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Calcoli salivari: sintomi e trattamento

I calcoli salivari sono piccoli sassolini che si formano dai sali della saliva e possono bloccare il dotto che porta la saliva in bocca. Il segno tipico è un gonfiore doloroso sotto la mandibola o davanti all’orecchio, che peggiora quando si mangia. Questa guida spiega cause, sintomi, diagnosi e trattamenti secondo il Manuale MSD.

Tema
Otorino
Aggiornato
Tempo di lettura
7 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna seduta al tavolo si tocca la guancia vicino alla mandibola
Il gonfiore doloroso sotto la mandibola è il segno tipico di un calcolo salivare. Immagine illustrativa generata con IA.

Cosa sono i calcoli salivari

Il Manuale MSD spiega che un calcolo si può formare dai sali contenuti nella saliva. Il nome medico è scialolitiasi o calcolosi salivare. I calcoli creano problemi quando ostruiscono il dotto che porta la saliva dalla ghiandola alla bocca.

Nella bocca ci sono tre coppie principali di ghiandole salivari:

  • le parotidi, le più grandi, subito dietro la mandibola, sotto e davanti alle orecchie,
  • le sottomandibolari, sotto la parte laterale della mandibola,
  • le sottolinguali, sotto la parte laterale della lingua.

Oltre a queste ci sono molte ghiandole più piccole distribuite in tutta la bocca. La saliva umidifica il cibo per facilitarne la deglutizione e contiene enzimi che avviano la digestione.

In quali ghiandole si formano

La versione per i professionisti del Manuale MSD riporta che i calcoli salivari sono particolarmente frequenti negli adulti e che:

  • circa l’80% si forma nelle ghiandole sottomandibolari e ostruisce il dotto di Wharton,
  • la maggior parte degli altri nasce nelle parotidi e blocca il dotto di Stenone,
  • solo circa l’1% nasce nelle ghiandole sottolinguali,
  • in circa il 25% delle persone i calcoli sono più di uno.

La maggior parte dei calcoli è composta da fosfato di calcio, con piccole quantità di magnesio e carbonato; nelle persone con gotta possono formarsi calcoli di acido urico.

Perché si formano

Secondo il Manuale MSD un calcolo si forma quando la saliva ristagna e i sali possono depositarsi. Il rischio è maggiore in chi:

  • è disidratato,
  • assume farmaci che riducono la produzione di saliva,
  • soffre di gotta,
  • è debilitato o mangia poco, secondo la versione per i professionisti.

La calcolosi delle ghiandole salivari è più comune negli adulti, e molte persone ne hanno più di uno. Anche chi ha la bocca secca per altri motivi, come alcune malattie o farmaci, produce meno saliva: la fonte ricorda che non tutti i casi di bocca secca sono dovuti a un problema delle ghiandole.

Sintomi: gonfiore e dolore durante i pasti

Il sintomo tipico di un dotto salivare ostruito, secondo il Manuale MSD, è il gonfiore con dolore sopra la ghiandola interessata:

  • dolore e gonfiore peggiorano dopo i pasti, in particolare con cibi che stimolano la saliva, come sottaceti o succo di limone, perché la saliva non riesce a uscire e la ghiandola si gonfia,
  • il gonfiore può ridursi nel giro di qualche ora,
  • a volte il dotto rilascia all’improvviso un fiotto di saliva,
  • se il calcolo è vicino allo sbocco del dotto, può essere visibile o percepibile al tatto.

Alcuni calcoli danno sintomi solo a intermittenza e altri non ne danno affatto. Un dolore alla mandibola può avere anche altre cause: c’è una guida sul dolore alla mandibola.

Quando la ghiandola si infetta

Un dotto ostruito e una ghiandola piena di saliva ferma possono andare incontro a un’infezione batterica, chiamata scialoadenite. La versione per i professionisti del Manuale MSD precisa che i calcoli persistenti o che si ripresentano predispongono all’infezione. I segni, secondo la versione per i pazienti, sono:

  • febbre e brividi,
  • dolore e gonfiore sul lato del viso dove si trova la ghiandola,
  • pelle sopra la ghiandola rossa e gonfia,
  • a volte una raccolta di pus (ascesso) e un po’ di pus che esce dal dotto in bocca.

Le infezioni si curano con antibiotici, massaggio della ghiandola e impacchi caldi; un ascesso va inciso e drenato. È importante restare ben idratati e curare l’igiene della bocca.

Come si fa la diagnosi

Secondo il Manuale MSD il gonfiore da ostruzione si riconosce dal legame tra il cibo, che stimola la saliva, e la comparsa del dolore. Il medico o il dentista può:

  • far assaggiare qualcosa che stimola la saliva, come succo di limone o caramelle dure: se i sintomi ricompaiono, la presenza di un calcolo è molto probabile,
  • premere delicatamente sulla ghiandola per osservare il flusso della saliva,
  • prescrivere un’ecografia o una TC se la diagnosi non è chiara,
  • usare endoscopi molto piccoli inseriti nei dotti per trovare altre cause di ostruzione.

La versione per i professionisti spiega che le radiografie normali non sono sempre affidabili, perché molti calcoli della parotide non si vedono ai raggi X, e che l’ecografia è sempre più usata. Nel nostro studio di otorinolaringoiatria a Bilbao valutiamo il gonfiore delle ghiandole salivari e indichiamo gli esami adatti (le visite sono in spagnolo).

Una dottoressa mostra un modello anatomico della mandibola a una paziente
La diagnosi è spesso clinica; se serve si usano ecografia o TC. Immagine illustrativa generata con IA.

Cosa aiuta a far uscire il calcolo

Per i calcoli delle ghiandole salivari il Manuale MSD indica alcune misure semplici:

  • prendere antidolorifici,
  • bere molto,
  • massaggiare la ghiandola,
  • applicare impacchi caldi,
  • stimolare il flusso di saliva con succo o spicchi di limone, caramelle aspre o una combinazione di questi.

Secondo la versione per i professionisti molti calcoli escono spontaneamente o grazie a questa stimolazione; la fonte indica di succhiare limone o caramelle aspre ogni 2-3 ore. Il medico può valutare anche antibiotici dati presto per prevenire un’infezione. Consultate il vostro medico.

Rimozione del calcolo: endoscopia e chirurgia

Se il calcolo non esce da solo, il Manuale MSD descrive diversi passi:

  • un dentista o un medico può spingerlo fuori premendo su entrambi i lati del dotto, quando il calcolo è vicino allo sbocco,
  • si può dilatare il dotto con una piccola sonda o usare uno strumento sottile simile a un filo metallico per estrarlo,
  • i calcoli fino a 5 mm possono essere rimossi con un endoscopio inserito nel dotto,
  • l’ultima risorsa è la chirurgia: i calcoli vicini allo sbocco si tolgono dall’interno della bocca, mentre quelli in profondità nella ghiandola spesso richiedono l’asportazione dell’intera ghiandola.

La scelta dipende dalla posizione e dalle dimensioni del calcolo e viene discussa con lo specialista.

Dove le fonti non concordano

Sugli antibiotici. La versione per i pazienti del Manuale MSD li indica per le infezioni della ghiandola; la versione per i professionisti aggiunge che possono essere usati presto per prevenire un’infezione in chi ha un calcolo.

Sugli esami. La versione per i pazienti cita biopsia, endoscopia ed esami per immagini per le diverse malattie delle ghiandole salivari; per i calcoli, la versione per i professionisti ritiene in genere sufficiente la valutazione clinica, con TC o ecografia quando la diagnosi è dubbia, e segnala che il ruolo della risonanza magnetica è ancora in evoluzione.

Su chi li rimuove. La versione per i pazienti cita il dentista per la spremitura del calcolo; la versione per i professionisti descrive la stessa manovra, la sonda, l’endoscopia e la chirurgia senza indicare un professionista specifico.

Punti chiave sui calcoli salivari

  • I calcoli salivari si formano dai sali della saliva e possono bloccare il dotto della ghiandola.
  • Circa l’80% nasce nelle ghiandole sottomandibolari, sotto la mandibola.
  • Disidratazione, farmaci che riducono la saliva e gotta ne favoriscono la formazione.
  • Il segno tipico è un gonfiore doloroso che peggiora durante i pasti.
  • Bere molto, massaggio, calore e limone o caramelle aspre aiutano molti calcoli a uscire.
  • Se non escono si rimuovono con manovre, endoscopio o chirurgia; febbre e pelle arrossata indicano infezione.

Domande frequenti sui calcoli salivari

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Cosa sono i calcoli salivari?

Sono piccoli sassolini formati dai sali della saliva che possono ostruire il dotto che porta la saliva dalla ghiandola alla bocca.

Quali sono i sintomi dei calcoli salivari?

Gonfiore e dolore sopra la ghiandola, sotto la mandibola o davanti all’orecchio, che peggiorano mangiando e possono ridursi in qualche ora.

Perché si formano i calcoli salivari?

Si formano quando la saliva ristagna: secondo il Manuale MSD sono più probabili con disidratazione, farmaci che riducono la saliva e gotta.

Un calcolo salivare può uscire da solo?

Sì, spesso. Bere molto, massaggiare la ghiandola, impacchi caldi e limone o caramelle aspre per stimolare la saliva aiutano a espellerlo.

Come si toglie un calcolo salivare?

Se non esce, il medico può spingerlo fuori, estrarlo con una sonda o un endoscopio; l’ultima risorsa è la chirurgia.

Quando preoccuparsi?

Con febbre, brividi, pelle rossa e gonfia sopra la ghiandola o pus in bocca, segni di infezione: serve una visita medica.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Patologie delle ghiandole salivari
  2. Manuale MSD (versione per i professionisti) · Calcolosi salivare (scialolitiasi)

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.