Cos’è il binge eating
Il Manuale MSD definisce il disturbo da alimentazione incontrollata come il consumo di quantità di cibo insolitamente elevate con una sensazione di perdita di controllo durante e dopo l’episodio, senza tentativi di compensare il cibo ingerito, per esempio con vomito o lassativi.
Secondo le fonti:
- si manifesta a episodi, diversamente da chi mangia troppo in modo continuo,
- ISSalute ricorda che mangiare troppo ogni tanto non significa avere il disturbo,
- le abbuffate sono spesso programmate e avvengono in privato, per imbarazzo o vergogna,
- a volte si alternano a periodi in cui si mangia pochissimo, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
I segnali di un’abbuffata
ISSalute e il Manuale MSD descrivono alcuni comportamenti tipici durante le abbuffate:
- mangiare più in fretta del normale,
- mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni,
- mangiare grandi quantità di cibo senza avere fame,
- mangiare da soli o di nascosto per l’imbarazzo,
- provare colpa, vergogna, disgusto o tristezza dopo essersi abbuffati.
ISSalute riferisce che, raramente, alcune persone descrivono uno «stato di stordimento», soprattutto nelle abbuffate notturne, e non ricordano cosa hanno mangiato. Il Manuale MSD aggiunge che chi ne soffre è molto angosciato dal proprio comportamento, soprattutto se sta cercando di perdere peso.
Chi colpisce
Il disturbo può colpire chiunque. Secondo le fonti:
- ISSalute stima una probabilità di 1 su 30-50 di soffrirne in un momento della vita, senza grandi differenze tra uomini e donne,
- il Manuale MSD indica che quasi la metà delle persone colpite sono uomini e che di solito sono più grandi di età rispetto a chi ha anoressia o bulimia,
- compare spesso nei giovani adulti, ma secondo ISSalute molte persone prendono coscienza del problema e chiedono aiuto solo verso i 30-40 anni,
- il Manuale MSD indica che è più comune nelle persone in sovrappeso o con obesità.
Cause e fattori di rischio
Le cause non sono completamente note. ISSalute descrive il disturbo come un modo per fronteggiare sentimenti di infelicità e scarsa autostima. Possono aumentare il rischio:
- bassa autostima e mancanza di fiducia,
- depressione o ansia,
- stress, rabbia, noia o solitudine,
- insoddisfazione per il proprio corpo e pressioni a essere magri,
- eventi stressanti o traumatici vissuti in passato,
- disturbi dell’alimentazione in famiglia.
ISSalute aggiunge che il disturbo può svilupparsi dopo una dieta rigida, soprattutto se si saltano i pasti o si eliminano del tutto alcuni cibi.
Quando chiedere aiuto e come si fa la diagnosi
Secondo ISSalute, se le abbuffate diventano frequenti e incidono sulla salute fisica e mentale, è opportuno rivolgersi al medico di famiglia, che fa domande sulle abitudini alimentari e può consigliare uno psicologo o uno psichiatra.
Il Manuale MSD indica che la diagnosi si basa su criteri psichiatrici standard:
- abbuffate almeno una volta alla settimana per almeno 3 mesi,
- sensazione di mancanza di controllo sull’alimentazione,
- sintomi e comportamenti tipici del disturbo.
La differenza principale con la bulimia nervosa è che nella bulimia le abbuffate sono seguite da vomito, lassativi, digiuno o esercizio eccessivo.
I rischi per la salute
Secondo ISSalute il disturbo può associarsi a problemi psicologici come ansia e depressione, che possono peggiorare nel tempo. Un’altra possibile conseguenza è l’aumento di peso, che in alcuni casi porta all’obesità e aumenta il rischio di:
- colesterolo alto e pressione alta, fattori di rischio per ictus e infarto,
- diabete,
- artrosi,
- alcuni tipi di tumore, come quello del seno e dell’intestino.
Il Manuale MSD conferma che le persone con obesità e disturbo da alimentazione incontrollata hanno un rischio maggiore di complicanze legate all’obesità, come ipertensione e diabete.
Auto-aiuto e psicoterapia
ISSalute indica che un programma di auto-aiuto, da soli o guidato da un terapeuta, è spesso il primo passo e per alcune persone può bastare. Le principali psicoterapie sono:
- la terapia cognitivo-comportamentale adattata al disturbo, per trovare nuovi modi di vedere situazioni, sentimenti e cibo,
- una forma adattata della terapia dialettico-comportamentale, per regolare le emozioni,
- la psicoterapia interpersonale, centrata sulle relazioni e sul loro peso sulle abitudini alimentari.
Il Manuale MSD indica che la terapia cognitivo-comportamentale aiuta a controllare le abbuffate nel lungo periodo e che la psicoterapia interpersonale è altrettanto efficace; entrambe hanno poco effetto sul peso. All’inizio sono comuni miglioramenti e ricadute. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao trattiamo le abbuffate con la terapia cognitivo-comportamentale e il lavoro sulla regolazione delle emozioni (le visite sono in spagnolo).

Farmaci e alimentazione regolare
In alcuni casi il medico può prescrivere un antidepressivo del gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, da solo o con un programma di auto-aiuto. Il Manuale MSD cita anche farmaci stimolanti e, per il peso, alcuni farmaci per dimagrire; ISSalute ricorda che gli effetti a lungo termine degli antidepressivi in questo disturbo non sono noti. Consultate il vostro medico.
Se c’è anche un problema di peso, ISSalute suggerisce un piano con il medico o un nutrizionista, insieme o dopo la cura psicologica, che preveda di:
- tenere un diario alimentare con i motivi che spingono ad abbuffarsi,
- fare pasti regolari e programmati, senza saltarli,
- fare spuntini sani tra i pasti,
- non eliminare del tutto nessun alimento,
- fare attività fisica regolare, per la maggior parte degli adulti almeno 150 minuti a settimana di intensità moderata.

Dove le fonti non concordano
Su quanto è frequente. ISSalute stima una probabilità di 1 su 30-50 nel corso della vita senza differenze significative tra i sessi; il Manuale MSD indica circa l’1-2% delle donne e meno dell’1% degli uomini, pur scrivendo che quasi la metà delle persone colpite sono uomini.
Sull’auto-aiuto. ISSalute presenta i programmi di auto-aiuto come primo passo, talvolta sufficiente; il Manuale MSD giudica dubbia l’efficacia dei gruppi di auto-aiuto sul modello degli alcolisti anonimi.
Sul peso. Il Manuale MSD indica che le psicoterapie hanno poco effetto sul peso, mentre alcuni farmaci possono ridurlo; ISSalute scrive che le terapie non agiscono direttamente sul peso, ma che un dimagrimento è possibile se si controllano le abbuffate e si fa esercizio regolare.
Punti chiave sul binge eating
- Il binge eating è fatto di abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, senza vomito né lassativi.
- Colpisce uomini e donne, spesso giovani adulti che chiedono aiuto tardi.
- Bassa autostima, emozioni difficili e diete rigide aumentano il rischio.
- Può associarsi ad ansia, depressione e alle conseguenze dell’obesità.
- Auto-aiuto e psicoterapia sono le cure principali; un antidepressivo può aiutare in alcuni casi.
- Pasti regolari, nessun cibo proibito e un diario alimentare aiutano a spezzare il circolo vizioso.
Domande frequenti sul binge eating
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Che cos’è il binge eating?
È il disturbo da alimentazione incontrollata: abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, senza tentativi di compensare con vomito, lassativi, digiuno o esercizio eccessivo.
Che differenza c’è tra binge eating e bulimia?
Nella bulimia le abbuffate sono seguite da comportamenti di compenso come vomito o lassativi; nel binge eating no.
Mangiare troppo ogni tanto è binge eating?
No. ISSalute precisa che mangiare troppo occasionalmente non significa avere il disturbo; conta se le abbuffate sono frequenti e incidono sulla salute.
Quali sono le cause del binge eating?
Non sono del tutto note. Contano bassa autostima, ansia, depressione, stress, insoddisfazione per il corpo, traumi passati e, a volte, una dieta molto rigida.
Come si cura il binge eating?
Con programmi di auto-aiuto, terapia cognitivo-comportamentale, terapia interpersonale e, in alcuni casi, un antidepressivo prescritto dal medico.
Una dieta aiuta a smettere di abbuffarsi?
ISSalute avverte che una dieta troppo rigida e il divieto assoluto di alcuni cibi possono peggiorare il disturbo; meglio pasti regolari e un piano seguito da un professionista.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Disturbo dell’alimentazione incontrollata
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo da alimentazione incontrollata
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

