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Dislessia negli adulti: come riconoscerla e cosa fare

Leggi lentamente, devi rileggere più volte lo stesso testo, fai fatica con i moduli e le email lunghe, e da sempre ti dicono che “non ti applichi”. Molti adulti scoprono di essere dislessici solo dopo anni, a volte quando la diagnosi arriva a un figlio. Riconoscerla permette di usare strategie e strumenti che rendono lettura, studio e lavoro molto più semplici.

Tema
Logopedia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna con le cuffie scrive su un quaderno alla scrivania accanto al computer portatile
Strumenti audio e strategie di studio aiutano chi ha la dislessia. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è la dislessia

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento della lettura. Chi ne soffre legge più lentamente e con più errori rispetto a quanto ci si aspetterebbe per età, intelligenza e istruzione. Non dipende da problemi di vista, da scarso impegno o da un’intelligenza ridotta.

La revisione di Peterson e Pennington spiega che alla base c’è soprattutto una difficoltà nell’elaborare i suoni delle parole, cosa che rende faticoso collegare lettere e suoni. È spesso presente in più membri della stessa famiglia e si associa frequentemente a difficoltà di scrittura e di calcolo.

Come si presenta negli adulti

  • Lettura lenta e faticosa, con bisogno di rileggere per capire.
  • Stanchezza dopo aver letto a lungo.
  • Difficoltà a leggere ad alta voce, soprattutto davanti ad altri.
  • Errori di ortografia frequenti, anche in parole comuni.
  • Difficoltà con moduli, istruzioni scritte e testi lunghi.
  • Difficoltà a ricordare sequenze, come numeri di telefono o date.
  • Tendenza a evitare situazioni in cui bisogna leggere o scrivere.

Perché a volte si scopre da adulti

Fino a qualche decennio fa la dislessia era poco conosciuta e molti bambini venivano considerati pigri o poco portati per lo studio. Altri, con buone capacità e molto impegno, riuscivano a compensare e le difficoltà passavano inosservate.

Da adulti la dislessia emerge spesso quando aumentano le richieste di lettura, all’università o in un nuovo lavoro, oppure quando un figlio riceve una diagnosi e il genitore si riconosce nelle stesse difficoltà.

Non solo difficoltà

Molte persone con dislessia hanno buone capacità di ragionamento, creatività, pensiero visivo e capacità di risolvere problemi. Spesso hanno sviluppato una grande capacità di adattamento proprio per compensare le difficoltà di lettura.

Riconoscere la dislessia non significa etichettarsi, ma capire perché certe attività richiedono più fatica e quali strategie possono aiutare.

L’impatto emotivo

Anni di difficoltà non riconosciute possono lasciare il segno: bassa autostima, ansia nelle situazioni di lettura o scrittura, sensazione di non essere all’altezza. Alcune persone hanno abbandonato gli studi o scelto lavori in base a ciò che evitava di leggere.

Ricevere una diagnosi, anche da adulti, spesso porta sollievo: dà un nome a difficoltà vissute a lungo e permette di guardarle in modo diverso.

Se ansia o umore basso pesano sulla vita quotidiana, è utile parlarne con un professionista: affrontarli insieme alle difficoltà di lettura rende il percorso più efficace.

Come si fa la diagnosi da adulti

La diagnosi si basa su una valutazione con prove standardizzate di lettura, scrittura e, spesso, calcolo, insieme a una valutazione cognitiva e a una raccolta della storia scolastica e familiare. La conducono professionisti esperti in disturbi dell’apprendimento, come psicologi, neuropsicologi e logopedisti.

Prima si escludono altre cause, come problemi di vista o di udito, difficoltà legate a una lingua diversa da quella madre o malattie neurologiche. Un logopedista può aiutarti a orientarti nel percorso.

Strumenti compensativi

  • Sintesi vocale: programmi che leggono ad alta voce testi ed email.
  • Riconoscimento vocale: dettare invece di scrivere.
  • Correttori ortografici e suggerimenti di scrittura.
  • Audiolibri e contenuti audio per lo studio e l’aggiornamento.
  • Mappe concettuali e schemi per organizzare le informazioni.
  • Caratteri chiari, testo più grande e maggiore spaziatura.
Una donna scrive su un quaderno a una scrivania accanto alla finestra
Schemi e mappe aiutano a organizzare le informazioni. Immagine illustrativa generata con IA.

Al lavoro e all’università

In Italia la legge sui disturbi specifici dell’apprendimento prevede misure per gli studenti, anche universitari, come tempi aggiuntivi, strumenti compensativi e modalità d’esame adattate. Molte università hanno servizi dedicati.

Al lavoro può essere utile chiedere piccoli adattamenti: istruzioni anche a voce, tempi più flessibili per documenti lunghi, uso di software di lettura. Parlarne o meno resta una scelta personale.

Anche organizzarsi aiuta: dividere i testi lunghi in parti, evidenziare le informazioni chiave, chiedere riassunti o schemi delle riunioni e lasciare per i momenti di maggiore energia le letture più impegnative.

Si può migliorare la lettura da adulti?

La dislessia non scompare, ma la lettura può migliorare con un allenamento mirato, soprattutto sulla fluenza e sulla comprensione. Negli adulti, però, il beneficio maggiore viene spesso dall’uso degli strumenti compensativi e da strategie di studio e di lavoro efficaci.

Se ci sono ansia o bassa autostima legate alle difficoltà, anche un supporto psicologico può essere utile.

Se hai figli, conoscere la tua dislessia può aiutarti anche a riconoscere presto eventuali difficoltà nei bambini, vista la forte componente familiare.

I punti chiave

  • La dislessia è un disturbo della lettura che persiste in età adulta.
  • Non dipende da intelligenza o impegno.
  • Molti adulti la scoprono tardi, spesso dopo anni di fatica.
  • La diagnosi si fa con prove standardizzate e una storia accurata.
  • Strumenti compensativi e strategie rendono lettura, studio e lavoro più semplici.

Domande frequenti sulla dislessia negli adulti

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

La dislessia può comparire da adulti?

No: è presente dall’infanzia, ma a volte viene riconosciuta solo da adulti.

Vale la pena fare la diagnosi da adulti?

Sì: aiuta a capire le proprie difficoltà e permette di accedere a strumenti e adattamenti.

La dislessia è ereditaria?

Ha una forte componente familiare: spesso più persone della stessa famiglia ne soffrono.

Esistono test online?

Possono orientare, ma la diagnosi richiede una valutazione con prove standardizzate.

La dislessia si associa ad altri disturbi?

Spesso a difficoltà di scrittura e calcolo, e talvolta ad ADHD.

Si può guarire dalla dislessia?

Non scompare, ma si può compensare molto bene con strategie e strumenti.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Dislessia
  2. Peterson RL, Pennington BF. Developmental dyslexia. Lancet. 2012

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.