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Ipoacusia bilaterale: quando si sente meno da entrambe le orecchie

Alzare il volume della televisione, faticare a seguire una conversazione al ristorante, chiedere spesso di ripetere: sono segnali comuni di un calo dell’udito in entrambe le orecchie. Spesso compare lentamente e ci si abitua senza accorgersene. Riconoscerlo presto permette di trattarlo e di proteggere comunicazione, relazioni e salute del cervello.

Tema
Otorino
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo si sporge per ascoltare una donna che parla al tavolo della cucina
Spesso sono i familiari ad accorgersi per primi del calo dell’udito. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è l’ipoacusia bilaterale

Ipoacusia significa riduzione dell’udito; bilaterale significa che interessa entrambe le orecchie. Può essere lieve, quando si fatica solo nelle situazioni rumorose, moderata, quando si capiscono male le conversazioni normali, oppure grave e profonda.

Si distingue anche per la sede del problema. L’ipoacusia trasmissiva riguarda il condotto, il timpano o gli ossicini; quella neurosensoriale riguarda l’orecchio interno o il nervo acustico; quella mista combina le due. Il Manuale MSD spiega che questa distinzione orienta la ricerca delle cause e le cure.

I segnali più comuni

  • Alzare il volume di televisione, radio o telefono.
  • Difficoltà a capire le parole in ambienti rumorosi o in gruppo.
  • Chiedere spesso di ripetere o fraintendere le parole.
  • Avere l’impressione che gli altri parlino a bassa voce o in modo poco chiaro.
  • Fatica e stanchezza dopo le conversazioni.
  • Fischi o ronzii nelle orecchie.

Spesso sono i familiari ad accorgersene per primi, perché il calo è graduale e il cervello si adatta.

Le cause più frequenti

  • Presbiacusia: il calo legato all’età, simmetrico, che interessa soprattutto i suoni acuti.
  • Esposizione al rumore: lavoro rumoroso, musica ad alto volume, armi da fuoco.
  • Cause genetiche, alcune presenti dalla nascita, altre che si manifestano nel tempo.
  • Farmaci ototossici, come alcuni antibiotici e chemioterapici.
  • Otosclerosi, che blocca un ossicino e spesso interessa entrambe le orecchie.
  • Tappi di cerume o liquido nell’orecchio medio, cause trasmissive e spesso reversibili.

Come si misura l’udito

L’esame principale è l’audiometria tonale: in una cabina silenziosa, con le cuffie, si segnalano i suoni percepiti a diverse frequenze. Si aggiungono spesso l’audiometria vocale, che valuta la comprensione delle parole, e l’impedenzometria, che studia timpano e orecchio medio.

L’ISS ricorda che la diagnosi precoce è importante a ogni età, dai neonati, che fanno lo screening uditivo alla nascita, agli anziani. In alcuni casi l’otorino richiede anche esami di immagine o genetici.

Una donna con le cuffie esegue un esame audiometrico in cabina mentre un’audiologa segue l’esame
L’audiometria misura il calo dell’udito. Immagine illustrativa generata con IA.

Quando l’ipoacusia è urgente

Un calo dell’udito comparso in poche ore o pochi giorni è un’urgenza, anche se non fa male. La linea guida americana sull’ipoacusia improvvisa raccomanda di distinguere rapidamente le forme trasmissive, come un tappo di cerume, da quelle neurosensoriali, per le quali il cortisone ha più probabilità di funzionare se iniziato presto.

Una perdita improvvisa in entrambe le orecchie è rara e richiede una valutazione ancora più attenta, per cercare cause generali come infezioni, malattie autoimmuni, farmaci o problemi neurologici.

Apparecchi acustici

Nella maggior parte delle ipoacusie neurosensoriali bilaterali il trattamento principale sono gli apparecchi acustici, preferibilmente su entrambe le orecchie. Usarli su entrambi i lati aiuta a capire da dove arriva un suono e a seguire meglio le conversazioni nel rumore.

Abituarsi richiede alcune settimane: all’inizio i suoni possono sembrare forti o metallici. Regolazioni successive con l’audioprotesista e un uso quotidiano costante migliorano i risultati.

Esistono anche accessori utili, come sistemi che trasmettono il suono della televisione o del telefono direttamente agli apparecchi, e microfoni da appoggiare sul tavolo nelle conversazioni di gruppo.

Impianto cocleare e altre soluzioni

Quando l’ipoacusia è grave o profonda e gli apparecchi acustici non bastano a capire le parole, si valuta l’impianto cocleare: un dispositivo che stimola direttamente il nervo acustico. È indicato sia nei bambini sia negli adulti, dopo una valutazione specialistica.

Nelle forme trasmissive, come l’otosclerosi o alcune malformazioni dell’orecchio medio, possono essere indicati interventi chirurgici o protesi impiantabili.

Udito, relazioni e salute del cervello

Sentire male porta spesso a evitare incontri, telefonate e conversazioni, con il rischio di isolamento e calo dell’umore. Nella relazione della Commissione Lancet sulla prevenzione della demenza, la perdita dell’udito in età adulta è indicata come uno dei principali fattori di rischio modificabili.

Non è dimostrato che ogni apparecchio acustico prevenga la demenza, ma trattare l’ipoacusia migliora comunicazione e qualità della vita ed è uno dei fattori di rischio su cui si può agire.

Consigli per comunicare meglio

  • Parla guardando la persona in viso, in un ambiente ben illuminato.
  • Riduci i rumori di fondo, come televisione o musica.
  • Parla in modo chiaro, senza urlare.
  • Riformula la frase se non viene capita, invece di ripeterla uguale.
  • Al ristorante scegli un tavolo lontano dalla cucina e con le spalle al muro.
  • Proteggi l’udito residuo dal rumore forte.
Tre persone conversano a un tavolo di un bar affollato
Gli ambienti rumorosi sono i più difficili per chi sente meno. Immagine illustrativa generata con IA.

I punti chiave

  • L’ipoacusia bilaterale riguarda entrambe le orecchie e spesso compare gradualmente.
  • Le cause più comuni negli adulti sono età e rumore.
  • L’audiometria misura il calo e orienta le cure.
  • Un calo improvviso è un’urgenza.
  • Apparecchi acustici e, nei casi gravi, impianto cocleare migliorano la comunicazione.

Domande frequenti sull’ipoacusia bilaterale

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

L’ipoacusia legata all’età si può fermare?

Non si può far tornare indietro, ma proteggere l’udito dal rumore e usare gli apparecchi aiuta a convivere meglio.

Meglio uno o due apparecchi acustici?

Nell’ipoacusia bilaterale di solito due: aiutano a capire meglio nel rumore e a localizzare i suoni.

Il cerume può causare ipoacusia in entrambe le orecchie?

Sì, se ci sono tappi in entrambe. In questo caso l’udito torna dopo la rimozione.

Ogni quanto controllare l’udito?

Dopo i 50–60 anni è utile un controllo periodico, prima se ci sono sintomi o esposizione al rumore.

Le cuffie danneggiano l’udito?

Sì, se usate a volume alto per molto tempo. Tieni il volume moderato e fai pause.

L’ipoacusia è ereditaria?

Alcune forme sì. Se in famiglia ci sono casi precoci, parlane con l’otorino.

Fonti

  1. ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) · Ipoacusia
  2. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Perdita dell’udito
  3. Organizzazione Mondiale della Sanità · World report on hearing (2021)
  4. Livingston G, et al. Dementia prevention, intervention, and care: 2020 report of the Lancet Commission. Lancet. 2020
  5. Chandrasekhar SS, et al. Clinical practice guideline: sudden hearing loss (update). Otolaryngol Head Neck Surg. 2019

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.