Cos’è la dislessia
La dislessia è un disturbo specifico della lettura e, secondo il Manuale MSD, rappresenta un particolare tipo di disturbo dell’apprendimento. È legata alla difficoltà di separare le singole parole all’interno di gruppi e i fonemi, cioè i suoni, all’interno di ciascuna parola.
Si verifica quando il cervello non riesce a collegare suoni e simboli (le lettere). La difficoltà è causata da problemi non del tutto chiari legati ad alcune connessioni cerebrali. Queste alterazioni sono presenti alla nascita e possono causare errori di pronuncia e di scrittura e una riduzione della velocità e dell’accuratezza durante la lettura ad alta voce.
Quanto è frequente e chi colpisce
Secondo il Manuale MSD non esistono stime del numero di bambini con dislessia. Negli Stati Uniti, però, circa il 15% dei bambini in età scolare riceve adattamenti o educazione speciale per le difficoltà di lettura.
- è riscontrata con maggior frequenza nei maschi, ma potrebbe essere semplicemente non riconosciuta più spesso nelle femmine,
- tende ad avere carattere familiare.
La revisione Cochrane di McArthur e colleghi (2018) riporta che le capacità di lettura del 16% dei bambini sono al di sotto della media per l’età e che il 5% ha problemi di lettura importanti e gravi. Per gli adulti c’è una guida a parte sulla dislessia negli adulti.
Non è un problema di vista
Le inversioni delle lettere che spesso caratterizzano i bambini dislessici possono far pensare a problemi di vista. Secondo il Manuale MSD, invece, nella maggior parte dei casi i problemi sono legati al modo in cui il cervello percepisce i suoni, cioè a come il cervello li comprende e li interpreta.
Le persone con dislessia non hanno difficoltà a comprendere il linguaggio parlato. Inoltre molti bambini senza dislessia invertono le lettere durante i primi anni della scuola elementare: l’inversione da sola non basta per parlare di dislessia.
Sintomi della dislessia in età prescolare
Secondo il Manuale MSD, i bambini in età prescolare con dislessia possono:
- iniziare a parlare tardi,
- avere difficoltà nella pronuncia di alcune parole (problemi di articolazione),
- avere difficoltà a ricordare i nomi di lettere, numeri e colori,
- avere difficoltà nei problemi di matematica formulati a parole, pur avendo abilità di calcolo normali.
Il Manuale MSD riassume così il quadro: i bambini dislessici parlano tardi e possono avere problemi di articolazione o difficoltà a fondere i suoni o a individuarli all’interno delle parole.
Sintomi a scuola: suoni, lettere e parole
Spesso, secondo il Manuale MSD, i bambini dislessici hanno difficoltà a:
- fondere i suoni,
- identificare la posizione dei suoni all’interno delle parole,
- suddividere le parole in suoni,
- contare quanti suoni ci sono in una parola.
Ritardi o esitazioni nella scelta delle parole, sostituzioni di parole e l’uso di denominazioni per riferirsi a lettere o immagini sono tra i primi indicatori. Spesso ci sono anche problemi di memoria a breve termine nel ricordare e nel produrre i suoni nel giusto ordine.
Molti bambini con dislessia confondono lettere e parole con altre simili. Sono comuni, nella scrittura, inversioni come «on» al posto di «no» e scambi di lettere come «b» al posto di «d» o «n» al posto di «h».
Come si fa la valutazione
Secondo il Manuale MSD, i bambini che a metà o verso la fine della prima elementare non fanno progressi nell’apprendimento delle parole devono essere sottoposti a test per la dislessia e per altri problemi che possono influire sull’apprendimento. La valutazione comprende:
- una valutazione della lettura,
- valutazioni dell’eloquio, del linguaggio e dell’udito,
- una valutazione psicologica, con test di intelligenza e test delle abilità scolastiche.
Di solito i test sono condotti dal personale scolastico. Se avete dubbi sulla lettura di vostro figlio, parlatene con gli insegnanti e consultate il vostro medico.

Quali interventi aiutano
Secondo il Manuale MSD, la terapia migliore per i problemi di riconoscimento delle parole è l’educazione diretta con approcci multisensoriali: l’insegnamento della fonetica con una varietà di ausili, spesso separato e, quando possibile, come parte di un programma di lettura.
- Educazione indiretta: esercizi per migliorare la pronuncia delle parole o la comprensione della lettura.
- Riconoscimento delle parole: esercizi per fondere i suoni fino a formare le parole, dividere le parole in parti e identificare la posizione dei suoni nelle parole.
- Strategie di compensazione, con la crescita: audiolibri, screen reader (disponibili sulla maggior parte dei computer), registratori digitali e altri adattamenti tecnologici.
Altri trattamenti, come la formazione optometrica, la formazione percettiva e la formazione sull’integrazione uditiva, e le terapie farmacologiche non hanno trovato conferma e non sono raccomandati.

Cosa dice la ricerca sull’insegnamento fonico
La revisione Cochrane di McArthur e colleghi (2018) ha raccolto 14 studi con 923 partecipanti, svolti in Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti. Erano bambini e ragazzi di lingua inglese che leggevano almeno un anno, una classe o una deviazione standard al di sotto del livello atteso, senza una causa nota. L’insegnamento fonico durava fino a sette mesi, fino a quattro ore a settimana, individualmente o in piccoli gruppi, con un insegnante o al computer.
- con prove di qualità moderata, l’insegnamento fonico probabilmente ha migliorato la fluenza nella lettura di parole che seguono le regole lettera-suono e di parole inventate,
- con prove di qualità bassa, può aver migliorato l’accuratezza nella lettura e l’ortografia,
- la comprensione del testo è migliorata solo leggermente.
Secondo gli autori, l’insegnamento fonico sembra efficace per migliorare le abilità di lettura, soprattutto la fluenza, ma servono altri studi per capire quanto contino durata, intensità, dimensione del gruppo e chi lo somministra.
Dove le fonti non concordano
Le due fonti non coincidono su alcuni punti:
- Quale lingua: il Manuale MSD descrive la dislessia in generale; la revisione Cochrane ha incluso solo lettori di lingua inglese e non dice nulla su altre lingue.
- Quanti bambini: il Manuale MSD dice che non esistono stime e cita il 15% dei bambini statunitensi che riceve adattamenti; la revisione parla del 16% di bambini con lettura sotto la media e del 5% con problemi gravi. Non misurano la stessa cosa.
- Cosa migliora: il Manuale MSD indica l’educazione diretta come la terapia migliore per il riconoscimento delle parole; la revisione ha trovato prove più solide per la fluenza che per l’accuratezza, e solo un leggero miglioramento della comprensione.
Punti chiave sulla dislessia
- La dislessia è un disturbo specifico della lettura, presente dalla nascita e spesso familiare.
- Nasce dalla difficoltà del cervello a collegare suoni e lettere, non da problemi di vista.
- Prima della scuola può manifestarsi con linguaggio tardivo e difficoltà a ricordare lettere, numeri e colori.
- Se a metà o alla fine della prima elementare non ci sono progressi, va fatta una valutazione.
- L’educazione diretta con approcci multisensoriali è la terapia migliore secondo il Manuale MSD.
- Formazione optometrica, percettiva o uditiva e farmaci non sono raccomandati.
Domande frequenti sulla dislessia
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Quali sono i primi sintomi della dislessia?
Secondo il Manuale MSD, in età prescolare: parlare tardi, problemi di articolazione e difficoltà a ricordare i nomi di lettere, numeri e colori. Tra i primi indicatori ci sono anche esitazioni nella scelta delle parole e sostituzioni di parole.
Invertire le lettere significa avere la dislessia?
Non da solo. È comune nei bambini dislessici, ma secondo il Manuale MSD molti bambini senza dislessia invertono le lettere nei primi anni della scuola elementare.
La dislessia dipende dalla vista?
Nella maggior parte dei casi no: i problemi sono legati al modo in cui il cervello percepisce e interpreta i suoni. La formazione optometrica non è raccomandata.
Quando fare la valutazione?
Secondo il Manuale MSD, se il bambino non fa progressi nell’apprendimento delle parole a metà o verso la fine della prima elementare.
Esistono farmaci per la dislessia?
No. Secondo il Manuale MSD, le terapie farmacologiche non hanno trovato conferma e non sono raccomandate.
La dislessia è ereditaria?
Secondo il Manuale MSD tende ad avere carattere familiare, e le alterazioni delle connessioni cerebrali sono presenti alla nascita.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Dislessia
- McArthur G, et al. Phonics training for English-speaking poor readers. Cochrane Database Syst Rev. 2018
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

