Che cosa sono i linfonodi
I linfonodi sono piccole “stazioni” del sistema immunitario distribuite lungo i vasi linfatici. Nel collo ce ne sono molti: sotto la mandibola, lungo i lati del collo, dietro le orecchie, sotto il mento e sopra la clavicola. Filtrano la linfa e ospitano cellule che combattono le infezioni.
Quando nella zona che drenano c’è un’infezione, come un mal di gola o un’infezione dentale, si attivano e aumentano di volume. È per questo che si sentono di più durante e dopo un raffreddore.
Le cause più comuni
- Infezioni virali delle vie respiratorie: raffreddore, faringite, influenza.
- Infezioni batteriche della gola, dei denti o della pelle.
- Mononucleosi, con linfonodi spesso grandi su entrambi i lati.
- Infezioni dell’orecchio o del cuoio capelluto, per i linfonodi dietro l’orecchio o sulla nuca.
- Malattie autoimmuni, più raramente.
- Tumori, come linfomi o metastasi di tumori della testa e del collo, molto meno frequenti.
Un linfonodo “reattivo”: come si presenta
Un linfonodo ingrossato per un’infezione è in genere morbido o di consistenza elastica, mobile sotto le dita, a volte dolente al tatto, e compare insieme o subito dopo i sintomi dell’infezione. L’ISS ricorda che molti linfonodi ingrossati tornano normali quando la causa, per esempio un’infezione, migliora.
In questi casi di solito non serve alcuna cura specifica oltre a quella dell’infezione. Per la mononucleosi leggi la guida dedicata alla mononucleosi; per il mal di gola con tonsille gonfie quella sulle tonsille.
Un linfonodo che si sente ancora dopo l’infezione ma diventa sempre più piccolo, morbido e mobile è in genere un buon segno: indica che la risposta immunitaria si sta spegnendo.
Segnali d’allarme
- Linfonodo comparso senza una causa evidente.
- Linfonodo che continua a crescere o persiste oltre 2-4 settimane.
- Consistenza dura, fisso, non mobile alla palpazione.
- Febbre persistente, sudorazione notturna, perdita di peso inspiegabile.
- Raucedine, difficoltà a deglutire, ulcere in bocca che non guariscono.
- Linfonodo sopra la clavicola.
Secondo il Manuale MSD, i rigonfiamenti non dolenti sono in generale più preoccupanti di quelli dolenti, e un nuovo nodulo in una persona anziana va sempre valutato.
Negli adulti, attenzione a fumo e alcol
Nei bambini la grande maggioranza dei linfonodi ingrossati è dovuta a infezioni. Negli adulti, una massa nel collo che persiste senza segni di infezione richiede più attenzione, soprattutto in chi fuma o beve alcol regolarmente, fattori di rischio per i tumori della testa e del collo.
La linea guida americana sulle masse del collo negli adulti raccomanda di identificare queste persone a rischio più alto e di non prescrivere antibiotici “per prova” se non ci sono segni di infezione batterica, per non ritardare la diagnosi.
Cosa fa il medico
Il medico chiede da quanto tempo c’è il linfonodo, se ci sono state infezioni recenti, febbre, perdita di peso, sudorazioni notturne, fumo e alcol. Poi palpa il collo e controlla orecchie, naso, bocca, gola, tonsille e tiroide.
Se la causa è chiara, come un mal di gola in corso, spesso basta ricontrollare dopo alcune settimane. Se ci sono segnali d’allarme o il linfonodo non si riduce, si procede con gli esami.

Gli esami possibili
- Ecografia del collo: mostra dimensioni, forma e struttura del linfonodo.
- Esami del sangue, anche per mononucleosi o altre infezioni.
- Visita otorinolaringoiatrica con endoscopia di naso e gola.
- Agoaspirato: prelievo di cellule con un ago sottile.
- Biopsia del linfonodo, quando necessario.
- TC o risonanza, in casi selezionati.

Come si cura
La cura dipende dalla causa. Nelle infezioni virali basta trattare i sintomi; nelle infezioni batteriche il medico può prescrivere un antibiotico. Il linfonodo può restare palpabile per alcune settimane anche dopo la guarigione.
Se il linfonodo è infiammato e dolente, impacchi tiepidi e antidolorifici possono dare sollievo. Non schiacciarlo né massaggiarlo con forza.
Linfonodi ingrossati nei bambini
Nei bambini è molto comune sentire piccoli linfonodi nel collo, soprattutto in età scolare, quando le infezioni sono frequenti. Nella maggior parte dei casi sono innocui.
Conviene comunque far vedere al pediatra un linfonodo che cresce rapidamente, è molto grande, duro o fisso, o si accompagna a febbre prolungata, stanchezza marcata o perdita di peso. Un otorinolaringoiatra può valutare i casi dubbi.
I punti chiave
- La maggior parte dei linfonodi ingrossati nel collo è dovuta a infezioni.
- Un linfonodo reattivo è mobile, elastico e si riduce in alcune settimane.
- Duri, fissi, in crescita o presenti da oltre 2-4 settimane vanno valutati.
- Negli adulti fumo e alcol aumentano l’attenzione da porre.
- Ecografia e visita otorino sono i primi passi se servono esami.
Domande frequenti sui linfonodi del collo ingrossati
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Quanto tempo ci mette un linfonodo a sgonfiarsi?
Di solito da qualche giorno a qualche settimana dopo la fine dell’infezione.
Un linfonodo che fa male è più tranquillizzante?
In genere sì: il dolore fa pensare a un’infiammazione. Ma va valutato se persiste.
Lo stress fa ingrossare i linfonodi?
Non direttamente. Un linfonodo ingrossato ha in genere una causa infettiva o di altro tipo.
Che dimensioni sono normali?
Nel collo si possono sentire linfonodi piccoli, sotto il centimetro, soprattutto nei giovani.
Servono gli antibiotici?
Solo se il medico sospetta un’infezione batterica. Non vanno presi “per prova”.
Quale specialista consultare?
Il medico di famiglia, che può indirizzarti all’otorinolaringoiatra se necessario.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Linfoadenopatia
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Protuberanza sul collo
- Pynnonen MA, et al. Clinical practice guideline: evaluation of the neck mass in adults. Otolaryngol Head Neck Surg. 2017
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

