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Sindrome di Ménière: sintomi, diagnosi e trattamento

La sindrome, o malattia, di Ménière è un disturbo dell’orecchio interno che provoca crisi di vertigine intensa, accompagnate da calo dell’udito, acufene e senso di orecchio pieno. Le crisi possono durare da venti minuti a diverse ore e alternarsi a periodi di benessere. Non esiste una cura definitiva, ma diverse terapie riducono la frequenza delle crisi e aiutano a convivere con la malattia.

Tema
Otorino
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Una donna adulta parla con un otorinolaringoiatra durante una visita
La sindrome di Ménière può dare crisi di vertigine e variazioni dell’udito; l’immagine non rappresenta una diagnosi. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è la sindrome di Ménière

L’orecchio interno contiene la coclea, che serve per l’udito, e il sistema vestibolare, che informa il cervello sui movimenti della testa. Entrambi sono pieni di liquidi. Nel Ménière si ritiene che si accumuli un eccesso di endolinfa che altera il funzionamento di udito ed equilibrio, provocando crisi.

Di solito inizia tra i 40 e i 60 anni, coinvolge un solo orecchio e solo in una parte dei casi, con gli anni, anche l’altro. La causa precisa non è nota: si studiano fattori genetici, autoimmuni, allergici e vascolari.

I quattro sintomi tipici

  • Vertigine: sensazione che tutto giri, spesso con nausea e vomito, che dura da 20 minuti a 12 ore.
  • Calo dell’udito fluttuante, all’inizio soprattutto per i suoni gravi.
  • Acufene: ronzio o fischio, spesso di tono basso, che aumenta prima o durante la crisi.
  • Orecchio pieno o ovattato, che spesso annuncia la crisi.
  • Dopo la crisi è comune sentirsi stanchi e instabili per uno o due giorni.

Come evolve nel tempo

Il decorso è imprevedibile: alcune persone hanno crisi frequenti per alcuni mesi seguite da lunghi periodi senza sintomi, altre le hanno in modo più regolare. Con gli anni le crisi di vertigine tendono spesso a diminuire, mentre l’udito dell’orecchio colpito può peggiorare in modo progressivo e stabile. In una piccola parte dei casi compaiono improvvise cadute a terra senza perdita di coscienza, chiamate crisi di Tumarkin.

Come si fa la diagnosi

Non esiste un esame unico: la diagnosi si basa sulla storia delle crisi e sull’audiometria, che documenta il calo dell’udito. L’otorinolaringoiatra può completare con esami vestibolari, come il test impulsivo cefalico video (vHIT) o le prove caloriche, e con la risonanza magnetica per escludere altre cause, come un neurinoma del nervo acustico.

È importante distinguere il Ménière da altre cause di vertigine: la vertigine parossistica posizionale, che dura secondi e compare cambiando posizione; l’emicrania vestibolare, molto frequente e a volte simile; la neurite vestibolare, con una sola crisi lunga di giorni.

Una donna esegue un’audiometria con le cuffie mentre una specialista controlla l’esame
La storia clinica e l’audiometria aiutano a valutare orecchio e udito. Immagine illustrativa generata con IA.

Cosa fare durante una crisi

  • Sdraiati in un luogo sicuro e tieni la testa ferma, con gli occhi su un punto fisso.
  • Non guidare e non salire scale finché la vertigine non è passata.
  • Tieni a portata di mano un sacchetto e dell’acqua.
  • Usa i farmaci per la vertigine e la nausea prescritti dal medico.
  • Dopo la crisi, riprendi gradualmente a muoverti: aiuta il recupero dell’equilibrio.
  • Annota data, durata e possibili fattori scatenanti.
Una donna riposa con la testa appoggiata al divano mentre un familiare resta vicino
Durante una crisi cerca un luogo sicuro, tieni la testa ferma ed evita di guidare o salire le scale. Immagine illustrativa generata con IA.

Stile di vita e prevenzione delle crisi

Le linee guida suggeriscono di discutere con il medico la riduzione del sale nella dieta, la limitazione di caffeina e alcol e una buona gestione di stress e sonno. Le prove scientifiche su questi interventi sono limitate, ma sono misure semplici e prive di rischi che molte persone trovano utili. Il diario delle crisi aiuta a individuare i propri fattori scatenanti.

Terapie disponibili

Per le crisi si usano farmaci antivertiginosi e antiemetici per periodi brevi. Come terapia di fondo si usano spesso la betaistina e, in alcuni casi, i diuretici, anche se le prove di efficacia sono discordanti. Se le crisi restano frequenti, l’otorino può proporre infiltrazioni di cortisone attraverso il timpano.

Nei casi più resistenti, con crisi invalidanti, si valutano trattamenti che riducono la funzione dell’orecchio malato, come la gentamicina intratimpanica o, raramente, interventi chirurgici. La scelta tiene conto dell’udito residuo e dell’orecchio controlaterale.

Riabilitazione vestibolare e udito

Tra una crisi e l’altra, chi ha un’instabilità persistente può trarre beneficio dalla riabilitazione vestibolare, con esercizi che aiutano il cervello a compensare. Se l’udito è calato in modo stabile, le protesi acustiche e, in casi selezionati, l’impianto cocleare migliorano la comunicazione; strategie di gestione dell’acufene riducono il disagio.

Il ruolo dell’otorinolaringoiatra

L’otorinolaringoiatra conferma la diagnosi, segue l’udito con audiometrie periodiche, adatta la terapia secondo la frequenza delle crisi e coordina, se servono, riabilitazione vestibolare e audioprotesi. Nella visita di otorinolaringoiatria è utile portare il diario delle crisi e gli esami già fatti.

I punti chiave

  • Il Ménière dà crisi di vertigine, calo dell’udito, acufene e orecchio pieno.
  • La diagnosi si basa sulla storia delle crisi e sull’audiometria.
  • Durante la crisi: sdraiarsi, testa ferma, non guidare.
  • La terapia è a gradini, dallo stile di vita alle infiltrazioni.
  • Sintomi neurologici insieme alla vertigine richiedono il pronto soccorso.

Domande frequenti sulla sindrome di Ménière

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

La sindrome di Ménière è grave?

Non è una malattia pericolosa per la vita, ma le crisi possono essere molto invalidanti e l’udito dell’orecchio colpito può ridursi con il tempo.

Quanto dura una crisi di Ménière?

In genere da 20 minuti a 12 ore. Vertigini di pochi secondi o di molti giorni fanno pensare ad altre cause.

Il Ménière si può guarire?

Non esiste una cura definitiva, ma le terapie permettono di ridurre o controllare le crisi nella maggior parte delle persone.

Posso guidare se ho il Ménière?

Non durante una crisi o se le crisi arrivano senza preavviso. Parlane con il medico in base alla frequenza dei sintomi.

Lo stress scatena le crisi?

Molte persone riferiscono che stress e poco sonno favoriscono le crisi, anche se il legame non è dimostrato in modo certo.

Può colpire entrambe le orecchie?

Sì, con gli anni una parte delle persone sviluppa sintomi anche all’altro orecchio.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Malattia di Ménière
  2. Lopez-Escamez JA, et al. Diagnostic criteria for Menière’s disease. J Vestib Res. 2015
  3. Basura GJ, et al. Clinical practice guideline: Ménière’s disease. Otolaryngol Head Neck Surg. 2020

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.