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Afasia: che cos’è e come si riabilita il linguaggio

Dopo un ictus, una persona può capire ciò che le viene detto ma non riuscire a trovare le parole, oppure parlare fluentemente ma con frasi senza senso. È l’afasia, un disturbo del linguaggio dovuto a una lesione cerebrale. Non riguarda l’intelligenza, ma la capacità di usare le parole. Con la riabilitazione logopedica e il sostegno della famiglia, molte persone migliorano.

Tema
Logopedia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757

Che cosa significa afasia

La parola afasia viene dal greco e significa “senza parola”. In realtà raramente la parola manca del tutto: più spesso è difficile trovarla, organizzarla in frasi o comprendere quella degli altri. L’afasia può riguardare il parlare, il capire, il leggere e lo scrivere, in combinazioni diverse.

È importante distinguerla dalla disartria, in cui le parole sono scelte correttamente ma pronunciate male per un problema dei muscoli della parola, e dai disturbi della memoria o del pensiero.

Cause dell’afasia

  • Ictus: la causa più frequente.
  • Trauma cranico.
  • Tumori cerebrali.
  • Infezioni del cervello, come l’encefalite.
  • Afasia primaria progressiva: una forma di malattia neurodegenerativa in cui il linguaggio peggiora lentamente.

I tipi principali di afasia

  • Afasia di Broca (non fluente): il linguaggio è faticoso, con frasi brevi e poche parole, ma la comprensione è relativamente conservata.
  • Afasia di Wernicke (fluente): si parla con facilità ma con parole sbagliate o inventate, e la comprensione è difficile.
  • Afasia globale: compromette gravemente sia la produzione sia la comprensione.
  • Afasia anomica: la difficoltà principale è trovare i nomi delle cose.
  • Afasia di conduzione: difficoltà soprattutto a ripetere parole e frasi.
  • Nella pratica molte persone hanno quadri misti.

Come si manifesta

  • Difficoltà a trovare le parole o uso di parole sbagliate.
  • Frasi incomplete o senza grammatica.
  • Parole inventate o scambiate.
  • Difficoltà a capire frasi lunghe o conversazioni veloci.
  • Problemi a leggere e scrivere.
  • Difficoltà con numeri e calcoli.
  • Frustrazione, perché la persona sa cosa vuole dire ma non ci riesce.

Come si valuta

Il neurologo individua la causa con esami come TC o risonanza magnetica. La logopedista esegue una valutazione approfondita del linguaggio con test specifici: denominazione, ripetizione, comprensione, lettura, scrittura e comunicazione nella vita quotidiana. La valutazione permette di capire quali abilità sono conservate e su cosa lavorare.

Fa parte della valutazione anche distinguere l’afasia da altri disturbi che possono comparire dopo un ictus, come la disartria, in cui il linguaggio è integro ma i muscoli della parola sono deboli o poco coordinati, o l’aprassia del linguaggio, in cui è difficile programmare i movimenti per pronunciare le parole.

La terapia logopedica

La terapia logopedica è il trattamento principale dell’afasia. Secondo la revisione Cochrane di Brady e colleghi, migliora la comunicazione funzionale e diverse abilità linguistiche rispetto a nessuna terapia; una terapia più intensa sembra dare risultati migliori, a patto che sia tollerata dalla persona.

La logopedista lavora sulle abilità specifiche, come trovare le parole o comprendere frasi, e su strategie per comunicare: gesti, disegni, scrittura, tabelle o app di comunicazione. Coinvolge anche la famiglia, che è parte attiva del percorso.

Secondo la revisione Cochrane di Brady e colleghi, la terapia logopedica migliora la comunicazione funzionale, la lettura e l’espressione rispetto all’assenza di terapia, e i programmi più intensi possono dare risultati migliori, anche se non tutti riescono a sostenerli. Accanto agli esercizi, si possono usare strumenti di comunicazione aumentativa, come tabelle con immagini, app e quaderni di comunicazione, e attività di gruppo per allenarsi nelle situazioni reali.

Quanto si recupera

Il recupero è più rapido nei primi mesi dopo un ictus, ma può continuare per anni. Dipende dalla sede e dall’estensione della lesione, dal tipo di afasia, dall’età, dalle condizioni generali e dall’intensità della riabilitazione. Alcune persone recuperano quasi del tutto, altre mantengono difficoltà ma imparano a comunicare in modo efficace con strategie alternative.

Come comunicare con una persona con afasia

  • Parla con calma, con frasi brevi e semplici, senza alzare la voce.
  • Riduci i rumori di fondo e guarda la persona negli occhi.
  • Dai tempo per rispondere, senza completare subito le sue frasi.
  • Usa gesti, disegni, foto o parole scritte.
  • Fai domande a cui si può rispondere con sì o no.
  • Tratta la persona da adulto: l’afasia non toglie l’intelligenza.
  • Includila nelle conversazioni e nelle decisioni.

Il ruolo della famiglia

Per chi vive accanto a una persona con afasia il cambiamento è importante: la comunicazione diventa più lenta e faticosa. Imparare strategie con la logopedista, partecipare ad alcune sedute e cercare il sostegno di associazioni o gruppi di persone con afasia aiuta tutti. Anche l’umore della persona va seguito: la depressione dopo un ictus è frequente e si cura.

I punti chiave

  • L’afasia è un disturbo del linguaggio dovuto a una lesione cerebrale.
  • La causa più comune è l’ictus.
  • Non riguarda l’intelligenza, ma l’uso delle parole.
  • La terapia logopedica migliora la comunicazione.
  • Difficoltà a parlare improvvise richiedono il 112.

Domande frequenti sull’afasia

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

L’afasia è una malattia mentale?

No, è un disturbo del linguaggio dovuto a una lesione del cervello; l’intelligenza di solito è conservata.

Si può guarire dall’afasia?

Molte persone migliorano molto; il grado di recupero varia in base alla lesione e alla riabilitazione.

Quando iniziare la logopedia?

Appena le condizioni cliniche lo permettono, già nelle prime settimane dopo l’ictus.

Che differenza c’è tra afasia e disartria?

Nell’afasia il problema è il linguaggio; nella disartria è la pronuncia, per difficoltà dei muscoli.

Le app possono aiutare?

Sì, come complemento alla terapia, per esercitarsi e comunicare.

Che cos’è l’afasia di Broca?

Una forma non fluente, con linguaggio faticoso e frasi brevi, ma comprensione relativamente conservata.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Afasia
  2. Brady MC, Kelly H, Godwin J, Enderby P, Campbell P. Speech and language therapy for aphasia following stroke. Cochrane Database Syst Rev. 2016

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.