Vai al contenuto

Orecchio MediBilbao Salud

Iperacusia: quando i suoni quotidiani diventano insopportabili

Il rumore delle stoviglie, una porta che sbatte, il traffico o le voci in un locale sembrano troppo forti, fastidiosi o perfino dolorosi, mentre gli altri non notano nulla. È l’iperacusia, una ridotta tolleranza ai suoni di tutti i giorni. Può limitare molto la vita, ma esistono approcci che aiutano a recuperare tolleranza.

Tema
Otorino
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna pensierosa seduta a un tavolo vicino alla finestra in una casa tranquilla
Nell’iperacusia anche i suoni quotidiani possono sembrare troppo forti. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è l’iperacusia

L’iperacusia è una ridotta tolleranza ai suoni che la maggior parte delle persone considera normali. Non significa sentire meglio degli altri: significa che il sistema uditivo e il cervello reagiscono in modo eccessivo a suoni di intensità ordinaria.

Le revisioni di Tyler e Pienkowski distinguono quattro componenti, che possono combinarsi: suoni percepiti come troppo forti, suoni che danno fastidio, paura dei suoni e dolore all’orecchio provocato dai suoni.

Non esistono dati precisi su quante persone ne soffrano, perché le definizioni usate negli studi sono diverse. Si sa però che l’iperacusia è più frequente in chi ha acufene o è stato esposto a rumori forti, e che può comparire a qualsiasi età, anche nei bambini.

Come si manifesta

  • Suoni quotidiani percepiti come troppo forti: stoviglie, sacchetti, traffico, voci.
  • Fastidio, irritabilità o tensione negli ambienti rumorosi.
  • Dolore o sensazione di pressione all’orecchio dopo l’esposizione ai suoni.
  • Paura dei suoni e tendenza a evitare ristoranti, feste, mezzi pubblici.
  • Stanchezza dopo una giornata in ambienti rumorosi.
  • Spesso acufene, cioè fischi o ronzii.

Iperacusia, misofonia e fonofobia

L’iperacusia riguarda l’intensità: molti suoni diversi sembrano troppo forti. La misofonia, invece, è una reazione emotiva intensa, di rabbia o disgusto, a suoni specifici, come masticare o respirare, indipendentemente dal volume.

La fonofobia è la paura dei suoni, spesso perché si teme che possano danneggiare l’orecchio o peggiorare l’acufene. Le tre condizioni possono coesistere e richiedono una valutazione attenta.

Distinguerle è utile perché cambiano le strategie: nell’iperacusia si lavora soprattutto sulla tolleranza all’intensità dei suoni, nella misofonia sulle reazioni emotive a suoni specifici, nella fonofobia sulla paura e sulle convinzioni legate ai suoni.

Cause e condizioni associate

  • Esposizione a rumori forti, anche un singolo trauma acustico.
  • Acufene e perdita dell’udito.
  • Emicrania, soprattutto durante gli attacchi.
  • Paralisi del nervo facciale, che riduce la protezione del muscolo stapedio.
  • Traumi cranici e colpo di frusta.
  • Ansia, stress, disturbi dello spettro autistico.

In molti casi non si trova una causa unica. Il primo congresso internazionale sull’iperacusia ha sottolineato che si tratta spesso di un aumento della “sensibilità” dei circuiti uditivi del cervello.

Come si valuta

La valutazione comprende la visita otorinolaringoiatrica, l’esame dell’udito e, spesso, la misura dei livelli di fastidio, cioè l’intensità a cui un suono diventa scomodo. Questionari specifici aiutano a capire quanto l’iperacusia incide sulla vita quotidiana.

L’otorino cerca anche cause trattabili, come problemi dell’orecchio medio o del nervo facciale, e valuta la presenza di acufene, ansia o emicrania.

Perché i tappi possono peggiorare

È naturale proteggersi dai suoni che fanno male, ma usare tappi o cuffie antirumore tutto il giorno, anche in ambienti normali, può peggiorare l’iperacusia: il cervello, privato dei suoni, aumenta ancora la sua sensibilità.

La protezione va usata solo nelle situazioni davvero rumorose, come concerti, cantieri o attrezzi elettrici. Nelle situazioni quotidiane l’obiettivo è riabituarsi gradualmente ai suoni.

Ridurre l’uso dei tappi deve essere graduale: per esempio, toglierli prima nelle situazioni più tranquille della casa, poi per brevi uscite, aumentando i tempi di settimana in settimana. Un professionista può aiutarti a costruire questo percorso.

Terapia sonora e counseling

La terapia sonora consiste nell’ascoltare suoni piacevoli e di basso volume, come rumore di fondo, natura o musica tranquilla, per molte ore al giorno, a volte con generatori di suono indossabili. L’obiettivo è aumentare gradualmente la tolleranza del cervello ai suoni.

Il counseling spiega come funziona l’iperacusia e riduce la paura. La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a gestire ansia ed evitamenti. Secondo Pienkowski e colleghi questi approcci aiutano molte persone, anche se mancano ancora studi controllati di lunga durata.

I progressi sono di solito graduali e richiedono alcuni mesi. È normale avere giornate peggiori, soprattutto nei periodi di stress o di stanchezza: non significano che la terapia non funzioni.

Una professionista con un tablet parla con una paziente in uno studio
Counseling e terapia sonora aiutano a recuperare tolleranza. Immagine illustrativa generata con IA.

Iperacusia e acufene

Molte persone con iperacusia hanno anche acufene, e viceversa. Le due condizioni condividono meccanismi del cervello e si influenzano: quando una migliora, spesso migliora anche l’altra.

Molte strategie sono comuni, come l’arricchimento sonoro, la gestione dello stress e la terapia cognitivo-comportamentale. Per approfondire leggi la guida sui rimedi per l’acufene.

Consigli per la vita quotidiana

  • Evita il silenzio assoluto: tieni sempre un suono di fondo piacevole a basso volume.
  • Esponiti gradualmente ai suoni evitati, partendo dai più facili.
  • Usa i tappi solo nelle situazioni davvero rumorose.
  • Pianifica pause in ambienti tranquilli durante le giornate impegnative.
  • Cura sonno, stress e attività fisica.
  • Spiega il problema a familiari e colleghi.
Un uomo beve un caffè seduto tranquillo al tavolino di un bar all’aperto
L’esposizione graduale ai suoni aiuta a tornare alla vita sociale. Immagine illustrativa generata con IA.

I punti chiave

  • L’iperacusia è una ridotta tolleranza ai suoni quotidiani.
  • Comprende suoni troppo forti, fastidio, paura e dolore.
  • Si associa spesso ad acufene, rumore, emicrania e ansia.
  • L’uso continuo dei tappi può peggiorarla.
  • Counseling e terapia sonora graduale aiutano molte persone.

Domande frequenti sull’iperacusia

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

L’iperacusia passa da sola?

A volte migliora, soprattutto se legata a un evento recente. Spesso aiuta un percorso di terapia sonora.

Devo usare i tappi?

Solo in ambienti davvero rumorosi. Usarli sempre può peggiorare la sensibilità.

L’iperacusia danneggia l’udito?

No, i suoni normali non danneggiano l’orecchio anche se sembrano forti.

C’è un farmaco per l’iperacusia?

Non esiste un farmaco specifico. Si trattano le condizioni associate, come ansia o emicrania.

Quanto dura la terapia sonora?

Di solito alcuni mesi, con un uso quotidiano costante.

Anche i bambini possono avere iperacusia?

Sì, a volte associata a disturbi dello spettro autistico. Serve una valutazione specialistica.

Fonti

  1. Tyler RS, et al. A review of hyperacusis and future directions: part I. Definitions and manifestations. Am J Audiol. 2014
  2. Pienkowski M, et al. A review of hyperacusis and future directions: part II. Measurement, mechanisms, and treatment. Am J Audiol. 2014
  3. Aazh H, et al. Insights from the first international conference on hyperacusis: causes, evaluation, diagnosis and treatment. Noise Health. 2014

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.