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Esofagite: sintomi, cause e cosa mangiare

L’esofagite è un’infiammazione dell’esofago, il canale che porta il cibo dalla bocca allo stomaco. La forma più comune è legata al reflusso gastroesofageo. Questa guida spiega le diverse forme, i sintomi, gli esami, la terapia e i cambiamenti di alimentazione e abitudini che aiutano, secondo ISSalute e il Manuale MSD.

Tema
Nutrizione
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo a tavola con un bicchiere d’acqua in mano si tocca la gola
La difficoltà o il dolore a deglutire possono accompagnare l’esofagite. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è l’esofagite

L’esofagite, spiega ISSalute, è un’infiammazione dell’esofago, il canale che dalla bocca, attraverso la faringe, arriva allo stomaco. È uno dei primi tratti dell’apparato digerente: il cibo deve percorrerlo per arrivare nello stomaco.

La forma più comune è associata al reflusso gastroesofageo. Il Manuale MSD spiega che nel reflusso il contenuto dello stomaco, compresi acido e bile, risale nell’esofago perché l’anello muscolare che lo tiene chiuso in basso, lo sfintere esofageo inferiore, non funziona bene.

Sintomi dell’esofagite da reflusso

ISSalute elenca i disturbi tipici:

  • bruciore di stomaco che risale nel torace dietro lo sterno, di solito dopo mangiato, e può peggiorare di notte,
  • rigurgito di cibo o di liquido amaro o acido in bocca,
  • nausea,
  • sensazione di pienezza e gonfiore.

Meno comuni sono la difficoltà a deglutire, la deglutizione dolorosa e il dolore al petto. Il Manuale MSD aggiunge che il rigurgito può causare mal di gola, raucedine, tosse o sensazione di nodo in gola e che l’esofagite dà i sintomi tipici del reflusso, ma forse più gravi.

Una donna seduta sul divano con una mano sul petto
Il bruciore dietro lo sterno è il disturbo più tipico della forma da reflusso. Immagine illustrativa generata con IA.

Altre forme di esofagite

Oltre alla forma da reflusso, ISSalute descrive:

  • esofagite da infezioni (candida, citomegalovirus, herpes simplex, HIV) in persone con difese immunitarie ridotte, con difficoltà a deglutire, bruciore, perdita di appetito e di peso e tosse,
  • esofagite da farmaci, ad esempio antinfiammatori non steroidei o antibiotici, soprattutto se una pillola è presa con poca acqua e resta a contatto con la mucosa,
  • esofagite eosinofila, legata ad allergia verso determinati alimenti,
  • esofagite da radioterapia o da ingestione di sostanze caustiche,
  • esofagite associata ad altre malattie, come alcune malattie della pelle, la malattia di Behçet e le malattie infiammatorie croniche dell’intestino.

Come si diagnostica

I sintomi e una visita completa orientano sulla causa. Secondo ISSalute gli esami principali sono:

  • esofagogastroscopia, che esplora esofago e stomaco con un tubo flessibile introdotto dalla bocca, a volte con una leggera sedazione,
  • radiografia con mezzo di contrasto al bario, eseguita per prima se c’è difficoltà a deglutire.

Il Manuale MSD indica che il reflusso si diagnostica di solito in base ai sintomi e che spesso non servono esami; l’endoscopia può servire in alcuni casi.

Terapia

Il tipo di cura dipende dalla forma e dalla causa. Per l’esofagite da reflusso ISSalute indica gli inibitori di pompa protonica, farmaci che riducono la produzione di acido; dose e durata le stabilisce il medico curante o il gastroenterologo. Il Manuale MSD riporta che di solito la guarigione richiede tra 4 e 12 settimane di terapia.

Nelle forme da infezione o legate ad altre malattie si cura la causa. Nell’esofagite da farmaci il farmaco responsabile va sospeso temporaneamente e i farmaci vanno presi con molta acqua e da seduti. Nell’esofagite eosinofila ISSalute cita una dieta di esclusione prescritta dal gastroenterologo e preparati locali a base di cortisone. Consultate il vostro medico.

Cosa mangiare e quali abitudini aiutano

Secondo ISSalute la terapia va sempre accompagnata da alcuni cambiamenti:

  • fare pasti piccoli e frequenti,
  • rialzare la testata del letto di 10-15 cm,
  • perdere peso se si è in sovrappeso,
  • evitare i cibi e le bevande che peggiorano i disturbi: caffè, alcol, cioccolato, cibi grassi e speziati,
  • lasciare passare 3-4 ore dalla cena prima di andare a letto,
  • non indossare abiti stretti in vita e non fumare.

Il Manuale MSD aggiunge di evitare anche bevande acide come succo d’arancia e bevande a base di cola e condimenti con aceto. Per un elenco completo c’è la guida sulla dieta per il reflusso gastroesofageo.

Una donna beve un bicchiere d’acqua seduta davanti a un piatto di verdure
Pasti piccoli e frequenti sono tra le raccomandazioni. Immagine illustrativa generata con IA.

Complicazioni del reflusso

Secondo il Manuale MSD l’esposizione prolungata dell’esofago al reflusso può provocare:

  • esofagite e ulcere dell’esofago (esofagite erosiva), con dolore durante la deglutizione,
  • restringimento dell’esofago (stenosi), che rende sempre più difficile deglutire i cibi solidi,
  • esofago di Barrett, un’alterazione delle cellule che rivestono l’esofago, che sono precancerose.

Il Manuale MSD precisa che queste alterazioni possono comparire anche senza sintomi. La stenosi si tratta dilatando l’area ristretta con palloncini o tubi.

Prevenzione

Secondo ISSalute la migliore cura per l’esofagite, soprattutto da reflusso, è la prevenzione:

  • evitare fumo e alcol,
  • evitare i cibi che scatenano il reflusso: cibi grassi o fritti, cioccolato, aglio, cipolla e caffeina,
  • ridurre le quantità di cibo ai pasti,
  • mangiare lentamente,
  • seguire una dieta se si è in sovrappeso.

ISSalute raccomanda anche di non interrompere i farmaci senza averne prima parlato con il medico.

Dove le fonti non concordano

Sul tempo tra cena e letto. ISSalute consiglia di lasciare passare 3-4 ore dalla cena prima di andare a letto; il Manuale MSD indica di non mangiare nelle 3 ore prima di coricarsi.

Sugli esami. ISSalute indica l’esofagogastroscopia e la radiografia con bario per accertare l’esofagite e le sue cause; il Manuale MSD spiega che il reflusso si diagnostica spesso solo con i sintomi e che gli esami spesso non servono.

Punti chiave sull’esofagite

  • È un’infiammazione dell’esofago, il canale tra bocca e stomaco.
  • La forma più comune è quella da reflusso gastroesofageo.
  • Può dipendere anche da infezioni, farmaci, allergie alimentari o altre malattie.
  • Bruciore dietro lo sterno, rigurgito e deglutizione dolorosa sono i sintomi tipici.
  • La terapia dipende dalla causa; nella forma da reflusso si usano farmaci che riducono l’acido.
  • Pasti piccoli, niente cibi scatenanti e qualche ora tra cena e letto aiutano.

Domande frequenti sull’esofagite

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cos’è l’esofagite?

Un’infiammazione dell’esofago, il canale che porta il cibo dalla bocca allo stomaco.

Quali sono i sintomi dell’esofagite?

Bruciore dietro lo sterno, rigurgito acido, nausea, pienezza e, meno spesso, difficoltà o dolore a deglutire.

Quali sono le cause dell’esofagite?

Soprattutto il reflusso gastroesofageo; poi infezioni, alcuni farmaci, allergie alimentari, radioterapia e altre malattie.

Cosa mangiare con l’esofagite?

Pasti piccoli e frequenti, evitando caffè, alcol, cioccolato, cibi grassi, fritti e speziati, aglio e cipolla.

Quanto dura la cura dell’esofagite da reflusso?

Dose e durata le stabilisce il medico; secondo il Manuale MSD la guarigione richiede di solito 4-12 settimane.

L’esofagite può avere complicazioni?

Il reflusso prolungato può causare ulcere, restringimento dell’esofago ed esofago di Barrett.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Esofagite
  2. Manuale MSD, versione per i pazienti · Malattia da reflusso gastroesofageo (GERD)

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.