Che cos’è la celiachia
Nelle persone con celiachia il glutine attiva una risposta del sistema immunitario contro la mucosa dell’intestino tenue. I villi intestinali, le piccole pieghe che assorbono i nutrienti, si appiattiscono progressivamente e l’assorbimento di ferro, folati, calcio e vitamine si riduce.
Per sviluppare la celiachia serve una predisposizione genetica (geni HLA-DQ2 o DQ8), presente in circa un terzo della popolazione, ma solo una piccola parte di chi la possiede si ammala. Per questo il test genetico serve soprattutto a escludere la malattia, non a diagnosticarla.
Sintomi della celiachia negli adulti
- Gonfiore e meteorismo, spesso scambiati per colon irritabile.
- Diarrea cronica oppure, meno spesso, stitichezza.
- Dolore addominale, nausea, perdita di peso non voluta.
- Stanchezza persistente e anemia da carenza di ferro che non migliora con il ferro per bocca.
- Afte in bocca ricorrenti e difetti dello smalto dentale.
- Osteopenia o osteoporosi precoce.
- Aumento delle transaminasi senza altra causa.
- Infertilità o aborti ripetuti, irregolarità del ciclo.
- Formicolii, mal di testa e alterazioni dell’umore in alcuni casi.
Sintomi nei bambini
Nei più piccoli la forma classica si presenta qualche mese dopo l’introduzione del glutine con diarrea, pancia gonfia, scarso appetito, irritabilità e crescita rallentata. Nei bambini più grandi e negli adolescenti sono frequenti dolori addominali ricorrenti, bassa statura, ritardo della pubertà e anemia. La valutazione spetta al pediatra, che decide gli esami.
La dermatite erpetiforme
Alcune persone con celiachia presentano la dermatite erpetiforme: piccole vescicole molto pruriginose su gomiti, ginocchia, glutei e cuoio capelluto. È considerata la “celiachia della pelle” e migliora con la dieta senza glutine. La diagnosi si fa con la biopsia cutanea.
Chi dovrebbe fare il test
- Chi ha sintomi intestinali cronici o anemia da carenza di ferro senza spiegazione.
- Familiari di primo grado di persone celiache.
- Persone con diabete di tipo 1 o tiroidite autoimmune.
- Persone con sindrome di Down, Turner o Williams.
- Chi ha osteoporosi precoce, transaminasi alte o infertilità senza causa.
- Chi ha ricevuto una diagnosi di colon irritabile senza esami per la celiachia.
Come si fa la diagnosi
Il primo passo è un prelievo per gli anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA, insieme al dosaggio delle IgA totali, perché in caso di deficit di IgA serve un altro test. Se gli anticorpi sono positivi, negli adulti la linea guida europea raccomanda di confermare con una gastroscopia con biopsie del duodeno. Nei bambini con anticorpi molto elevati, in alcuni casi, la diagnosi può essere posta senza biopsia.
Tutti gli esami sono affidabili solo se la persona mangia glutine con regolarità. Chi lo ha già tolto deve, su indicazione medica, reintrodurlo per alcune settimane prima dei test.
Celiachia, allergia al grano e sensibilità al glutine
La celiachia è una malattia autoimmune con danno intestinale. L’allergia al grano è una reazione allergica, a volte immediata, alle proteine del frumento. La sensibilità al glutine non celiaca indica persone che hanno disturbi con il glutine ma in cui celiachia e allergia sono state escluse. Distinguerle è importante, perché il grado di attenzione richiesto nella dieta è diverso.
La dieta senza glutine
- Eliminare frumento (incluso farro e kamut), orzo e segale e i loro derivati.
- Sono naturalmente senza glutine riso, mais, patate, legumi, quinoa, grano saraceno, carne, pesce, uova, latte, frutta e verdura.
- L’avena pura certificata è tollerata da gran parte delle persone celiache, ma va introdotta con il medico.
- Leggere le etichette: il glutine è spesso presente in salse, insaccati e prodotti pronti.
- Attenzione alla contaminazione in cucina: tostapane, taglieri e olio di frittura condivisi.
- Preferire alimenti naturalmente privi di glutine ai prodotti sostitutivi molto lavorati.
Il ruolo della nutrizionista e del follow-up
Dopo la diagnosi è consigliato un percorso con una professionista della nutrizione per imparare a leggere le etichette, evitare le contaminazioni, mantenere un’alimentazione varia e correggere eventuali carenze di ferro, folati, vitamina D o B12. Con la dieta i sintomi migliorano in genere in alcune settimane e gli anticorpi si normalizzano in mesi; il controllo periodico con il gastroenterologo verifica l’aderenza e il recupero.
I punti chiave
- La celiachia è una malattia autoimmune scatenata dal glutine.
- I sintomi possono essere intestinali, extraintestinali o assenti.
- La diagnosi richiede anticorpi e, di norma, biopsia mentre si mangia glutine.
- L’unica cura è una dieta senza glutine rigorosa e permanente.
- Una nutrizionista aiuta a seguirla senza carenze.
Domande frequenti sulla celiachia
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
La celiachia può comparire da adulti?
Sì, può essere diagnosticata a qualsiasi età, anche dopo i 60 anni. Spesso esisteva da tempo con sintomi lievi o atipici.
Posso fare il test se ho già tolto il glutine?
Il risultato può essere falsamente negativo. Il medico può indicare di reintrodurre il glutine per alcune settimane prima degli esami.
Il test genetico basta per la diagnosi?
No. Un test genetico negativo rende la celiachia molto improbabile, ma uno positivo non significa avere la malattia.
Quanto glutine fa male a una persona celiaca?
Anche piccole quantità ripetute possono mantenere il danno intestinale; per questo serve attenzione alle contaminazioni.
La celiachia si può guarire?
Non si guarisce, ma con la dieta senza glutine l’intestino recupera e si vive normalmente.
I familiari devono fare il test?
Sì, ai familiari di primo grado si consiglia di fare gli esami, anche senza sintomi.
Quali sono i sintomi della celiachia nelle donne?
Oltre ai disturbi intestinali, nelle donne sono frequenti anemia da carenza di ferro, stanchezza, irregolarità del ciclo, difficoltà a concepire, aborti ripetuti e osteoporosi precoce.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Celiachia
- Al-Toma A, et al. European Society for the Study of Coeliac Disease (ESsCD) guideline for coeliac disease and other gluten-related disorders. United European Gastroenterol J. 2019
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

