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.