Cos’è la vulvodinia
La vulvodinia, spiega ISSalute, è un bruciore o dolore persistente nella regione vulvare, cioè all’ingresso della vagina (vestibolo) e nella zona intorno, senza una ragione apparente che giustifichi il dolore.
Può colpire donne di tutte le età, dall’adolescenza alla menopausa, e a volte diventa permanente. La revisione di Vasileva e colleghi (2020) la descrive come un dolore o fastidio vulvare cronico senza una causa evidente, che può riguardare tutta la vulva (vulvodinia generalizzata) o solo una parte, come il vestibolo (vestibolodinia) o il clitoride.
Sintomi
Il sintomo principale è il dolore persistente senza lesioni visibili, di solito limitato alla zona vulvare. Secondo ISSalute:
- può essere continuo, pungente o dare un bruciore a volte molto intenso,
- può comparire da solo o essere provocato da un contatto,
- a volte, anche sotto forma di fitte o scosse, si estende a glutei, ano e interno delle cosce.
Le pazienti, riporta la revisione di Vasileva, lo descrivono soprattutto come bruciore, puntura, irritazione o sensazione di pelle a vivo.
Disturbi associati e conseguenze
ISSalute spiega che la vulvodinia si associa spesso al vaginismo, la contrazione involontaria dei muscoli intorno alla vagina che rende dolorosa la penetrazione. Altre condizioni che possono associarsi sono:
- cistite interstiziale, una condizione dolorosa della vescica,
- dolori mestruali,
- sindrome del colon irritabile.
Convivere con un dolore cronico è difficile: secondo ISSalute la vulvodinia può condizionare le relazioni e ridurre il desiderio sessuale, e tra le complicazioni ci sono ansia, depressione e peggioramento della qualità della vita.
Possibili cause
L’origine non è ancora chiarita e, secondo ISSalute, può avere diverse cause, talvolta associate. L’inizio dei disturbi segue spesso:
- infezioni ripetute da candida,
- traumi fisici, come un’episiotomia durante il parto o una biopsia,
- rapporti sessuali non desiderati e dolorosi o un trauma psicologico.
Il dolore che dura nel tempo sembra legato a una stimolazione eccessiva di alcune cellule del sistema immunitario (mastociti) e allo sviluppo di terminazioni nervose che controllano la percezione del dolore. Il dolore può a sua volta favorire la contrazione dei muscoli del pavimento pelvico, creando un circolo vizioso.
Come si arriva alla diagnosi
La vulvodinia è difficile da diagnosticare e il ginecologo procede per esclusione. Secondo ISSalute il medico raccoglie la storia clinica, fa la visita e, se serve, un tampone vaginale per escludere infezioni.
Lo swab test (test di Friederich) è un esame non invasivo: il medico sfiora la mucosa vulvare con un cotton fioc inumidito per verificare se uno stimolo lieve provoca dolore. Vanno escluse infiammazioni e infezioni, che a differenza della vulvodinia danno segni visibili, la dermatite da contatto da creme o detergenti e, in menopausa, la secchezza delle mucose. La revisione di Vasileva conferma che si tratta di una diagnosi di esclusione.
Accorgimenti quotidiani
ISSalute indica alcuni comportamenti che riducono gli stimoli irritativi:
- biancheria intima di cotone, evitando indumenti troppo aderenti e la biancheria di notte,
- detergenti delicati ed emollienti, senza prodotti profumati per l’igiene intima,
- solo assorbenti esterni, preferibilmente di cotone,
- lubrificanti suggeriti dal medico per i rapporti,
- evitare attività che sfregano la vulva, come equitazione, cyclette o spinning,
- vaselina come protezione dal cloro prima di nuotare in piscina,
- un cuscino a ciambella se il dolore compare da sedute.
ISSalute ricorda anche che lo stress può causare o peggiorare la vulvodinia.
Farmaci e fisioterapia
Secondo ISSalute i farmaci più usati sono alcuni antidepressivi e anticonvulsivanti a piccole dosi, che possono interrompere i circuiti del dolore cronico. Si possono applicare anestetici locali in gel o crema per un sollievo temporaneo; poiché possono danneggiare il lattice, vanno usati preservativi senza lattice. Consultate il vostro medico.
La fisioterapia del pavimento pelvico può aiutare soprattutto quando il dolore dipende dalla contrazione dei muscoli pelvici: ISSalute cita il biofeedback elettromiografico per imparare a rilassare i muscoli, esercizi di automassaggio e, in alcuni casi, la TENS. Per sapere di più su questi muscoli c’è la guida sul pavimento pelvico.
Supporto psicologico e di coppia
Secondo ISSalute la psicoterapia può aiutare le donne ad affrontare l’impatto della vulvodinia sulla loro vita. La consulenza psicosessuale è utile quando il dolore condiziona l’intimità, per affrontare paura e ansia nel sesso e ristabilire una relazione fisica con il partner.
ISSalute descrive la vulvodinia come una «malattia invisibile», con un forte ritardo diagnostico; per la vulvodinia è in corso un iter di riconoscimento come malattia cronica e invalidante. La revisione di Vasileva sottolinea che la condizione è spesso poco riconosciuta e che serve un approccio individuale e spesso multidisciplinare.
Dove le fonti non concordano
Sull’efficacia delle terapie. ISSalute scrive che le terapie fisiche, se eseguite con regolarità, possono dare sollievo nella quasi totalità dei casi; la revisione di Vasileva conclude che, pur con molte opzioni disponibili, nessun trattamento è efficace per tutte le pazienti e la cura va personalizzata.
Su quante donne colpisce. ISSalute riporta, secondo il Centro Elena Cornaro dell’Università di Padova, una stima del 10-15%; la revisione di Vasileva parla di fino al 16% delle donne.
Punti chiave sulla vulvodinia
- È un bruciore o dolore vulvare persistente senza una causa apparente né lesioni visibili.
- Può colpire a tutte le età e incidere su relazioni e sessualità.
- Le cause non sono chiare; spesso inizia dopo infezioni da candida o traumi.
- Il ginecologo la diagnostica escludendo altre cause, anche con lo swab test.
- Accorgimenti quotidiani, farmaci, fisioterapia del pavimento pelvico e psicoterapia possono aiutare.
- La cura va personalizzata, spesso con più professionisti.
Domande frequenti sulla vulvodinia
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cos’è la vulvodinia?
Un bruciore o dolore persistente nella zona vulvare, all’ingresso della vagina e intorno, senza una causa apparente.
Quali sono i sintomi della vulvodinia?
Dolore continuo o pungente, bruciore anche intenso, spontaneo o provocato da un contatto, senza lesioni visibili.
Quali sono le cause della vulvodinia?
Non sono chiare; spesso inizia dopo infezioni ripetute da candida, traumi fisici o un trauma psicologico.
Come si diagnostica la vulvodinia?
Il ginecologo esclude altre cause con visita ed eventuale tampone e può usare lo swab test con un cotton fioc.
La vulvodinia passa da sola?
Secondo ISSalute è improbabile che guarisca spontaneamente: è importante cercare un aiuto medico esperto.
La fisioterapia aiuta nella vulvodinia?
Secondo ISSalute la fisioterapia del pavimento pelvico può aiutare, soprattutto se il dolore dipende dalla contrazione dei muscoli pelvici.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Vulvodinia
- Vasileva P, Strashilov S, Yordanov A. Aetiology, diagnosis, and clinical management of vulvodynia. Prz Menopauzalny. 2020
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.
