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Frattura del polso: sintomi, cura e recupero

Le fratture del polso, secondo il Manuale MSD, interessano di solito l’estremità inferiore del radio, l’osso più grande dell’avambraccio, e a volte l’ulna; meno spesso uno degli ossicini alla base della mano, come lo scafoide. Avvengono quasi sempre cadendo sulla mano aperta. Questa guida spiega tipi, sintomi, cura e recupero.

Tema
Fisioterapia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna con un tutore al polso parla con una dottoressa che tiene un tablet
Di solito la frattura del polso riguarda il radio. Immagine illustrativa generata con IA.

Com’è fatto il polso

Il polso, spiega il Manuale MSD, è formato da:

  • le estremità inferiori delle due ossa lunghe dell’avambraccio, il radio e l’ulna,
  • otto piccole ossa alla base della mano, le ossa del carpo, che si trovano tra le ossa dell’avambraccio e quelle della mano.

Le fratture di solito interessano la parte inferiore del radio, l’osso più grande dell’avambraccio; a volte è fratturata anche l’ulna. Per questo si parla spesso di frattura del radio distale.

Una dottoressa mostra a un uomo un modello delle ossa della mano e del polso
Il polso unisce radio, ulna e le ossa del carpo. Immagine illustrativa generata con IA.

Frattura di Colles e di Smith

Secondo il Manuale MSD:

  • frattura di Colles: la più frequente; avviene cadendo sulla mano aperta con il polso piegato all’indietro; il radio si rompe vicino al polso e l’estremità rotta si sposta verso il dorso della mano; a volte il polso appare fuori posto e, se l’impatto è forte, l’osso appare più corto,
  • frattura di Smith: meno frequente; avviene cadendo con la mano piegata in avanti o con un colpo sul dorso del polso, per esempio con un bastone da hockey; l’estremità rotta si sposta verso il palmo.

Le fratture di Colles sono frequenti nelle persone anziane, soprattutto con osteoporosi, la malattia che indebolisce le ossa.

Sintomi

Secondo il Manuale MSD, il polso fratturato è:

  • dolorante,
  • gonfio,
  • dolente al tatto.

Può essere danneggiato il nervo mediano, lo stesso coinvolto nel tunnel carpale: in questo caso la punta del dito indice è insensibile e si può avere difficoltà ad avvicinare pollice e mignolo. Una frattura che entra nell’articolazione o con frammenti spostati può lasciare rigidità, dolore persistente e artrosi.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD, se si pensa di avere una frattura del polso bisogna consultare un medico. Di solito:

  • il medico riconosce la frattura con una radiografia,
  • raramente serve una tomografia computerizzata (TC) per vedere le fratture che entrano nell’articolazione: combina la radiografia con l’elaborazione al computer e dà un’immagine più dettagliata e tridimensionale.

Per il dolore al polso senza trauma c’è una guida dedicata al dolore al polso.

Riallineare la frattura senza intervento

Per molte fratture del polso, spiega il Manuale MSD, il medico riallinea le parti senza intervento (riduzione chiusa). Prima, per evitare il dolore, può:

  • dare antidolorifici oppioidi e/o un sedativo,
  • fare un blocco nervoso iniettando un anestetico nell’ematoma, la raccolta di sangue che si forma intorno alla frattura.

Dopo il riallineamento si applica un tutore e si rimanda la persona a un ortopedico. Di solito il tutore viene sostituito da un gesso, da portare per 4-6 settimane.

Quando serve l’intervento

Secondo il Manuale MSD, se la frattura entra nell’articolazione o le ossa sono incastrate tra loro, si può ricorrere a un intervento, soprattutto negli adulti attivi che devono recuperare l’uso completo del polso:

  • nella riduzione a cielo aperto con fissazione interna (ORIF) l’osso viene fissato con una placca,
  • in alternativa si può usare un fissatore esterno, un telaio fuori dal polso con perni nell’osso,
  • il fissatore esterno è di solito temporaneo, fino a un intervento con mezzi più definitivi.

Recupero dopo la frattura

Secondo il Manuale MSD, per prevenire la rigidità si consiglia di:

  • muovere ogni giorno le dita della mano, il gomito se non è immobilizzato e la spalla,
  • tenere la mano sollevata per controllare il gonfiore.

Il benessere, la flessibilità e la forza del polso continuano a migliorare per 6-12 mesi dopo la frattura. Per il programma di recupero dopo il gesso, consultate il vostro medico.

Una professionista sanitaria muove con delicatezza il polso di una donna
Muovere ogni giorno dita, gomito e spalla previene la rigidità. Immagine illustrativa generata con IA.

La frattura dello scafoide

Tra le otto ossa del carpo, spiega il Manuale MSD, lo scafoide, vicino alla base del pollice, è quello che si rompe più spesso, di solito cadendo sulla mano aperta:

  • il lato del polso verso il pollice è gonfio e dolente; ruotare il polso è particolarmente doloroso,
  • subito dopo il trauma la frattura può non vedersi in radiografia: spesso si applica un tutore e si ripete la radiografia dopo 7-10 giorni, o si fa una risonanza,
  • molte si curano con un tutore per il pollice, portato fino a 6-8 settimane; a volte serve un intervento,
  • la frattura può interrompere l’afflusso di sangue all’osso: raramente l’osso non guarisce o va incontro a necrosi, con artrosi; la guarigione può richiedere da 3 a 4 mesi.

Dove le fonti non concordano

Il Manuale MSD indica l’intervento soprattutto quando la frattura entra nell’articolazione e negli adulti attivi. Una meta-analisi di Ochen e colleghi (2020) su 23 studi con 2.254 adulti, età media 67 anni, aggiunge:

  • Funzione: dopo l’intervento il punteggio di funzione del braccio a un anno era un po’ migliore che con il gesso, e la forza di presa era maggiore.
  • Complicanze: non c’erano differenze nel numero complessivo di complicanze tra intervento e gesso.
  • Chi ne beneficia: gli autori indicano che il beneficio dell’intervento è probabilmente maggiore nelle persone più giovani, non anziane, in linea con il Manuale MSD.

Punti chiave sulla frattura del polso

  • Di solito si rompe la parte inferiore del radio, cadendo sulla mano aperta.
  • La frattura di Colles è frequente negli anziani con osteoporosi.
  • Il polso è dolorante, gonfio e dolente; si diagnostica con la radiografia.
  • Molte fratture si riallineano senza intervento e si tengono ferme con il gesso per 4-6 settimane.
  • Se la frattura entra nell’articolazione può servire un intervento.
  • Il polso continua a migliorare per 6-12 mesi; lo scafoide richiede un’attenzione particolare.

Domande frequenti sulla frattura del polso

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Come capisco se il polso è rotto?

Il polso è dolorante, gonfio e dolente al tatto, a volte deformato. Secondo il Manuale MSD serve una visita medica e di solito una radiografia.

Cos’è la frattura di Colles?

È la frattura più comune del polso: il radio si rompe vicino al polso cadendo sulla mano aperta e l’estremità rotta si sposta verso il dorso della mano.

Quanto tempo si porta il gesso?

Secondo il Manuale MSD, di solito 4-6 settimane dopo il riallineamento della frattura.

Quando serve l’intervento?

Quando la frattura entra nell’articolazione o le ossa sono incastrate, soprattutto negli adulti attivi che devono recuperare l’uso completo del polso.

Quanto ci vuole per recuperare?

Flessibilità e forza del polso continuano a migliorare per 6-12 mesi dopo la frattura.

Perché la frattura dello scafoide è diversa?

Perché può non vedersi subito in radiografia e può interrompere l’afflusso di sangue all’osso. Si tiene un tutore e si ripete l’esame dopo 7-10 giorni.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Fratture del polso
  2. Ochen Y, et al. Operative vs nonoperative treatment of distal radius fractures in adults: a systematic review and meta-analysis. JAMA Netw Open. 2020

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.