Il nichel: cos’è e dove si trova
Secondo ISSalute, il nichel è un componente naturale della crosta terrestre. È un metallo bianco, duro e simile all’argento, spesso unito ad altri metalli in leghe resistenti alla corrosione e al calore.
Per queste proprietà si usa per monete, bigiotteria, valvole, pentole e padelle, soprattutto in acciaio inossidabile: la sigla 18/10 sulle pentole indica una lega con il 18% di cromo e il 10% di nichel. Si trova anche in batterie, cosmetici e prodotti per l’igiene personale.
Una volta ingerito, il nichel viene assorbito dall’intestino solo in parte, circa il 20-25%; il resto viene eliminato con le feci, e la quota che entra nel sangue viene eliminata con le urine.
Alimenti che contengono nichel
Secondo ISSalute, la popolazione è esposta al nichel soprattutto mangiando alimenti che lo contengono come elemento naturale. I livelli più elevati si trovano in:
- cacao e cioccolato,
- noci, nocciole e arachidi,
- legumi,
- liquirizia,
- molte verdure e frutti, come asparagi, spinaci, cipolle, funghi, kiwi, pomodori e broccoli,
- in generale, alimenti cotti o conservati in recipienti di metallo.
In genere i cibi di origine vegetale contengono più nichel di quelli di origine animale, per cui chi segue diete vegetariane o vegane potrebbe essere più esposto. Il nichel non si accumula nei tessuti dei pesci o degli altri animali della nostra dieta.

Altre fonti di esposizione al nichel
Oltre al cibo, secondo ISSalute il nichel può arrivare da:
- acqua potabile, in misura minore: può essere rilasciato da tubature e raccordi metallici o arrivare dalle rocce e dal terreno,
- contatto con la pelle: bigiotteria, fibbie, bottoni, monete e cosmetici come tinture per capelli, dentifrici, shampoo, trucchi e smalti,
- aria e fumo: inalazione di aria contaminata o fumo di tabacco, attivo e passivo,
- lavoro: nell’industria che lavora il nichel, l’esposizione avviene soprattutto per inalazione e può essere elevata.
Ingerire grandi quantità di nichel o di alcuni suoi composti causa avvelenamento, con vomito, nausea, mal di testa e, nei casi più gravi, emorragia gastrica. Secondo ISSalute, i bambini non sembrano più vulnerabili degli adulti, ma la loro esposizione attraverso la dieta è stata stimata più alta.
Allergia al nichel da contatto
Secondo ISSalute, l’effetto più comune del nichel sulla salute è una reazione allergica: la dermatite da contatto. Circa il 20% delle donne e tra il 2 e il 10% degli uomini sviluppa un’ipersensibilità al nichel, di solito per contatto diretto con bigiotteria o altri oggetti che lo contengono; più raramente, in circa il 20% dei casi, per inalazione o ingestione.
Dopo la sensibilizzazione, un nuovo contatto con il metallo, anche mangiandolo, provoca una reazione allergica: arrossamento, prurito e piccole vesciche, di solito nel punto di contatto:
- mani, toccando orologi, occhiali, cellulari, maniglie, forbici, stoviglie e pentole,
- lobi delle orecchie, con orecchini di bigiotteria,
- mucose della bocca, se il metallo è nelle protesi dentali,
- altre zone, per esempio per un piercing.
I sintomi compaiono di norma entro 48 ore dal contatto.
Allergia sistemica al nichel (SNAS)
Chi presenta dermatiti in zone diverse da quelle di contatto, soprattutto dopo aver ingerito nichel, ha secondo ISSalute la sindrome da allergia sistemica al nichel, nota come SNAS. In alcune di queste persone possono comparire anche:
- orticaria, eczema, prurito o eritema diffusi,
- disturbi digestivi: dolore addominale, diarrea o stitichezza, meteorismo.
ISSalute non usa l’espressione «intolleranza al nichel»: descrive l’allergia da contatto e, quando i disturbi seguono l’ingestione, la SNAS. Sulle intolleranze vere e proprie, vedi la nostra guida sulle intolleranze alimentari.
Come si fa la diagnosi: il patch test
Se compaiono disturbi che fanno pensare a un’allergia, secondo ISSalute è utile consultare il medico e fare esami specifici come il patch test in centri specializzati:
- si applica sul braccio o sulla schiena, per almeno 48 ore, un cerotto che rilascia piccole quantità di nichel,
- in questo periodo la zona non va esposta al sole o all’acqua e vanno evitate forti sudorazioni,
- nei giorni prima non bisogna aver preso antistaminici,
- il test è positivo se la pelle sotto il cerotto si arrossa e prude.
Esistono anche test che misurano il nichel nel sangue, nelle feci e nelle urine, ma la sua presenza non significa per forza malattia: tutti abbiamo livelli misurabili di nichel. Nel nostro studio di nutrizione a Bilbao vi aiutiamo a impostare un’alimentazione equilibrata se lo specialista consiglia di limitare il nichel (le visite sono in spagnolo).
Quando limitare gli alimenti con nichel
Secondo ISSalute, per chi è sensibilizzato al nichel conoscere gli alimenti che ne contengono di più può essere una misura di prevenzione:
- è bene limitare il cioccolato, per l’alto contenuto di nichel del cacao,
- lo stesso vale per noci, nocciole e arachidi, anche se esistono prodotti con la dicitura «nickel free».
Tuttavia, non è consigliabile né salutare eliminare volontariamente gli alimenti con nichel senza un’attenta valutazione dello specialista. Il nichel, infatti, favorisce l’assorbimento del ferro, e la mancanza di ferro per lunghi periodi porterebbe ad anemia, specialmente nelle donne. Quando il patch test è positivo, lo specialista consiglia la cura adatta, come un trattamento desensibilizzante o una dieta specifica.

Cura, etichette e limiti di sicurezza
Per alleviare i sintomi dell’allergia al nichel si possono usare antistaminici, sempre sotto controllo del medico o dell’allergologo. Secondo ISSalute, i sintomi, soprattutto nella SNAS, possono migliorare con una iposensibilizzazione specifica: capsule o gocce con nichel a dosi crescenti, sotto controllo medico.
- leggere le etichette di bigiotteria, oggetti di metallo, pentole e cosmetici; la dicitura «testato per il nichel» indica livelli sotto i limiti consentiti,
- «senza nichel» (nickel free) non significa privo di nichel, ma senza rischi per la salute secondo i dati disponibili,
- nei cosmetici si considera che sotto 1 microgrammo per grammo (1 ppm) non ci siano reazioni allergiche,
- smettere di fumare è una misura importante per le persone sensibili.
In Europa il nichel nell’acqua potabile non deve superare 20 microgrammi per litro. Nel 2020 l’EFSA ha fissato per la popolazione non sensibilizzata una dose giornaliera tollerabile di 13 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo.
Dove le fonti non concordano
Una meta-analisi (Jensen e colleghi, 2006; 17 studi individuati, 9 nell’analisi finale) ha stimato le dosi di nichel per bocca che possono causare una dermatite sistemica nelle persone sensibili. Ci sono due differenze di accento con ISSalute:
- Quanto nichel basta: ISSalute riporta che, secondo l’EFSA, nelle persone già sensibilizzate una dose di 4,3 microgrammi per chilogrammo può causare una dermatite sistemica e che l’esposizione dovrebbe essere almeno 30 volte inferiore. La meta-analisi stima che, nei gruppi più sensibili, circa l’1% delle persone possa reagire con l’esposizione quotidiana normale di dieta e acqua, cioè 0,22-0,35 mg di nichel.
- Dieta come cura: ISSalute cita una dieta specifica tra le cure che lo specialista può consigliare. La meta-analisi riguarda solo esperimenti in cui si dava nichel per bocca e non valuta se una dieta povera di nichel riduca i sintomi.
Punti chiave sugli alimenti con nichel
- Ne contengono di più cacao, cioccolato, frutta secca, legumi, liquirizia e molte verdure e frutti.
- I cibi vegetali contengono in genere più nichel di quelli animali.
- L’allergia al nichel colpisce circa il 20% delle donne e il 2-10% degli uomini.
- Quando i disturbi seguono l’ingestione, si parla di sindrome da allergia sistemica (SNAS).
- La diagnosi si fa con il patch test in centri specializzati.
- Limitare alcuni alimenti può aiutare chi è sensibilizzato, ma non vanno eliminati senza lo specialista.
Domande frequenti sugli alimenti con nichel
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Quali sono i cibi che contengono più nichel?
Secondo ISSalute: cacao, cioccolato, noci, nocciole, arachidi, legumi, liquirizia e molte verdure e frutti come asparagi, spinaci, cipolle, funghi, kiwi, pomodori e broccoli.
Gli alimenti di origine animale contengono nichel?
In genere ne contengono meno di quelli vegetali. Secondo ISSalute, il nichel non si accumula nei tessuti dei pesci o degli altri animali della nostra dieta.
Chi è allergico al nichel deve eliminare questi alimenti?
No, non da solo. ISSalute consiglia di limitare cioccolato e frutta secca, ma non di eliminare gli alimenti con nichel senza la valutazione dello specialista, per non ridurre l’assorbimento del ferro.
Cos’è la SNAS?
È la sindrome da allergia sistemica al nichel: dermatiti in zone diverse da quelle di contatto, soprattutto dopo aver ingerito nichel, a volte con orticaria e disturbi digestivi.
Come si scopre l’allergia al nichel?
Con il patch test in centri specializzati: un cerotto con piccole quantità di nichel resta sulla pelle per almeno 48 ore. È positivo se la pelle si arrossa e prude.
Le pentole in acciaio rilasciano nichel?
ISSalute indica che gli alimenti cotti o conservati in recipienti di metallo hanno livelli più elevati di nichel, e che le pentole in acciaio inossidabile contengono nichel.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Il nichel
- Jensen CS, Menné T, Johansen JD. Systemic contact dermatitis after oral exposure to nickel: a review with a modified meta-analysis. Contact Dermatitis. 2006
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

