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Disturbo dissociativo dell’identità: sintomi e terapia

Nel disturbo dissociativo dell’identità, un tempo chiamato disturbo di personalità multipla, secondo il Manuale MSD due o più identità si alternano nel controllo della persona, che ha anche vuoti di memoria per eventi quotidiani, informazioni personali o esperienze traumatiche. È un disturbo raro e cronico, ma molte persone che ne sono affette conducono una vita produttiva. Questa guida spiega cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
6 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna seduta al tavolo con lo sguardo assorto
Nel disturbo dissociativo dell’identità più identità si alternano. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è il disturbo dissociativo dell’identità

Nel disturbo dissociativo dell’identità, spiega il Manuale MSD, due o più identità si alternano nel controllo della persona. Possono avere modi di parlare, temperamento e comportamento diversi. La persona inoltre non ricorda informazioni che normalmente si ricordano facilmente: eventi di tutti i giorni, informazioni personali importanti o eventi traumatici.

Il disturbo è raro e non si sa quante persone ne soffrano. Esistono due forme: quella di possessione, in cui le identità sembrano agenti esterni che hanno preso il controllo, e quella di non possessione.

Il ruolo del trauma infantile

Secondo il Manuale MSD il disturbo insorge di solito in persone che hanno sopportato uno stress o un trauma opprimente nell’infanzia:

  • il 70-100% ha subito gravi abusi fisici, sessuali o emotivi, o trascuratezza,
  • altre persone hanno vissuto una perdita precoce molto importante, come la morte di un genitore, una grave malattia o eventi estremamente stressanti.

Per crescere, un bambino deve imparare a integrare esperienze diverse in un’identità unica e coerente. Gli abusi, soprattutto da parte di un genitore, possono ostacolare questo processo: il bambino può imparare a «andare via» nella propria mente, e ogni esperienza traumatica può dare origine a un’identità diversa. Se invece il bambino viene protetto e rassicurato da adulti presenti, il disturbo ha meno probabilità di svilupparsi.

Una donna e un uomo parlano camminando in un parco
Il disturbo è quasi sempre legato a traumi gravi nell’infanzia. Immagine illustrativa generata con IA.

Le identità multiple

Nella forma di possessione, secondo il Manuale MSD, le diverse identità sono subito riconoscibili da familiari e altre persone: la persona parla e agisce come se qualcun altro avesse preso il suo posto.

Nella forma di non possessione le identità sono meno evidenti. La persona può:

  • sentirsi staccata da alcuni aspetti di sé, come se si guardasse in un film (depersonalizzazione),
  • trovarsi a pensare, dire o fare cose che non controlla e non sente proprie,
  • cambiare all’improvviso gusti e opinioni, per esempio sul cibo o sui vestiti, e poi tornare come prima,
  • parlare di sé al plurale o in terza persona.

Le identità possono sapere o non sapere l’una dell’altra, e questo spesso rende la vita caotica.

Vuoti di memoria

Secondo il Manuale MSD i vuoti di memoria possono riguardare:

  • periodi del passato, per esempio parti dell’infanzia o dell’adolescenza,
  • fatti della vita quotidiana e abilità acquisite, come usare il computer,
  • cose fatte che la persona non ricorda di aver fatto.

Dopo un episodio la persona può trovare oggetti o appunti che non riconosce, ritrovarsi in un luogo senza sapere come ci sia arrivata o sentirsi dire cose che non ricorda. Sui vuoti di memoria legati al trauma c’è una guida all’amnesia dissociativa.

Voci, ansia e altri sintomi

Poiché le identità interagiscono, la persona può sentire voci, come conversazioni interiori tra le identità o commenti sul proprio comportamento. Secondo il Manuale MSD possono esserci anche:

  • depressione e ansia,
  • mal di testa intensi o altri dolori fisici,
  • autolesionismo, uso di sostanze e pensieri o tentativi di suicidio,
  • altri tipi di allucinazioni durante i flashback.

Per questo il disturbo può essere scambiato per un altro, come la schizofrenia. Ma qui la persona vive le voci come provenienti da un’altra identità, dentro la propria testa, mentre nella schizofrenia di solito la fonte viene percepita come esterna. Spesso la persona cerca di nascondere o minimizzare i sintomi.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD, il medico fa la diagnosi in base alla storia e ai sintomi:

  • due o più identità, con un’interruzione del senso di essere se stessi,
  • vuoti di memoria per eventi quotidiani, informazioni personali ed eventi traumatici,
  • molta sofferenza o difficoltà nella vita sociale o nel lavoro.

Servono un colloquio psichiatrico approfondito e questionari specifici; a volte si usano l’ipnosi o un sedativo per aiutare la persona a rilassarsi, o le si chiede di tenere un diario tra una visita e l’altra. Di solito il medico riesce a distinguere il disturbo dalla simulazione, cioè dall’inventare sintomi per ottenere un beneficio.

Psicoterapia: il trattamento principale

L’obiettivo della terapia, secondo il Manuale MSD, è di solito integrare le diverse identità in una sola. Quando non è possibile si cerca un’interazione armoniosa tra le identità. La psicoterapia è il trattamento principale; spesso è lunga, impegnativa ed emotivamente dolorosa. Una psicoterapia efficace comprende:

  • un metodo per stabilizzare le emozioni intense,
  • la negoziazione dei rapporti tra le identità,
  • l’elaborazione dei ricordi traumatici,
  • un buon rapporto tra la persona e il terapeuta.

A volte gli psicoterapeuti usano l’ipnosi per calmare la persona e favorire la comunicazione tra le identità. I farmaci possono alleviare ansia o depressione, ma non agiscono sul disturbo in sé. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao accompagniamo con la psicoterapia le persone con esperienze traumatiche (le visite sono in spagnolo).

Una donna parla con una psicologa che prende appunti
La psicoterapia è il trattamento principale. Immagine illustrativa generata con IA.

Come evolve

Secondo il Manuale MSD alcuni sintomi possono andare e venire da soli, ma il disturbo non guarisce senza terapia. Il recupero dipende:

  • dai sintomi e dalle caratteristiche della persona,
  • dalla qualità e dalla durata del trattamento,
  • dalla presenza di altri disturbi gravi o da un forte legame con chi ha commesso gli abusi, che rendono la prognosi meno buona.

A volte può servire un ricovero per superare i momenti più difficili della terapia.

Dove le fonti non concordano

Una revisione di Brand e colleghi (2009) ha analizzato 16 studi sul trattamento dei disturbi dissociativi e 4 casi clinici. Rispetto al Manuale MSD:

  • Efficacia: il Manuale MSD indica la psicoterapia come trattamento principale; la revisione trova che il trattamento si associa a meno dissociazione, depressione, sintomi post-traumatici e suicidalità.
  • Integrazione: in linea con il Manuale MSD, le persone che avevano integrato le identità stavano meglio di chi non le aveva integrate.
  • Qualità delle prove: la revisione sottolinea limiti importanti: pochi partecipanti e studi non randomizzati.

Punti chiave sul disturbo dissociativo dell’identità

  • Due o più identità si alternano nel controllo della persona, con vuoti di memoria.
  • È raro e quasi sempre legato a traumi gravi nell’infanzia.
  • Possono esserci voci interiori, depressione, ansia e autolesionismo.
  • La diagnosi richiede un colloquio approfondito e questionari specifici.
  • La psicoterapia è il trattamento principale; i farmaci servono solo per i sintomi associati.
  • Non guarisce senza terapia, ma molte persone conducono una vita produttiva.

Domande frequenti sul disturbo dissociativo dell’identità

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Disturbo dissociativo dell’identità e personalità multipla sono la stessa cosa?

Sì. Secondo il Manuale MSD il disturbo dissociativo dell’identità era chiamato in passato disturbo di personalità multipla.

Quali sono le cause?

Di solito un trauma o uno stress opprimente nell’infanzia: il 70-100% delle persone con il disturbo ha subito gravi abusi o trascuratezza.

Le diverse identità si notano sempre?

No. Nella forma di non possessione le identità sono meno evidenti per gli altri, e secondo il Manuale MSD la persona spesso cerca di nascondere o minimizzare i propri sintomi.

Si può confondere con la schizofrenia?

Sì, per le voci e le allucinazioni. Ma nel disturbo dissociativo la persona sente le voci come provenienti da un’altra identità dentro di sé.

Come si cura?

Con una psicoterapia lunga che aiuta a stabilizzare le emozioni, elaborare i traumi e integrare le identità o farle cooperare. I farmaci servono per ansia e depressione.

Si guarisce?

Secondo il Manuale MSD il disturbo non guarisce senza terapia. Il recupero dipende dalla persona e dalla qualità e durata del trattamento.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo dissociativo dell’identità
  2. Brand BL, et al. A review of dissociative disorders treatment studies. J Nerv Ment Dis. 2009

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.