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Bulimia nervosa: sintomi, cause e cura

La bulimia nervosa è un disturbo dell’alimentazione in cui si alternano abbuffate, vissute con una sensazione di perdita di controllo, e tentativi di compensare il cibo ingerito con vomito, lassativi, digiuno o esercizio eccessivo. Spesso resta nascosta per vergogna. Dalla bulimia si può guarire: questa guida spiega segnali, cause e cure secondo ISSalute e il Manuale MSD.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
6 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una psicologa ascolta una paziente durante un colloquio
Nella bulimia parlarne è il primo passo verso la cura. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è la bulimia nervosa

Il Manuale MSD definisce la bulimia nervosa come un disturbo della nutrizione e del comportamento alimentare caratterizzato da abbuffate ripetute, cioè l’ingestione rapida di grandi quantità di cibo, seguite dal tentativo di compensare il cibo ingerito.

Secondo le fonti:

  • colpisce soprattutto adolescenti e giovani adulti,
  • circa 1 donna su 200 e 1 uomo su 1.000 ne soffre a un certo punto della vita, secondo il Manuale MSD,
  • ISSalute osserva che sta diventando più comune anche nei ragazzi e negli uomini,
  • a differenza dell’anoressia nervosa, il peso tende a oscillare intorno a valori normali.

Abbuffate e comportamenti di compenso

Durante un’abbuffata si mangia molto più di quanto la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo, con una sensazione di perdita di controllo, spesso di nascosto e senza fame. Il Manuale MSD indica che lo stress emotivo spesso la innesca. Per compensare, la persona può:

  • procurarsi il vomito,
  • usare lassativi o diuretici,
  • mettersi a dieta rigida o digiunare,
  • fare esercizio fisico eccessivo.

ISSalute descrive anche i sintomi psicologici: atteggiamento ossessivo verso il cibo, preoccupazione estrema per peso e forma fisica, ansia, depressione e perdita di interesse per gli altri fino all’isolamento. Dopo l’abbuffata compaiono spesso sensi di colpa e vergogna.

Il circolo vizioso della bulimia

ISSalute spiega che la caratteristica principale della bulimia è un circolo vizioso:

  • bassa autostima e grande preoccupazione per l’aspetto spingono a fissare regole alimentari molto rigide,
  • appena una regola viene infranta scatta l’abbuffata, spesso proprio con il cibo che ci si era negati,
  • per compensare colpa e vergogna si mettono in atto i comportamenti di eliminazione,
  • le emozioni negative non si alleviano e il ciclo riprende.

Secondo ISSalute questi cicli possono essere attivati dalla fame o dallo stress, ma più spesso sono un modo per fronteggiare l’ansia.

I segnali da riconoscere

ISSalute e il Manuale MSD descrivono alcuni segnali che possono far pensare alla bulimia:

  • comportamento ossessivo verso il cibo e atteggiamento ipercritico verso il proprio corpo,
  • visite frequenti in bagno subito dopo i pasti,
  • abrasioni sulle nocche delle dita,
  • ghiandole salivari gonfie sulle guance, che fanno apparire il viso più rotondo,
  • erosione dello smalto dei denti,
  • ampie oscillazioni del peso nel tempo.

ISSalute ricorda che la maggior parte delle persone con bulimia nasconde i propri comportamenti per mesi o anni prima di cercare aiuto. Se si sospetta che una persona cara ne soffra, è importante parlarne con lei e incoraggiarla a rivolgersi al medico curante.

Due donne parlano sedute a un tavolo
Parlare con una persona cara può aiutarla a chiedere aiuto. Immagine illustrativa generata con IA.

Le cause della bulimia

Secondo ISSalute non è semplice indicare le cause: oltre alla paura di ingrassare intervengono emozioni più difficili da riconoscere. Tra i fattori descritti:

  • bassa autostima e depressione,
  • stress, anche dopo un’esperienza traumatica o un grande cambiamento di vita,
  • altri disturbi come ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post-traumatico da stress o disturbi di personalità,
  • pressioni culturali verso la magrezza e attività che richiedono un certo peso, come danza, ginnastica o alcuni sport,
  • la pubertà,
  • fattori genetici: chi ha un parente stretto con bulimia ha una probabilità circa quattro volte superiore di svilupparla.

Le conseguenze sulla salute

Se non viene curata, la bulimia può causare problemi di salute anche gravi. Le fonti indicano:

  • danni allo smalto e carie, alito cattivo e mal di gola,
  • infiammazione dell’esofago,
  • squilibri chimici, come il potassio basso, con stanchezza, debolezza, aritmie cardiache, danni ai reni, convulsioni e spasmi muscolari,
  • cicli mestruali irregolari o assenti,
  • pelle e capelli secchi e unghie fragili,
  • stitichezza persistente per l’uso eccessivo di lassativi.

Il Manuale MSD aggiunge che, raramente, abbuffate o vomito possono causare la rottura dello stomaco o la lacerazione dell’esofago, complicanze potenzialmente letali.

Come si fa la diagnosi

Il primo passo, secondo ISSalute, è riconoscere di avere un problema e rivolgersi al medico di famiglia, che può indicare un centro specializzato con una squadra di psichiatri, psicologi, nutrizionisti clinici e dietisti, medici e operatori sociali.

Il Manuale MSD indica che la diagnosi si basa su criteri psichiatrici standard:

  • abbuffate almeno una volta alla settimana per almeno 3 mesi,
  • sensazione di perdita di controllo durante e dopo l’abbuffata,
  • comportamenti di compenso come vomito, lassativi, digiuno o esercizio eccessivo,
  • immagine di sé basata soprattutto su peso e forma fisica.

Il medico può controllare anche il potassio con un esame del sangue.

Psicoterapia e farmaci

La terapia inizia di solito con una cura psicologica. Secondo le fonti:

  • la terapia cognitivo-comportamentale è la più usata: aiuta a stabilire un’alimentazione regolare e flessibile, a ridurre la preoccupazione per peso e forme e a modificare i pensieri che mantengono il disturbo, anche con un diario alimentare,
  • secondo il Manuale MSD gli incontri, individuali o di gruppo, si svolgono una o due volte a settimana per 4-5 mesi,
  • la psicoterapia interpersonale lavora sulle relazioni e sul contesto in cui il problema è nato,
  • gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, un tipo di antidepressivo, possono ridurre abbuffate e vomito, idealmente insieme alla psicoterapia.

ISSalute indica che di solito non serve il ricovero, salvo complicazioni gravi o situazioni a rischio, e che la guarigione può passare per progressi e ricadute. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la terapia cognitivo-comportamentale in coordinamento con il medico e gli altri professionisti che seguono la persona (le visite sono in spagnolo).

Una paziente parla con una medica e una psicologa
La cura coinvolge più professionisti. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Su come nasce l’abbuffata. ISSalute descrive la bulimia come un ciclo che parte dalla restrizione del cibo, a cui segue inevitabilmente l’abbuffata; il Manuale MSD mette in primo piano lo stress emotivo come innesco frequente.

Sui risultati della terapia. Il Manuale MSD indica che la terapia cognitivo-comportamentale elimina abbuffate ed eliminazione in circa il 30-50% delle persone, mentre altre abbandonano o non rispondono; ISSalute sottolinea che dalla bulimia si può guarire, soprattutto con cure precoci, anche se il percorso può essere lungo.

Sui farmaci a lungo termine. ISSalute presenta gli antidepressivi come un aiuto per controllare abbuffate e vomito; il Manuale MSD precisa che non è chiaro quanto siano efficaci a lungo termine.

Punti chiave sulla bulimia nervosa

  • La bulimia alterna abbuffate con perdita di controllo e comportamenti per compensarle.
  • Il peso tende a oscillare intorno a valori normali.
  • Bassa autostima, stress, depressione e regole alimentari rigide alimentano un circolo vizioso.
  • Vomito e lassativi possono causare squilibri chimici e aritmie.
  • La terapia cognitivo-comportamentale è la cura più usata, a volte con un antidepressivo.
  • Il primo passo è parlarne con il medico; prima si comincia, più alte sono le probabilità di guarire.

Domande frequenti sulla bulimia nervosa

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Quali sono i sintomi della bulimia?

Abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, comportamenti di compenso come vomito, lassativi, digiuno o esercizio eccessivo, e forte preoccupazione per peso e forma fisica.

Che differenza c’è tra bulimia e anoressia?

Secondo il Manuale MSD, a differenza dell’anoressia, nella bulimia il peso tende a oscillare intorno a valori normali e le persone sono più consapevoli del proprio comportamento e più inclini a parlarne.

Che differenza c’è tra bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata?

In entrambi ci sono abbuffate, ma solo nella bulimia la persona cerca di compensarle con vomito, lassativi, digiuno o esercizio.

Dalla bulimia si guarisce?

Sì. ISSalute indica che si può guarire, anche se il percorso può essere lungo e passare per ricadute; le probabilità sono maggiori se le cure iniziano presto.

Come aiutare una persona con bulimia?

ISSalute consiglia di parlarne con lei e incoraggiarla a rivolgersi al medico curante. Ci si può consigliare in modo riservato con il Numero Verde S.O.S. Disturbi Alimentari 800 180969.

Quale terapia funziona per la bulimia?

La terapia cognitivo-comportamentale è la più usata; in alternativa la psicoterapia interpersonale. Un tipo di antidepressivo può aiutare, idealmente insieme alla psicoterapia.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Bulimia nervosa
  2. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Bulimia nervosa

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.