Che cosa si intende per ritardo del linguaggio
Il ritardo del linguaggio indica un bambino che parla meno o più tardi rispetto alla maggior parte dei coetanei, senza una causa evidente come un calo dell’udito, una disabilità intellettiva o un disturbo dello spettro autistico. Spesso si parla di “parlatori tardivi” per i bambini tra 18 e 30 mesi con un vocabolario ridotto.
Il ritardo può riguardare soprattutto la produzione, cioè quante parole dice e come le combina, oppure anche la comprensione. I bambini che capiscono bene e hanno solo un vocabolario ridotto hanno in genere una prognosi migliore.
Le tappe del linguaggio come riferimento
- Verso i 12 mesi: prime parole, comprende ordini semplici, indica.
- Verso i 18 mesi: una ventina di parole o più, indica per chiedere.
- Verso i 24 mesi: circa 50 parole o più e prime frasi di due parole.
- Verso i 36 mesi: frasi di tre o più parole, gli estranei capiscono buona parte di ciò che dice.
Sono indicazioni generali: la variabilità tra bambini è ampia. Per un quadro più completo leggi la guida su quando iniziano a parlare i bambini.
Quanto è frequente e chi rischia di più
Lo studio di Zubrick e colleghi su oltre mille bambini australiani ha trovato un esordio tardivo del linguaggio nel 13,4% dei bambini di 24 mesi. I fattori più legati al ritardo erano avere familiari che avevano parlato tardi, essere maschi e alcuni aspetti della crescita neurobiologica nei primi mesi.
Non risultavano invece associati il livello di istruzione dei genitori, le risorse economiche o lo stile educativo. È un messaggio importante per i genitori: il ritardo del linguaggio non è colpa loro.
Il ritardo del linguaggio si recupera?
Molti parlatori tardivi raggiungono i coetanei entro l’età scolare, soprattutto quando la comprensione è buona e il ritardo riguarda solo il numero di parole. Una parte, però, continua ad avere difficoltà di linguaggio, che possono incidere sull’apprendimento della lettura e della scrittura.
L’ASHA indica che il rischio di difficoltà persistenti è maggiore quando anche la comprensione è ridotta, quando il bambino usa pochi gesti comunicativi e quando in famiglia ci sono altri casi di linguaggio tardivo. In questi casi l’attesa passiva non è la scelta migliore.
Segnali per chiedere una valutazione
- A 18 mesi non dice parole e non indica.
- A 24 mesi dice meno di 50 parole o non combina due parole.
- Capisce poco ciò che gli si dice.
- Usa pochi gesti e poco contatto visivo.
- Ha avuto molte otiti o sembra sentire poco.
- Ha perso parole o abilità che aveva.
Come si fa la valutazione
Il logopedista osserva come il bambino comunica, comprende e gioca, raccoglie la storia dello sviluppo e usa questionari e prove adatte all’età. È sempre consigliato un controllo dell’udito, perché anche un calo lieve o temporaneo può rallentare il linguaggio.
Il pediatra valuta lo sviluppo complessivo e, se ci sono segnali in altre aree, come la relazione o il gioco, indirizza a una valutazione neuropsichiatrica infantile. Un logopedista esperto in età evolutiva può guidarti nel percorso.

Come stimolare il linguaggio a casa
- Parla con il bambino durante le attività quotidiane, descrivendo ciò che fate.
- Segui i suoi interessi e dai un nome a ciò che guarda o indica.
- Espandi ciò che dice: se dice “palla”, rispondi “sì, la palla rossa”.
- Lascia pause per dargli il tempo di rispondere.
- Leggete insieme libri illustrati ogni giorno.
- Limita gli schermi, soprattutto sotto i due anni, e preferisci il gioco insieme.

Come aiuta la logopedia
La revisione Cochrane di Law e colleghi ha mostrato che la logopedia può essere efficace per i bambini con ritardo del linguaggio espressivo, cioè con difficoltà soprattutto a produrre parole e frasi. Gli interventi possono essere diretti, con il logopedista, o mediati dai genitori, che imparano strategie da usare ogni giorno.
Nei bambini più piccoli si lavora spesso proprio con i genitori, in sedute in cui si osserva il gioco e si sperimentano insieme modi di comunicare che favoriscono il linguaggio.
Falsi miti sul ritardo del linguaggio
- “I maschi parlano sempre tardi”: in media un po’ più tardi, ma un ritardo importante va valutato anche nei maschi.
- “Due lingue confondono il bambino”: il bilinguismo non causa ritardo del linguaggio.
- “Parlerà quando sarà pronto”: molti recuperano, ma aspettare senza valutare può far perdere tempo prezioso.
- “È colpa dei genitori”: il ritardo dipende soprattutto da fattori biologici e familiari.
I punti chiave
- Circa un bambino su otto a 2 anni parla in ritardo.
- Molti recuperano, soprattutto se la comprensione è buona.
- Alcuni segnali richiedono una valutazione presto.
- Un controllo dell’udito è sempre consigliato.
- La logopedia e il coinvolgimento dei genitori aiutano.
Domande frequenti sul ritardo del linguaggio
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
A che età preoccuparsi se il bambino non parla?
Se a 18 mesi non dice parole o a 24 mesi meno di 50 parole senza frasi, conviene una valutazione.
Il ritardo del linguaggio si recupera?
Spesso sì, soprattutto se la comprensione è buona. Alcuni bambini però hanno bisogno di aiuto.
Il ciuccio ritarda il linguaggio?
Un uso prolungato di giorno può ridurre le occasioni di parlare; meglio limitarlo dopo l’anno.
Il bilinguismo causa ritardo?
No. I bambini bilingui possono mescolare le lingue, ma non hanno più rischio di ritardo.
Gli schermi influiscono sul linguaggio?
Molto tempo davanti agli schermi riduce le interazioni; il gioco con l’adulto è più utile.
Serve l’esame dell’udito?
Sì, è sempre consigliato nei bambini che parlano in ritardo.
Fonti
- American Speech-Language-Hearing Association (ASHA) · Practice Portal · Late language emergence
- Zubrick SR, Taylor CL, Rice ML, Slegers DW. Late language emergence at 24 months: an epidemiological study of prevalence, predictors, and covariates. J Speech Lang Hear Res. 2007
- Law J, Garrett Z, Nye C. Speech and language therapy interventions for children with primary speech and language delay or disorder. Cochrane Database Syst Rev. 2003
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

