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Disturbo della condotta nei bambini e negli adolescenti

Il disturbo della condotta, secondo il Manuale MSD, è uno schema di comportamento ripetitivo che viola i diritti fondamentali degli altri o le regole adatte all’età. Compare di solito nella tarda infanzia o nella prima adolescenza. Questa guida spiega come si manifesta, i fattori di rischio, come si fa la diagnosi, quali aiuti esistono e come evolve, senza etichette.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un ragazzo seduto sul divano parla con una psicologa
Il disturbo della condotta compare di solito tra infanzia e adolescenza. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è il disturbo della condotta

Il comportamento normale nei bambini varia: alcuni si comportano meglio di altri. Secondo il Manuale MSD, il disturbo della condotta si diagnostica solo quando il bambino viola ripetutamente e in modo persistente le regole e i diritti degli altri, in modi non adatti alla sua età.

Il problema compare di solito nella tarda infanzia o nella prima adolescenza ed è più comune nei maschi. È diverso dal disturbo oppositivo provocatorio, in cui i bambini sono irritabili e disubbidienti ma non violano i diritti degli altri e provano senso di colpa.

Fattori di rischio

Secondo il Manuale MSD, ereditarietà e ambiente probabilmente influenzano l’insorgenza. Sono stati associati al disturbo:

  • genitori con un disturbo di salute mentale, come un disturbo da uso di sostanze, ADHD, un disturbo dell’umore, schizofrenia o disturbo antisociale di personalità,
  • vivere in un’area urbana,
  • genitori in condizioni di povertà o divorziati.

Anche i bambini di famiglie senza problemi, però, possono sviluppare un disturbo della condotta.

Una madre e un figlio adolescente parlano in cucina
Ereditarietà e ambiente familiare contribuiscono al disturbo. Immagine illustrativa generata con IA.

I comportamenti tipici

Secondo il Manuale MSD, i bambini con disturbo della condotta tendono a:

  • avere difficoltà a relazionarsi con gli altri,
  • mostrare poco senso di colpa e poca attenzione ai sentimenti e al benessere altrui,
  • leggere il comportamento degli altri come una minaccia e reagire in modo aggressivo,
  • fare i bulli, minacciare o fare a botte,
  • essere crudeli con gli animali,
  • danneggiare cose, a volte appiccando incendi,
  • mentire o rubare.

Il Manuale MSD osserva che il disturbo si manifesta in modo diverso: nelle ragazze è meno probabile l’aggressività fisica e più frequenti le fughe e le bugie; nei ragazzi le liti, i furti e il vandalismo.

Scuola, sostanze e salute mentale

Secondo il Manuale MSD sono frequenti violazioni gravi delle regole, come fughe da casa e assenze ripetute da scuola. È probabile che i ragazzi usino sostanze e abbiano difficoltà scolastiche.

  • possono avere pensieri suicidari, da prendere sempre sul serio,
  • a volte hanno anche depressione, ADHD o difficoltà di apprendimento.

Riconoscere questi altri problemi è importante, perché trattarli può ridurre anche i sintomi del disturbo della condotta.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD la diagnosi la fa un medico, o uno specialista del comportamento, in base ai criteri psichiatrici e alla descrizione del comportamento, spesso da parte dei genitori o degli insegnanti. I comportamenti devono essere abbastanza preoccupanti da compromettere le relazioni, la scuola o il lavoro.

Conta anche l’ambiente: se i comportamenti nascono come adattamento a un contesto eccessivamente stressante, come una zona di guerra o un quartiere molto povero e affollato, non si considerano un disturbo della condotta. Il medico cerca anche altri disturbi mentali o dell’apprendimento.

Perché i rimproveri non bastano

Il trattamento è difficile, spiega il Manuale MSD, perché bambini e adolescenti con questo disturbo raramente vedono qualcosa di sbagliato nel proprio comportamento.

Per questo, secondo il Manuale MSD, rimproverarli o spingerli a comportarsi meglio sono azioni inutili e da evitare. La psicoterapia può aiutare; nei casi gravi il trattamento più efficace può essere separare il ragazzo da un ambiente a rischio e offrirgli una situazione altamente strutturata.

Psicoterapia e altri aiuti

Secondo il Manuale MSD il trattamento comprende:

  • la psicoterapia, che può migliorare l’autostima e l’autocontrollo e aiutare il ragazzo a gestire meglio il proprio comportamento,
  • la cura degli altri disturbi presenti, come ADHD, depressione o uso di sostanze, a volte anche con farmaci,
  • un’educazione adatta alle esigenze del bambino in caso di difficoltà di apprendimento,
  • nei casi gravi, spesso, il trasferimento da un ambiente a rischio a un contesto molto strutturato.

Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la psicoterapia con adolescenti e famiglie su autocontrollo, autostima e relazioni (le visite sono in spagnolo).

Come evolve

Secondo il Manuale MSD circa due terzi dei bambini abbandonano questi comportamenti entro l’età adulta, e di solito i comportamenti distruttivi scompaiono nella prima età adulta. Tuttavia:

  • se il disturbo inizia molto presto, è più probabile che duri a lungo,
  • se continua, in età adulta aumenta il rischio di problemi con la giustizia e di disturbo antisociale di personalità,
  • alcune persone sviluppano poi disturbi dell’umore, d’ansia o legati alle sostanze.
Tre adolescenti camminano insieme in un parco
Circa due terzi dei ragazzi abbandonano questi comportamenti entro l’età adulta. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Una revisione di Fairchild e colleghi (2019) descrive il disturbo della condotta in modo in parte diverso dal Manuale MSD:

  • Quanto è diffuso: la revisione stima che colpisca circa il 3% dei bambini in età scolare e sia due volte più frequente nei maschi.
  • Trattamento: il Manuale MSD dà spazio alla psicoterapia individuale e, nei casi gravi, a contesti molto strutturati; la revisione indica come base gli interventi psicosociali rivolti ai genitori o alla famiglia.
  • Sottotipi: la revisione distingue tra esordio nell’infanzia e nell’adolescenza e tra chi ha o non ha tratti di scarsa empatia e senso di colpa, distinzioni che il Manuale MSD tocca solo in parte.

Punti chiave sul disturbo della condotta

  • È uno schema ripetitivo di comportamenti che violano i diritti degli altri o le regole dell’età.
  • Inizia di solito nella tarda infanzia o nella prima adolescenza ed è più comune nei maschi.
  • Ereditarietà e ambiente contribuiscono, ma può comparire anche in famiglie senza problemi.
  • I pensieri suicidari vanno sempre presi sul serio.
  • Psicoterapia, cura dei disturbi associati e coinvolgimento della famiglia sono la base del trattamento.
  • Circa due terzi dei bambini abbandonano questi comportamenti entro l’età adulta.

Domande frequenti sul disturbo della condotta

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cos’è il disturbo della condotta?

Secondo il Manuale MSD è uno schema ripetitivo di comportamenti che violano i diritti fondamentali degli altri o le regole adatte all’età.

Che differenza c’è con il disturbo oppositivo provocatorio?

Nel disturbo oppositivo provocatorio i bambini sono disubbidienti e irritabili ma non violano i diritti degli altri e provano senso di colpa.

Da cosa dipende?

Probabilmente da ereditarietà e ambiente; sono stati associati disturbi mentali nei genitori, povertà e divorzio. Ma può comparire anche in famiglie senza problemi.

Servono i rimproveri?

Secondo il Manuale MSD no: i ragazzi con questo disturbo raramente vedono qualcosa di sbagliato nel proprio comportamento, quindi rimproverarli è inutile.

Come si tratta?

Con la psicoterapia, che migliora autostima e autocontrollo, con la cura dei disturbi associati e, nei casi gravi, con un contesto molto strutturato.

Passa con l’età?

Circa due terzi dei bambini abbandonano questi comportamenti entro l’età adulta. Un esordio molto precoce è associato a un decorso più lungo.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo della condotta
  2. Fairchild G, et al. Conduct disorder. Nat Rev Dis Primers. 2019

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.