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Anoressia nervosa: sintomi, cause e cura

L’anoressia nervosa è un disturbo mentale grave: chi ne soffre cerca di tenere il peso il più basso possibile, ha una paura intensa di ingrassare e spesso un’immagine distorta del proprio corpo. Compare di solito in adolescenza ed è più comune nelle donne. Questa guida spiega come riconoscerla, quali sono le cause, le complicanze e le cure, e come chiedere aiuto, secondo ISSalute e il Manuale MSD.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
8 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna seduta al tavolo di cucina con una tazza tra le mani e una colazione davanti
La cura punta a tornare gradualmente a un’alimentazione regolare. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è l’anoressia nervosa

ISSalute definisce l’anoressia nervosa un disturbo mentale grave: le persone che ne soffrono cercano di mantenere il proprio peso il più basso possibile con una forte restrizione del cibo, a volte inducendosi il vomito o facendo un’attività fisica intensa. Spesso alla base c’è un’intensa preoccupazione per il peso e le forme del corpo, che nasce dalla paura di essere grassi o dal desiderio di essere magri.

Secondo il Manuale MSD l’anoressia di solito inizia in adolescenza o nei giovani adulti ed è più comune nelle donne; ISSalute indica che compare in media intorno ai 16-17 anni e che sta diventando più comune anche tra gli uomini.

Il Manuale MSD distingue due tipi:

  • restrittivo: la persona riduce la quantità di cibo, senza abbuffate né comportamenti per eliminarlo,
  • con abbuffate/eliminazione: alla restrizione si aggiungono abbuffate e/o comportamenti come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi.

Il nome significa «mancanza di appetito», ma la fonte precisa che in realtà la maggior parte delle persone con anoressia ha fame.

Come riconoscere l’anoressia: i segnali

Chi soffre di anoressia di solito nega di avere un problema e nasconde le proprie abitudini. Per questo, spiega il Manuale MSD, familiari e amici possono accorgersene tardi. Tra i comportamenti indicati da ISSalute e dal Manuale MSD:

  • saltare i pasti, mangiare pochissimo o evitare del tutto i cibi grassi,
  • contare in modo ossessivo le calorie e pensare continuamente al cibo,
  • nascondere o buttare il cibo, fingere di aver mangiato o mentire su cosa e quanto si mangia,
  • alzarsi subito da tavola dopo mangiato,
  • fare attività fisica in modo compulsivo,
  • pesarsi spesso, guardarsi di continuo allo specchio o misurarsi il girovita,
  • indossare abiti larghi o a strati,
  • dire di sentirsi grassi pur essendo molto magri e basare l’autostima sulla magrezza.

Il Manuale MSD aggiunge che il primo segnale può essere un lieve aumento della preoccupazione per cibo e peso, che si intensifica man mano che si dimagrisce.

Sintomi fisici e psicologici

Mangiare troppo poco per lungo tempo, secondo ISSalute e il Manuale MSD, può causare:

  • stanchezza eccessiva, capogiri, sensazione di freddo e mani e piedi pallidi,
  • battito lento e pressione bassa,
  • gonfiore, dolori addominali e stitichezza,
  • pelle secca, perdita di capelli, unghie fragili e una peluria sottile sul corpo,
  • disturbi del sonno e mal di testa,
  • cicli mestruali irregolari o assenti,
  • nei bambini, ritardo dello sviluppo puberale e della crescita.

Il vomito autoindotto può rovinare lo smalto dei denti e ingrossare le ghiandole salivari. Sul piano psicologico, le persone con anoressia hanno spesso bassa autostima e possono allontanarsi da familiari e amici; secondo ISSalute il disturbo si associa spesso a depressione, ansia, abuso di alcol e comportamenti autolesionistici.

Le cause dell’anoressia

Le cause non sono chiare: ISSalute spiega che la maggior parte degli specialisti la considera il risultato di più fattori.

  • Psicologici: tendenza all’ansia e alla depressione, difficoltà a gestire lo stress, perfezionismo, forte controllo delle emozioni, pensieri ossessivi.
  • Ambientali: la pubertà, la pressione culturale verso la magrezza, la pressione scolastica e il bullismo sul peso, attività come danza e atletica in cui la magrezza è considerata ideale, eventi stressanti, relazioni familiari difficili, abusi fisici o sessuali.
  • Biologici e genetici: il rischio è maggiore con una storia familiare di disturbi alimentari, depressione o abuso di sostanze; il Manuale MSD riporta che la ricerca ha trovato una predisposizione genetica.

ISSalute osserva che l’anoressia spesso inizia con una dieta di cui a poco a poco si perde il controllo. Il Manuale MSD aggiunge che più della metà delle preadolescenti segue diete, ma solo una piccola parte sviluppa l’anoressia.

Complicanze dell’anoressia

Il Manuale MSD indica che le alterazioni del cuore e dei sali minerali del sangue sono tra i problemi più pericolosi: il ritmo del cuore può diventare lento o irregolare, la pressione può scendere con tendenza a svenire e il cuore può indebolirsi. Il vomito e l’uso di lassativi e diuretici possono peggiorare la situazione.

Nel lungo periodo ISSalute elenca:

  • debolezza muscolare e fragilità delle ossa (osteoporosi), con problemi di crescita nei più giovani,
  • assenza del ciclo e infertilità nelle donne, calo del desiderio sessuale e disfunzione erettile negli uomini,
  • problemi di circolazione, del cuore e gonfiore di piedi, mani e viso,
  • difficoltà di concentrazione e di memoria,
  • danni ai reni o al fegato, anemia e zuccheri bassi nel sangue.

Alcune complicanze migliorano con la cura, altre restano. ISSalute ricorda che, pur essendo un disturbo poco frequente, l’anoressia è una delle principali cause di mortalità per malattie mentali.

Chiedere aiuto: cosa fare

Le persone con anoressia spesso non chiedono aiuto, perché non riconoscono di avere un problema o perché hanno paura. Secondo ISSalute il primo passo per stare meglio è prendere coscienza di aver bisogno di aiuto.

  • chi pensa di avere l’anoressia può iniziare parlandone con una persona di fiducia e farsi accompagnare dal medico di famiglia,
  • chi teme che una persona cara ne soffra può parlarle delle proprie preoccupazioni e invitarla a chiedere aiuto, senza criticarla né forzarla, perché questo può peggiorare la situazione,
  • per informazioni e consigli in Italia c’è il Numero Verde SOS Disturbi Alimentari 800.180.969.

Il medico di famiglia può porre alcune domande sul peso e sulle abitudini alimentari e, se sospetta il disturbo, indirizzare a un centro specializzato. Anche le associazioni di familiari e utenti, ricorda ISSalute, possono essere una rete di aiuto per le famiglie.

Due amiche parlano sedute al tavolo di un bar
Si può iniziare parlandone con una persona di fiducia. Immagine illustrativa generata con IA.

Come si fa la diagnosi

Il Manuale MSD spiega che spesso la persona non crede di avere un problema e si oppone alla valutazione: di solito sono i familiari a portarla dal medico, oppure si rivolge al medico per un altro disturbo. La diagnosi si basa su criteri psichiatrici standard:

  • restrizione del cibo che porta a un peso corporeo basso,
  • paura di ingrassare,
  • immagine distorta del proprio corpo e/o negazione della gravità del problema.

Il medico valuta anche altri disturbi che possono causare perdita di peso e prescrive esami del sangue e delle urine, un elettrocardiogramma per controllare il ritmo del cuore e, se serve, un esame della densità delle ossa. Nei bambini e negli adolescenti la diagnosi è possibile anche se non hanno perso peso ma non crescono come previsto.

Come si cura l’anoressia nervosa

Secondo ISSalute la cura combina una psicoterapia con una riabilitazione nutrizionale graduale, seguita da un’équipe che può comprendere medico di famiglia, psicologi, psichiatri, nutrizionisti, dietisti e, per i più giovani, pediatri. Le terapie indicate dalle fonti sono:

  • la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a riconoscere e cambiare i pensieri infondati su cibo e corpo,
  • la psicoterapia interpersonale, che lavora sulle difficoltà nelle relazioni,
  • la terapia familiare, utile soprattutto negli adolescenti: secondo il Manuale MSD aiuta i genitori a sostenere il figlio nel recupero,
  • il ritorno graduale a un’alimentazione regolare, con tre pasti al giorno, e controlli medici regolari.

La maggior parte delle persone viene curata in ambulatorio; il ricovero serve nei casi più gravi. Secondo il Manuale MSD non esistono farmaci specifici per l’anoressia; ISSalute spiega che i farmaci possono affiancare la psicoterapia per depressione o disturbo ossessivo-compulsivo associati. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la psicoterapia insieme al medico e agli altri professionisti che seguono la persona (le visite sono in spagnolo).

Una psicologa ascolta una paziente seduta di fronte a lei a un tavolo
La psicoterapia è una parte centrale della cura. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Sulla durata della psicoterapia. ISSalute indica che, a seconda della gravità, il trattamento psicologico può durare da 6 a 12 mesi; il Manuale MSD scrive che di solito la terapia prosegue per almeno un anno dopo il recupero del peso.

Sui farmaci. ISSalute elenca due categorie di farmaci usate insieme alla psicoterapia, per depressione e ansia o per l’ansia legata al peso; il Manuale MSD precisa che non esistono farmaci specifici per l’anoressia.

Sull’esito. ISSalute riporta che circa la metà delle persone continua a presentare alcuni atteggiamenti tipici del disturbo nonostante la cura e che le ricadute sono frequenti; il Manuale MSD indica che circa la metà recupera quasi del tutto, un quarto migliora in parte e un quarto ha ricadute frequenti.

Punti chiave sull’anoressia nervosa

  • L’anoressia nervosa è un disturbo mentale grave, con paura di ingrassare e immagine distorta del corpo.
  • Inizia di solito in adolescenza ed è più comune nelle donne, ma colpisce anche gli uomini.
  • Le cause sono psicologiche, ambientali e biologiche insieme.
  • Le complicanze possono colpire cuore, ossa, ormoni e altri organi.
  • La cura combina psicoterapia, terapia familiare nei più giovani e riabilitazione nutrizionale.
  • Prima si inizia, meglio è: in Italia c’è il Numero Verde SOS Disturbi Alimentari 800.180.969.

Domande frequenti sull’anoressia nervosa

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Quali sono le cause dell’anoressia?

Non sono chiare: secondo ISSalute contribuiscono fattori psicologici, come il perfezionismo, fattori ambientali, come la pressione verso la magrezza, e fattori biologici e genetici.

Quali sono i primi segnali dell’anoressia?

Saltare i pasti, contare le calorie in modo ossessivo, evitare i cibi grassi, pesarsi spesso, fare molta attività fisica e nascondere le proprie abitudini alimentari.

Chi ha l’anoressia ha fame?

Sì: secondo il Manuale MSD la maggior parte delle persone con anoressia ha fame e molte non perdono l’appetito finché non sono molto deperite.

L’anoressia è pericolosa?

Sì. Una perdita di peso rapida o grave può causare problemi al cuore e ai sali minerali potenzialmente fatali; nel lungo periodo può colpire ossa, ormoni e altri organi.

Come si cura l’anoressia?

Con psicoterapia, come la terapia cognitivo-comportamentale, terapia familiare negli adolescenti e un ritorno graduale a un’alimentazione regolare, con un’équipe di professionisti.

Come aiutare una persona con anoressia?

Parlarle delle proprie preoccupazioni senza criticarla né forzarla e invitarla a chiedere aiuto al medico. In Italia c’è il Numero Verde SOS Disturbi Alimentari 800.180.969.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Anoressia nervosa
  2. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Anoressia nervosa

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.