Cosa sono i trigliceridi
I trigliceridi sono la forma principale con cui il corpo immagazzina i grassi. Quando mangiamo più energia di quella che usiamo, soprattutto sotto forma di zuccheri, alcol e grassi, il fegato e l’intestino la trasformano in trigliceridi che circolano nel sangue e vengono depositati nel tessuto adiposo.
Dopo un pasto i trigliceridi salgono in modo naturale e poi tornano a scendere nelle ore successive. Per questo, tradizionalmente, l’esame si fa a digiuno da 9–12 ore. Oggi molti laboratori accettano anche prelievi senza digiuno per il profilo lipidico di base, ma se il valore risulta alto il medico può chiedere di ripeterlo a digiuno.
Valori di riferimento: quando sono alti
- Meno di 150 mg/dl (1,7 mmol/l): valore desiderabile.
- 150–199 mg/dl: valore ai limiti alti, da tenere sotto controllo con lo stile di vita.
- 200–499 mg/dl: valore alto, che merita una valutazione del rischio cardiovascolare complessivo.
- 500 mg/dl o più: valore molto alto; sopra circa 880–1.000 mg/dl cresce il rischio di pancreatite e la priorità diventa abbassarli in fretta.
Un singolo valore alto non basta per una diagnosi: il medico guarda più esami, il colesterolo LDL e HDL, la glicemia, la funzione della tiroide, del fegato e dei reni, oltre alla pressione e al fumo.
Le cause più comuni
Nella maggior parte delle persone i trigliceridi alti dipendono da una combinazione di predisposizione e stile di vita. Le cause più frequenti sono il sovrappeso, soprattutto il grasso addominale, l’alcol anche in quantità moderate, una dieta ricca di zuccheri, bevande zuccherate e farine raffinate, la sedentarietà e il diabete di tipo 2 non ben controllato.
Contano anche altre condizioni, come l’ipotiroidismo, la malattia renale cronica e alcuni farmaci, tra cui estrogeni orali, corticosteroidi, retinoidi, alcuni antipsicotici e diuretici. Più raramente i valori molto alti hanno una base genetica: in questi casi spesso ci sono altri familiari con trigliceridi alti o pancreatiti.
Perché conviene abbassarli
Trigliceridi elevati si accompagnano spesso a colesterolo HDL basso, a particelle di colesterolo più aterogene e a una maggiore resistenza all’insulina. Per questo fanno parte della cosiddetta sindrome metabolica e si associano a un rischio cardiovascolare più alto. Le linee guida ESC/EAS li considerano un indicatore da affiancare al colesterolo LDL, che resta il bersaglio principale della prevenzione.
Quando i valori sono molto alti, il rischio più immediato è la pancreatite acuta, un’infiammazione del pancreas che può essere grave. È uno dei motivi per cui, sopra certe soglie, il medico interviene anche con i farmaci senza aspettare l’effetto della dieta.
Cosa mangiare con i trigliceridi alti
- Pesce azzurro due o più volte a settimana: sardine, sgombro, alici e salmone forniscono omega-3.
- Legumi tre o quattro volte a settimana, anche al posto della carne.
- Verdure a ogni pasto e frutta intera, in porzioni normali.
- Cereali integrali al posto di quelli raffinati, in quantità adeguate al tuo fabbisogno.
- Olio extravergine d’oliva come grasso principale, e una manciata di frutta secca non salata.
- Acqua come bevanda abituale.

Cosa limitare: alcol, zuccheri e farine raffinate
L’alcol è uno dei fattori che alzano di più i trigliceridi: in alcune persone basta un bicchiere al giorno. Con valori molto alti il consiglio è sospenderlo del tutto. Lo stesso vale per bevande zuccherate e succhi di frutta, che portano molti zuccheri senza saziare.
Conviene ridurre dolci, biscotti, merendine, pane bianco e pasta raffinata in grandi porzioni, e i cibi molto ricchi di grassi saturi, come salumi, formaggi stagionati e prodotti da forno industriali. Nei casi di trigliceridi estremamente alti, di origine genetica, il medico o il dietista possono indicare anche una riduzione importante di tutti i grassi della dieta.
Peso e attività fisica
Se c’è sovrappeso, perdere anche il 5–10% del peso corporeo riduce in modo evidente i trigliceridi. Non servono diete estreme: un deficit moderato e costante, costruito sulle abitudini reali, funziona meglio a lungo termine.
L’attività fisica regolare aiuta indipendentemente dal peso. L’obiettivo di partenza è almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, come camminare a passo svelto o andare in bicicletta, distribuiti su più giorni. Smettere di fumare migliora il profilo di rischio nel suo insieme.
Un esempio di giornata
- Colazione: yogurt bianco con fiocchi d’avena, frutta fresca e qualche noce.
- Pranzo: piatto di legumi con verdure e un cereale integrale, insalata con olio extravergine.
- Spuntino: un frutto intero o una manciata di mandorle.
- Cena: sardine o sgombro al forno, verdure di stagione, una piccola porzione di pane integrale.
- Da bere: acqua; niente alcol né bevande zuccherate.
È solo un esempio: porzioni e scelte vanno adattate a età, attività, altre patologie e preferenze, idealmente con un nutrizionista.
Quando servono i farmaci
La decisione sui farmaci spetta al medico e dipende dal rischio cardiovascolare complessivo, non solo dai trigliceridi. Spesso il primo farmaco è una statina, scelta soprattutto per abbassare il colesterolo LDL. Con trigliceridi molto alti, o persistenti nonostante lo stile di vita, possono essere valutati fibrati o omega-3 su prescrizione, come indicano le linee guida ESC/EAS e il documento di consenso dell’American College of Cardiology.
Gli integratori di omega-3 da banco non sono equivalenti ai farmaci studiati negli studi clinici. Prima di assumerli, o se prendi altri farmaci, parlane con il medico.

I punti chiave
- I trigliceridi a digiuno sono desiderabili sotto 150 mg/dl.
- Alcol, zuccheri, farine raffinate e sovrappeso sono le cause più comuni.
- Pesce azzurro, legumi, verdure, cereali integrali e olio extravergine aiutano.
- Perdere il 5–10% del peso e muoversi regolarmente abbassa i valori.
- Con valori molto alti il rischio è la pancreatite: serve una valutazione medica rapida.
Domande frequenti sui trigliceridi alti
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
In quanto tempo si abbassano i trigliceridi?
Spesso in poche settimane: ridurre alcol e zuccheri ha un effetto rapido. Il medico ricontrolla di solito dopo 2–3 mesi.
Devo eliminare tutti i grassi?
No, nella maggior parte dei casi. Conta di più ridurre alcol e zuccheri; i grassi buoni come olio extravergine e pesce aiutano.
La frutta alza i trigliceridi?
La frutta intera in porzioni normali va bene. Da limitare sono succhi, frullati abbondanti e frutta sciroppata.
Il caffè aumenta i trigliceridi?
Il caffè in sé non è il problema principale; attenzione a zucchero e dolci che spesso lo accompagnano.
Gli omega-3 da banco funzionano?
Non sono equivalenti ai farmaci su prescrizione. Parlane con il medico prima di assumerli.
Si possono avere trigliceridi alti da magri?
Sì: possono contare alcol, zuccheri, genetica, ipotiroidismo, diabete o alcuni farmaci.
Fonti
- ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Trigliceridi
- Parhofer KG, Laufs U. The diagnosis and treatment of hypertriglyceridemia. Dtsch Arztebl Int. 2019
- Mach F, et al. 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk. Eur Heart J. 2020
- Virani SS, et al. 2021 ACC expert consensus decision pathway on the management of ASCVD risk reduction in patients with persistent hypertriglyceridemia. J Am Coll Cardiol. 2021
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

