Cos’è la dismorfofobia
Nel disturbo da dismorfismo corporeo, spiega il Manuale MSD, la preoccupazione per uno o più difetti fisici inesistenti o lievi causa un grave disagio o rende difficile il funzionamento nella vita di tutti i giorni. La persona continua a ripetere alcuni comportamenti, come controllarsi allo specchio o confrontarsi con gli altri, perché è molto preoccupata del proprio aspetto.
Secondo il Manuale MSD:
- di solito inizia durante l’adolescenza,
- è un po’ più comune nelle ragazze e nelle donne,
- ne soffre attualmente circa il 2-5% della popolazione,
- i sintomi possono comparire gradualmente o all’improvviso e, senza cura, tendono a persistere.
Quali parti del corpo preoccupano
Le preoccupazioni riguardano più spesso il volto o la testa, ma possono coinvolgere qualsiasi parte del corpo. Il Manuale MSD cita per esempio:
- capelli che sembrano diradarsi,
- acne, rughe, cicatrici o colore della pelle,
- peli eccessivi sul viso o sul corpo,
- forma o dimensioni di naso, occhi, orecchie, bocca, seno, gambe o glutei.
Esiste anche la dismorfia muscolare: alcuni uomini con un fisico normale o atletico si vedono gracili e cercano in ogni modo di aumentare la muscolatura, a volte con steroidi anabolizzanti, un comportamento potenzialmente pericoloso. La persona può descrivere le parti che non accetta come brutte, deformate o mostruose, e di solito non si rende conto di avere un aspetto normale.
Specchio, rassicurazioni e altri comportamenti
Il Manuale MSD descrive diversi comportamenti ripetitivi:
- passare ore ogni giorno a pensare ai presunti difetti,
- guardarsi spesso allo specchio, oppure evitarlo, o alternare le due cose,
- curare il proprio aspetto in modo eccessivo e compulsivo,
- stuzzicarsi la pelle per eliminare presunte imperfezioni,
- chiedere continuamente rassicurazioni,
- cambiare spesso vestiti o usare barba, cappelli o trucco per nascondere il difetto.
Molte persone credono che gli altri le osservino o le prendano in giro per il loro aspetto.
Perché i trattamenti estetici non aiutano
Per correggere il presunto difetto, spiega il Manuale MSD, la maggior parte delle persone con dismorfofobia si sottopone, a volte più volte, a trattamenti estetici, soprattutto dermatologici, ma anche dentistici o chirurgici.
Questi interventi in genere non funzionano e possono aumentare la preoccupazione. Per questo il Manuale MSD non raccomanda il trattamento estetico: è quasi sempre inefficace e il rischio che la persona resti insoddisfatta dei risultati è altissimo.
Le conseguenze sulla vita quotidiana
Convinta di avere un problema estetico, la persona può evitare di mostrarsi in pubblico, di andare al lavoro o a scuola e di partecipare alle attività sociali. Secondo il Manuale MSD:
- chi ha sintomi gravi a volte esce di casa solo di notte o non esce affatto,
- il disturbo porta spesso all’isolamento sociale e nei casi più gravi è invalidante,
- angoscia e difficoltà possono portare a depressione, uso di alcol o sostanze, ricoveri psichiatrici e comportamento suicidario,
- molte persone hanno anche depressione maggiore, ansia sociale o disturbo ossessivo-compulsivo.

Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD la dismorfofobia può restare senza diagnosi per anni, perché la persona si vergogna a parlarne o è davvero convinta di essere brutta. La diagnosi si basa su criteri psichiatrici e richiede che la persona:
- sia preoccupata per imperfezioni che gli altri considerano insignificanti o non notano,
- ripeta comportamenti eccessivi come specchiarsi, curarsi l’aspetto o confrontarsi con gli altri,
- soffra molto o abbia difficoltà a funzionare al lavoro, in famiglia o con gli amici.
Se la preoccupazione riguarda solo peso e forme con un’alimentazione anomala, la diagnosi più accurata può essere un disturbo dell’alimentazione. Il Manuale MSD precisa che espressioni come «dismorfismo da Zoom» o «dismorfismo del sorriso» non sono diagnosi standard.
La terapia cognitivo-comportamentale
Il Manuale MSD indica che una terapia cognitivo-comportamentale centrata sui sintomi della dismorfofobia può essere efficace. Lo psicoterapeuta aiuta la persona a:
- sviluppare una visione di sé più accurata e funzionale,
- ridurre i comportamenti ripetitivi, come specchiarsi o stuzzicarsi la pelle,
- partecipare con più agio alle situazioni sociali.
Per lo stuzzicamento della pelle o lo strappo dei peli si usa la terapia di inversione dell’abitudine. Una revisione sistematica di 7 studi clinici, pubblicata nel 2016, ha trovato che la terapia cognitivo-comportamentale riduce i sintomi e la depressione rispetto alla lista d’attesa o a un placebo psicologico, con miglioramenti mantenuti a 2-4 mesi. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao trattiamo la dismorfofobia con la terapia cognitivo-comportamentale, in coordinamento con il medico se serve una terapia farmacologica (le visite sono in spagnolo).

I farmaci
Secondo il Manuale MSD alcuni antidepressivi sono spesso efficaci:
- gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina,
- un antidepressivo triciclico,
- spesso servono dosi alte; se non funzionano, si possono provare altre classi di farmaci.
Molti specialisti, riferisce il Manuale MSD, ritengono che nei casi gravi sia meglio combinare farmaci e terapia cognitivo-comportamentale. Poiché molte persone non riconoscono di avere un problema di immagine corporea, il medico può usare tecniche motivazionali per favorire l’inizio della cura. Consultate il vostro medico.
Dove le fonti non concordano
Su quanto funziona la terapia. Il Manuale MSD presenta la terapia cognitivo-comportamentale come spesso efficace; la revisione del 2016 conferma l’efficacia, ma conclude che c’è ancora ampio margine di miglioramento e che gli effetti a lungo termine vanno studiati meglio.
Su farmaci e psicoterapia insieme. Il Manuale MSD riporta che molti specialisti preferiscono combinarli nei casi gravi; la revisione del 2016 indica che mancano ancora studi che confrontino la terapia cognitivo-comportamentale con i farmaci o con la loro combinazione.
Punti chiave sulla dismorfofobia
- È una preoccupazione intensa per difetti fisici inesistenti o lievi, che causa sofferenza e limita la vita quotidiana.
- Inizia di solito nell’adolescenza e riguarda circa il 2-5% della popolazione.
- Specchio, rassicurazioni, nascondere il difetto ed evitare gli altri sono comportamenti tipici.
- I trattamenti estetici non sono raccomandati: quasi sempre non funzionano.
- Terapia cognitivo-comportamentale e alcuni antidepressivi sono spesso efficaci.
- Il rischio di suicidio è alto: i pensieri suicidari richiedono aiuto immediato.
Domande frequenti sulla dismorfofobia
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Che cos’è la dismorfofobia?
È il disturbo da dismorfismo corporeo: una preoccupazione intensa per difetti fisici inesistenti o lievi, che occupa molto tempo e causa grave disagio.
Come capire se è dismorfofobia o normale insicurezza?
Secondo il Manuale MSD la differenza sta nel tempo che occupa, nel disagio e nelle difficoltà che crea al lavoro, in famiglia o con gli amici.
Che cos’è la dismorfia muscolare?
È un tipo di dismorfofobia in cui la persona si sente troppo poco muscolosa o troppo esile, anche se ha un fisico normale o atletico.
La chirurgia estetica risolve la dismorfofobia?
No. Il Manuale MSD indica che i trattamenti estetici sono quasi sempre inefficaci e possono aumentare la preoccupazione.
Come si cura la dismorfofobia?
Con la terapia cognitivo-comportamentale centrata sul disturbo e con alcuni antidepressivi; nei casi gravi molti specialisti li combinano.
La dismorfofobia passa da sola?
Il Manuale MSD indica che, senza trattamento, i sintomi tendono a persistere.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo da dismorfismo corporeo
- Harrison A, et al. Cognitive-behavioral therapy for body dysmorphic disorder: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Clin Psychol Rev. 2016
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

