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Pubalgia in gravidanza: dolore al pube e al bacino

Fitte al pube quando ti giri nel letto, dolore salendo le scale, alzandoti dalla sedia o infilando i pantaloni su una gamba: il dolore al bacino in gravidanza è frequente e può essere molto fastidioso. Non è pericoloso per il bambino, si può gestire con accorgimenti semplici e, se serve, con la fisioterapia.

Tema
Fisioterapia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna incinta seduta sul bordo del letto con una mano sulla parte bassa della schiena
Il dolore al bacino in gravidanza è frequente e si può gestire. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è la pubalgia in gravidanza

In gravidanza la parola pubalgia indica il dolore nella zona del pube, dove le due ossa del bacino si uniscono nella sinfisi pubica. Fa parte del dolore del cingolo pelvico, che può interessare anche le articolazioni sacroiliache, nella parte bassa della schiena, e i glutei.

È diversa dalla pubalgia degli sportivi, legata a sovraccarico di muscoli e tendini dell’inguine, di cui parla la guida sulla pubalgia.

Quanto è frequente

La revisione di Wu e colleghi ha stimato che circa il 45% delle donne in gravidanza ha dolore al bacino, alla zona lombare o a entrambi. Circa metà di questi casi riguarda soprattutto il bacino. Il dolore è serio in circa un quarto delle donne e molto invalidante in circa l’8%.

Dopo il parto il dolore di solito migliora: i problemi seri restano in circa il 7% delle donne. Lavori pesanti e precedenti dolori lombari o pelvici aumentano il rischio.

Conoscere questi numeri aiuta a non spaventarsi: è un disturbo comune, che si può gestire con l’aiuto giusto.

Perché compare

In gravidanza gli ormoni rendono i legamenti più elastici per preparare il bacino al parto. Allo stesso tempo l’aumento di peso e il cambiamento della postura modificano il modo in cui i carichi si distribuiscono tra bacino, schiena e anche.

Il risultato può essere un controllo meno efficace della stabilità del bacino e una maggiore sensibilità delle articolazioni, soprattutto nei movimenti asimmetrici, in cui una gamba lavora più dell’altra.

Come si riconosce

  • Dolore al pube, a volte irradiato all’inguine o all’interno coscia.
  • Dolore nella parte bassa della schiena o nei glutei, ai lati dell’osso sacro.
  • Fitte camminando, salendo le scale o stando su una gamba sola.
  • Dolore girandosi nel letto o alzandosi da una sedia.
  • Fastidio allargando le gambe, per esempio entrando in auto.
  • A volte una sensazione di “scatto” o instabilità nel bacino.

Come si valuta

La diagnosi è clinica: il ginecologo o il fisioterapista raccolgono la storia e fanno alcuni test di provocazione del dolore sul bacino e test di forza e controllo, come il sollevamento della gamba tesa da sdraiata. Le linee guida europee di Vleeming e colleghi descrivono questi test.

Gli esami di imaging in genere non servono in gravidanza. È importante escludere altre cause di dolore, come infezioni urinarie o contrazioni.

Riconoscere presto il problema permette di iniziare subito con gli accorgimenti e gli esercizi giusti, prima che il dolore limiti troppo le attività.

Accorgimenti quotidiani

  • Fai passi più corti e cammina più lentamente.
  • Sali le scale un gradino alla volta, partendo con la gamba meno dolorosa.
  • Siediti per infilare pantaloni, calze e scarpe.
  • Entra in auto sedendoti prima e girando poi le gambe insieme.
  • Girati nel letto tenendo le ginocchia unite, magari con un cuscino tra le gambe.
  • Evita di portare pesi su un solo lato e di stare a lungo su una gamba.

Esercizi e fisioterapia

Le linee guida europee raccomandano in gravidanza informazione ed esercizi personalizzati, con l’obiettivo di migliorare il controllo e la stabilità del bacino. Il fisioterapista sceglie esercizi dolci per i muscoli profondi dell’addome, i glutei e il pavimento pelvico, adattandoli al momento della gravidanza.

La revisione Cochrane di Liddle e Pennick ha trovato che l’esercizio riduce il dolore lombare in gravidanza; per il dolore pelvico le prove sono più limitate e di qualità più bassa, ma un approccio attivo e personalizzato resta consigliato. Leggi anche la guida sugli esercizi per il pavimento pelvico.

Una donna incinta a quattro zampe su un tappetino esegue un esercizio guidata da una fisioterapista
Esercizi personalizzati migliorano il controllo del bacino. Immagine illustrativa generata con IA.

La fascia pelvica serve?

Una fascia di sostegno per il bacino può dare sollievo ad alcune donne, soprattutto camminando o stando in piedi a lungo. Le linee guida europee la considerano utile per periodi brevi, insieme agli esercizi e non al loro posto.

Anche l’uso di cuscini per dormire, stampelle nei casi più seri e il calore locale possono aiutare. Per i farmaci antidolorifici chiedi sempre al medico.

Sonno e parto

Dormire sul fianco con un cuscino tra le ginocchia e uno sotto la pancia aiuta a mantenere il bacino allineato. Se il dolore disturba il sonno, leggi anche la guida sull’insonnia in gravidanza.

Il dolore pelvico non impedisce di solito il parto naturale. Conviene però parlarne con l’ostetrica, per scegliere posizioni comode e non allargare troppo le gambe oltre il limite del dolore.

Una donna incinta riposa sul fianco appoggiata a un lungo cuscino
Un cuscino aiuta a tenere il bacino allineato durante il sonno. Immagine illustrativa generata con IA.

I punti chiave

  • Il dolore al pube e al bacino in gravidanza è molto frequente.
  • Non è pericoloso per il bambino e di solito migliora dopo il parto.
  • Accorgimenti quotidiani riducono le fitte nei movimenti asimmetrici.
  • Esercizi personalizzati con il fisioterapista sono consigliati.
  • Dolore con contrazioni, perdite o febbre va valutato subito.

Domande frequenti sulla pubalgia in gravidanza

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

La pubalgia in gravidanza è pericolosa per il bambino?

No, riguarda le articolazioni del bacino della mamma.

Passa dopo il parto?

Nella maggior parte delle donne migliora nelle settimane o nei mesi dopo il parto.

Posso continuare a fare attività fisica?

Sì, adattandola: camminate brevi, esercizi in acqua e programmi guidati sono spesso ben tollerati.

Nella prossima gravidanza tornerà?

Il rischio è più alto, ma prepararsi con esercizi e accorgimenti aiuta.

Posso prendere antidolorifici?

Solo quelli indicati dal medico: alcuni farmaci non sono adatti in gravidanza.

Quando rivolgersi al fisioterapista?

Quando il dolore limita camminare, dormire o le attività quotidiane.

Fonti

  1. Vleeming A, et al. European guidelines for the diagnosis and treatment of pelvic girdle pain. Eur Spine J. 2008
  2. Wu WH, et al. Pregnancy-related pelvic girdle pain (PPP), I: terminology, clinical presentation, and prevalence. Eur Spine J. 2004
  3. Liddle SD, Pennick V. Interventions for preventing and treating low-back and pelvic pain during pregnancy. Cochrane Database Syst Rev. 2015

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.