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Dieta chetogenica: cos’è, come funziona e per chi no

La dieta chetogenica è una dieta fortemente ipocalorica in cui i carboidrati si riducono a circa il 10% delle calorie e i grassi possono superare il 60%. Secondo ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, è una terapia vera e propria, da seguire sotto il controllo di uno specialista e solo in casi selezionati. Questa guida spiega come funziona, cosa si mangia, per chi è indicata, quali rischi comporta e cosa dice una meta-analisi.

Tema
Nutrizione
Aggiornato
Tempo di lettura
7 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Alimenti di una dieta chetogenica
Nella dieta chetogenica i grassi possono superare il 60% delle calorie. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è la dieta chetogenica

Secondo ISSalute, la dieta chetogenica è una dieta fortemente ipocalorica in cui la quantità dei diversi nutrienti viene calcolata con precisione, in modo da rispettare proporzioni fisse tra loro. È uno schema alimentare ampiamente studiato e validato dalla comunità scientifica, che gli esperti prescrivono solo in casi particolari e ben selezionati.

Per capire quanto si allontana da un’alimentazione abituale, ISSalute la confronta con le linee guida della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU):

  • Alimentazione equilibrata: carboidrati 45-60%, proteine 12-15% e grassi 25-35% delle calorie giornaliere.
  • Dieta chetogenica: carboidrati ridotti a circa il 10%, proteine aumentate solo di poco e grassi che possono superare il 60% delle calorie.

Come funziona: la chetosi

Con queste proporzioni si favorisce l’uso dei grassi di deposito per produrre energia. Secondo ISSalute, compare così una condizione metabolica particolare, la chetosi (o acetonemia): un accumulo nel sangue di corpi chetonici, sostanze che si formano quando si usano i grassi per produrre energia.

Lo stesso accade durante il digiuno, in cui l’organismo attraversa varie fasi:

  • prima usa le riserve di zuccheri (il glicogeno) dei muscoli e del fegato,
  • finite queste, usa le proteine, soprattutto dei muscoli, per produrre lo zucchero necessario (gluconeogenesi),
  • questa situazione spinge a usare i grassi come fonte di energia, con aumento dei corpi chetonici.

È una risposta importante in caso di carestia: il cervello, quando mancano gli zuccheri, è capace di usare i corpi chetonici per le sue funzioni.

Dieta chetogenica: cosa si mangia

Secondo ISSalute, i diversi alimenti hanno effetti diversi sulla chetosi:

  • Carboidrati: hanno un ruolo anti-chetogenico, cioè allontanano il metabolismo dalla chetosi.
  • Proteine e grassi: sono pro-chetogenici, cioè favoriscono la chetosi.

Nello schema alimentare ogni pasto deve rispettare un rapporto chetogenico tra i nutrienti: i grammi di grassi, proteine e carboidrati vanno calcolati con precisione per ottenere una corretta chetosi. La dieta va adattata alla persona, con la quantità di nutrienti adeguata.

ISSalute non propone menù o esempi di giornata: lo schema è individuale e lo prepara lo specialista. Gli alimenti ricchi di carboidrati complessi, come legumi, frutta e verdura, restano esclusi o molto limitati, e da qui nasce il rischio di carenze descritto più avanti.

Alimenti con proteine e grassi accanto a pane, patate e frutta
Proteine e grassi favoriscono la chetosi; i carboidrati la ostacolano. Immagine illustrativa generata con IA.

Per chi è indicata

Secondo ISSalute, dai dati scientifici i principali ambiti di utilizzo sono:

  • obesità o sovrappeso con altre malattie associate, come ipertensione, dislipidemie, diabete tipo 2, sindrome delle apnee ostruttive nel sonno o gravi malattie osteoarticolari,
  • obesità importante con indicazione alla chirurgia bariatrica (chirurgia dell’obesità).

La vera dieta chetogenica non è per tutti. ISSalute la descrive come una terapia utile ed efficace, che deve essere consigliata e seguita nel tempo da un esperto in grado di valutarne la reale necessità e di trovare la strategia migliore per gli obiettivi voluti.

Per chi no: la valutazione prima di iniziare

Prima di consigliarla, secondo ISSalute, bisogna:

  • valutare lo stato generale di salute (storia clinica) per individuare possibili controindicazioni,
  • definire gli obiettivi e i tempi massimi di durata,
  • programmare la dieta in modo da permettere un’uscita graduale dalla chetosi.

La storia clinica va raccolta con particolare attenzione alle controindicazioni, alla terapia farmacologica in corso e ai risultati di esami del sangue recenti. ISSalute non elenca le singole controindicazioni: è lo specialista a valutarle caso per caso. Nel nostro studio di nutrizione a Bilbao valutiamo con voi se una dieta di questo tipo è adatta e come seguirla (le visite sono in spagnolo).

Preparazione di un’insalata con uova e verdure
Prima di iniziare servono una valutazione e un piano personale. Immagine illustrativa generata con IA.

Durante la dieta e il ritorno all’alimentazione normale

Secondo ISSalute, una volta iniziata la dieta chetogenica serve uno stretto controllo del suo andamento e dei suoi effetti, con visite periodiche programmate.

Un altro aspetto molto importante è il ritorno a un’alimentazione «normale» e adeguata, che deve essere graduale, e il mantenimento dei risultati a medio e lungo termine.

È perciò una terapia che deve essere eseguita sotto il controllo di uno specialista e non sulla base del «fai da te»: l’autogestione potrebbe esporre la persona a carenze o inadeguatezze nutrizionali. Gli specialisti da contattare prima di iniziare una dieta sono il dietologo e il nutrizionista.

Rischi della dieta chetogenica

Secondo ISSalute, sia la dieta chetogenica sia la dieta iperproteica creano una situazione metabolica che, se seguita troppo a lungo e senza un rigoroso controllo, può presentare rischi per la salute. Possono infatti:

  • provocare carenze di micronutrienti (vitamine e minerali) e di fibre, contenuti negli alimenti ricchi di carboidrati complessi come legumi, frutta e verdura,
  • ridurre i depositi di glicogeno del fegato, usati per mantenere normale il livello di glucosio nel sangue,
  • causare episodi di chetoacidosi per l’eccessivo accumulo di corpi chetonici nel sangue.

Inoltre, un consumo eccessivo di proteine aumenta il lavoro dei reni, che le degradano formando urea.

Dieta chetogenica e dieta iperproteica: le differenze

Le diete iperproteiche più comuni nascono sulla falsariga della dieta chetogenica, ma secondo ISSalute le due diete non vanno confuse:

  • Dieta chetogenica: fortemente ipocalorica, con proporzioni precise tra i nutrienti, proteine aumentate solo di poco e grassi oltre il 60%.
  • Dieta iperproteica: proteine molto al di sopra delle percentuali raccomandate e forte riduzione dei carboidrati.

La dieta iperproteica porta a usare i grassi di deposito solo se è anche ipocalorica. Altrimenti, le proteine in eccesso vengono trasformate in glucosio (gluconeogenesi), e ciò può favorire la formazione di nuovo grasso di deposito. Un maggiore apporto di proteine può aiutare ad aumentare la massa muscolare e a ridurre il grasso corporeo, ma secondo ISSalute non va portato agli estremi né seguito con il fai da te o per moda.

Dove le fonti non concordano

Una meta-analisi (Bueno e colleghi, 2013; 13 studi randomizzati con almeno 12 mesi di follow-up) ha confrontato negli adulti una dieta chetogenica a bassissimo contenuto di carboidrati (al massimo 50 g al giorno) con una dieta ipocalorica povera di grassi. Ci sono due differenze con ISSalute:

  • A chi proporla: ISSalute la riserva a casi selezionati, come l’obesità con altre malattie o prima della chirurgia bariatrica, sotto controllo specialistico. La meta-analisi ha trovato una perdita di peso a lungo termine maggiore, ma di circa 0,9 kg, e conclude che può essere un’alternativa contro l’obesità.
  • Effetti sul sangue: ISSalute mette l’accento sui rischi di un uso prolungato senza controllo. Nella meta-analisi la dieta chetogenica ha ridotto i trigliceridi e la pressione diastolica e aumentato il colesterolo HDL, ma ha aumentato anche il colesterolo LDL.

Anche la definizione cambia: ISSalute parla di carboidrati al 10% delle calorie, la meta-analisi di un massimo di 50 g al giorno.

Punti chiave sulla dieta chetogenica

  • È una dieta fortemente ipocalorica con carboidrati a circa il 10% e grassi oltre il 60% delle calorie.
  • Porta alla chetosi, cioè all’accumulo di corpi chetonici nel sangue.
  • Secondo ISSalute è indicata soprattutto nell’obesità con altre malattie o prima della chirurgia bariatrica.
  • Va prescritta e seguita da uno specialista, con tempi massimi e uscita graduale.
  • Senza controllo può causare carenze, chetoacidosi e lavoro extra per i reni.
  • Non va confusa con la dieta iperproteica.

Domande frequenti sulla dieta chetogenica

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cosa si mangia nella dieta chetogenica?

Pochi carboidrati, circa il 10% delle calorie, proteine di poco aumentate e molti grassi, oltre il 60%. Le quantità di ogni pasto le calcola lo specialista; ISSalute non propone menù.

Quanto può durare la dieta chetogenica?

ISSalute non indica una durata fissa: lo specialista definisce gli obiettivi e i tempi massimi prima di iniziare e programma un’uscita graduale dalla chetosi.

La dieta chetogenica fa dimagrire?

Una meta-analisi ha trovato a lungo termine una perdita di peso maggiore rispetto a una dieta povera di grassi, ma di circa 0,9 kg. ISSalute la indica soprattutto nell’obesità con altre malattie.

Posso fare la dieta chetogenica da solo?

No. Secondo ISSalute è una terapia da seguire sotto il controllo di uno specialista: l’autogestione può esporre a carenze o inadeguatezze nutrizionali.

Che differenza c’è tra chetosi e chetoacidosi?

La chetosi è l’accumulo di corpi chetonici che la dieta cerca di ottenere. La chetoacidosi è un accumulo eccessivo, che crea scompensi dannosi per l’organismo.

La dieta chetogenica e quella iperproteica sono uguali?

No. Nella chetogenica le proteine aumentano solo di poco e i grassi superano il 60%; nell’iperproteica le proteine superano di molto le quantità raccomandate.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Dieta iperproteica e chetogenica
  2. Bueno NB, et al. Very-low-carbohydrate ketogenic diet v. low-fat diet for long-term weight loss: a meta-analysis of randomised controlled trials. Br J Nutr. 2013

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.