Cos’è il disturbo antisociale di personalità
I disturbi della personalità, spiega il Manuale MSD, sono schemi persistenti e pervasivi di pensiero, percezione, reazione e relazione che fanno soffrire o compromettono la vita quotidiana. C’è una guida generale sui disturbi di personalità.
Le persone con disturbo antisociale possono compiere atti illeciti, ingannevoli, di sfruttamento e impulsivi per profitto o piacere personale, senza rimorsi. Possono:
- giustificare il proprio comportamento, per esempio pensando che «chi perde meritava di perdere»,
- accusare la vittima di essere sciocca o indifesa,
- essere indifferenti agli effetti dannosi delle proprie azioni,
- ignorare i diritti e i sentimenti degli altri e la legge.
Quanto è diffuso e cosa lo accompagna
Secondo il Manuale MSD:
- le stime variano tra il 2% e il 6% delle persone negli Stati Uniti e nel Regno Unito,
- è 3 volte più comune negli uomini che nelle donne,
- è meno frequente nelle persone più anziane, il che suggerisce che con il tempo si possa imparare a cambiare comportamento.
Spesso sono presenti anche un disturbo da uso di sostanze, un disturbo del controllo degli impulsi, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività o il disturbo borderline di personalità.
Da cosa dipende
Secondo il Manuale MSD, contribuiscono geni e fattori ambientali, come le avversità durante l’infanzia:
- il disturbo è più comune nei parenti di primo grado di chi ne è affetto,
- il rischio è più alto nei figli, sia biologici sia adottivi, di genitori con il disturbo,
- il disinteresse per il dolore altrui nella prima infanzia è stato collegato a comportamenti antisociali in adolescenza.
Il legame con il disturbo della condotta
Secondo il Manuale MSD, i bambini che sviluppano un disturbo della condotta e un disturbo da deficit di attenzione/iperattività prima dei 10 anni hanno più probabilità di sviluppare il disturbo antisociale da adulti.
Il disturbo della condotta tende a evolvere in disturbo antisociale soprattutto se i genitori maltrattano o trascurano il figlio, o se sono incoerenti nella disciplina, passando dall’affetto alla freddezza. Per questo, riconoscere e trattare il prima possibile i bambini con disturbo della condotta può ridurre i problemi sociali legati al disturbo antisociale.
Disprezzo per gli altri e mancanza di empatia
Il Manuale MSD descrive questi tratti:
- disprezzo per gli altri e per la legge, con danni alle proprietà, vessazioni o furti,
- inganno, sfruttamento o manipolazione per ottenere denaro, potere o gratificazione, a volte con un nome falso,
- mancanza di rimorso, con la colpa data alle vittime o alla vita «ingiusta»,
- mancanza di empatia verso emozioni, diritti e sofferenze degli altri,
- atteggiamento a volte presuntuoso o arrogante, ma anche capacità di essere affascinanti e convincenti.
Secondo il Manuale MSD, la determinazione a non lasciarsi maltrattare può nascere da una diffidenza profonda verso gli altri.

Impulsività e irresponsabilità
Secondo il Manuale MSD, le persone con disturbo antisociale faticano a pianificare e a considerare le conseguenze. Possono:
- cambiare all’improvviso casa, relazione o lavoro senza un piano,
- guidare troppo veloce o in stato di ebbrezza,
- bere molto o usare sostanze,
- reagire facilmente con aggressività fisica,
- essere irresponsabili con il lavoro e il denaro, per esempio non pagando le bollette o i debiti.
Il Manuale MSD segnala anche un’aspettativa di vita più breve rispetto alla popolazione generale.
Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD, la diagnosi si basa sui criteri del DSM-5-TR: la persona deve ignorare in modo persistente i diritti degli altri, con almeno tre di questi problemi:
- non rispetta la legge e compie ripetutamente atti che possono portare all’arresto,
- è ingannevole: mente, usa nomi falsi o raggira gli altri,
- agisce d’impulso, senza programmare,
- si irrita facilmente o è aggressiva,
- ignora la propria sicurezza o quella altrui,
- è costantemente irresponsabile,
- non prova rimorso.
Il disturbo antisociale viene diagnosticato solo dai 18 anni in poi.
Trattamento: cosa può aiutare
Secondo il Manuale MSD il disturbo antisociale è molto difficile da trattare e non ci sono prove che un trattamento particolare produca un miglioramento a lungo termine. Per questo si punta su obiettivi più immediati, come evitare danni agli altri e comportamenti illegali:
- la gestione delle contingenze, un tipo di terapia comportamentale in cui la persona viene premiata per i cambiamenti positivi,
- se aggressività e impulsività sono un problema, alcuni farmaci che stabilizzano l’umore o alcuni antidepressivi,
- alcune psicoterapie vanno invece evitate: secondo il Manuale MSD la terapia cognitivo-comportamentale sarebbe probabilmente inefficace e in alcuni casi dannosa.
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Dove le fonti non concordano
Una revisione Cochrane di Gibbon e colleghi (2020) ha analizzato 19 studi sulle terapie psicologiche per gli adulti con disturbo antisociale. Rispetto al Manuale MSD:
- Gestione delle contingenze: in linea con il Manuale MSD, è uno dei pochi interventi che potrebbe migliorare il funzionamento sociale, ma con prove di certezza bassa.
- Terapia cognitivo-comportamentale: il Manuale MSD la sconsiglia; nella revisione non ha mostrato differenze rispetto alle cure abituali su aggressività e funzionamento sociale.
- Altre terapie: anche la schema therapy e la terapia dialettico-comportamentale hanno mostrato qualche possibile beneficio, ma nessun intervento ha dato prove convincenti di un cambiamento del comportamento antisociale; le prove sono di certezza bassa o molto bassa.
Punti chiave sul disturbo antisociale di personalità
- È uno schema persistente di disinteresse per le conseguenze e per i diritti degli altri.
- Interessa dal 2% al 6% delle persone ed è 3 volte più comune negli uomini.
- Geni e avversità nell’infanzia contribuiscono; spesso è preceduto da un disturbo della condotta.
- La diagnosi si fa solo dai 18 anni, con almeno tre criteri.
- È molto difficile da trattare; si punta a ridurre i danni e i comportamenti illegali.
- Trattare presto i bambini con disturbo della condotta può ridurre i problemi futuri.
Domande frequenti sul disturbo antisociale di personalità
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cos’è il disturbo antisociale di personalità?
Secondo il Manuale MSD è uno schema pervasivo di disinteresse per le conseguenze delle proprie azioni e per i diritti degli altri, con inganno, impulsività e mancanza di rimorso.
Da che età si può diagnosticare?
Solo dai 18 anni in poi. Prima si può parlare di disturbo della condotta, che in alcuni casi evolve nel disturbo antisociale.
Da cosa dipende?
Da geni e fattori ambientali, come avversità nell’infanzia, maltrattamenti o trascuratezza, e disciplina incoerente da parte dei genitori.
Si può curare?
Secondo il Manuale MSD è molto difficile da trattare. La gestione delle contingenze e alcuni farmaci possono ridurre aggressività e impulsività, ma non ci sono prove di un miglioramento a lungo termine.
La terapia cognitivo-comportamentale aiuta?
Il Manuale MSD consiglia di evitarla, perché probabilmente inefficace e a volte dannosa. Una revisione Cochrane non ha trovato benefici rispetto alle cure abituali.
Migliora con l’età?
È meno frequente nelle persone più anziane, il che suggerisce che con il tempo si possa imparare a cambiare comportamento.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo antisociale di personalità
- Gibbon S, et al. Psychological interventions for antisocial personality disorder. Cochrane Database Syst Rev. 2020
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

