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Periostite tibiale: dolore alla tibia e come tornare a correre

Un dolore lungo il bordo interno della tibia che compare all’inizio della corsa, si attenua mentre ci si scalda e torna più forte dopo: è la periostite tibiale, uno dei disturbi più frequenti di chi corre o pratica sport con salti. Si recupera bene se si gestisce il carico, ma è importante distinguerla da una frattura da stress.

Tema
Fisioterapia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo cammina lungo un viale alberato accanto al fiume
Ridurre il carico senza fermarsi del tutto è la base della cura. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è la periostite tibiale

Nel linguaggio comune “periostite tibiale” indica un dolore lungo il bordo interno della tibia, nella parte media e bassa della gamba, legato all’attività. Il nome corretto è sindrome da stress tibiale mediale, perché il problema non è solo un’infiammazione del periostio, la membrana che riveste l’osso, ma una risposta dell’osso e dei tessuti vicini a un carico ripetuto.

È molto frequente nei corridori, soprattutto principianti, negli sport con salti e cambi di direzione e in chi aumenta rapidamente l’allenamento. Il Manuale MSD la descrive come una lesione da sovraccarico che migliora con il riposo relativo.

Sintomi tipici

  • Dolore lungo il bordo interno della tibia, esteso per alcuni centimetri.
  • Dolore all’inizio della corsa, che può attenuarsi durante l’attività e tornare dopo.
  • Fastidio alla pressione lungo il bordo dell’osso.
  • Nelle fasi più avanzate, dolore anche camminando o il giorno dopo l’allenamento.
  • Spesso interessa entrambe le gambe.

Come si fa la diagnosi

Winters e colleghi hanno mostrato che la diagnosi si può fare in modo affidabile con la storia e la visita: dolore indotto dall’esercizio lungo i due terzi inferiori del bordo interno della tibia e dolore alla pressione su un tratto di almeno cinque centimetri. Nello stesso studio una parte degli sportivi aveva anche un’altra lesione della gamba, che la visita riusciva a riconoscere.

Gli esami di immagine non servono di routine. Si richiedono quando il quadro non è tipico, quando il dolore è puntiforme o non migliora, per escludere una frattura da stress.

Una fisioterapista parla con un uomo accanto a un modello anatomico della gamba
La diagnosi si basa soprattutto sulla visita. Immagine illustrativa generata con IA.

Periostite o frattura da stress?

  • Periostite: dolore diffuso lungo un tratto dell’osso, che migliora riscaldandosi e con il riposo.
  • Frattura da stress: dolore in un punto preciso, che peggiora con l’attività, può comparire a riposo o di notte e rende difficile saltellare sulla gamba.
  • Sindrome compartimentale da sforzo: tensione, crampi, formicolio o debolezza al piede durante la corsa, che passano in pochi minuti di riposo.

Se hai segni di frattura da stress o di sindrome compartimentale, serve una valutazione medica prima di continuare a correre.

Chi è più a rischio

La meta-analisi di Newman e colleghi ha individuato diversi fattori associati alla periostite tibiale nei corridori: sesso femminile, un episodio precedente, pochi anni di esperienza nella corsa, uso di plantari in passato, indice di massa corporea più alto, un abbassamento marcato dell’arco del piede e, negli uomini, una maggiore rotazione esterna dell’anca.

Nella pratica conta molto anche come si allena: aumenti rapidi di chilometri o intensità, superfici dure, scarpe molto usurate e poco recupero tra le sedute.

La cura: gestire il carico

La base del trattamento è ridurre il carico che provoca dolore, senza fermarsi del tutto. Si può mantenere la forma con attività a basso impatto, come bicicletta, nuoto o corsa in acqua, finché camminare e saltellare non fanno più male.

La revisione sistematica di Winters e colleghi non ha trovato prove abbastanza solide per raccomandare terapie specifiche: tutori, ultrasuoni, laser o calze compressive non hanno dimostrato benefici chiari, e le onde d’urto sono sembrate le più promettenti. Ghiaccio e analgesici possono aiutare a controllare il dolore, ma la guarigione dipende dal carico.

Esercizi utili

  • Sollevamenti sulle punte a due piedi, poi su una gamba, lenti e controllati.
  • Sollevamenti con le ginocchia piegate, per il soleo.
  • Rinforzo dell’anca: ponte gluteo, abduzione con elastico, affondi.
  • Esercizi di equilibrio su una gamba, anche a occhi chiusi.
  • Mobilità della caviglia con il ginocchio in avanti verso il muro.

Un fisioterapista può valutare la corsa, la forza e la mobilità e costruire un programma di rinforzo e di rientro adatto a te.

Tornare a correre per gradi

Si può riprendere la corsa quando camminare a passo svelto, saltellare su una gamba e la pressione sull’osso non provocano dolore. Si parte con sessioni brevi, alternando corsa e cammino, su superfici regolari e non troppo dure, a giorni alterni.

Il volume si aumenta poco alla volta, osservando il dolore durante e il giorno dopo. Un fastidio lieve che scompare entro 24 ore è accettabile; un dolore che aumenta indica che il carico è ancora troppo alto.

Un uomo e una donna corrono a ritmo tranquillo lungo un percorso vicino al fiume
Il ritorno alla corsa avviene per gradi. Immagine illustrativa generata con IA.

Come prevenirla

  • Aumenta chilometri e intensità in modo graduale.
  • Alterna superfici e inserisci giorni di recupero.
  • Cambia le scarpe quando sono molto usurate.
  • Inserisci esercizi di forza per polpacci e anche due volte a settimana.
  • Non ignorare i primi fastidi: ridurre subito il carico accorcia i tempi.

I punti chiave

  • La periostite tibiale è un dolore da sovraccarico lungo il bordo interno della tibia.
  • La diagnosi si basa su storia e visita.
  • Un dolore puntiforme, a riposo o notturno fa pensare a una frattura da stress.
  • La cura principale è gestire il carico, senza fermarsi del tutto.
  • Il ritorno alla corsa deve essere graduale.

Domande frequenti sulla periostite tibiale

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Posso correre con la periostite tibiale?

Se il dolore è lieve e non peggiora, a volte sì con volumi ridotti. Se aumenta, meglio passare ad attività a basso impatto.

Quanto dura la periostite tibiale?

Da qualche settimana a qualche mese, secondo la gravità e la gestione del carico.

Servono i plantari?

Non sempre. Possono aiutare alcune persone, ma le prove non sono solide per tutti.

Il ghiaccio aiuta?

Può ridurre il dolore dopo l’attività, ma non sostituisce la gestione del carico.

Serve la risonanza?

Solo se si sospetta una frattura da stress o se il dolore non migliora.

Le scarpe contano?

Scarpe molto usurate possono contribuire. Cambiarle è utile, ma conta di più come si aumenta il carico.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Sindrome da stress tibiale mediale
  2. Winters M, et al. Medial tibial stress syndrome can be diagnosed reliably using history and physical examination. Br J Sports Med. 2018
  3. Newman P, Witchalls J, Waddington G, Adams R. Risk factors associated with medial tibial stress syndrome in runners: a systematic review and meta-analysis. Open Access J Sports Med. 2013
  4. Winters M, Eskes M, Weir A, Moen MH, Backx FJG, Bakker EWP. Treatment of medial tibial stress syndrome: a systematic review. Sports Med. 2013

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.