Che cos’è la coxartrosi
La coxartrosi è l’artrosi dell’anca, cioè dell’articolazione tra la testa del femore e il bacino. Con il tempo la cartilagine che riveste le superfici si assottiglia, l’osso sottostante reagisce formando osteofiti e la capsula articolare diventa più rigida. Il risultato è un’articolazione che si muove meno e che può fare male.
È più frequente dopo i 50 anni, ma non è solo questione di età: contano anche fattori genetici, la forma dell’anca, vecchi traumi, il sovrappeso e, in alcuni casi, lavori molto pesanti. L’artrosi non peggiora sempre in modo regolare: molte persone alternano periodi buoni e periodi più difficili.
Sintomi tipici
- Dolore all’inguine, a volte alla natica, alla coscia o fino al ginocchio.
- Rigidità al mattino o dopo essere stati seduti, che di solito dura meno di mezz’ora.
- Dolore camminando, salendo le scale o alzandosi dalla sedia.
- Difficoltà a ruotare l’anca: mettere i calzini, allacciare le scarpe, entrare in macchina.
- Zoppia nelle fasi più avanzate.
Il dolore al lato dell’anca, sul fianco, è spesso dovuto a tendini o borse e non all’artrosi. Per orientarti tra le diverse cause leggi la guida sui dolori all’anca.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi parte dai sintomi e dalla visita. Un dolore all’anca legato all’attività in una persona sopra i 45 anni, con rigidità mattutina breve e riduzione della rotazione interna, è già molto indicativo. La radiografia del bacino mostra il restringimento dello spazio articolare e gli osteofiti.
Il quadro radiografico non corrisponde sempre all’intensità del dolore: alcune persone con radiografie “brutte” stanno bene, altre con alterazioni lievi hanno molti sintomi. Per questo le decisioni si basano soprattutto su dolore e funzione, non solo sull’immagine.
L’esercizio, il trattamento di base
Le linee guida OARSI considerano l’esercizio strutturato uno dei pilastri del trattamento. La revisione Cochrane di Fransen e colleghi ha mostrato che programmi di esercizio riducono il dolore e migliorano la funzione nell’artrosi dell’anca, con benefici che si mantengono per alcuni mesi dopo la fine del programma.
Gli esercizi più utili combinano rinforzo dei muscoli dell’anca e della coscia, mobilità ed esercizio aerobico. Un fisioterapista può costruire un programma su misura e insegnarti a dosare il carico in base al dolore.

Esempi di esercizi
- Estensione del ginocchio da seduto, per rinforzare il quadricipite.
- Ponte gluteo, sdraiati con le ginocchia piegate.
- Abduzione dell’anca sdraiati sul fianco o in piedi con un appoggio.
- Alzarsi e sedersi dalla sedia lentamente, senza usare le mani se possibile.
- Mobilità dolce dell’anca, in tutte le direzioni consentite.
- Camminata, cyclette o acqua come attività aerobica, alcune volte a settimana.
Un fastidio lieve durante l’esercizio, che si calma entro il giorno dopo, è accettabile. Se il dolore aumenta e dura, riduci intensità o ripetizioni.

Peso e vita quotidiana
Il sovrappeso aumenta il carico sull’anca e lo stato infiammatorio generale. Se c’è sovrappeso, una perdita di peso graduale, insieme all’esercizio, può ridurre il dolore e migliorare la funzione.
Nella vita di tutti i giorni aiutano scarpe comode e ammortizzate, sedie non troppo basse, un rialzo per il water se serve e la pianificazione delle attività più faticose. Un bastone portato nella mano opposta all’anca dolente può ridurre il carico durante la camminata nei periodi difficili.
Farmaci e infiltrazioni
I farmaci servono a gestire il dolore e permettere di muoversi. Gli antinfiammatori per bocca possono essere utili per periodi limitati, ma vanno valutati con il medico per i possibili effetti su stomaco, reni e cuore. Le creme antinfiammatorie, utili nel ginocchio, sono meno efficaci nell’anca, che è un’articolazione profonda.
Le infiltrazioni di cortisone, eseguite sotto guida ecografica, possono dare sollievo per alcune settimane nelle fasi di dolore intenso. Il paracetamolo, secondo le revisioni più recenti, ha un effetto piccolo sul dolore dell’artrosi; integratori e altre terapie con prove deboli non sono raccomandati dalle linee guida OARSI.
Quando si valuta la protesi
La protesi d’anca è uno degli interventi più efficaci della chirurgia ortopedica. Si valuta quando dolore e limitazioni restano importanti nonostante un trattamento conservativo ben fatto, e quando incidono sul sonno, sull’autonomia e sulla qualità della vita.
Non c’è un’età o un’immagine radiografica che da sola decida l’intervento: la scelta si fa con l’ortopedico, in base ai sintomi e alle aspettative della persona. Prepararsi con esercizi prima dell’intervento e seguire la riabilitazione dopo aiuta il recupero.
Falsi miti sulla coxartrosi
- “Muoversi consuma l’anca”: falso. L’esercizio adeguato fa bene alla cartilagine e ai muscoli.
- “Se fa male devo stare a riposo”: il riposo prolungato indebolisce i muscoli e peggiora la rigidità.
- “L’artrosi peggiora sempre”: in molte persone i sintomi restano stabili per anni.
- “La radiografia dice quanto dolore avrò”: l’immagine e i sintomi spesso non coincidono.
I punti chiave
- La coxartrosi è l’artrosi dell’anca e dà dolore soprattutto all’inguine.
- La diagnosi si basa su sintomi, visita e radiografia.
- L’esercizio strutturato è il trattamento di base, con prove solide.
- Peso, scarpe, ausili e farmaci aiutano a gestire il dolore.
- La protesi si valuta quando il dolore resta importante nonostante le cure.
Domande frequenti sulla coxartrosi
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Con la coxartrosi si può camminare?
Sì: camminare è utile. Dosa durata e ritmo in base al dolore e aumenta gradualmente.
La coxartrosi si può fermare?
Non si può far tornare indietro, ma esercizio e peso adeguato aiutano a controllare i sintomi.
Meglio caldo o freddo?
Spesso il caldo aiuta la rigidità; il freddo può servire nei momenti di dolore più acuto. Scegli ciò che ti dà sollievo.
Posso andare in bicicletta?
Sì, spesso è ben tollerata. Regola la sella abbastanza alta per non piegare troppo l’anca.
Dopo quanto tempo l’esercizio fa effetto?
Di solito servono 6–12 settimane di esercizio regolare per notare un miglioramento chiaro.
A che età si mette la protesi?
Non c’è un’età fissa: la decisione dipende da dolore, funzione e qualità della vita.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Coxartrosi
- Bannuru RR, et al. OARSI guidelines for the non-surgical management of knee, hip, and polyarticular osteoarthritis. Osteoarthritis Cartilage. 2019
- Fransen M, et al. Exercise for osteoarthritis of the hip. Cochrane Database Syst Rev. 2014
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

