Cos’è la somatizzazione
Secondo il Manuale MSD, la somatizzazione è l’espressione di fattori mentali come sintomi fisici. Il disturbo somatoforme ha sostituito diverse diagnosi del passato: il disturbo da somatizzazione, il disturbo somatoforme indifferenziato e il disturbo da dolore.
La preoccupazione principale della persona sono sintomi come dolore, debolezza, stanchezza, nausea o altre sensazioni del corpo. Ci può essere o no una malattia fisica che li causa; se c’è, la persona vi risponde in modo eccessivo.
Disturbo somatoforme: la definizione di oggi
Un tempo, spiega il Manuale MSD, questo disturbo (a volte chiamato psicosomatico) si diagnosticava solo quando i sintomi non erano spiegati da una malattia. Oggi la definizione si concentra sul modo in cui la persona risponde ai propri sintomi:
- pensieri, sentimenti o preoccupazioni eccessivi sui sintomi fisici,
- che possono esserci anche se la persona ha davvero una malattia fisica.
Per esempio, dopo un infarto una persona può riprendersi del tutto ma continuare a sentirsi incapace di tornare alle attività normali, o temere così tanto un altro infarto da non riuscire a vivere la quotidianità.
Sintomi
Secondo il Manuale MSD:
- i sintomi iniziano di solito prima dei 30 anni, a volte nell’infanzia,
- la maggior parte delle persone ha molti sintomi; alcune uno solo, tipicamente il dolore,
- possono essere specifici, come il mal di pancia, o vaghi, come la stanchezza,
- qualsiasi parte del corpo può essere oggetto di preoccupazione,
- normali sensazioni, come lo stomaco che brontola, possono essere interpretate come una malattia grave.
Per molte persone i problemi di salute diventano l’aspetto più importante della vita. I sintomi possono attenuarsi o peggiorare, ma raramente scompaiono del tutto.
Preoccupazione, medici ed esami
Molte persone con disturbo somatoforme, secondo il Manuale MSD, non pensano di avere un disturbo mentale e sono convinte che i sintomi abbiano una causa fisica. Per questo:
- fanno molte visite e chiedono esami e cure ripetuti, anche dopo che non è stata trovata una causa,
- quando il medico le rassicura, spesso pensano che non le prenda sul serio,
- possono passare da un medico all’altro,
- spesso non rispondono ai trattamenti per i sintomi e possono essere molto sensibili agli effetti collaterali dei farmaci.
Alcune persone cadono in depressione. Quando il timore riguarda soprattutto l’avere una malattia grave, c’è una guida dedicata all’ipocondria.
Escludere le cause fisiche
Per capire se i sintomi dipendono da una malattia fisica, spiega il Manuale MSD, il medico:
- raccoglie una storia completa, a volte parlando anche con i familiari,
- fa un esame obiettivo completo,
- può chiedere esami di laboratorio o di diagnostica per immagini,
- se non trova una causa, a volte ripete alcuni esami più avanti,
- se i sintomi persistono o ne compaiono di nuovi, controlla di nuovo se c’è una malattia fisica non ancora diagnosticata.

Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD, il disturbo somatoforme si diagnostica se la persona ha:
- pensieri costanti e sproporzionati sulla gravità dei sintomi,
- un’ansia estrema per la propria salute o per i sintomi,
- un eccesso di tempo ed energie dedicati ai sintomi o ai problemi di salute.
Tutto questo deve causare molta sofferenza e interferire con la vita quotidiana. Negli anziani il disturbo può non essere riconosciuto, perché stanchezza o dolore vengono considerati parte dell’invecchiamento.
Un rapporto di fiducia con il medico
Secondo il Manuale MSD, la persona trae beneficio da un rapporto di fiducia e sostegno con un medico, che può:
- coordinare l’assistenza,
- offrire trattamenti per alleviare i sintomi,
- vederla regolarmente,
- proteggerla da esami e trattamenti non necessari.
Il medico deve però ricordare che può comparire una nuova malattia fisica, da valutare e curare. Se è presente, la depressione viene trattata.
Terapia cognitivo-comportamentale
Secondo il Manuale MSD, anche quando c’è un buon rapporto con il medico di base, spesso la persona viene indirizzata a uno psichiatra. La psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale, è un trattamento efficace.
Il Manuale MSD descrive anche il peso emotivo del disturbo: la persona può diventare dipendente dagli altri, chiedere aiuto e sostegno emotivo e arrabbiarsi quando sente che i suoi bisogni non sono soddisfatti. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la terapia cognitivo-comportamentale sulla preoccupazione per i sintomi e sull’ansia per la salute (le visite sono in spagnolo).

Dove le fonti non concordano
Una revisione Cochrane di van Dessel e colleghi (2014) su 21 studi con 2.658 adulti ha valutato le terapie non farmacologiche per i sintomi fisici senza una spiegazione medica. Rispetto al Manuale MSD:
- Efficacia: il Manuale MSD definisce la terapia cognitivo-comportamentale un trattamento efficace; la revisione trova che riduce i sintomi rispetto alle cure abituali, ma con un effetto piccolo e grandi differenze tra gli studi; l’effetto dura fino a un anno.
- Rispetto a cure ben organizzate: rispetto a un’assistenza medica potenziata e strutturata, le psicoterapie in generale non sono risultate più efficaci, il che conferma il valore del rapporto con il medico descritto dal Manuale MSD.
- Limiti: gli studi includevano solo persone disposte a fare una psicoterapia; la qualità delle prove è da bassa a moderata.
Punti chiave sulla somatizzazione
- La somatizzazione è l’espressione di fattori mentali come sintomi fisici.
- Nel disturbo somatoforme la preoccupazione per i sintomi è sproporzionata e fa soffrire.
- I sintomi sono reali e possono esserci anche con una vera malattia fisica.
- Il medico esclude le cause fisiche e ricontrolla se compaiono sintomi nuovi.
- Un rapporto di fiducia con un medico protegge da esami e cure non necessari.
- La terapia cognitivo-comportamentale è un trattamento efficace.
Domande frequenti sulla somatizzazione
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cosa vuol dire somatizzare?
Secondo il Manuale MSD, la somatizzazione è l’espressione di fattori mentali sotto forma di sintomi fisici, come dolore, stanchezza o nausea.
Somatizzazione e disturbo somatoforme sono la stessa cosa?
Il disturbo somatoforme è la diagnosi: sintomi fisici cronici con pensieri, ansia e tempo dedicati ai sintomi in modo sproporzionato. La somatizzazione è il meccanismo.
I sintomi sono immaginari?
No. I sintomi sono reali; il problema è la preoccupazione sproporzionata e la sofferenza che provocano. A volte c’è anche una vera malattia fisica.
Quali sintomi può dare?
Qualsiasi parte del corpo può essere coinvolta: dolore, mal di pancia, stanchezza, debolezza, nausea o altre sensazioni.
Come si cura?
Con un rapporto di fiducia con un medico che coordina le cure ed evita esami inutili, e con la psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale.
Che differenza c’è con l’ipocondria?
Nel disturbo somatoforme la preoccupazione riguarda sintomi fisici presenti. Nell’ipocondria prevale la paura di avere una malattia grave, anche con sintomi lievi o assenti.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo somatoforme
- van Dessel N, et al. Non-pharmacological interventions for somatoform disorders and medically unexplained physical symptoms (MUPS) in adults. Cochrane Database Syst Rev. 2014
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

