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Microbiota intestinale: cos’è e come mantenerlo in equilibrio

Il microbiota intestinale, un tempo chiamato flora intestinale, è l’insieme di batteri, virus, funghi e protozoi che vivono nel nostro intestino. Pesa circa un chilo e mezzo e svolge funzioni importanti per la digestione, le difese e il metabolismo. Questa guida spiega cos’è, cosa lo altera e come mantenerlo in equilibrio secondo ISSalute.

Tema
Nutrizione
Aggiornato
Tempo di lettura
6 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna in cucina aggiunge frutti di bosco a una ciotola di cereali e yogurt
L’alimentazione influenza il microbiota già nel giro di un giorno. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è il microbiota intestinale

Il termine flora intestinale nasce da quando i batteri venivano classificati nel regno vegetale. Oggi, spiega ISSalute, il termine corretto è microbiota intestinale: l’insieme dei microrganismi che popolano il tratto digerente, soprattutto l’intestino.

  • comprende oltre mille miliardi di batteri, di 500-1.000 specie diverse, più virus, funghi e protozoi,
  • pesa in tutto circa un chilo e mezzo,
  • i suoi microrganismi comunicano tra loro e agiscono come un unico organismo.

Il microbioma non è sinonimo di microbiota: indica il patrimonio genetico dei microrganismi, come il genoma rispetto alla persona.

Come si forma e come cambia

Secondo ISSalute la composizione del microbiota dipende da molti fattori:

  • popolazione, luogo in cui si vive e patrimonio genetico,
  • storia personale, compresa la gravidanza della madre,
  • tipo di parto e di allattamento: il parto vaginale e l’allattamento al seno favoriscono un microbiota ricco di specie,
  • alimentazione e stile di vita.

I primi anni di vita sono un periodo critico. Nell’adulto la dieta può cambiare in un solo giorno, in modo transitorio, circa il 60% della composizione, mentre il resto tende a rimanere stabile. Il microbiota è più instabile nella prima infanzia e nell’età avanzata.

A cosa serve

Tra l’uomo e il microbiota c’è uno scambio di vantaggi: noi forniamo nutrienti, i microrganismi svolgono funzioni indispensabili. ISSalute le raggruppa così:

  • metaboliche: producono vitamine come la K e la B12, trasformano gli acidi biliari, fermentano fibre e altri residui della digestione producendo acidi grassi a catena corta,
  • strutturali: contribuiscono allo sviluppo della parete intestinale e delle difese dell’intestino,
  • protettive: contrastano le infezioni da microrganismi dannosi.

ISSalute aggiunge che le sostanze prodotte dal microbiota raggiungono anche il fegato, il sistema nervoso e l’apparato cardiovascolare, e che potrebbero influenzare umore e metabolismo.

Eubiosi e disbiosi

Un microbiota viene considerato sano quando ha:

  • una grande varietà di specie,
  • un buon numero di microrganismi per ogni specie,
  • una prevalenza di specie benefiche, in equilibrio tra loro e con l’intestino.

Questo equilibrio si chiama eubiosi. Quando si rompe si parla di disbiosi, riscontrata in molte malattie, dall’obesità alle malattie infiammatorie dell’intestino. ISSalute precisa che le ricerche stanno ancora chiarendo se la disbiosi sia causa o conseguenza di queste malattie, e che non esistono davvero batteri «buoni» e «cattivi»: lo stesso ceppo può essere utile o dannoso a seconda del contesto.

Cosa altera il microbiota

Secondo ISSalute tra le cause più rilevanti di disbiosi ci sono:

  • una dieta squilibrata: cibo spazzatura, zuccheri raffinati, bevande zuccherate, molti grassi saturi, troppe proteine animali o l’esclusione completa di alcuni alimenti,
  • una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati, che può aumentare sostanze tossiche e infiammare la mucosa del colon,
  • fumo, abuso di alcol e vita sedentaria,
  • gli antibiotici, che riducono molto la varietà delle specie; il recupero può essere lento o incompleto,
  • le infezioni intestinali, che di solito causano una disbiosi transitoria.

Alimentazione per un microbiota in equilibrio

ISSalute indica che una dieta equilibrata in qualità e quantità, l’attività fisica e l’assenza di fumo e abuso di alcol influiscono positivamente sul microbiota. La dieta dovrebbe contenere:

  • soprattutto grassi vegetali insaturi,
  • poche proteine di origine animale,
  • carboidrati da alimenti integrali,
  • fibre: dalla loro fermentazione nascono gli acidi grassi a catena corta, che nutrono le cellule dell’intestino e rendono l’ambiente sfavorevole ai batteri potenzialmente dannosi.

ISSalute indica la dieta mediterranea, basata su cereali integrali, verdure, legumi, frutta fresca e secca e un consumo moderato di pesce, carne bianca, latticini e uova, come un ottimo regime alimentare. Per scegliere le fonti vedi la guida sui cibi ricchi di fibre. Nel nostro studio di nutrizione a Bilbao impostiamo un’alimentazione equilibrata e ricca di fibre adattata alle abitudini di ogni persona (le visite sono in spagnolo).

Yogurt, latte fermentato, verdure fermentate e cracker su un tavolo
Alimenti fermentati e integrali fanno parte di una dieta varia. Immagine illustrativa generata con IA.

Probiotici e prebiotici

I probiotici sono microrganismi vivi che, ingeriti in quantità adeguate, possono avere effetti benefici. ISSalute indica che dopo una terapia antibiotica potrebbero aiutare a ripristinare più in fretta la varietà dei batteri, soprattutto se presi insieme ai prebiotici, le sostanze che nutrono i batteri. Alimenti ricchi di prebiotici sono:

  • cicoria, carciofi e asparagi,
  • grano, avena e soia,
  • banane,
  • cipolla, aglio e porro,
  • miele.

ISSalute spiega anche perché spesso i probiotici non danno l’effetto sperato: i microrganismi introdotti competono con quelli già insediati e faticano a stabilirsi in modo stabile nell’intestino.

Cipolle, aglio, porri, asparagi, banane, avena e legumi su un piano di lavoro
Cipolla, aglio, porro, asparagi, banane e avena sono ricchi di prebiotici. Immagine illustrativa generata con IA.

Cosa dicono gli studi sui probiotici

Nella sua scheda sui probiotici, ISSalute distingue:

  • prove abbastanza certe che dosi elevate di alcuni probiotici durante una cura antibiotica aiutino a prevenire la diarrea da antibiotici, soprattutto nei bambini,
  • possibili benefici su gonfiore e flatulenza nella sindrome dell’intestino irritabile, senza sapere ancora quanto e con quale tipo,
  • nessuna prova che potenzino il sistema immunitario,
  • prove insufficienti per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

ISSalute ricorda che i probiotici sono classificati come alimenti e non come farmaci: non c’è certezza che il prodotto contenga i batteri indicati, in quantità sufficiente, e che arrivino vivi all’intestino. Per infezioni gravi da batteri resistenti si studia il trapianto di microbiota fecale, efficace contro un’infezione intestinale grave da Clostridium difficile. Consultate il vostro medico.

Dove le fonti non concordano

Sull’efficacia dei probiotici. La scheda di ISSalute sul microbiota indica che i probiotici possono aiutare a recuperare l’equilibrio dopo gli antibiotici, ma che spesso non ottengono gli effetti sperati e che per la riduzione del rischio di malattie non ci sono ancora prove conclusive; la scheda sui probiotici riporta prove abbastanza certe solo per alcuni usi, come la diarrea da antibiotici.

Sul bisogno di riequilibrare. La scheda sui probiotici afferma che non c’è motivo di riequilibrare i batteri intestinali di persone già sane; la scheda sul microbiota sottolinea che anche chi sta bene impiega tempi lunghi a recuperare l’equilibrio dopo un’infezione, un intervento o una terapia.

Punti chiave sul microbiota intestinale

  • Il microbiota intestinale è l’insieme di batteri, virus, funghi e protozoi dell’intestino: oltre mille miliardi di microrganismi.
  • Si forma nei primi anni di vita e dipende da parto, allattamento, alimentazione e stile di vita.
  • Produce vitamine, protegge dalle infezioni e contribuisce alle difese dell’intestino.
  • Dieta squilibrata, fumo, alcol, sedentarietà e antibiotici possono causare disbiosi.
  • Fibre, cereali integrali, grassi vegetali e dieta mediterranea aiutano l’equilibrio.
  • I probiotici hanno prove solo per alcuni usi; gli antibiotici vanno presi su consiglio del medico.

Domande frequenti sul microbiota intestinale

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Che differenza c’è tra flora intestinale e microbiota?

Indicano la stessa cosa; ISSalute spiega che microbiota intestinale è oggi il termine scientifico corretto, perché i batteri non appartengono al regno vegetale.

Che differenza c’è tra microbiota e microbioma?

Il microbiota è l’insieme dei microrganismi; il microbioma è il loro patrimonio genetico.

Cosa danneggia la flora intestinale?

Secondo ISSalute una dieta squilibrata, ricca di zuccheri, grassi saturi e cibo spazzatura, fumo, alcol, sedentarietà, antibiotici e infezioni intestinali.

Cosa mangiare per il microbiota?

Una dieta con prevalenza di grassi vegetali insaturi, cereali integrali, fibre e poche proteine animali, come la dieta mediterranea.

Quali alimenti contengono prebiotici?

Cicoria, carciofi, asparagi, grano, avena, soia, banane, cipolla, aglio, porro e miele.

Servono i probiotici?

ISSalute riporta prove abbastanza certe per prevenire la diarrea da antibiotici e prove limitate o assenti per molti altri usi. Consultate il vostro medico.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Flora intestinale, microbiota e microbioma
  2. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Probiotici

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.