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Intolleranze alimentari: sintomi e diagnosi

Le intolleranze alimentari sono un ampio gruppo di disturbi in cui compare una reazione indesiderata dopo aver ingerito un nutriente contenuto in un alimento. Secondo ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità, si differenziano in modo netto dalle allergie alimentari e colpiscono soprattutto l’apparato digerente. Questa guida spiega i sintomi, i tipi, come si fa la diagnosi, quali test evitare e cosa dice una revisione sistematica sull’intolleranza al lattosio.

Tema
Nutrizione
Aggiornato
Tempo di lettura
7 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Due persone parlano di alimentazione al tavolo della cucina
I disturbi delle intolleranze sono soprattutto digestivi. Immagine illustrativa generata con IA.

Cosa sono le intolleranze alimentari

Secondo ISSalute, le intolleranze alimentari sono un ampio gruppo di disturbi caratterizzati da una reazione indesiderata dopo l’ingestione di un nutriente contenuto in un alimento.

La reazione non coinvolge il sistema immunitario, il sistema di difesa dell’organismo. Le manifestazioni possono comparire a distanza di ore o perfino di giorni dal consumo dell’alimento responsabile, e questo rende difficile collegare il disturbo a ciò che si è mangiato.

Lo stato di salute dell’intestino è strettamente associato alla tolleranza agli alimenti e alla buona digestione. Secondo ISSalute, le ricerche più recenti indicano che il microbiota intestinale, l’insieme dei batteri che vivono nell’intestino, ha un ruolo molto importante nel regolare la tolleranza verso le sostanze ingerite.

Intolleranza o allergia: le differenze

Secondo ISSalute, le intolleranze alimentari si distinguono dalle allergie per quattro caratteristiche:

  • Sistema immunitario: nelle intolleranze non è coinvolto; nelle allergie sì.
  • Tempi: le intolleranze possono manifestarsi dopo ore o giorni; le reazioni allergiche compaiono subito dopo aver mangiato o bevuto l’alimento.
  • Dose: i disturbi delle intolleranze dipendono dalla quantità; sotto la dose massima tollerata non danno effetti. Nelle allergie anche una dose piccolissima può attivare il sistema immunitario, fino allo shock anafilattico.
  • Gravità: i disturbi delle intolleranze sono meno gravi e compaiono gradualmente; quelli delle allergie sono più gravi e si sviluppano rapidamente.

Intolleranze alimentari: sintomi

Secondo ISSalute, le intolleranze alimentari si manifestano soprattutto con disturbi dell’apparato gastrointestinale. I più frequenti sono:

  • nausea e vomito,
  • difficoltà a digerire (dispepsia),
  • crampi,
  • gonfiore addominale e flatulenza,
  • diarrea.

Non è insolito che compaiano disturbi anche in altre parti del corpo: orticaria con forte prurito, gonfiore rapido delle mucose (angioedema), eczema, a volte asma e rinite. Secondo ISSalute sono frequenti anche mal di testa e vertigini, sonnolenza, stanchezza cronica, ansia e forme lievi di depressione.

Tipi e cause delle intolleranze

ISSalute classifica le intolleranze alimentari secondo la causa:

  • Enzimatiche: l’organismo non riesce a digerire alcuni nutrienti perché un enzima manca o funziona poco. La più frequente è l’intolleranza al lattosio: senza l’enzima lattasi, il lattosio arriva nel colon, fermenta e provoca gas, gonfiore e diarrea.
  • Farmacologiche: dovute a componenti attivi presenti nel cibo, come le ammine vasoattive (tiramina, istamina e caffeina) di pesce, cioccolato e prodotti fermentati, o gli additivi come coloranti, esaltatori di sapidità, conservanti e aromi. Vedi anche la nostra guida sull’intolleranza all’istamina.
  • A causa indefinita: risposta su base psicologica e psicosomatica, per esempio per autosuggestione verso un alimento che provoca avversione.
  • Secondarie: conseguenti a malattie, in genere del tratto gastrointestinale, come le malattie infiammatorie intestinali, la gastrite, il reflusso gastroesofageo o i calcoli della colecisti.

Come si fa la diagnosi

Secondo ISSalute, la diagnosi di un’intolleranza alimentare si basa soprattutto sul racconto dei cambiamenti dello stato di salute della persona nel tempo. Poiché alcuni sintomi sono simili a quelli delle allergie, è essenziale escludere un’allergia con esami mirati.

Quando si sospetta un’intolleranza è opportuno consultare il proprio medico, che potrà indicare gli specialisti a cui rivolgersi. Per l’intolleranza al lattosio esiste un esame validato e considerato oggi di riferimento:

  • il breath test (test del respiro): si assume una dose prestabilita di lattosio e dopo un certo tempo si analizza l’aria espirata,
  • un picco di idrogeno nell’aria espirata indica che i batteri intestinali hanno fatto fermentare il lattosio non assorbito.

Nel nostro studio di nutrizione a Bilbao vi aiutiamo a organizzare un’alimentazione completa quando un’intolleranza è stata diagnosticata (le visite sono in spagnolo).

Visita medica per valutare i disturbi digestivi
Prima di parlare di intolleranza bisogna escludere un’allergia con esami mirati. Immagine illustrativa generata con IA.

Test per le intolleranze alimentari senza validità scientifica

Secondo ISSalute, vanno evitati tutti i test per le intolleranze alimentari che non hanno una solida validità scientifica. Tra questi:

  • dosaggio delle IgG4, test citotossico e Alcat test,
  • test elettrici, come l’elettroagopuntura di Voll, il bioscreening e il moratest,
  • test kinesiologico, dria test e pulse test,
  • analisi del capello, iridologia e biorisonanza,
  • riflesso cardiaco auricolare.

Purtroppo molte persone si affidano a personale non qualificato e iniziano diete di eliminazione basate sui risultati di questi test, andando incontro a possibili carenze di sostanze indispensabili per l’organismo.

Intolleranza al glutine e celiachia

Sempre più persone dicono di soffrire di intolleranza al glutine (gluten sensitivity), una condizione da non confondere con la celiachia. Secondo ISSalute:

  • nella celiachia il sistema immunitario reagisce contro l’intestino e danneggia la mucosa intestinale,
  • nell’intolleranza al glutine il sistema immunitario non è coinvolto: ci sono disturbi come dolori addominali, stanchezza, mal di testa e colon irritabile, ma non ci sono gli anticorpi anti-glutine né lesioni della mucosa.

Per la gluten sensitivity non esistono esami specifici: la diagnosi si basa sui disturbi, sul loro miglioramento con una dieta senza glutine, sull’assenza degli anticorpi della celiachia e di lesioni intestinali alla biopsia. Si arriva quindi soprattutto per esclusione di altre malattie.

Trattamento: escludere o sostituire

Secondo ISSalute, la cura ufficiale delle intolleranze prevede di escludere dalla dieta le sostanze o gli alimenti coinvolti. Tuttavia, numerose società italiane di nutrizione sostengono che il trattamento non debba basarsi sulla semplice eliminazione, ma sulla sostituzione degli alimenti nella dieta quotidiana, con il supporto di professionisti.

La dieta di esclusione può infatti avere un impatto negativo sulla qualità di vita, anche sociale e psicologica, e creare un rischio nutrizionale per carenza di nutrienti.

  • una dieta equilibrata e completa, come la dieta mediterranea, favorisce la crescita e il mantenimento del microbiota intestinale,
  • in alcuni casi, su indicazione del medico, possono essere utili i probiotici attraverso la dieta (yogurt, kefir, miso, formaggi fermentati) o gli integratori.
Alimenti alternativi per una dieta varia
Più che eliminare, conviene sostituire gli alimenti. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Una revisione sistematica (Shaukat e colleghi, 2010; 36 studi randomizzati) ha valutato le strategie per l’intolleranza al lattosio, la più frequente delle intolleranze enzimatiche. Ci sono due differenze con ISSalute:

  • Escludere o tollerare: ISSalute indica come cura ufficiale l’esclusione degli alimenti coinvolti. La revisione ha trovato, con prove di qualità moderata, che la maggior parte degli adulti tollera 12-15 g di lattosio, circa una tazza di latte, e prove insufficienti che il latte quasi senza lattosio riduca i sintomi rispetto a dosi superiori a 12 g.
  • Probiotici: ISSalute dice che in alcuni casi, su indicazione del medico, i probiotici possono essere utili. Per l’intolleranza al lattosio, la revisione ha giudicato insufficienti le prove sui probiotici.

La revisione segnala che la maggior parte degli studi riguardava persone con malassorbimento del lattosio più che con intolleranza vera e propria.

Punti chiave sulle intolleranze alimentari

  • Le intolleranze alimentari non coinvolgono il sistema immunitario, a differenza delle allergie.
  • I sintomi sono soprattutto digestivi, compaiono gradualmente e dipendono dalla dose.
  • La più frequente è l’intolleranza al lattosio, che si accerta con il breath test.
  • La diagnosi si basa sulla storia della persona, escludendo un’allergia.
  • Vanno evitati i test senza validità scientifica e le diete di eliminazione basate su di essi.
  • Più che eliminare, conviene sostituire gli alimenti con l’aiuto di un professionista.

Domande frequenti sulle intolleranze alimentari

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Quali sono i sintomi di un’intolleranza alimentare?

Soprattutto digestivi: nausea, vomito, difficoltà a digerire, crampi, gonfiore, flatulenza e diarrea. Possono comparire anche disturbi della pelle, mal di testa e stanchezza.

Dopo quanto tempo compaiono i sintomi?

Secondo ISSalute, le manifestazioni possono comparire a distanza di ore o perfino giorni dal consumo dell’alimento, mentre le reazioni allergiche compaiono subito.

Che differenza c’è tra intolleranza e allergia alimentare?

L’intolleranza non coinvolge il sistema immunitario, dipende dalla dose e dà disturbi meno gravi e graduali; l’allergia può scattare anche con dosi piccolissime ed essere grave.

Quali test per le intolleranze alimentari sono affidabili?

Per l’intolleranza al lattosio il breath test è l’esame di riferimento. ISSalute sconsiglia test senza validità scientifica, come dosaggio delle IgG4, test citotossico, test elettrici, analisi del capello e biorisonanza.

Intolleranza al glutine e celiachia sono la stessa cosa?

No. Nella celiachia il sistema immunitario danneggia la mucosa intestinale; nell’intolleranza al glutine non ci sono anticorpi specifici né lesioni intestinali.

Bisogna eliminare del tutto l’alimento?

Secondo ISSalute la cura ufficiale è l’esclusione, ma molte società di nutrizione consigliano di sostituire gli alimenti con l’aiuto di un professionista, per evitare carenze.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Intolleranze alimentari
  2. Shaukat A, et al. Systematic review: effective management strategies for lactose intolerance. Ann Intern Med. 2010

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.