Che cosa significa afasia
La parola afasia viene dal greco e significa “senza parola”. In realtà raramente la parola manca del tutto: più spesso è difficile trovarla, organizzarla in frasi o comprendere quella degli altri. L’afasia può riguardare il parlare, il capire, il leggere e lo scrivere, in combinazioni diverse.
È importante distinguerla dalla disartria, in cui le parole sono scelte correttamente ma pronunciate male per un problema dei muscoli della parola, e dai disturbi della memoria o del pensiero.
Cause dell’afasia
- Ictus: la causa più frequente.
- Trauma cranico.
- Tumori cerebrali.
- Infezioni del cervello, come l’encefalite.
- Afasia primaria progressiva: una forma di malattia neurodegenerativa in cui il linguaggio peggiora lentamente.
I tipi principali di afasia
- Afasia di Broca (non fluente): il linguaggio è faticoso, con frasi brevi e poche parole, ma la comprensione è relativamente conservata.
- Afasia di Wernicke (fluente): si parla con facilità ma con parole sbagliate o inventate, e la comprensione è difficile.
- Afasia globale: compromette gravemente sia la produzione sia la comprensione.
- Afasia anomica: la difficoltà principale è trovare i nomi delle cose.
- Afasia di conduzione: difficoltà soprattutto a ripetere parole e frasi.
- Nella pratica molte persone hanno quadri misti.
Come si manifesta
- Difficoltà a trovare le parole o uso di parole sbagliate.
- Frasi incomplete o senza grammatica.
- Parole inventate o scambiate.
- Difficoltà a capire frasi lunghe o conversazioni veloci.
- Problemi a leggere e scrivere.
- Difficoltà con numeri e calcoli.
- Frustrazione, perché la persona sa cosa vuole dire ma non ci riesce.
Come si valuta
Il neurologo individua la causa con esami come TC o risonanza magnetica. La logopedista esegue una valutazione approfondita del linguaggio con test specifici: denominazione, ripetizione, comprensione, lettura, scrittura e comunicazione nella vita quotidiana. La valutazione permette di capire quali abilità sono conservate e su cosa lavorare.
Fa parte della valutazione anche distinguere l’afasia da altri disturbi che possono comparire dopo un ictus, come la disartria, in cui il linguaggio è integro ma i muscoli della parola sono deboli o poco coordinati, o l’aprassia del linguaggio, in cui è difficile programmare i movimenti per pronunciare le parole.
La terapia logopedica
La terapia logopedica è il trattamento principale dell’afasia. Secondo la revisione Cochrane di Brady e colleghi, migliora la comunicazione funzionale e diverse abilità linguistiche rispetto a nessuna terapia; una terapia più intensa sembra dare risultati migliori, a patto che sia tollerata dalla persona.
La logopedista lavora sulle abilità specifiche, come trovare le parole o comprendere frasi, e su strategie per comunicare: gesti, disegni, scrittura, tabelle o app di comunicazione. Coinvolge anche la famiglia, che è parte attiva del percorso.
Secondo la revisione Cochrane di Brady e colleghi, la terapia logopedica migliora la comunicazione funzionale, la lettura e l’espressione rispetto all’assenza di terapia, e i programmi più intensi possono dare risultati migliori, anche se non tutti riescono a sostenerli. Accanto agli esercizi, si possono usare strumenti di comunicazione aumentativa, come tabelle con immagini, app e quaderni di comunicazione, e attività di gruppo per allenarsi nelle situazioni reali.
Quanto si recupera
Il recupero è più rapido nei primi mesi dopo un ictus, ma può continuare per anni. Dipende dalla sede e dall’estensione della lesione, dal tipo di afasia, dall’età, dalle condizioni generali e dall’intensità della riabilitazione. Alcune persone recuperano quasi del tutto, altre mantengono difficoltà ma imparano a comunicare in modo efficace con strategie alternative.
Come comunicare con una persona con afasia
- Parla con calma, con frasi brevi e semplici, senza alzare la voce.
- Riduci i rumori di fondo e guarda la persona negli occhi.
- Dai tempo per rispondere, senza completare subito le sue frasi.
- Usa gesti, disegni, foto o parole scritte.
- Fai domande a cui si può rispondere con sì o no.
- Tratta la persona da adulto: l’afasia non toglie l’intelligenza.
- Includila nelle conversazioni e nelle decisioni.
Il ruolo della famiglia
Per chi vive accanto a una persona con afasia il cambiamento è importante: la comunicazione diventa più lenta e faticosa. Imparare strategie con la logopedista, partecipare ad alcune sedute e cercare il sostegno di associazioni o gruppi di persone con afasia aiuta tutti. Anche l’umore della persona va seguito: la depressione dopo un ictus è frequente e si cura.
I punti chiave
- L’afasia è un disturbo del linguaggio dovuto a una lesione cerebrale.
- La causa più comune è l’ictus.
- Non riguarda l’intelligenza, ma l’uso delle parole.
- La terapia logopedica migliora la comunicazione.
- Difficoltà a parlare improvvise richiedono il 112.
Domande frequenti sull’afasia
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
L’afasia è una malattia mentale?
No, è un disturbo del linguaggio dovuto a una lesione del cervello; l’intelligenza di solito è conservata.
Si può guarire dall’afasia?
Molte persone migliorano molto; il grado di recupero varia in base alla lesione e alla riabilitazione.
Quando iniziare la logopedia?
Appena le condizioni cliniche lo permettono, già nelle prime settimane dopo l’ictus.
Che differenza c’è tra afasia e disartria?
Nell’afasia il problema è il linguaggio; nella disartria è la pronuncia, per difficoltà dei muscoli.
Le app possono aiutare?
Sì, come complemento alla terapia, per esercitarsi e comunicare.
Che cos’è l’afasia di Broca?
Una forma non fluente, con linguaggio faticoso e frasi brevi, ma comprensione relativamente conservata.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Afasia
- Brady MC, Kelly H, Godwin J, Enderby P, Campbell P. Speech and language therapy for aphasia following stroke. Cochrane Database Syst Rev. 2016
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.
