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Binge eating: il disturbo da alimentazione incontrollata

Il binge eating, in italiano disturbo da alimentazione incontrollata, è caratterizzato da abbuffate ricorrenti in cui si mangiano grandi quantità di cibo con la sensazione di non riuscire a fermarsi. A differenza della bulimia, le abbuffate non sono seguite da vomito o lassativi. È curabile: questa guida spiega segnali, cause, rischi e terapie secondo ISSalute e il Manuale MSD.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
6 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo in cucina si ferma un momento davanti a un piatto
Il binge eating colpisce uomini e donne. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è il binge eating

Il Manuale MSD definisce il disturbo da alimentazione incontrollata come il consumo di quantità di cibo insolitamente elevate con una sensazione di perdita di controllo durante e dopo l’episodio, senza tentativi di compensare il cibo ingerito, per esempio con vomito o lassativi.

Secondo le fonti:

  • si manifesta a episodi, diversamente da chi mangia troppo in modo continuo,
  • ISSalute ricorda che mangiare troppo ogni tanto non significa avere il disturbo,
  • le abbuffate sono spesso programmate e avvengono in privato, per imbarazzo o vergogna,
  • a volte si alternano a periodi in cui si mangia pochissimo, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.

I segnali di un’abbuffata

ISSalute e il Manuale MSD descrivono alcuni comportamenti tipici durante le abbuffate:

  • mangiare più in fretta del normale,
  • mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni,
  • mangiare grandi quantità di cibo senza avere fame,
  • mangiare da soli o di nascosto per l’imbarazzo,
  • provare colpa, vergogna, disgusto o tristezza dopo essersi abbuffati.

ISSalute riferisce che, raramente, alcune persone descrivono uno «stato di stordimento», soprattutto nelle abbuffate notturne, e non ricordano cosa hanno mangiato. Il Manuale MSD aggiunge che chi ne soffre è molto angosciato dal proprio comportamento, soprattutto se sta cercando di perdere peso.

Chi colpisce

Il disturbo può colpire chiunque. Secondo le fonti:

  • ISSalute stima una probabilità di 1 su 30-50 di soffrirne in un momento della vita, senza grandi differenze tra uomini e donne,
  • il Manuale MSD indica che quasi la metà delle persone colpite sono uomini e che di solito sono più grandi di età rispetto a chi ha anoressia o bulimia,
  • compare spesso nei giovani adulti, ma secondo ISSalute molte persone prendono coscienza del problema e chiedono aiuto solo verso i 30-40 anni,
  • il Manuale MSD indica che è più comune nelle persone in sovrappeso o con obesità.

Cause e fattori di rischio

Le cause non sono completamente note. ISSalute descrive il disturbo come un modo per fronteggiare sentimenti di infelicità e scarsa autostima. Possono aumentare il rischio:

  • bassa autostima e mancanza di fiducia,
  • depressione o ansia,
  • stress, rabbia, noia o solitudine,
  • insoddisfazione per il proprio corpo e pressioni a essere magri,
  • eventi stressanti o traumatici vissuti in passato,
  • disturbi dell’alimentazione in famiglia.

ISSalute aggiunge che il disturbo può svilupparsi dopo una dieta rigida, soprattutto se si saltano i pasti o si eliminano del tutto alcuni cibi.

Quando chiedere aiuto e come si fa la diagnosi

Secondo ISSalute, se le abbuffate diventano frequenti e incidono sulla salute fisica e mentale, è opportuno rivolgersi al medico di famiglia, che fa domande sulle abitudini alimentari e può consigliare uno psicologo o uno psichiatra.

Il Manuale MSD indica che la diagnosi si basa su criteri psichiatrici standard:

  • abbuffate almeno una volta alla settimana per almeno 3 mesi,
  • sensazione di mancanza di controllo sull’alimentazione,
  • sintomi e comportamenti tipici del disturbo.

La differenza principale con la bulimia nervosa è che nella bulimia le abbuffate sono seguite da vomito, lassativi, digiuno o esercizio eccessivo.

I rischi per la salute

Secondo ISSalute il disturbo può associarsi a problemi psicologici come ansia e depressione, che possono peggiorare nel tempo. Un’altra possibile conseguenza è l’aumento di peso, che in alcuni casi porta all’obesità e aumenta il rischio di:

  • colesterolo alto e pressione alta, fattori di rischio per ictus e infarto,
  • diabete,
  • artrosi,
  • alcuni tipi di tumore, come quello del seno e dell’intestino.

Il Manuale MSD conferma che le persone con obesità e disturbo da alimentazione incontrollata hanno un rischio maggiore di complicanze legate all’obesità, come ipertensione e diabete.

Auto-aiuto e psicoterapia

ISSalute indica che un programma di auto-aiuto, da soli o guidato da un terapeuta, è spesso il primo passo e per alcune persone può bastare. Le principali psicoterapie sono:

  • la terapia cognitivo-comportamentale adattata al disturbo, per trovare nuovi modi di vedere situazioni, sentimenti e cibo,
  • una forma adattata della terapia dialettico-comportamentale, per regolare le emozioni,
  • la psicoterapia interpersonale, centrata sulle relazioni e sul loro peso sulle abitudini alimentari.

Il Manuale MSD indica che la terapia cognitivo-comportamentale aiuta a controllare le abbuffate nel lungo periodo e che la psicoterapia interpersonale è altrettanto efficace; entrambe hanno poco effetto sul peso. All’inizio sono comuni miglioramenti e ricadute. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao trattiamo le abbuffate con la terapia cognitivo-comportamentale e il lavoro sulla regolazione delle emozioni (le visite sono in spagnolo).

Un uomo parla con una psicologa durante una seduta
La psicoterapia è una delle cure principali. Immagine illustrativa generata con IA.

Farmaci e alimentazione regolare

In alcuni casi il medico può prescrivere un antidepressivo del gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, da solo o con un programma di auto-aiuto. Il Manuale MSD cita anche farmaci stimolanti e, per il peso, alcuni farmaci per dimagrire; ISSalute ricorda che gli effetti a lungo termine degli antidepressivi in questo disturbo non sono noti. Consultate il vostro medico.

Se c’è anche un problema di peso, ISSalute suggerisce un piano con il medico o un nutrizionista, insieme o dopo la cura psicologica, che preveda di:

  • tenere un diario alimentare con i motivi che spingono ad abbuffarsi,
  • fare pasti regolari e programmati, senza saltarli,
  • fare spuntini sani tra i pasti,
  • non eliminare del tutto nessun alimento,
  • fare attività fisica regolare, per la maggior parte degli adulti almeno 150 minuti a settimana di intensità moderata.
Una donna scrive su un quaderno seduta a un tavolo
Un diario alimentare aiuta a capire cosa innesca le abbuffate. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Su quanto è frequente. ISSalute stima una probabilità di 1 su 30-50 nel corso della vita senza differenze significative tra i sessi; il Manuale MSD indica circa l’1-2% delle donne e meno dell’1% degli uomini, pur scrivendo che quasi la metà delle persone colpite sono uomini.

Sull’auto-aiuto. ISSalute presenta i programmi di auto-aiuto come primo passo, talvolta sufficiente; il Manuale MSD giudica dubbia l’efficacia dei gruppi di auto-aiuto sul modello degli alcolisti anonimi.

Sul peso. Il Manuale MSD indica che le psicoterapie hanno poco effetto sul peso, mentre alcuni farmaci possono ridurlo; ISSalute scrive che le terapie non agiscono direttamente sul peso, ma che un dimagrimento è possibile se si controllano le abbuffate e si fa esercizio regolare.

Punti chiave sul binge eating

  • Il binge eating è fatto di abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, senza vomito né lassativi.
  • Colpisce uomini e donne, spesso giovani adulti che chiedono aiuto tardi.
  • Bassa autostima, emozioni difficili e diete rigide aumentano il rischio.
  • Può associarsi ad ansia, depressione e alle conseguenze dell’obesità.
  • Auto-aiuto e psicoterapia sono le cure principali; un antidepressivo può aiutare in alcuni casi.
  • Pasti regolari, nessun cibo proibito e un diario alimentare aiutano a spezzare il circolo vizioso.

Domande frequenti sul binge eating

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Che cos’è il binge eating?

È il disturbo da alimentazione incontrollata: abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, senza tentativi di compensare con vomito, lassativi, digiuno o esercizio eccessivo.

Che differenza c’è tra binge eating e bulimia?

Nella bulimia le abbuffate sono seguite da comportamenti di compenso come vomito o lassativi; nel binge eating no.

Mangiare troppo ogni tanto è binge eating?

No. ISSalute precisa che mangiare troppo occasionalmente non significa avere il disturbo; conta se le abbuffate sono frequenti e incidono sulla salute.

Quali sono le cause del binge eating?

Non sono del tutto note. Contano bassa autostima, ansia, depressione, stress, insoddisfazione per il corpo, traumi passati e, a volte, una dieta molto rigida.

Come si cura il binge eating?

Con programmi di auto-aiuto, terapia cognitivo-comportamentale, terapia interpersonale e, in alcuni casi, un antidepressivo prescritto dal medico.

Una dieta aiuta a smettere di abbuffarsi?

ISSalute avverte che una dieta troppo rigida e il divieto assoluto di alcuni cibi possono peggiorare il disturbo; meglio pasti regolari e un piano seguito da un professionista.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Disturbo dell’alimentazione incontrollata
  2. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo da alimentazione incontrollata

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.