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Morbo di Crohn: sintomi, cause e cura

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria intestinale cronica. Secondo il Manuale MSD colpisce tipicamente l’ultima parte dell’intestino tenue, l’intestino crasso o entrambi, ma può interessare qualsiasi tratto, dalla bocca all’ano. Non esiste una cura definitiva, ma i trattamenti riducono l’infiammazione e i sintomi. Questa guida spiega sintomi, esami, cure e il ruolo della dieta.

Tema
Nutrizione
Aggiornato
Tempo di lettura
6 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo parla con una dottoressa nel suo studio
Il Crohn si cura con controlli regolari dal gastroenterologo. Immagine illustrativa generata con IA.

Cos’è il morbo di Crohn

Il Manuale MSD lo descrive come una malattia infiammatoria intestinale in cui l’infiammazione cronica coinvolge tipicamente la parte inferiore dell’intestino tenue (l’ileo), l’intestino crasso o entrambi. Colpisce:

  • il solo intestino tenue nel 30% dei casi;
  • il solo intestino crasso nel 30% dei casi;
  • entrambi nel 40% dei casi.

Può lasciare tratti sani tra un tratto malato e l’altro e di solito interessa l’intero spessore della parete intestinale. A differenza della colite ulcerosa, di solito non coinvolge il retto.

Cause e chi colpisce

La causa esatta non è nota. Secondo il Manuale MSD molti ricercatori pensano che una disfunzione del sistema immunitario faccia reagire in modo eccessivo l’intestino a un agente ambientale, alimentare o infettivo, in persone con una possibile tendenza ereditaria.

  • colpisce quasi in ugual misura entrambi i sessi;
  • la maggior parte delle persone lo sviluppa prima dei 30 anni, soprattutto tra i 14 e i 24;
  • alcune persone hanno il primo attacco tra i 50 e i 70 anni;
  • le sigarette sembrano contribuire sia allo sviluppo sia alle riacutizzazioni.

Sintomi

I sintomi più comuni, secondo il Manuale MSD, sono:

  • dolore addominale crampiforme;
  • diarrea cronica, talvolta con sangue quando l’intestino crasso è molto colpito;
  • febbre;
  • perdita dell’appetito;
  • perdita di peso.

I sintomi possono durare giorni o settimane e scomparire da soli, ma la guarigione completa dopo un solo attacco è molto rara. Durante le riacutizzazioni possono comparire anche artrite, infiammazione dell’occhio, afte in bocca e noduli infiammati sulla pelle delle gambe.

Le complicanze

Il Manuale MSD elenca tra le complicanze:

  • blocco (ostruzione) dell’intestino, anche per il tessuto cicatriziale;
  • perforazione intestinale;
  • ascessi nell’addome;
  • fistole, cioè canali anomali tra l’intestino e la pelle o altri organi;
  • ragadi e ascessi anali;
  • un rischio più alto, negli anni, di tumore del colon.

Il Crohn può causare anche scarso assorbimento delle sostanze nutritive. Secondo ISSalute, malattie dell’intestino come il Crohn possono impedire l’assorbimento della vitamina B12: ne parliamo nella guida all’anemia.

Come si fa la diagnosi

Il medico, spiega il Manuale MSD, può sospettarlo in chi ha dolori addominali crampiformi ricorrenti con diarrea, specie con familiari colpiti o problemi intorno all’ano. Nessun esame del sangue lo identifica da solo, ma può mostrare anemia e segni di infiammazione.

  • colonscopia con biopsia, quando prevalgono diarrea e dolore lieve;
  • TC o risonanza magnetica dell’addome se il dolore è forte, per cercare ostruzioni, ascessi o fistole;
  • enterografia con TC o RM o endoscopia con videocapsula per valutare l’intestino tenue;
  • esami delle feci per escludere infezioni.
Una dottoressa mostra a un uomo un modello dell’intestino
Il Crohn può colpire l’ileo, il colon o entrambi. Immagine illustrativa generata con IA.

I farmaci

Diversi trattamenti, secondo il Manuale MSD, riducono l’infiammazione e i sintomi. I gruppi principali sono:

  • farmaci che attenuano crampi e diarrea;
  • aminosalicilati, utili soprattutto nell’intestino crasso e nelle forme lievi o moderate;
  • corticosteroidi, per le riacutizzazioni, da ridurre e sospendere il prima possibile per gli effetti collaterali;
  • farmaci che modulano il sistema immunitario, utili anche per mantenere lunghi periodi senza sintomi;
  • farmaci biologici, per le forme da moderate a gravi che non rispondono ad altre cure;
  • antibiotici, soprattutto per ascessi e fistole intorno all’ano.

Molti di questi farmaci richiedono controlli regolari. La scelta e le dosi spettano al gastroenterologo: consultate il vostro medico.

Chirurgia e fumo

Secondo il Manuale MSD la maggior parte delle persone con Crohn ha bisogno di un intervento a un certo punto della malattia: quando l’intestino è ostruito o quando ascessi o fistole non guariscono. Asportare il tratto malato può alleviare i sintomi a lungo, ma non guarisce la malattia, che tende a ripresentarsi vicino alla giunzione.

Un secondo intervento serve, alla fine, in quasi la metà delle persone; per questo si opera solo per complicanze o quando i farmaci falliscono. Poiché il fumo aumenta il rischio di ricaduta, specialmente nelle donne, i medici raccomandano di smettere di fumare.

La dieta nel morbo di Crohn

Sulla dieta il Manuale MSD è prudente: benché alcuni sostengano che certi tipi di alimentazione migliorino il Crohn, negli studi clinici le diete non si sono dimostrate efficaci. Le indicazioni concrete sono:

  • evitare le fibre durante le riacutizzazioni o in caso di ostruzione intestinale;
  • nei casi di scarso assorbimento, a volte si somministrano sostanze nutritive concentrate per via endovenosa;
  • a chi assume corticosteroidi i medici danno vitamina D e calcio.

Consultate il vostro medico prima di eliminare gruppi di alimenti.

Piatto di riso bianco, pesce e verdure cotte con una banana e un bicchiere d’acqua
Nelle riacutizzazioni è meglio evitare le fibre. Immagine illustrativa generata con IA.

Dove le fonti non concordano

Sulla dieta gli studi confermano l’incertezza del Manuale MSD:

  • Diete di esclusione: una revisione Cochrane di 18 studi randomizzati su 1.878 persone con malattie infiammatorie intestinali (Limketkai e colleghi, 2019) non ha potuto stabilire se diete che riducono o escludono certi alimenti inducano o mantengano la remissione: le prove erano di certezza bassa o molto bassa e la maggior parte degli studi era a rischio di distorsione.
  • Zuccheri raffinati: nella stessa revisione, nel Crohn inattivo una dieta povera di carboidrati raffinati non ha cambiato le ricadute (67% contro 64% a 12-24 mesi).
  • Carne rossa: anche una dieta povera di carne rossa e lavorata non ha ridotto le ricadute a 48 settimane (66% contro 63%).

Punti chiave sul morbo di Crohn

  • È un’infiammazione cronica che colpisce soprattutto l’ileo e il colon, ma può interessare tutto il tubo digerente.
  • Sintomi tipici: diarrea cronica, dolore crampiforme, febbre, inappetenza e calo di peso.
  • Si alternano riacutizzazioni e periodi senza sintomi; la guarigione definitiva è molto rara.
  • La diagnosi usa colonscopia, TC o RM ed endoscopia con videocapsula.
  • Farmaci e, quando serve, chirurgia controllano la malattia; smettere di fumare riduce le ricadute.
  • Nessuna dieta si è dimostrata efficace; evitare le fibre nelle riacutizzazioni o con ostruzione.

Domande frequenti sul morbo di Crohn

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Quali sono i primi sintomi del morbo di Crohn?

Secondo il Manuale MSD diarrea cronica, dolore addominale crampiforme, febbre, perdita dell’appetito e calo di peso.

Il morbo di Crohn si guarisce?

Non esiste una cura definitiva: è una malattia cronica con riacutizzazioni, ma con un trattamento adeguato la maggior parte delle persone vive una vita produttiva.

Cosa mangiare con il morbo di Crohn?

Il Manuale MSD spiega che negli studi nessuna dieta si è dimostrata efficace. Durante le riacutizzazioni o con ostruzione è meglio evitare le fibre.

Il fumo peggiora il Crohn?

Sì. Il fumo sembra contribuire allo sviluppo e alle riacutizzazioni, e aumenta il rischio di ricaduta: i medici raccomandano di smettere.

Serve sempre l’operazione?

La maggior parte delle persone ne ha bisogno a un certo punto, per ostruzioni, ascessi o fistole. L’intervento allevia i sintomi ma non guarisce la malattia.

A che età compare?

Di solito prima dei 30 anni, soprattutto tra i 14 e i 24. Alcune persone hanno il primo attacco tra i 50 e i 70 anni.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Morbo di Crohn
  2. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Anemia da carenza di vitamina B12 e folati
  3. Limketkai BN, et al. Dietary interventions for induction and maintenance of remission in inflammatory bowel disease. Cochrane Database Syst Rev. 2019

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.