Cos’è la demenza frontotemporale
Con il termine demenza si indica un insieme di malattie che portano a una perdita progressiva delle capacità mentali. La demenza frontotemporale, spiega ISSalute, colpisce soprattutto i lobi frontali e temporali del cervello, importanti per linguaggio, comportamento, organizzazione e pianificazione.
Il Manuale MSD precisa che si tratta di un gruppo di demenze, che rappresenta circa 1 caso di demenza su 10; colpisce in modo simile uomini e donne. La malattia di Pick è uno dei suoi tipi.
Chi colpisce
- a differenza di altre demenze, che colpiscono soprattutto dopo i 65 anni, tende a manifestarsi in persone più giovani,
- secondo ISSalute la maggior parte delle diagnosi riguarda persone tra i 45 e i 65 anni,
- può comparire anche prima o dopo,
- come altre demenze, tende a peggiorare nel tempo, con una velocità difficile da prevedere.
Cambiamenti di comportamento e personalità
Sono spesso i disturbi più evidenti. ISSalute descrive:
- apatia e mancanza di iniziativa,
- comportamenti impulsivi o socialmente inappropriati,
- egoismo o incapacità di interessarsi ai sentimenti degli altri,
- trascuratezza dell’igiene personale,
- comportamenti ripetitivi in modo ossessivo,
- eccessi nel mangiare.
Il Manuale MSD aggiunge disinibizione, linguaggio volgare e la tendenza a ripetere sempre la stessa azione o ad andare ogni giorno nello stesso posto. ISSalute ricorda che spesso la persona malata non si accorge dei propri cambiamenti.
I problemi di linguaggio
Il linguaggio cambia progressivamente. Secondo ISSalute la persona può:
- parlare lentamente e faticare a pronunciare le parole,
- mettere le parole nell’ordine sbagliato o usare una parola per un’altra,
- avere difficoltà a capire frasi ascoltate o lette.
Il Manuale MSD riporta che la maggior parte delle persone ha difficoltà a trovare le parole e a usare e capire il linguaggio (afasia); per alcune i problemi di linguaggio restano gli unici sintomi per 10 anni o più. Altre hanno difficoltà a nominare gli oggetti o a riconoscere i volti.
Memoria, pensiero e movimento
- distrarsi facilmente e avere difficoltà a pianificare e organizzare,
- problemi di memoria, che tendono a comparire più tardi che nella malattia di Alzheimer,
- più avanti, rigidità e lentezza nei movimenti, debolezza muscolare,
- difficoltà a deglutire e perdita di controllo di vescica o intestino.
Il Manuale MSD aggiunge che, quando sono colpiti i muscoli di testa e collo, deglutire, masticare e parlare diventano difficili e il cibo può finire nelle vie respiratorie, con il rischio di polmonite.
Le cause
Secondo ISSalute la malattia è causata da un accumulo di proteine difettose nelle cellule del cervello, che le danneggia e ne impedisce il funzionamento. Non si sa ancora perché le proteine si accumulino, ma spesso si trova un legame con alterazioni dei geni.
- circa una persona su tre con demenza frontotemporale ha altri casi di demenza in famiglia, secondo ISSalute,
- il Manuale MSD indica che circa la metà dei casi è ereditaria,
- i lobi frontali e temporali si riducono e le cellule nervose si perdono.
Come si fa la diagnosi
Non esiste un singolo test. ISSalute descrive un insieme di esami:
- valutazione dei sintomi insieme a un familiare o conoscente, perché la persona spesso non si accorge dei cambiamenti,
- valutazione delle abilità mentali con semplici attività e domande,
- risonanza magnetica, TAC o PET, per individuare le parti del cervello danneggiate,
- puntura lombare, utile a distinguerla da altre demenze,
- esami del sangue, per escludere altre malattie con disturbi simili.
Terapie e terapia del linguaggio
Oggi non ci sono cure, ma ISSalute indica trattamenti che aiutano a controllare i disturbi anche per lunghi periodi:
- farmaci, utili per alcuni problemi di comportamento,
- fisioterapia e terapia occupazionale, per i problemi di movimento e le attività quotidiane,
- terapia del linguaggio, per attenuare gli effetti della malattia sulla comunicazione,
- gruppi di supporto, per aiutare malati e familiari ad affrontare i disturbi.
Nel nostro studio di logopedia a Bilbao lavoriamo sulla comunicazione e sulla deglutizione con le persone con disturbi neurologici, in coordinamento con il neurologo e coinvolgendo la famiglia (le visite sono in spagnolo).
Con il progredire della malattia di solito serve un aiuto in casa o una struttura di cura. ISSalute indica una sopravvivenza media di circa 8 anni dall’inizio dei disturbi, molto variabile. Consultate il vostro medico.
Dove le fonti non concordano
Sull’ereditarietà. ISSalute riporta che circa una persona su tre ha altri casi di demenza in famiglia; il Manuale MSD indica che circa la metà dei casi è ereditaria.
Sull’età. ISSalute indica che la maggior parte delle diagnosi avviene tra i 45 e i 65 anni; il Manuale MSD scrive più in generale che si sviluppa di solito prima dei 65 anni.
Punti chiave sulla demenza frontotemporale
- Colpisce i lobi frontali e temporali del cervello.
- Altera soprattutto comportamento, personalità e linguaggio; la memoria è colpita più tardi.
- Compare spesso tra i 45 e i 65 anni, prima di altre demenze.
- È causata da un accumulo di proteine difettose ed è spesso legata a fattori genetici.
- La diagnosi si basa su sintomi riferiti anche dai familiari, test delle abilità mentali ed esami del cervello.
- Non ci sono cure, ma farmaci, fisioterapia, terapia del linguaggio e supporto aiutano a gestire i disturbi.
Domande frequenti sulla demenza frontotemporale
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cos’è la demenza frontotemporale?
Una demenza che colpisce i lobi frontali e temporali del cervello e altera soprattutto comportamento, personalità e linguaggio.
Quali sono i primi sintomi della demenza frontotemporale?
Spesso apatia, comportamenti impulsivi o inappropriati, trascuratezza dell’igiene e cambiamenti nel modo di parlare.
Che differenza c’è tra demenza frontotemporale e Alzheimer?
Nella frontotemporale sono colpiti prima comportamento e linguaggio e la memoria più tardi; compare di solito più giovani.
La demenza frontotemporale è ereditaria?
Spesso sì: secondo ISSalute una persona su tre ha altri casi in famiglia, secondo il Manuale MSD circa la metà dei casi è ereditaria.
Come si cura la demenza frontotemporale?
Non ci sono cure, ma farmaci, fisioterapia, terapia occupazionale, terapia del linguaggio e gruppi di supporto aiutano a controllare i disturbi.
Quanto si vive con la demenza frontotemporale?
Secondo ISSalute in media circa 8 anni dall’inizio dei disturbi, ma con grande variabilità e casi molto più lunghi.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Demenza fronto-temporale
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Demenza frontotemporale
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.
