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Cefalea tensiva: sintomi, cause e cosa fare

La cefalea di tipo tensivo, o muscolo-tensiva, è la forma più comune di mal di testa: un dolore costante, come una fascia che stringe la testa, di intensità lieve o moderata. Non è un problema di salute serio, ma quando si ripete spesso pesa sulla vita quotidiana. Questa guida spiega sintomi, cause, differenze con l’emicrania, segnali d’allarme, cura e prevenzione secondo ISSalute e il Manuale MSD.

Tema
Neurofisiologia
Aggiornato
Tempo di lettura
7 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna seduta davanti al portatile si tocca la nuca con un’espressione affaticata
Nella cefalea tensiva il dolore stringe la testa come una fascia. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è la cefalea tensiva

ISSalute definisce la cefalea di tipo tensivo, nota anche come cefalea muscolo-tensiva, la forma più comune e meno dolorosa di mal di testa, quella che quasi tutti hanno provato almeno una volta. Fa parte delle cefalee primarie, cioè dei mal di testa che non derivano da altre malattie, come la cefalea a grappolo e l’emicrania.

Colpisce soprattutto le donne. Può comparire a qualsiasi età, ma in genere inizia nell’adolescenza o in età adulta.

Il Manuale MSD osserva che molte persone ne soffrono occasionalmente e alcune frequentemente, e che le cefalee muscolo-tensive sono raramente gravi e in genere non interferiscono con le attività quotidiane.

Sintomi della cefalea tensiva

ISSalute e il Manuale MSD descrivono questi sintomi:

  • un dolore costante su entrambi i lati della testa, come una fascia che stringe,
  • un dolore che inizia nella parte anteriore della testa o intorno agli occhi e poi si diffonde a tutta la testa,
  • a volte irrigidimento dei muscoli del collo e sensazione di pressione intorno agli occhi, come se qualcuno premesse con le dita,
  • un’intensità da lieve a moderata, che non impedisce le attività di tutti i giorni.

Secondo il Manuale MSD le forme episodiche iniziano di solito alcune ore dopo il risveglio, peggiorano durante la giornata e raramente svegliano dal sonno. In base alla frequenza si distinguono una forma episodica e una cronica: nella forma cronica, almeno 15 giorni al mese, l’intensità può variare durante il giorno ma il dolore è quasi sempre presente.

Cause e fattori scatenanti

Le cause della cefalea tensiva non sono ancora chiare. Il Manuale MSD indica che potrebbe essere legata a una soglia del dolore più bassa del normale. ISSalute elenca i fattori scatenanti più comuni:

  • stress e ansia,
  • postura errata,
  • affaticamento e disidratazione,
  • pasti irregolari e scarsa attività fisica,
  • luce intensa, rumore e alcuni odori,
  • problemi masticatori.

Il Manuale MSD aggiunge disturbi del sonno, problemi dell’articolazione della mandibola (vedi la guida sul dolore alla mandibola), dolore al collo, come nel torcicollo, e affaticamento degli occhi.

Una donna seduta alla scrivania regola l’altezza del monitor
Una postura errata è tra i fattori che possono scatenare la cefalea tensiva. Immagine illustrativa generata con IA.

Differenze con l’emicrania

Secondo il Manuale MSD, a differenza dell’emicrania, la cefalea muscolo-tensiva:

  • non si accompagna a nausea e vomito,
  • non peggiora con l’attività fisica, la luce, i rumori o gli odori,
  • è raramente grave e in genere non impedisce le attività quotidiane.

La fonte avverte però che alcune emicranie lievi assomigliano alla cefalea tensiva. Inoltre, se gli antidolorifici da banco non funzionano e le cefalee sono gravi, probabilmente non si tratta di cefalea tensiva ma forse di un’emicrania: in questo caso è bene parlarne con il medico.

Quando rivolgersi al medico

ISSalute spiega che per un mal di testa occasionale non è necessario rivolgersi al medico. È consigliabile consultarlo quando gli attacchi si ripetono più volte a settimana o il dolore è forte.

Una valutazione medica è indispensabile quando il mal di testa:

  • si manifesta all’improvviso con un dolore intenso, mai provato prima,
  • è accompagnato da rigidità del collo, febbre, nausea, vomito,
  • insorge in seguito a un incidente o a un colpo alla testa,
  • è associato a debolezza, sensazione di torpore, difficoltà di linguaggio o stato di confusione.

Secondo ISSalute questi sintomi possono indicare un problema di salute più serio, che richiede accertamenti e un trattamento d’emergenza immediato.

Come si fa la diagnosi

Il Manuale MSD indica che la diagnosi si basa sulla descrizione del mal di testa e sulla visita. Il medico chiede anche dei problemi che possono scatenare le cefalee, come sonno, stress, dolore al collo o alla mandibola.

Non esistono esami specifici che confermino la diagnosi:

  • a volte si esegue una risonanza magnetica del cranio per escludere altre cause di mal di testa,
  • questo avviene soprattutto se la cefalea è comparsa di recente,
  • la TC o la risonanza magnetica servono raramente.

Per riconoscere la frequenza e i fattori scatenanti, ISSalute suggerisce di tenere un diario del mal di testa, utile anche da mostrare al medico.

Come si cura la cefalea tensiva

Secondo ISSalute la cefalea tensiva non deve spaventare: in genere si cura con antidolorifici o con semplici cambiamenti dello stile di vita. Le due fonti indicano:

  • gli antidolorifici da banco, compresi i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che nella maggior parte delle forme lievi o moderate danno sollievo,
  • un massaggio sulla zona dolorante,
  • gli interventi comportamentali e psicologici, come le tecniche di rilassamento e di gestione dello stress, spesso efficaci, soprattutto insieme ai farmaci,
  • nelle forme croniche, alcuni farmaci usati per prevenire l’emicrania, in particolare un antidepressivo triciclico, su prescrizione del medico.

ISSalute avverte che alcuni antidolorifici vanno evitati nel primo trimestre di gravidanza e altri sono sconsigliati sotto i 16 anni: bisogna leggere sempre il foglietto illustrativo e chiedere al medico o al farmacista. Gli antidolorifici, inoltre, non dovrebbero essere usati per più di 10 giorni al mese, perché l’uso prolungato può causare un mal di testa da uso eccessivo di farmaci, che si risolve solo sospendendoli con l’aiuto del medico. Consultate il vostro medico.

Prevenzione: cosa aiuta

Per chi soffre di cefalee tensive ripetute, ISSalute raccomanda:

  • un diario del mal di testa, per individuare i fattori scatenanti ed evitarli o contenerli,
  • un’attività fisica regolare,
  • le tecniche di rilassamento e la fisioterapia, per ridurre stress e tensione,
  • una postura corretta, un buon riposo e un’idratazione adeguata,
  • pasti a orari regolari e un ritmo sonno-veglia regolare.

Secondo le linee guida dell’Agenas, riportate da ISSalute, può dare beneficio anche l’agopuntura. Il Manuale MSD ricorda che l’abuso di caffeina, nelle preparazioni per il mal di testa o nelle bibite, può contribuire a un mal di testa quotidiano.

Dove le fonti non concordano

Sulla frequenza. ISSalute definisce episodica la forma con mal di testa da 1 a 3 giorni al mese e cronica quella con più di 15 giorni al mese per almeno tre mesi consecutivi; il Manuale MSD chiama episodiche le cefalee che compaiono meno di 15 giorni al mese e croniche quelle presenti almeno 15 giorni al mese.

Sul ruolo dello stress. ISSalute mette stress e ansia al primo posto tra i fattori scatenanti; il Manuale MSD scrive che lo stress può essere coinvolto, ma che il suo ruolo non è del tutto chiaro e non è l’unica spiegazione dei sintomi.

Sulla durata. ISSalute indica in genere da 30 minuti a qualche ora, a volte alcuni giorni; il Manuale MSD da 30 minuti a diversi giorni. Solo ISSalute cita l’agopuntura tra le misure utili.

Punti chiave sulla cefalea tensiva

  • È il mal di testa più comune: un dolore costante come una fascia, lieve o moderato.
  • Stress, postura, stanchezza, pasti irregolari e disturbi del sonno sono tra i fattori scatenanti.
  • A differenza dell’emicrania non dà nausea né peggiora con luce, rumori o attività fisica.
  • Un mal di testa improvviso e intenso, con febbre, rigidità del collo o confusione, richiede il medico subito.
  • Si cura con antidolorifici da banco, rilassamento e gestione dello stress.
  • Gli antidolorifici non vanno presi per più di 10 giorni al mese.

Domande frequenti sulla cefalea tensiva

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Come si riconosce la cefalea tensiva?

È un dolore costante su entrambi i lati della testa, come una fascia che stringe, lieve o moderato, che non impedisce le attività quotidiane.

Quanto dura la cefalea tensiva?

Secondo ISSalute in genere da 30 minuti a qualche ora, ma può persistere alcuni giorni; il Manuale MSD indica da 30 minuti a diversi giorni.

Che differenza c’è con l’emicrania?

La cefalea tensiva non dà nausea o vomito e non peggiora con attività fisica, luce, rumori o odori, a differenza dell’emicrania.

Lo stress causa la cefalea tensiva?

ISSalute lo indica tra i fattori scatenanti più comuni; il Manuale MSD precisa che il suo ruolo non è del tutto chiaro.

Quando preoccuparsi per un mal di testa?

Se compare all’improvviso con un dolore mai provato, con rigidità del collo, febbre o vomito, dopo un colpo alla testa o con debolezza, torpore o difficoltà di linguaggio.

Si possono prendere antidolorifici tutti i giorni?

No: ISSalute indica di non usarli per più di 10 giorni al mese, perché l’abuso può causare un mal di testa da uso eccessivo di farmaci.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Cefalea di tipo tensivo
  2. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Cefalea muscolo-tensiva

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.