Vai al contenuto

Piede e caviglia MediBilbao Salud

Frattura del perone alla caviglia: sintomi e cura

Secondo il Manuale MSD, la frattura della caviglia interessa di solito il malleolo laterale, la protuberanza ossea all’esterno della caviglia, che è l’estremità del perone, l’osso più piccolo della gamba. Le fratture stabili del perone guariscono bene con un tutore o un gesso. Questa guida spiega come si riconosce e come si cura.

Tema
Fisioterapia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna con un tutore a stivaletto e le stampelle parla con un professionista sanitario
Le fratture stabili del perone si trattano con un tutore. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è la frattura del perone alla caviglia

Secondo il Manuale MSD, le fratture della caviglia interessano di solito il malleolo laterale, la protuberanza all’esterno della caviglia, che costituisce l’estremità del perone. Possono interessare anche:

  • il malleolo mediale, all’interno della caviglia, che è l’estremità della tibia,
  • il malleolo posteriore, l’estremità posteriore e inferiore della tibia,
  • o, più spesso, entrambi.

Questa guida riguarda soprattutto la frattura del perone a livello della caviglia, la più comune.

Com’è fatta la caviglia

L’articolazione della caviglia, spiega il Manuale MSD, è formata da tre ossa:

  • le due ossa della gamba, la tibia e il perone,
  • un osso del piede, l’astragalo, che si trova tra le ossa della gamba e il calcagno.

Queste ossa sono collegate da diversi legamenti che formano un anello e rendono stabile la caviglia. Le fratture spesso rompono l’anello in più punti: quando si rompe un osso, spesso si lacera gravemente anche un legamento. Se una frattura interrompe due o più strutture dell’anello, la caviglia diventa instabile.

Una dottoressa mostra un modello delle ossa della gamba e della caviglia a un uomo
Tibia, perone e astragalo formano la caviglia. Immagine illustrativa generata con IA.

Come avviene

Le fratture della caviglia sono frequenti. Secondo il Manuale MSD, la caviglia può fratturarsi quando il piede:

  • viene forzato verso l’alto o verso il basso,
  • ruota verso l’interno o verso l’esterno.

La caviglia può rompersi in più punti. A volte è fratturata anche l’estremità superiore del perone, vicino al ginocchio.

La frattura da avulsione

Secondo il Manuale MSD, a volte, quando una forza agisce su un legamento della caviglia, il legamento stacca un piccolo frammento di osso nel punto in cui vi si attacca.

Questa frattura da avulsione può sembrare una distorsione grave più che una frattura. Per le distorsioni senza frattura c’è una guida dedicata alla distorsione della caviglia.

Sintomi

Secondo il Manuale MSD, una caviglia fratturata:

  • è gonfia,
  • è dolorante,
  • di solito non permette di caricare il peso sull’arto lesionato.

Questi segni sono un buon motivo per farsi visitare invece di aspettare.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD:

  • il medico esamina la caviglia e la palpa delicatamente per cercare una frattura,
  • se la sospetta, fa radiografie in diverse proiezioni per confermarla o escluderla,
  • in base alla visita e alle radiografie stabilisce se la caviglia è stabile o instabile, e quindi sceglie il trattamento.

Fratture stabili: tutore o gesso

Secondo il Manuale MSD, per la maggior parte delle fratture stabili della caviglia, comprese quelle da avulsione:

  • si usa un tutore a stivaletto o un gesso, da portare per circa 6 settimane,
  • il tutore a stivaletto ha chiusure in velcro, un telaio e un rivestimento rigidi che proteggono il piede,
  • le fratture stabili del perone si trattano con un tutore o un gesso che permettono di camminare,
  • le fratture stabili generalmente guariscono bene.

Fratture instabili: l’intervento

Secondo il Manuale MSD, le fratture instabili della caviglia possono richiedere un intervento, mentre la maggior parte delle fratture della tibia lo richiede:

  • di solito si fa la riduzione a cielo aperto con fissazione interna (ORIF),
  • i frammenti vengono rimessi in posizione e fissati con fili, perni, viti, barre o placche di metallo,
  • dopo una frattura instabile la caviglia può non essere forte come prima.

Se la caviglia è stabile e i frammenti sono stati rimessi correttamente, la frattura di solito guarisce bene; se i frammenti non restano in sede, può svilupparsi artrosi e la caviglia può rompersi di nuovo. Per il ritorno al carico e alle attività, consultate il vostro medico.

Un uomo cammina tra le parallele seguito da una fisioterapista
Il ritorno al carico si fa in modo graduale. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Due studi recenti precisano le indicazioni del Manuale MSD su intervento e recupero:

  • Gesso anche per alcune fratture instabili: il Manuale MSD indica l’intervento; in uno studio di Willett e colleghi (2016) su 620 persone sopra i 60 anni con frattura instabile, un gesso aderente applicato in sala operatoria ha dato a 6 mesi una funzione della caviglia equivalente all’intervento, con meno infezioni e problemi della ferita (1% contro 10%), ma più consolidazioni in posizione scorretta (15% contro 3%); il 19% di chi aveva il gesso è poi passato all’intervento.
  • Carico precoce: una revisione Cochrane di Lewis e colleghi (2024) su 53 studi con 4.489 adulti trova che, dopo l’intervento, caricare il peso entro 3 settimane probabilmente migliora un po’ la funzione, ma la differenza è piccola; anche un tutore rimovibile può dare un piccolo vantaggio.
  • Riabilitazione: la stessa revisione non ha potuto stabilire se un tipo di fisioterapia sia migliore di un altro o delle cure abituali.

Punti chiave sulla frattura del perone alla caviglia

  • Di solito si rompe il malleolo laterale, cioè l’estremità del perone.
  • Avviene quando il piede viene forzato o ruotato; può sembrare una distorsione.
  • La caviglia è gonfia, dolorante e spesso non si riesce a caricarla.
  • Le radiografie confermano la frattura e mostrano se la caviglia è stabile.
  • Le fratture stabili si curano con tutore o gesso per circa 6 settimane e guariscono bene.
  • Le fratture instabili possono richiedere un intervento con placche e viti.

Domande frequenti sulla frattura del perone alla caviglia

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cos’è il malleolo laterale?

È la protuberanza ossea all’esterno della caviglia, cioè l’estremità del perone. Secondo il Manuale MSD è la parte che si rompe più spesso nelle fratture della caviglia.

Come capisco se è una frattura o una distorsione?

Una caviglia fratturata è gonfia e dolorante e di solito non si riesce a caricarla, ma anche una frattura da avulsione può sembrare una distorsione: servono le radiografie.

Si può camminare con il perone rotto?

Secondo il Manuale MSD, le fratture stabili del perone si trattano con un tutore o un gesso che permettono di camminare. Seguite le indicazioni del medico sul carico.

Quanto tempo si porta il gesso o il tutore?

Per la maggior parte delle fratture stabili, circa 6 settimane.

Quando serve l’intervento?

Quando la frattura è instabile, cioè rompe due o più strutture dell’anello della caviglia. Si fa di solito una fissazione con placche e viti.

La caviglia tornerà come prima?

Le fratture stabili di solito guariscono bene. Dopo una frattura instabile la caviglia può non essere forte come prima e, se i frammenti non restano in sede, può comparire artrosi.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Fratture della caviglia
  2. Willett K, et al. Close contact casting vs surgery for initial treatment of unstable ankle fractures in older adults. JAMA. 2016
  3. Lewis SR, et al. Rehabilitation for ankle fractures in adults. Cochrane Database Syst Rev. 2024

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.