Vitamina K: cos’è e a cosa serve
ISSalute spiega che la vitamina K fa parte delle vitamine liposolubili, che si sciolgono nei grassi, ed è indispensabile per la coagulazione del sangue, il processo che ripara le ferite ed evita le emorragie. Assicura il funzionamento di un enzima necessario a produrre alcune proteine della coagulazione.
Il Manuale MSD conferma che è necessaria per produrre i fattori della coagulazione e aggiunge che serve anche alla salute delle ossa e di altri tessuti. Come le vitamine A, D ed E, viene assorbita meglio se si consuma insieme a dei grassi.
Secondo ISSalute la vitamina K ha anche un ruolo per il cuore e i vasi, perché riduce il rischio di calcificazioni nei vasi sanguigni e di placca aterosclerotica, e contribuisce alla salute delle ossa spostando il calcio dai vasi e dai tessuti molli verso le ossa.
Le due forme: vitamina K1 e K2
ISSalute descrive due forme di vitamina K, entrambe importanti per la coagulazione:
- vitamina K1 (fillochinone): è la forma naturale assunta con l’alimentazione, presente soprattutto negli ortaggi a foglia verde; serve anche a evitare calcificazioni nelle arterie e permette alle ossa di trattenere il calcio,
- vitamina K2 (menachinone): viene prodotta all’interno dell’organismo, a partire dalla K1, dai batteri normalmente presenti nell’intestino; si trova anche negli alimenti fermentati, nelle uova e nel burro.
Il Manuale MSD precisa che il menachinone è prodotto dai batteri intestinali, ma solo in quantità limitate, e che in alcuni Paesi questa forma viene usata per l’integrazione. Il fillochinone, aggiunge, non è tossico.
C’è poi una differenza di assorbimento: secondo ISSalute solo il 10% della vitamina K1 degli alimenti viene assorbito, mentre la K2 che arriva con il cibo è assorbita quasi completamente.

A cosa serve la vitamina K2
Secondo ISSalute la vitamina K2 è quella che sembra apportare più benefici alla salute. Rispetto alla K1:
- eserciterebbe un maggiore effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari,
- e delle malattie degenerative del sistema nervoso,
- contribuisce a prevenire l’osteoporosi, agendo insieme ad altre vitamine liposolubili come la vitamina A e la vitamina D.
Come la K1, partecipa alla coagulazione del sangue. ISSalute usa un linguaggio prudente («sembra apportare»), e il Manuale MSD non attribuisce alla K2 effetti diversi da quelli della vitamina K in generale: coagulazione, ossa e altri tessuti.
Dove si trova la vitamina K2
ISSalute indica come fonti di vitamina K2:
- gli alimenti fermentati, come formaggi e yogurt intero,
- le uova e il burro,
- il natto, un cibo giapponese ottenuto dalla fermentazione dei fagioli di soia, che è l’alimento più ricco in assoluto.
Per la vitamina K1 le fonti principali sono le verdure a foglia verde: spinaci, cavoli, broccoletti e lattuga. Si trova anche in legumi, oli vegetali e frutta (mirtilli, fragole, kiwi, fichi) e, in quantità minori, in carne, uova e fegato. Il Manuale MSD cita tra le ottime fonti anche gli oli di soia e di canola.
Per questo ISSalute consiglia, oltre ad almeno duecento grammi di verdura al giorno, di mangiare quotidianamente anche cibi fermentati come yogurt e formaggi, in modo da introdurre una certa quantità di vitamina K2.

Quanta vitamina K serve al giorno
ISSalute precisa che un fabbisogno medio di vitamina K non è stato definito. I LARN della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) indicano un’assunzione adeguata, uguale per maschi e femmine:
- 6-12 mesi: 10 microgrammi (μg) al giorno,
- 1-3 anni: 50 μg; 4-6 anni: 65 μg; 7-10 anni: 90 μg,
- 11-14 anni: 130 μg; 15-17 anni: 140 μg,
- adulti: 140 μg al giorno, che salgono a 170 μg tra 60 e 74 anni,
- gravidanza e allattamento: 140 μg.
I valori riguardano la vitamina K nel suo insieme, senza una quota specifica per la K2. Secondo ISSalute l’apporto di K2 dovrebbe essere assicurato dalla produzione dei batteri intestinali, ma uno squilibrio tra le specie di batteri (disbiosi), spesso presente, può renderla insufficiente.
Chi rischia la carenza di vitamina K
Il Manuale MSD indica che negli adulti sani la carenza è rara, perché molte verdure a foglia verde contengono vitamina K e i batteri intestinali ne producono. ISSalute aggiunge che una dieta bilanciata non porta mai a una carenza. Sono più a rischio:
- i neonati, soprattutto se allattati al seno: ricevono poca vitamina K dalla madre durante la gravidanza, il latte materno ne contiene poca e il loro intestino non ha ancora i batteri che la producono,
- le persone con malattie che riducono l’assorbimento dei grassi o dell’intestino, come ostruzione dei dotti biliari, fibrosi cistica, colite ulcerosa o celiachia,
- chi segue una dieta estremamente povera di grassi,
- chi fa terapie prolungate con antibiotici o prende alcuni anticonvulsivanti,
- chi consuma grandi quantità di olio minerale.
Per i neonati, ISSalute riporta la raccomandazione della Società Italiana di Neonatologia: una dose di vitamina K per via intramuscolare subito dopo la nascita, in tutti i neonati. Il Manuale MSD raccomanda allo stesso modo un’iniezione a tutti i neonati.
Sintomi della carenza e cura
Secondo il Manuale MSD il sintomo principale è il sanguinamento. ISSalute e il Manuale MSD elencano:
- sangue dal naso e dalle gengive,
- lividi ed ecchimosi sotto la pelle,
- sanguinamento dallo stomaco o dall’intestino, con vomito con sangue o feci nere e catramose, e sangue nelle urine,
- nei neonati, emorragie gravi all’interno o intorno al cervello,
- ossa più fragili, osteoporosi e maggior rischio di fratture.
La diagnosi si basa su esami del sangue che misurano la velocità di coagulazione. Il Manuale MSD indica che la carenza si corregge con vitamina K per bocca o per iniezione sottocutanea; se la causa è un farmaco, il medico ne aggiusta la dose o aggiunge vitamina K. Consultate il vostro medico.
Vitamina K, anticoagulanti e gravidanza
ISSalute spiega che i farmaci anticoagulanti orali riducono la coagulazione del sangue bloccando proprio l’attività della vitamina K. Per questo:
- non ci sono indicazioni che un eccesso di vitamina K sia dannoso, tranne in chi segue una terapia anticoagulante, in cui la vitamina K dei cibi può contrastare l’azione del farmaco,
- chi prende questi farmaci deve controllare con regolarità la coagulazione; il Manuale MSD indica esami del sangue periodici,
- l’apporto quotidiano di cibi ricchi di vitamina K va gestito secondo le indicazioni del medico.
In gravidanza, secondo ISSalute, non serve un apporto diverso di vitamina K. Gli anticoagulanti orali del gruppo dei dicumarolici, però, attraversano la placenta e tra la sesta e la dodicesima settimana possono causare malformazioni del feto; la decisione su questi farmaci spetta sempre al medico.
Dove le fonti non concordano
Sulla produzione intestinale. ISSalute scrive che l’apporto di vitamina K2 dovrebbe essere assicurato dalla produzione dei batteri intestinali, salvo squilibri della flora; il Manuale MSD precisa che i batteri intestinali ne producono solo quantità limitate.
Sui benefici della K2. ISSalute riporta che la K2 sembra proteggere più della K1 da malattie cardiovascolari e neurodegenerative e aiuta a prevenire l’osteoporosi; il Manuale MSD non distingue tra le due forme e descrive per la vitamina K solo il ruolo nella coagulazione e nella salute delle ossa e di altri tessuti.
Sulla profilassi nei neonati. Le due fonti concordano sull’iniezione alla nascita; ISSalute aggiunge che in casi eccezionali i genitori possono scegliere la somministrazione per bocca, in più dosi.
Punti chiave sulla vitamina K2
- La vitamina K è liposolubile e indispensabile per la coagulazione del sangue e per le ossa.
- La K2 (menachinone) è prodotta dai batteri intestinali e si trova in formaggi, yogurt intero, uova, burro e natto.
- La K2 degli alimenti viene assorbita quasi completamente, la K1 solo per il 10%.
- Secondo ISSalute la K2 sembra dare più benefici a cuore, sistema nervoso e ossa; il Manuale MSD non la distingue dalla K1.
- Negli adulti sani la carenza è rara; i neonati ricevono vitamina K alla nascita.
- Con gli anticoagulanti orali l’apporto di vitamina K va gestito con il medico.
Domande frequenti sulla vitamina K2
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Vitamina K2: a cosa serve?
Partecipa alla coagulazione del sangue e, secondo ISSalute, sembra proteggere più della K1 da malattie cardiovascolari e neurodegenerative e aiutare a prevenire l’osteoporosi.
Che differenza c’è tra vitamina K1 e K2?
La K1 (fillochinone) arriva soprattutto dalle verdure a foglia verde; la K2 (menachinone) è prodotta dai batteri intestinali e si trova negli alimenti fermentati.
In quali alimenti si trova la vitamina K2?
In formaggi, yogurt intero, uova e burro; il natto, a base di soia fermentata, è il più ricco secondo ISSalute.
Quanta vitamina K serve al giorno?
Secondo i LARN riportati da ISSalute, negli adulti 140 microgrammi al giorno, 170 tra 60 e 74 anni. Non esiste un valore specifico per la K2.
La vitamina K2 si può prendere con gli anticoagulanti?
La vitamina K può contrastare l’azione degli anticoagulanti orali: chi li prende deve gestire l’apporto con il medico e non assumere integratori senza indicazione.
La carenza di vitamina K è frequente?
Negli adulti sani è rara. Sono più a rischio i neonati, chi ha malattie che riducono l’assorbimento dei grassi e chi fa lunghe terapie antibiotiche.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Vitamina K
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Carenza di vitamina K
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

