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Ascesso peritonsillare: sintomi e cure

Secondo il Manuale MSD, un ascesso tonsillare è una raccolta di pus dietro le tonsille, che si forma quando i batteri che infettano la gola si diffondono in profondità nei tessuti vicini. È più comune negli adolescenti e nei giovani adulti. Questa guida spiega la differenza con la cellulite tonsillare, i sintomi, come si fa la diagnosi e come si tratta.

Tema
Otorino
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna si tocca la gola mentre parla con un medico in ambulatorio
L’ascesso peritonsillare dà un mal di gola molto forte. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è l’ascesso peritonsillare

Talvolta i batteri che infettano la gola, di solito streptococchi e stafilococchi, si diffondono in profondità nei tessuti vicini. Secondo il Manuale MSD questa condizione si chiama cellulite tonsillare. Se la crescita dei batteri non viene diagnosticata, si può formare una raccolta di pus: l’ascesso.

L’ascesso si può formare vicino alle tonsille (peritonsillare) o al lato della faringe (parafaringeo). Gli ascessi peritonsillari di solito sporgono nella gola, mentre quelli parafaringei possono sporgere nel collo.

Chi colpisce

Secondo il Manuale MSD, la cellulite e gli ascessi tonsillari sono più comuni tra gli adolescenti e i giovani adulti.

L’ascesso è una complicanza di un’infezione della gola: è diverso dalla semplice infiammazione delle tonsille e da un mal di gola che non passa, anche se può iniziare allo stesso modo.

Ascesso tonsillare: i sintomi

Con una cellulite o un ascesso tonsillare, secondo il Manuale MSD:

  • deglutire provoca un forte dolore, che spesso si irradia all’orecchio,
  • la gola è fortemente infiammata, ci si sente male e si ha la febbre,
  • si può inclinare la testa verso il lato dell’ascesso per alleviare il dolore,
  • gli spasmi dei muscoli della masticazione rendono difficile aprire la bocca (trisma).

La cellulite provoca arrossamento diffuso e gonfiore sulla tonsilla e sul palato molle.

Cosa si vede in gola

Gli ascessi peritonsillari, e alcuni parafaringei, spingono le tonsille in avanti. Secondo il Manuale MSD l’ugola, la piccola estroflessione molle che pende in fondo alla gola, risulta gonfia e può essere spinta verso il lato opposto all’ascesso. Altri sintomi comuni sono:

  • voce ovattata, come se si parlasse con un oggetto caldo in bocca,
  • saliva che cola dalla bocca (scialorrea),
  • tonsille arrossate con placche bianche,
  • linfonodi gonfi nel collo,
  • alito molto cattivo.

Ascesso peritonsillare e parafaringeo

Il Manuale MSD distingue due sedi:

  • Ascesso peritonsillare: vicino alle tonsille, di solito sporge nella gola; nella maggior parte dei casi si può trattare in regime ambulatoriale.
  • Ascesso parafaringeo: al lato della faringe, può sporgere nel collo; è più esteso e pericoloso, e di solito si drena con un intervento chirurgico.

In caso di dubbio sul tipo di ascesso il medico può ricorrere agli esami di immagine.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD, l’ascesso peritonsillare, e spesso la cellulite, si diagnosticano nelle persone con un grave mal di gola e almeno uno di questi segni:

  • difficoltà ad aprire la bocca (trisma),
  • voce rauca,
  • ugola spinta da un lato, soprattutto in chi ha un ascesso.

Se si sospetta un ascesso peritonsillare si può fare un’ecografia per individuarlo. Il medico può inserire un ago nella zona e cercare di aspirare il pus; il materiale viene inviato in laboratorio per identificare i batteri. Se non è certo che ci sia un ascesso parafaringeo, può richiedere una TC o un’ecografia. Se avete un mal di gola con questi segni, consultate subito il vostro medico.

Una dottoressa mostra a un uomo un modello della gola
Il medico cerca il trisma, la voce ovattata e l’ugola spostata. Immagine illustrativa generata con IA.

Antibiotici e drenaggio del pus

Secondo il Manuale MSD, il trattamento prevede liquidi e antibiotici, per via endovenosa o per bocca, che possono essere cambiati in base ai risultati della coltura; la terapia continua per 10 giorni. Se non c’è un ascesso, di solito gli antibiotici iniziano a risolvere l’infezione entro 48 ore.

Se c’è un ascesso peritonsillare, il pus va drenato:

  • con un ago o con una piccola incisione,
  • dopo aver addormentato la zona con uno spray o un’iniezione di anestetico,
  • a volte con l’aiuto dell’ecografia per trovare il punto giusto.

Poi si continuano gli antibiotici. La maggior parte delle persone si cura senza ricovero; alcune restano in ospedale per breve tempo per gli antibiotici in vena e per controllare la respirazione.

Un uomo parla con una dottoressa seduta alla scrivania
Si cura con antibiotici e drenaggio del pus. Immagine illustrativa generata con IA.

Quando si tolgono le tonsille

Gli ascessi peritonsillari tendono a recidivare. Secondo il Manuale MSD le recidive si possono prevenire togliendo le tonsille (tonsillectomia):

  • in genere 4-6 settimane dopo la guarigione dell’infezione,
  • prima, se l’infezione non si controlla con gli antibiotici,
  • raramente subito, per esempio in una persona giovane con tonsilliti frequenti o apnea ostruttiva del sonno.

Dove le fonti non concordano

Una revisione Cochrane di Chang e colleghi (2016) ha confrontato l’aspirazione con ago e l’incisione con drenaggio in 11 studi con 674 partecipanti. Rispetto al Manuale MSD:

  • Ago o incisione: il Manuale MSD li presenta come alternative; nella revisione le recidive sono state più frequenti dopo l’aspirazione con ago, ma con prove di qualità molto bassa.
  • Dolore: due studi della revisione hanno trovato meno dolore durante la procedura con l’ago; il Manuale MSD non confronta il dolore.
  • Conclusione: gli autori dicono che non ci sono prove di alta qualità per stabilire quale metodo sia migliore, e che la risposta resta incerta.

Punti chiave sull’ascesso peritonsillare

  • È una raccolta di pus dietro le tonsille, dovuta a batteri che si diffondono dalla gola.
  • È più comune negli adolescenti e nei giovani adulti.
  • Dà forte dolore a deglutire, spesso fino all’orecchio, febbre, trisma, voce ovattata e ugola spostata.
  • La diagnosi si basa sull’esame della gola, a volte con ecografia, TC o aspirazione con ago.
  • Si cura con liquidi, antibiotici e drenaggio del pus con un ago o un’incisione.
  • Poiché tende a tornare, a volte si tolgono le tonsille.

Domande frequenti sull’ascesso peritonsillare

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Che differenza c’è tra tonsillite e ascesso peritonsillare?

Nella tonsillite le tonsille sono infiammate. Nell’ascesso i batteri si sono diffusi nei tessuti intorno e hanno formato una raccolta di pus dietro la tonsilla.

Quali sono i sintomi dell’ascesso tonsillare?

Forte dolore a deglutire, spesso fino all’orecchio, febbre, difficoltà ad aprire la bocca, voce ovattata, saliva che cola, alito molto cattivo e ugola spinta da un lato.

L’ascesso peritonsillare guarisce da solo?

Il Manuale MSD indica liquidi, antibiotici e, se c’è un ascesso, il drenaggio del pus con un ago o con una piccola incisione.

Il drenaggio fa male?

Prima del drenaggio si addormenta la zona con uno spray o un’iniezione di anestetico. In una revisione Cochrane l’aspirazione con ago è risultata meno dolorosa dell’incisione.

Bisogna togliere le tonsille?

Non sempre. Poiché l’ascesso tende a tornare, la tonsillectomia si fa in genere 4-6 settimane dopo la guarigione, o prima se l’infezione non si controlla.

Serve il ricovero?

La maggior parte delle persone si cura in regime ambulatoriale; alcune restano in ospedale per breve tempo per gli antibiotici in vena e per controllare la respirazione.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Cellulite tonsillare e ascesso tonsillare
  2. Chang BA, et al. Needle aspiration versus incision and drainage for the treatment of peritonsillar abscess. Cochrane Database Syst Rev. 2016

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.