Cosa sono i calcoli salivari
Il Manuale MSD spiega che un calcolo si può formare dai sali contenuti nella saliva. Il nome medico è scialolitiasi o calcolosi salivare. I calcoli creano problemi quando ostruiscono il dotto che porta la saliva dalla ghiandola alla bocca.
Nella bocca ci sono tre coppie principali di ghiandole salivari:
- le parotidi, le più grandi, subito dietro la mandibola, sotto e davanti alle orecchie,
- le sottomandibolari, sotto la parte laterale della mandibola,
- le sottolinguali, sotto la parte laterale della lingua.
Oltre a queste ci sono molte ghiandole più piccole distribuite in tutta la bocca. La saliva umidifica il cibo per facilitarne la deglutizione e contiene enzimi che avviano la digestione.
In quali ghiandole si formano
La versione per i professionisti del Manuale MSD riporta che i calcoli salivari sono particolarmente frequenti negli adulti e che:
- circa l’80% si forma nelle ghiandole sottomandibolari e ostruisce il dotto di Wharton,
- la maggior parte degli altri nasce nelle parotidi e blocca il dotto di Stenone,
- solo circa l’1% nasce nelle ghiandole sottolinguali,
- in circa il 25% delle persone i calcoli sono più di uno.
La maggior parte dei calcoli è composta da fosfato di calcio, con piccole quantità di magnesio e carbonato; nelle persone con gotta possono formarsi calcoli di acido urico.
Perché si formano
Secondo il Manuale MSD un calcolo si forma quando la saliva ristagna e i sali possono depositarsi. Il rischio è maggiore in chi:
- è disidratato,
- assume farmaci che riducono la produzione di saliva,
- soffre di gotta,
- è debilitato o mangia poco, secondo la versione per i professionisti.
La calcolosi delle ghiandole salivari è più comune negli adulti, e molte persone ne hanno più di uno. Anche chi ha la bocca secca per altri motivi, come alcune malattie o farmaci, produce meno saliva: la fonte ricorda che non tutti i casi di bocca secca sono dovuti a un problema delle ghiandole.
Sintomi: gonfiore e dolore durante i pasti
Il sintomo tipico di un dotto salivare ostruito, secondo il Manuale MSD, è il gonfiore con dolore sopra la ghiandola interessata:
- dolore e gonfiore peggiorano dopo i pasti, in particolare con cibi che stimolano la saliva, come sottaceti o succo di limone, perché la saliva non riesce a uscire e la ghiandola si gonfia,
- il gonfiore può ridursi nel giro di qualche ora,
- a volte il dotto rilascia all’improvviso un fiotto di saliva,
- se il calcolo è vicino allo sbocco del dotto, può essere visibile o percepibile al tatto.
Alcuni calcoli danno sintomi solo a intermittenza e altri non ne danno affatto. Un dolore alla mandibola può avere anche altre cause: c’è una guida sul dolore alla mandibola.
Quando la ghiandola si infetta
Un dotto ostruito e una ghiandola piena di saliva ferma possono andare incontro a un’infezione batterica, chiamata scialoadenite. La versione per i professionisti del Manuale MSD precisa che i calcoli persistenti o che si ripresentano predispongono all’infezione. I segni, secondo la versione per i pazienti, sono:
- febbre e brividi,
- dolore e gonfiore sul lato del viso dove si trova la ghiandola,
- pelle sopra la ghiandola rossa e gonfia,
- a volte una raccolta di pus (ascesso) e un po’ di pus che esce dal dotto in bocca.
Le infezioni si curano con antibiotici, massaggio della ghiandola e impacchi caldi; un ascesso va inciso e drenato. È importante restare ben idratati e curare l’igiene della bocca.
Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD il gonfiore da ostruzione si riconosce dal legame tra il cibo, che stimola la saliva, e la comparsa del dolore. Il medico o il dentista può:
- far assaggiare qualcosa che stimola la saliva, come succo di limone o caramelle dure: se i sintomi ricompaiono, la presenza di un calcolo è molto probabile,
- premere delicatamente sulla ghiandola per osservare il flusso della saliva,
- prescrivere un’ecografia o una TC se la diagnosi non è chiara,
- usare endoscopi molto piccoli inseriti nei dotti per trovare altre cause di ostruzione.
La versione per i professionisti spiega che le radiografie normali non sono sempre affidabili, perché molti calcoli della parotide non si vedono ai raggi X, e che l’ecografia è sempre più usata. Nel nostro studio di otorinolaringoiatria a Bilbao valutiamo il gonfiore delle ghiandole salivari e indichiamo gli esami adatti (le visite sono in spagnolo).

Cosa aiuta a far uscire il calcolo
Per i calcoli delle ghiandole salivari il Manuale MSD indica alcune misure semplici:
- prendere antidolorifici,
- bere molto,
- massaggiare la ghiandola,
- applicare impacchi caldi,
- stimolare il flusso di saliva con succo o spicchi di limone, caramelle aspre o una combinazione di questi.
Secondo la versione per i professionisti molti calcoli escono spontaneamente o grazie a questa stimolazione; la fonte indica di succhiare limone o caramelle aspre ogni 2-3 ore. Il medico può valutare anche antibiotici dati presto per prevenire un’infezione. Consultate il vostro medico.
Rimozione del calcolo: endoscopia e chirurgia
Se il calcolo non esce da solo, il Manuale MSD descrive diversi passi:
- un dentista o un medico può spingerlo fuori premendo su entrambi i lati del dotto, quando il calcolo è vicino allo sbocco,
- si può dilatare il dotto con una piccola sonda o usare uno strumento sottile simile a un filo metallico per estrarlo,
- i calcoli fino a 5 mm possono essere rimossi con un endoscopio inserito nel dotto,
- l’ultima risorsa è la chirurgia: i calcoli vicini allo sbocco si tolgono dall’interno della bocca, mentre quelli in profondità nella ghiandola spesso richiedono l’asportazione dell’intera ghiandola.
La scelta dipende dalla posizione e dalle dimensioni del calcolo e viene discussa con lo specialista.
Dove le fonti non concordano
Sugli antibiotici. La versione per i pazienti del Manuale MSD li indica per le infezioni della ghiandola; la versione per i professionisti aggiunge che possono essere usati presto per prevenire un’infezione in chi ha un calcolo.
Sugli esami. La versione per i pazienti cita biopsia, endoscopia ed esami per immagini per le diverse malattie delle ghiandole salivari; per i calcoli, la versione per i professionisti ritiene in genere sufficiente la valutazione clinica, con TC o ecografia quando la diagnosi è dubbia, e segnala che il ruolo della risonanza magnetica è ancora in evoluzione.
Su chi li rimuove. La versione per i pazienti cita il dentista per la spremitura del calcolo; la versione per i professionisti descrive la stessa manovra, la sonda, l’endoscopia e la chirurgia senza indicare un professionista specifico.
Punti chiave sui calcoli salivari
- I calcoli salivari si formano dai sali della saliva e possono bloccare il dotto della ghiandola.
- Circa l’80% nasce nelle ghiandole sottomandibolari, sotto la mandibola.
- Disidratazione, farmaci che riducono la saliva e gotta ne favoriscono la formazione.
- Il segno tipico è un gonfiore doloroso che peggiora durante i pasti.
- Bere molto, massaggio, calore e limone o caramelle aspre aiutano molti calcoli a uscire.
- Se non escono si rimuovono con manovre, endoscopio o chirurgia; febbre e pelle arrossata indicano infezione.
Domande frequenti sui calcoli salivari
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cosa sono i calcoli salivari?
Sono piccoli sassolini formati dai sali della saliva che possono ostruire il dotto che porta la saliva dalla ghiandola alla bocca.
Quali sono i sintomi dei calcoli salivari?
Gonfiore e dolore sopra la ghiandola, sotto la mandibola o davanti all’orecchio, che peggiorano mangiando e possono ridursi in qualche ora.
Perché si formano i calcoli salivari?
Si formano quando la saliva ristagna: secondo il Manuale MSD sono più probabili con disidratazione, farmaci che riducono la saliva e gotta.
Un calcolo salivare può uscire da solo?
Sì, spesso. Bere molto, massaggiare la ghiandola, impacchi caldi e limone o caramelle aspre per stimolare la saliva aiutano a espellerlo.
Come si toglie un calcolo salivare?
Se non esce, il medico può spingerlo fuori, estrarlo con una sonda o un endoscopio; l’ultima risorsa è la chirurgia.
Quando preoccuparsi?
Con febbre, brividi, pelle rossa e gonfia sopra la ghiandola o pus in bocca, segni di infezione: serve una visita medica.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Patologie delle ghiandole salivari
- Manuale MSD (versione per i professionisti) · Calcolosi salivare (scialolitiasi)
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

