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Intolleranza al lattosio: sintomi, diagnosi e alimentazione

Pancia gonfia, aria, crampi o diarrea qualche ora dopo un cappuccino o un piatto con panna: sono i sintomi tipici dell’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte. È molto comune in Italia e nella maggior parte dei casi non obbliga a eliminare del tutto i latticini. Ecco come riconoscerla, come si conferma e come organizzare l’alimentazione senza rinunce inutili.

Tema
Nutrizione
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una persona adulta osserva un bicchiere di latte, uno yogurt bianco e del formaggio stagionato a colazione
Molte persone con intolleranza al lattosio tollerano alcuni latticini; la tolleranza varia da persona a persona. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è l’intolleranza al lattosio

Il lattosio è lo zucchero naturale del latte, presente in quantità diverse in tutti i latticini e usato anche come ingrediente in molti prodotti industriali. Per essere assorbito deve essere scisso in glucosio e galattosio dall’enzima lattasi, prodotto dall’intestino tenue. Quando la lattasi è insufficiente si parla di malassorbimento del lattosio; se questo provoca sintomi si parla di intolleranza.

Non tutte le persone con poca lattasi hanno disturbi: dipende dalla quantità di lattosio, da come viene assunto e dalla sensibilità dell’intestino. Per questo i sintomi variano molto da persona a persona.

Sintomi negli adulti

  • Gonfiore e tensione addominale.
  • Aria e flatulenza.
  • Crampi o dolore addominale.
  • Diarrea o feci molli.
  • Borborigmi, cioè rumori intestinali.
  • Talvolta nausea.
  • I sintomi compaiono in genere da 30 minuti a qualche ora dopo aver assunto latte o latticini.
Una persona adulta appoggia una mano sulla pancia a un tavolo con latte e yogurt
Gonfiore e fastidio addominale possono comparire dopo i latticini, ma una foto non ne indica la causa. Immagine illustrativa generata con IA.

Tipi di intolleranza

La forma più comune è la primaria, legata al calo genetico della lattasi dopo lo svezzamento: in Italia riguarda una quota ampia della popolazione, con differenze tra Nord e Sud. La forma secondaria è temporanea e dipende da un danno della mucosa intestinale, per esempio dopo una gastroenterite, nella celiachia non trattata o nelle malattie infiammatorie intestinali; migliora quando si cura la causa. La forma congenita, presente dalla nascita, è rarissima.

Come si fa la diagnosi

L’esame più usato è il breath test al lattosio: si beve una soluzione di lattosio e si misura l’idrogeno nell’aria espirata a intervalli regolari per alcune ore, annotando i sintomi. Un aumento dell’idrogeno indica malassorbimento; la presenza di sintomi durante il test conferma l’intolleranza.

Il test genetico indica la predisposizione al calo della lattasi ma non dice se una persona ha sintomi. Un’alternativa semplice è una prova di esclusione per due settimane seguita dalla reintroduzione, meglio se guidata da una professionista: se i sintomi scompaiono senza lattosio e tornano reintroducendolo, la diagnosi è molto probabile. I test sulle “intolleranze alimentari” venduti senza validazione scientifica non sono utili.

Quanto lattosio si tollera

La revisione pubblicata su Gut e il parere dell’EFSA indicano che molte persone intolleranti tollerano senza disturbi fino a circa 12 g di lattosio in una sola volta, e quantità maggiori se suddivise nella giornata e assunte durante i pasti. Lo yogurt e il kefir sono spesso ben tollerati, perché i batteri che contengono aiutano a digerire il lattosio.

Alimenti con più e meno lattosio

  • Molto lattosio: latte, latte in polvere, panna, gelati, budini, besciamella.
  • Quantità moderate: ricotta, mozzarella, formaggi freschi, yogurt.
  • Praticamente assente: Parmigiano Reggiano e Grana Padano stagionati, pecorino stagionato e molti formaggi duri a lunga stagionatura.
  • Latte e latticini “senza lattosio”, in cui il lattosio è già scisso.
  • Lattosio “nascosto”: alcuni salumi, prodotti da forno, salse e preparati pronti.
  • Alcuni farmaci contengono lattosio come eccipiente, di solito in quantità troppo piccole per dare sintomi.
Yogurt bianco, formaggio stagionato, un bicchiere di latte e frutta su un tavolo da cucina
Alcune persone tollerano piccole porzioni di yogurt o formaggio stagionato; la tolleranza è individuale. Immagine illustrativa generata con IA.

Come organizzare l’alimentazione

Eliminare del tutto i latticini raramente è necessario e può ridurre l’apporto di calcio, vitamina D e proteine. L’approccio consigliato è individuare la propria soglia, distribuire i latticini nei pasti, preferire yogurt e formaggi stagionati e usare i prodotti senza lattosio quando servono. Gli integratori di lattasi in compresse possono essere utili in occasioni particolari.

Una professionista della nutrizione può aiutare a mantenere un apporto adeguato di calcio, anche con fonti diverse dai latticini come acque calciche, legumi, verdure a foglia verde, frutta secca e pesce azzurro con le lische.

Intolleranza al lattosio e allergia al latte

L’intolleranza al lattosio riguarda lo zucchero del latte e dà disturbi digestivi proporzionali alla quantità. L’allergia alle proteine del latte è una reazione del sistema immunitario, più frequente nei bambini piccoli, che può dare orticaria, vomito, difficoltà respiratorie e, raramente, reazioni gravi anche con piccole quantità: in questo caso i prodotti “senza lattosio” non sono sicuri, perché contengono ancora le proteine del latte.

Quando i sintomi non dipendono dal lattosio

Se i disturbi continuano nonostante la riduzione del lattosio, possono esserci altre cause: colon irritabile, celiachia, intolleranza ad altri zuccheri come fruttosio o sorbitolo, sovracrescita batterica. Prima di escludere molti alimenti conviene un confronto con il medico, che valuta gli esami necessari.

I punti chiave

  • L’intolleranza dipende dal calo della lattasi.
  • Dà gonfiore, gas, crampi e diarrea dopo latte e latticini.
  • Il breath test è l’esame più usato.
  • Molte persone tollerano piccole quantità e formaggi stagionati.
  • Non va confusa con l’allergia alle proteine del latte.

Domande frequenti sull’intolleranza al lattosio

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

L’intolleranza al lattosio può comparire da adulti?

Sì, è molto comune che compaia o diventi evidente in età adulta, perché la lattasi si riduce con gli anni.

Il Parmigiano contiene lattosio?

Il Parmigiano Reggiano stagionato e il Grana Padano ne contengono quantità trascurabili e sono in genere ben tollerati.

Lo yogurt va bene se sono intollerante?

Spesso sì, perché i fermenti aiutano a digerire il lattosio. La tolleranza va verificata individualmente.

L’intolleranza al lattosio può dare stitichezza?

È meno tipico, ma alcune persone riferiscono stitichezza o alvo alternato insieme a gonfiore.

Le compresse di lattasi funzionano?

Possono ridurre i sintomi se prese insieme agli alimenti con lattosio; l’effetto varia da persona a persona.

Si può guarire dall’intolleranza al lattosio?

La forma primaria è permanente, ma si gestisce bene. Quella secondaria migliora quando si cura la causa intestinale.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Intolleranza al lattosio
  2. Misselwitz B, et al. Update on lactose malabsorption and intolerance: pathogenesis, diagnosis and clinical management. Gut. 2019
  3. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies. Scientific opinion on lactose thresholds in lactose intolerance and galactosaemia. EFSA J. 2010

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.