Cos’è la disartria
La disartria è la perdita della capacità di articolare le parole in maniera normale. Secondo il Manuale MSD, anche se sembra riconducibile a un problema di linguaggio, si tratta in realtà di un problema di controllo dei muscoli coinvolti nell’eloquio: un problema motorio.
Una revisione Cochrane (Mitchell e colleghi, 2017) descrive la disartria come un disturbo acquisito dell’eloquio che compare dopo una lesione neurologica e riduce l’intelligibilità del parlato, per un controllo muscolare debole, impreciso, lento o scoordinato. Secondo gli autori, il suo impatto va oltre la comunicazione e tocca anche il funzionamento psicosociale.
Disartria e afasia: la differenza
Nella disartria la capacità di capire e di usare il linguaggio di solito non viene danneggiata. Per questo, secondo il Manuale MSD, la maggior parte delle persone con disartria è in grado di leggere e scrivere normalmente, e le persone producono suoni simili a ciò che vogliono dire e nell’ordine corretto.
È quindi diversa dai disturbi del linguaggio come l’afasia, che ha una guida propria nel nostro blog.
Cause della disartria
Secondo il Manuale MSD, la disartria può dipendere da un danno alle strutture del sistema nervoso che controllano i movimenti usati per parlare:
- Cervelletto: situato tra cervello e tronco encefalico, coordina i movimenti del corpo.
- Gangli basali: ampi agglomerati di cellule nervose che aiutano a coordinare e rendere fluidi i movimenti.
- Tronco encefalico: controlla i muscoli usati nella respirazione e quelli che aiutano a produrre i suoni.
- Fibre nervose che collegano la corteccia cerebrale al tronco encefalico e trasmettono le informazioni per controllare i muscoli di labbra, lingua, palato e corde vocali.
- Giunzione neuromuscolare: il punto in cui i nervi si collegano ai muscoli.
Quali malattie possono provocarla
Secondo il Manuale MSD, queste strutture possono essere danneggiate da:
- malattie degenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica, la malattia di Parkinson e la malattia di Huntington,
- sclerosi multipla,
- traumi cranici,
- tumori cerebrali,
- ictus,
- infezioni, come la malattia di Lyme.
La revisione Cochrane ha studiato soprattutto persone con disartria dopo un ictus e altre lesioni cerebrali acquisite e non progressive in età adulta, come traumi, infezioni, tumori o interventi chirurgici.
Sintomi della disartria: come suona il linguaggio
Le persone con disartria producono suoni simili a ciò che vogliono dire e nell’ordine corretto. Tuttavia, secondo il Manuale MSD e in base alla sede del danno, il linguaggio può essere:
- inceppato o a scatti,
- interrotto,
- bisbigliato o in falsetto,
- irregolare,
- impreciso,
- monotono.
I disturbi che provocano la disartria possono causare anche difficoltà di masticazione e di deglutizione; sulla difficoltà a deglutire, vedi la nostra guida sulla disfagia.
Diagnosi ed esami
Per diagnosticare la disartria il medico chiede dei sintomi e fa un esame obiettivo; il logopedista spesso aiuta nella valutazione. Secondo il Manuale MSD, l’operatore sanitario può:
- chiedere alla persona di svolgere compiti semplici, come spegnere una candela soffiando, mordersi il labbro inferiore e mostrare la lingua, per valutare la forza e il movimento dei muscoli del linguaggio,
- chiedere di ripetere parole e frasi, cantare e contare, per individuare problemi come la respirazione e il linguaggio a scatti,
- far eseguire test standardizzati della funzione cerebrale (test neuropsicologici), da un neuropsicologo o da un logopedista, che aiutano anche a pianificare il trattamento e a stimare le probabilità di recupero.
Per cercare la causa si eseguono esami per immagini, come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica. Si valuta anche la deglutizione, di solito con radiografie con bario e, a volte, con un’endoscopia. A seconda della causa sospettata possono servire analisi del sangue e delle urine, una puntura lombare, un elettroencefalogramma (EEG), un’elettromiografia e studi della conduzione nervosa.

Trattamento: la logopedia
Secondo il Manuale MSD, la logoterapia è efficace in alcuni casi di disartria. Può prevedere:
- esercizi di respirazione,
- esercizi muscolari,
- la ripetizione di parole o frasi.
Se la disartria è grave, il logopedista può consigliare una lavagna o un dispositivo computerizzato con tastiera e display, per comunicare.
Nel nostro studio di logopedia a Bilbao valutiamo il linguaggio e programmiamo gli esercizi (le visite sono in spagnolo).

Cosa dice la ricerca sulle terapie
La revisione Cochrane di Mitchell e colleghi (2017) ha raccolto cinque piccoli studi clinici con 234 partecipanti, quasi tutti con disartria dopo un ictus. Tre hanno studiato terapie comportamentali, uno l’agopuntura e uno la stimolazione magnetica transcranica:
- non ci sono state prove di un effetto che durasse da tre a nove mesi dopo l’intervento, rispetto a qualsiasi controllo,
- subito dopo l’intervento c’è stato un effetto favorevole sulle misure del disturbo del parlato, ma con prove di qualità molto bassa,
- nessuno studio ha confrontato un intervento con l’assenza di intervento, e nessuno era abbastanza grande.
Secondo gli autori, benefici e rischi degli interventi restano sconosciuti e servono studi più ampi. Nel frattempo, le persone con disartria dopo un ictus o una lesione cerebrale dovrebbero continuare a ricevere la riabilitazione secondo le linee guida cliniche.
Dove le fonti non concordano
Le due fonti guardano alla disartria in modo diverso:
- Beneficio della terapia: il Manuale MSD dice che la logoterapia è efficace in alcuni casi. La revisione Cochrane non ha trovato prove di un effetto duraturo, ma solo di un possibile effetto immediato, con prove di qualità molto bassa.
- Quali cause: il Manuale MSD include le malattie degenerative, come la malattia di Parkinson o la sclerosi laterale amiotrofica. La revisione ha incluso solo lesioni non progressive, soprattutto l’ictus, e quindi non dice nulla sulle malattie degenerative.
Punti chiave sulla disartria
- La disartria è la perdita della capacità di articolare normalmente le parole.
- È un problema motorio: la comprensione e l’uso del linguaggio di solito restano intatti.
- Può essere causata da ictus, traumi cranici, tumori, sclerosi multipla o malattie degenerative.
- Il linguaggio può essere a scatti, irregolare, impreciso o monotono.
- La diagnosi comprende semplici compiti con bocca e lingua, test ed esami per immagini.
- La logoterapia è efficace in alcuni casi; nei casi gravi esistono dispositivi per comunicare.
Domande frequenti sulla disartria
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Che differenza c’è tra disartria e afasia?
Nella disartria il problema è il controllo dei muscoli del linguaggio; la comprensione e l’uso del linguaggio di solito non sono danneggiati. Per questo la maggior parte delle persone con disartria legge e scrive normalmente.
La disartria si può guarire?
Le fonti non parlano di guarigione. Secondo il Manuale MSD la logoterapia è efficace in alcuni casi; la revisione Cochrane considera sconosciuti i benefici degli interventi.
La disartria influisce sulla deglutizione?
Può farlo. Secondo il Manuale MSD, i disturbi che provocano la disartria possono causare anche difficoltà di masticazione e deglutizione, e la deglutizione viene valutata nella diagnosi.
Quali esercizi si fanno in logopedia per la disartria?
La logoterapia può prevedere esercizi di respirazione e muscolari e la ripetizione di parole o frasi.
Cosa si fa se la disartria è grave?
Il logopedista può consigliare una lavagna o un dispositivo computerizzato con tastiera e display per comunicare.
Chi fa la diagnosi di disartria?
Il medico, che chiede dei sintomi e fa un esame obiettivo, spesso con l’aiuto di un logopedista.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disartria
- Mitchell C, et al. Interventions for dysarthria due to stroke and other adult-acquired, non-progressive brain injury. Cochrane Database Syst Rev. 2017
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

