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Helicobacter pylori: sintomi, test e cura

L’Helicobacter pylori è un batterio che vive nello stomaco ed è la causa più comune di gastrite e ulcera peptica nel mondo. Nella maggior parte delle persone non dà disturbi. Questa guida spiega come si trasmette, quali sintomi può dare, quali test servono e come si cura, secondo ISSalute e il Manuale MSD.

Tema
Nutrizione
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo con una mano sullo stomaco parla con una dottoressa durante una visita
Indigestione e fastidio nella parte alta dell’addome sono i disturbi più tipici. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è l’Helicobacter pylori

L’infezione da Helicobacter pylori (Hp), spiega ISSalute, è un’infezione della mucosa dello stomaco causata da un batterio a forma di elica. Sopravvive all’acidità producendo un enzima, l’ureasi, e penetrando nello strato più interno e meno acido della mucosa.

Il Manuale MSD lo indica come la causa più comune di gastrite e ulcera peptica al mondo. Secondo ISSalute potrebbe essere presente nello stomaco di circa 25 milioni di italiani; nei paesi industrializzati l’infezione è più frequente nell’età adulta, in quelli in via di sviluppo inizia già nell’infanzia.

Come si trasmette

Secondo ISSalute l’uomo è l’unico serbatoio del batterio e la trasmissione avviene molto probabilmente per via orale o oro-fecale:

  • contatto diretto con feci, vomito o saliva di persone infette,
  • cibi o acqua contaminati da materiale fecale umano.

Il Manuale MSD aggiunge che il batterio può trovarsi anche nella saliva e sulla placca dentale e che si trasmette soprattutto se chi è infetto non si lava bene le mani dopo essere andato in bagno, oppure con baci e contatti stretti: per questo le infezioni tendono a verificarsi tra familiari.

Sintomi

In molti casi l’infezione non provoca disturbi. Quando ci sono, secondo ISSalute, non sono specifici:

  • difficoltà digestive (dispepsia),
  • nausea,
  • eruttazioni,
  • disturbi tipici delle malattie del tratto digerente, come l’ulcera duodenale.

Il Manuale MSD indica che chi ha sintomi lamenta quelli tipici della gastrite: indigestione e dolore o fastidio nella parte alta dell’addome. Per l’infiammazione dello stomaco c’è la guida sulla gastrite cronica.

Test per l’Helicobacter pylori

ISSalute indica come esami principali:

  • il test del respiro (urea breath test), su campioni di aria espirata,
  • la ricerca degli antigeni nelle feci,
  • la gastroscopia con biopsie, più spesso dopo i 60 anni o con sintomi come febbre, perdita di peso, anemia o sanguinamento intestinale.

I farmaci che riducono l’acidità possono falsare i test del respiro e delle feci: secondo ISSalute vanno sospesi circa due settimane prima; se non è possibile esiste un test delle feci che non ne risente. ISSalute non raccomanda la ricerca di anticorpi nel sangue, perché non distingue un’infezione in corso da una già superata.

Una dottoressa mostra a un paziente un piccolo kit per un test
Il test del respiro e la ricerca degli antigeni nelle feci sono gli esami non invasivi. Immagine illustrativa generata con IA.

Come si cura

La terapia, spiega ISSalute, combina farmaci che riducono la secrezione acida dello stomaco (inibitori di pompa protonica) con antibiotici, per due settimane. Il Manuale MSD indica che lo schema più comune prevede un inibitore di pompa protonica e due antibiotici.

Per la resistenza del batterio agli antibiotici, secondo ISSalute le linee guida più recenti raccomandano di scegliere la cura in base alle condizioni di salute e alla zona di residenza. Almeno quattro settimane dopo la fine della terapia va sempre ripetuto un test non invasivo per confermare l’eliminazione; se il batterio non è stato eradicato, il trattamento va ripetuto. Consultate il vostro medico.

Quando la cura è indispensabile

Secondo ISSalute l’eliminazione dell’Helicobacter pylori è indispensabile in caso di:

  • ulcera gastrica o duodenale,
  • lesioni precancerose dello stomaco,
  • linfoma MALT, un raro tumore dello stomaco,
  • uso continuo di antinfiammatori non steroidei (FANS).

ISSalute raccomanda il test anche nelle persone con anemia da carenza di ferro senza altre cause apparenti. Il Manuale MSD riporta che, se l’infezione viene eradicata, la probabilità che un’ulcera peptica si ripresenti entro 3 anni è inferiore al 10%; se non viene eradicata supera il 50%.

Prevenzione

Poiché il contagio avviene per via orale o oro-fecale, ISSalute consiglia:

  • lavarsi bene le mani più volte al giorno, prima e dopo aver preparato il cibo, sempre prima dei pasti e prima e dopo l’uso dei servizi igienici,
  • mangiare alimenti igienicamente sicuri, ben lavati o cucinati,
  • bere acqua potabile o, se non si è sicuri o si viaggia in paesi non industrializzati, acqua in bottiglia.

L’infezione si contrae spesso da bambini: ISSalute cita come fattore di rischio l’abitudine di assaggiare le pappe prima di imboccare il bambino. Per l’alimentazione con lo stomaco infiammato c’è la guida sulla dieta per la gastrite.

Una donna mangia un piatto di verdure e pesce a un tavolo con insalata e pane
Alimenti sicuri, ben lavati o cucinati, fanno parte della prevenzione. Immagine illustrativa generata con IA.

Complicazioni

ISSalute e il Manuale MSD indicano:

  • gastrite cronica, superficiale o atrofica, la complicazione più diffusa,
  • ulcera peptica, gastrica o duodenale, di cui il batterio è la causa più comune,
  • aumento del rischio di cancro dello stomaco con l’infezione a lungo termine,
  • linfoma MALT gastrico, una rara forma di tumore,
  • anemia da carenza di ferro.

Secondo ISSalute, al momento non ci sono prove sufficienti per collegare l’infezione ad altre malattie fuori dall’apparato digerente.

Dove le fonti non concordano

Sulla gastrite. ISSalute scrive che in genere l’infezione non provoca problemi e causa gastrite cronica solo in una parte delle persone; il Manuale MSD afferma che quasi tutte le persone infette hanno un’infiammazione dello stomaco, anche se molte non hanno sintomi.

Sulla terapia. ISSalute descrive la combinazione di inibitori di pompa protonica e antibiotici per due settimane; il Manuale MSD indica un inibitore di pompa protonica, due antibiotici e talvolta anche un composto di bismuto.

Punti chiave sull’Helicobacter pylori

  • È un batterio dello stomaco, causa più comune di gastrite e ulcera peptica.
  • Si trasmette per via orale o oro-fecale, spesso in famiglia e nell’infanzia.
  • Nella maggior parte dei casi non dà disturbi.
  • Si cerca con il test del respiro o delle feci; la gastroscopia serve in casi selezionati.
  • Si cura con inibitori di pompa protonica e antibiotici, poi si ripete il test.
  • Lavarsi le mani, cibi sicuri e acqua potabile sono la prevenzione.

Domande frequenti sull’Helicobacter pylori

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cos’è l’Helicobacter pylori?

Un batterio che infetta la mucosa dello stomaco ed è la causa più comune di gastrite e ulcera peptica.

Come si prende l’Helicobacter pylori?

Per via orale o oro-fecale: contatto con saliva, vomito o feci di persone infette e cibi o acqua contaminati.

Quali sono i sintomi dell’Helicobacter pylori?

Spesso nessuno. Quando ci sono: difficoltà digestive, nausea, eruttazioni e dolore o fastidio nella parte alta dell’addome.

Come si fa il test per l’Helicobacter pylori?

Con il test del respiro o la ricerca degli antigeni nelle feci; in casi selezionati con la gastroscopia e biopsie.

Come si cura l’Helicobacter pylori?

Con farmaci che riducono l’acidità dello stomaco associati ad antibiotici, prescritti dal medico, per circa due settimane.

L’Helicobacter pylori può tornare?

Sì, ma secondo ISSalute le reinfezioni si verificano solo nell’1% dei casi all’anno.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Helicobacter pylori
  2. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Infezione da Helicobacter pylori

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.