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Gola e deglutizione MediBilbao Salud

Disfagia: cosa mangiare e come preparare i pasti

Quando deglutire diventa difficile, ogni pasto può trasformarsi in una fonte di ansia, per chi mangia e per chi cucina. Adattare la consistenza di cibi e liquidi permette di mangiare in modo più sicuro e di continuare a nutrirsi bene. Le indicazioni precise, però, vanno sempre decise dopo una valutazione della deglutizione.

Tema
Logopedia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna parla con una professionista sanitaria che prende appunti seduta al tavolo
La dieta per la disfagia si decide dopo una valutazione. Immagine illustrativa generata con IA.

Perché la consistenza conta

Nella disfagia il cibo e i liquidi non passano bene dalla bocca allo stomaco. Il rischio principale è che una parte vada nelle vie aeree, con tosse, soffocamento o, nel tempo, polmonite da aspirazione; l’altro rischio è mangiare troppo poco e perdere peso.

Cambiare la consistenza rende il boccone più facile da controllare. Una revisione sistematica pubblicata su Dysphagia ha trovato che i liquidi più densi riducono il rischio di penetrazione nelle vie aeree, ma aumentano i residui in gola dopo la deglutizione: non esiste quindi una consistenza «migliore» per tutti. Per un quadro generale leggi la guida sulla disfagia.

Per questo motivo la stessa persona può avere indicazioni diverse per i liquidi e per i solidi, e le indicazioni possono cambiare nel tempo, con la riabilitazione o con l’evoluzione della malattia.

Le consistenze secondo IDDSI

Per evitare che parole come «morbido» o «cremoso» significhino cose diverse a casa, in ospedale e in RSA, è stato creato il quadro internazionale IDDSI. Descrive livelli numerati da 0 a 7:

  • Livelli 0–4 per i liquidi: da liquido normale (0) a leggermente, moderatamente ed estremamente denso.
  • Livelli 3–7 per i cibi: liquidizzato, frullato, tritato e umido, morbido e a piccoli pezzi, normale.
  • I livelli 3 e 4 sono comuni a liquidi e cibi.

Il logopedista indica il livello adatto dopo la valutazione, e il sistema include semplici test da fare a casa, come quello della forchetta o della siringa, per verificare la consistenza.

Alimenti spesso adatti

  • Creme e vellutate di verdure, legumi o cereali, senza pezzi.
  • Purè di patate e di verdure ben umidi.
  • Carne e pesce teneri, frullati o tritati con sugo o brodo.
  • Uova strapazzate morbide, frittate tenere.
  • Yogurt, budini, creme, ricotta.
  • Frutta cotta, frullata o in purea, banana matura schiacciata.
  • Pane ammollato o pancotto, se indicato dal logopedista.
Riso bianco, carote cotte, pesce bianco e una banana su un tavolo di legno
Cibi morbidi come base, da adattare alla consistenza indicata. Immagine illustrativa generata con IA.

Alimenti spesso difficili

  • Cibi a doppia consistenza, come minestrine con pastina o latte e cereali.
  • Cibi secchi e friabili: cracker, grissini, biscotti secchi, fette biscottate.
  • Cibi filanti o appiccicosi: formaggi filanti, mollica di pane fresca.
  • Cibi duri o fibrosi: carne asciutta, frutta secca, verdure crude.
  • Bucce, semi e pellicine: legumi interi, uva, pomodori con la buccia.
  • Riso in chicchi e pastina, che si disperdono in bocca.

Bere in sicurezza

I liquidi sottili, come l’acqua, sono spesso i più difficili da controllare perché scendono velocemente. Se il logopedista lo indica, si possono addensare con addensanti in polvere o in gel, seguendo la dose per ottenere il livello IDDSI prescritto.

Bere poco per paura di tossire espone alla disidratazione: è importante trovare con il professionista una consistenza sicura e distribuire i liquidi nella giornata, anche con alimenti ricchi d’acqua come gelatine, frutta frullata o yogurt.

Anche alcuni cibi diventano liquidi in bocca, come il gelato o le gelatine che si sciolgono: se i liquidi sottili non sono sicuri, vanno valutati anche questi.

Una mela intera e a spicchi accanto a un bicchiere di frullato di frutti rossi
La frutta frullata aiuta anche l’idratazione. Immagine illustrativa generata con IA.

Un esempio di giornata con cibi frullati e morbidi

  • Colazione: yogurt cremoso con frutta frullata e un po’ di fiocchi d’avena ammollati e frullati.
  • Pranzo: vellutata di legumi; pesce morbido frullato con olio e purè di patate.
  • Merenda: budino o ricotta con miele.
  • Cena: crema di verdure con parmigiano; frittata morbida; mela cotta schiacciata.
  • È solo un esempio: livello di consistenza, quantità e alimenti vanno adattati alla valutazione e al fabbisogno.

Consigli durante il pasto

  • Mangiare seduti ben dritti e restare seduti almeno mezz’ora dopo.
  • Bocconi piccoli e masticazione accurata, come suggerisce il Manuale MSD.
  • Mangiare con calma, senza distrazioni come la televisione.
  • Non parlare con il cibo in bocca.
  • Controllare che la bocca sia vuota prima del boccone successivo.
  • Curare l’igiene della bocca dopo i pasti.

Mangiare abbastanza

Le diete a consistenza modificata rischiano di essere poco appetitose e meno nutrienti, perché i cibi frullati si diluiscono con acqua o brodo. Arricchire le preparazioni con olio extravergine, formaggio grattugiato, latte o uova aumenta le calorie e le proteine senza aumentare il volume.

Presentare i cibi frullati separati e con colori diversi, invece di un unico piatto mescolato, rende il pasto più gradevole. Se il peso cala, serve il supporto di una dietista o di un nutrizionista.

Pasti più piccoli e frequenti possono essere più facili da gestire, soprattutto se mangiare stanca. Anche i farmaci meritano attenzione: le compresse non vanno tritate senza aver chiesto al medico o al farmacista se è possibile.

Chi decide la dieta

Il Manuale MSD indica che con tosse o soffocamento mangiando la valutazione deve essere più urgente. Il logopedista esamina la deglutizione, a volte insieme al medico con esami strumentali, e indica la consistenza di cibi e liquidi, le posture e gli esercizi più adatti.

Le indicazioni cambiano nel tempo: con la riabilitazione molte persone tornano a consistenze meno modificate. Per questo è importante rivedere periodicamente la dieta. Nel nostro centro trovi informazioni sul servizio di logopedia.

I punti chiave

  • Adattare la consistenza rende la deglutizione più sicura.
  • Il quadro IDDSI descrive livelli standard per liquidi e cibi.
  • Cibi a doppia consistenza, secchi o filanti sono spesso i più difficili.
  • Non esiste una consistenza valida per tutti: decide la valutazione.
  • Arricchire i piatti aiuta a evitare la perdita di peso.

Domande frequenti su cosa mangiare con la disfagia

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Posso bere acqua con la disfagia?

Dipende dalla valutazione: alcune persone devono addensarla, altre no.

Il gelato va bene?

Si scioglie in bocca e diventa liquido, quindi va valutato come un liquido.

Che cosa sono gli addensanti?

Polveri o gel che rendono più densi i liquidi secondo il livello indicato.

Posso mangiare il pane?

Il pane fresco è spesso difficile; a volte si usa ammollato, se il logopedista lo consente.

La dieta frullata è per sempre?

Non sempre: con la riabilitazione la consistenza può cambiare.

Come capire se un cibo è sicuro?

Il logopedista spiega i test IDDSI da fare a casa e i segnali da osservare.

Fonti

  1. Cichero JA, et al. Development of international terminology and definitions for texture-modified foods and thickened fluids used in dysphagia management: the IDDSI framework. Dysphagia. 2017
  2. Steele CM, et al. The influence of food texture and liquid consistency modification on swallowing physiology and function: a systematic review. Dysphagia. 2015
  3. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Difficoltà di deglutizione

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.