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Insonnia: cause, sintomi e come tornare a dormire

Fare fatica ad addormentarsi, svegliarsi più volte durante la notte o troppo presto la mattina e alzarsi stanchi: l’insonnia è uno dei disturbi più frequenti e può pesare molto sulla giornata. Spesso nasce da un periodo di stress e poi si mantiene da sola. Esiste però una cura efficace e duratura, che non si basa sui sonniferi.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
6 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna sveglia nel letto guarda verso la finestra durante la notte
L’insonnia può rendere difficile addormentarsi o restare addormentati. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è l’insonnia

L’insonnia è la difficoltà ad addormentarsi, a restare addormentati o un risveglio troppo precoce al mattino, nonostante ci siano il tempo e le condizioni per dormire. Per parlare di insonnia non basta dormire poco: deve esserci anche un effetto sulla giornata, come stanchezza, sonnolenza, irritabilità, difficoltà di memoria o di concentrazione.

Il bisogno di sonno cambia da persona a persona e con l’età. Chi dorme sei ore e si sente bene non soffre di insonnia; chi ne dorme sette ma si sveglia esausto e preoccupato per il sonno può averne bisogno di una valutazione.

Insonnia acuta e insonnia cronica

L’insonnia acuta dura da pochi giorni ad alcune settimane ed è legata di solito a un evento preciso: un esame, un lutto, un problema al lavoro, un viaggio, una malattia. Spesso si risolve da sola quando la situazione si calma.

L’insonnia cronica si presenta almeno tre notti a settimana per almeno tre mesi. A questo punto il disturbo tende a mantenersi anche quando la causa iniziale è passata, per via delle abitudini e delle preoccupazioni che si sono create intorno al sonno.

Le cause dell’insonnia

Le cause sono spesso più di una e si sommano:

  • Stress e preoccupazioni: lavoro, famiglia, salute, soldi.
  • Ansia e depressione: l’insonnia ne è un sintomo frequente e, a sua volta, ne aumenta il rischio.
  • Dolore e malattie: mal di schiena, reflusso, problemi alla tiroide, malattie respiratorie, bisogno di urinare di notte.
  • Altri disturbi del sonno: apnea notturna, sindrome delle gambe senza riposo.
  • Sostanze e farmaci: caffeina, nicotina, alcol, alcuni antidepressivi, cortisonici e decongestionanti.
  • Ritmi irregolari: turni di lavoro, jet lag, orari che cambiano molto nel fine settimana.
  • Cambiamenti ormonali: gravidanza e menopausa.

Perché l’insonnia si mantiene

Dopo alcune notti difficili è naturale cercare di recuperare: andare a letto prima, restare a letto più a lungo, fare sonnellini, bere più caffè. Queste strategie, però, riducono la “pressione del sonno” e confondono l’orologio biologico, così la notte successiva è di nuovo difficile.

Intanto il letto si associa alla veglia e alla frustrazione. Si comincia a guardare l’orologio, a calcolare le ore rimaste, a temere la notte. Questo stato di allerta rende ancora più difficile addormentarsi. È questo circolo, più che la causa iniziale, il bersaglio della terapia.

Abitudini che aiutano a dormire

  • Alzati ogni mattina alla stessa ora, anche nel fine settimana.
  • Vai a letto quando hai sonno, non solo perché è tardi.
  • Crea una routine serale tranquilla: luce bassa, lettura, musica rilassante.
  • Riduci caffè, tè e bevande energetiche dal primo pomeriggio.
  • Evita alcol la sera: fa addormentare ma rende il sonno più frammentato.
  • Fai attività fisica regolare, preferibilmente non a ridosso dell’ora di dormire.
  • Tieni la camera buia, silenziosa e fresca, e lascia fuori il telefono.

Queste regole da sole raramente risolvono un’insonnia cronica, ma sono la base su cui lavora la terapia.

Un uomo legge un libro in poltrona prima di andare a dormire
Orari regolari e una routine serale tranquilla aiutano il sonno. Immagine illustrativa generata con IA.

La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia

La TCC-I è un trattamento psicologico strutturato, di solito in 4–8 incontri, raccomandato come prima scelta per l’insonnia cronica negli adulti di ogni età dalla linea guida europea del 2023 e dall’American College of Physicians. Rispetto ai farmaci, i suoi effetti tendono a durare anche dopo la fine del trattamento.

Comprende diverse tecniche:

  • Controllo dello stimolo: usare il letto solo per dormire e alzarsi se non si riesce a dormire.
  • Restrizione del sonno: ridurre per un periodo il tempo passato a letto per rendere il sonno più profondo e continuo, poi ampliarlo gradualmente.
  • Ristrutturazione cognitiva: lavorare sui pensieri che alimentano l’ansia per il sonno.
  • Rilassamento ed educazione sul sonno.

Esistono anche programmi digitali basati sulla TCC-I, utili quando non è possibile seguire una terapia in presenza.

Un paziente parla del suo sonno con una psicologa che prende appunti
La terapia cognitivo-comportamentale è la cura di prima scelta per l’insonnia cronica. Immagine illustrativa generata con IA.

Sonniferi e rimedi: quando hanno senso

I farmaci ipnotici, come benzodiazepine e farmaci simili, possono aiutare per periodi brevi, di solito non oltre quattro settimane secondo la linea guida europea, perché con l’uso prolungato perdono efficacia e possono dare dipendenza, sonnolenza diurna, cadute e problemi di memoria. Altri farmaci, come alcuni antidepressivi a basse dosi o gli antagonisti dei recettori dell’orexina, possono essere valutati dal medico in casi selezionati.

La stessa linea guida non raccomanda in generale melatonina, antistaminici e prodotti a base di erbe per l’insonnia cronica, per l’efficacia scarsa o le prove insufficienti. Non iniziare né sospendere da solo un farmaco per dormire: la riduzione va fatta in modo graduale con il medico.

Quando chiedere aiuto

  • L’insonnia dura da più di qualche settimana o si ripete spesso.
  • Hai sonnolenza durante il giorno, soprattutto alla guida.
  • Russi forte o qualcuno nota pause nel respiro mentre dormi.
  • Senti un fastidio alle gambe la sera che migliora muovendole.
  • Ti senti spesso giù, ansioso o senza energie.
  • Usi sonniferi da tempo e vorresti smettere.

Il ruolo della psicologia

Lo psicologo formato nella TCC-I valuta il sonno con un colloquio e un diario del sonno, individua i fattori che mantengono l’insonnia e costruisce con la persona un programma su misura. Se l’insonnia si accompagna ad ansia, depressione o stress importante, lavora anche su questi aspetti. Il medico resta il riferimento per escludere cause fisiche e per gestire i farmaci. Se pensi di aver bisogno di aiuto, puoi rivolgerti al nostro servizio di psicologia.

I punti chiave

  • L’insonnia è la difficoltà a dormire con conseguenze sulla giornata.
  • Diventa cronica con almeno tre notti a settimana per tre mesi.
  • Stress, ansia, dolore, sostanze e ritmi irregolari sono le cause più comuni.
  • La TCC-I è il trattamento di prima scelta e ha effetti duraturi.
  • I sonniferi vanno usati per brevi periodi e sotto controllo medico.

Domande frequenti sull’insonnia

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Quante ore bisogna dormire?

La maggior parte degli adulti sta bene con 7–9 ore, ma il bisogno varia: conta come ti senti di giorno.

L’insonnia può passare da sola?

L’insonnia acuta spesso sì. Quella cronica tende a mantenersi e richiede un trattamento.

La melatonina aiuta?

Può essere utile per il jet lag o alcuni disturbi del ritmo, ma per l’insonnia cronica le linee guida non la raccomandano in generale.

Fa male fare un sonnellino?

Nell’insonnia è meglio evitarlo o limitarlo a 20 minuti nel primo pomeriggio.

Quanto dura la TCC-I?

Di solito 4–8 incontri; i miglioramenti si vedono spesso già dopo alcune settimane.

Se mi sveglio di notte cosa devo fare?

Se non ti riaddormenti in circa 20 minuti, alzati e fai qualcosa di tranquillo con luce bassa finché torna il sonno.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Insonnia
  2. Riemann D, et al. The European Insomnia Guideline: an update on the diagnosis and treatment of insomnia 2023. J Sleep Res. 2023
  3. Qaseem A, et al. Management of chronic insomnia disorder in adults: a clinical practice guideline from the American College of Physicians. Ann Intern Med. 2016

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.