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Paura di volare: perché nasce e come affrontarla

Mani sudate al momento dell’imbarco, il cuore che accelera a ogni vuoto d’aria, la tentazione di rinunciare al viaggio: la paura di volare è comune e, quando diventa intensa, può limitare lavoro, vacanze e rapporti con persone lontane. È una forma di ansia che si può capire e affrontare con strumenti precisi.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna seduta accanto al finestrino di un aereo tiene un bicchiere e guarda in alto rilassata
Con gli strumenti giusti il volo può diventare più tranquillo. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è la paura di volare

La paura di volare, detta anche aviofobia, è una paura intensa e sproporzionata legata al viaggio in aereo. Il Manuale MSD la elenca tra le fobie specifiche, cioè le paure persistenti di una situazione o di un oggetto preciso, che portano a evitarli o ad affrontarli con forte disagio.

Un po’ di tensione prima di un volo è normale. Si parla di fobia quando la paura è sproporzionata rispetto al rischio reale, dura nel tempo e porta a rinunciare ai viaggi o a viverli con un’angoscia che inizia giorni o settimane prima.

Che cosa si teme davvero

Una revisione in due parti pubblicata su Travel Medicine and Infectious Disease descrive la paura di volare come un fenomeno eterogeneo, che nasce da fattori psicologici, sociali e fisici diversi da persona a persona.

C’è chi teme soprattutto un incidente, chi non sopporta di non avere il controllo, chi ha paura delle turbolenze, chi si sente in trappola in uno spazio chiuso, come nella claustrofobia, e chi teme di avere un attacco di panico a bordo senza poter uscire. Capire quale di questi aspetti pesa di più orienta il trattamento.

I sintomi

  • Ansia anticipatoria nei giorni o nelle settimane prima del volo.
  • Battito accelerato, sudorazione, tremori, respiro corto.
  • Nausea, vertigini o sensazione di testa leggera.
  • Pensieri catastrofici a ogni rumore o vuoto d’aria.
  • Bisogno di controllare continuamente il personale di bordo o lo schermo.
  • Evitamento dei viaggi in aereo o scelta di alternative molto più lunghe.

Da dove nasce

Le fobie specifiche possono nascere da un’esperienza spiacevole, come un volo con forti turbolenze, ma anche dall’osservare la paura di un genitore o dalle notizie di incidenti. Spesso, però, non c’è un evento preciso all’origine.

Una volta nata, la paura si mantiene con l’evitamento: ogni volta che si rinuncia a volare l’ansia cala subito, e questo sollievo insegna al cervello che il volo è davvero pericoloso. Per questo la paura tende a crescere se non viene affrontata.

Cosa fare prima di partire

  • Informarsi su come funziona un aereo, sulle turbolenze e sui rumori normali in volo.
  • Scegliere, se possibile, un posto vicino alle ali, dove i movimenti si sentono meno.
  • Arrivare in aeroporto con tempo, per ridurre lo stress aggiuntivo.
  • Limitare caffè e alcol, che possono aumentare i sintomi fisici dell’ansia.
  • Preparare attività che assorbono l’attenzione: musica, film, un libro.
  • Esercitarsi a casa nella respirazione lenta nei giorni precedenti.

Strategie durante il volo

La respirazione lenta, con un’espirazione più lunga dell’inspirazione, aiuta a ridurre i sintomi fisici dell’ansia. Anche il rilassamento muscolare, contraendo e rilasciando i gruppi muscolari, è uno strumento semplice da usare seduti.

Le turbolenze sono la parte che spaventa di più: è utile ricordarsi che sono movimenti dell’aria previsti e gestiti, e lasciare che l’ansia salga e scenda come un’onda senza combatterla. Controllare di continuo i volti del personale o lo schermo tende a mantenere l’allerta.

Durante salita e discesa, deglutire, sbadigliare o masticare una gomma aiuta anche le orecchie a compensare la pressione, come spiega il Manuale MSD; un fastidio alle orecchie, di per sé, non è un segnale di pericolo.

Una donna seduta in aereo vicino al finestrino porta qualcosa alla bocca
Deglutire o masticare aiuta anche le orecchie in discesa. Immagine illustrativa generata con IA.

La terapia di esposizione

Secondo il Manuale MSD la terapia di esposizione è il trattamento più indicato per le fobie specifiche: si affronta la situazione temuta in modo graduale e ripetuto, prima con l’immaginazione e poi, quando possibile, nella realtà, imparando tecniche di rilassamento e di respirazione da usare prima e durante.

Per la paura di volare l’esposizione può includere video di decolli, visite in aeroporto, simulatori o la realtà virtuale, fino a un volo breve. Oakes e Bor sottolineano che i trattamenti funzionano meglio quando partono da una valutazione individuale della persona, invece di applicare lo stesso protocollo a tutti.

La terapia cognitivo-comportamentale lavora anche sui pensieri catastrofici e sulle sensazioni fisiche dell’ansia. Nel nostro centro trovi informazioni sul servizio di psicologia.

E i farmaci?

Il Manuale MSD spiega che i farmaci non sono molto utili per superare le fobie specifiche, con un’eccezione: alcune persone con paura di volare usano una benzodiazepina prima del volo. Questo può permettere di viaggiare, ma da solo in genere non elimina la fobia.

Qualsiasi farmaco va prescritto dal medico, tenendo conto di sonnolenza, interazioni con l’alcol e altre condizioni di salute. Usarlo sempre come unica strategia può rendere più difficile imparare che si può volare anche con un po’ di ansia.

Se si teme un attacco di panico

Molte persone non temono l’incidente, ma di avere un attacco di panico in un luogo da cui non si può uscire. Sapere che un attacco di panico è molto sgradevole ma non pericoloso, e che raggiunge il massimo in pochi minuti per poi calare, aiuta a non spaventarsi delle proprie sensazioni.

Se gli attacchi di panico compaiono anche in altre situazioni, è utile affrontarli in modo più ampio: la guida sugli attacchi di panico notturni spiega come funzionano e come si trattano.

Un uomo seduto in poltrona in salotto respira con una mano sull’addome
Allenare la respirazione a casa la rende più facile in volo. Immagine illustrativa generata con IA.

I punti chiave

  • La paura di volare è una fobia specifica comune.
  • L’evitamento dà sollievo immediato ma mantiene la paura.
  • Respirazione lenta e attività che assorbono l’attenzione aiutano in volo.
  • La terapia di esposizione graduale è il trattamento più indicato.
  • I farmaci possono aiutare a volare, ma di solito non eliminano la fobia.

Domande frequenti sulla paura di volare

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

La paura di volare si può superare?

Sì, la terapia di esposizione aiuta la maggior parte delle persone che la seguono con costanza.

Esistono corsi contro la paura di volare?

Alcune compagnie e centri li organizzano; spesso combinano informazioni tecniche ed esposizione.

Le turbolenze sono pericolose?

Sono movimenti dell’aria previsti; tenere la cintura allacciata è la precauzione principale.

Posso prendere un calmante?

Solo su prescrizione medica; può aiutare a volare ma non cura la fobia.

Meglio un posto vicino al finestrino?

Dipende dalla persona; per alcuni vedere fuori rassicura, per altri no.

Quanto dura la terapia?

Varia, ma per le fobie specifiche spesso bastano poche settimane o mesi.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Fobie specifiche
  2. Oakes M, Bor R. The psychology of fear of flying (part I): a critical evaluation of current perspectives on the nature, prevalence and etiology of fear of flying. Travel Med Infect Dis. 2010
  3. Oakes M, Bor R. The psychology of fear of flying (part II): a critical evaluation of current perspectives on approaches to treatment. Travel Med Infect Dis. 2010
  4. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Barotrauma dell’orecchio

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.