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Disturbo post traumatico da stress: riconoscerlo e curarlo

Dopo un incidente, un’aggressione, una violenza, una catastrofe o la perdita improvvisa di una persona cara, è normale stare male. Per alcune persone, però, il trauma continua a vivere nel presente: ricordi che irrompono, incubi, allerta costante, evitamento. È il disturbo post traumatico da stress, e oggi esistono terapie efficaci.

Tema
Psicologia
Aggiornato
Tempo di lettura
5 minuti
Rivisto da
Dott.ssa Itziar Gotxi Erezuma · Medico specialista in otorinolaringoiatria · Ordine dei Medici di Bizkaia n. 484809757
Un uomo parla con una psicologa in uno studio luminoso
Le psicoterapie focalizzate sul trauma sono il trattamento di prima scelta. Immagine illustrativa generata con IA.

Che cos’è il disturbo post traumatico da stress

Il disturbo post traumatico da stress è una reazione persistente a un evento in cui la persona ha vissuto, visto o saputo di un pericolo grave: morte, ferite gravi, violenza sessuale. Il cervello resta in una sorta di stato di allarme, come se il pericolo non fosse finito.

Il Manuale MSD stima che colpisca quasi il 9% delle persone nel corso della vita, inclusa l’infanzia, e circa il 4% ogni anno.

Quali eventi possono causarlo

  • Incidenti stradali o sul lavoro.
  • Aggressioni, rapine, violenza fisica o sessuale.
  • Violenza domestica o abusi nell’infanzia.
  • Guerre, attentati, catastrofi naturali.
  • Malattie gravi, ricoveri in terapia intensiva, parti traumatici.
  • Morte improvvisa o violenta di una persona cara.

I sintomi principali

  • Rivivere il trauma: ricordi intrusivi, incubi, flashback in cui sembra di essere di nuovo lì.
  • Evitamento di luoghi, persone, pensieri e conversazioni che ricordano l’evento.
  • Cambiamenti di pensieri e umore: colpa, vergogna, distacco dagli altri, difficoltà a provare emozioni positive.
  • Iperattivazione: allerta continua, sobbalzi, irritabilità, difficoltà a dormire e a concentrarsi.

Il Manuale MSD sottolinea che nei flashback l’evento viene rivissuto come se stesse accadendo davvero, non come un semplice ricordo.

Una donna con una tazza in mano guarda pensierosa fuori dalla finestra
Ricordi intrusivi e allerta continua sono sintomi tipici. Immagine illustrativa generata con IA.

Quando si parla di disturbo

Nei giorni e nelle settimane dopo un trauma, molti di questi sintomi sono frequenti e spesso si attenuano da soli. Si parla di disturbo post traumatico da stress quando i sintomi durano più di un mese e causano sofferenza o difficoltà importanti nella vita quotidiana.

A volte i sintomi compaiono a distanza di mesi o anni dall’evento, per esempio in occasione di un nuovo stress o di un anniversario.

Chiedere aiuto già nelle prime settimane, quando i sintomi sono intensi, può essere utile: un professionista aiuta a capire se la reazione si sta attenuando o se serve un percorso specifico.

Perché alcune persone lo sviluppano

Non tutte le persone esposte a un trauma sviluppano il disturbo. Contano la gravità e la durata dell’evento, l’aver subito violenza intenzionale, traumi precedenti, problemi di salute mentale preesistenti e, molto, il sostegno ricevuto dopo l’evento.

Sviluppare il disturbo non è un segno di debolezza: è una risposta del sistema nervoso a un’esperienza che ha superato le possibilità di elaborarla.

Il sostegno di persone vicine, la possibilità di parlarne quando ci si sente pronti e il ritorno graduale alle attività quotidiane favoriscono il recupero.

Le psicoterapie più efficaci

La revisione sistematica di Lewis e colleghi, che ha incluso 114 studi controllati, ha trovato prove solide per la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma e per l’EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), raccomandandole come trattamenti di prima scelta. Tra le forme di terapia cognitivo-comportamentale, le prove più forti riguardano la terapia di elaborazione cognitiva, la terapia cognitiva e l’esposizione prolungata.

Queste terapie aiutano, in modo graduale e sicuro, a elaborare il ricordo, a modificare i pensieri legati all’evento e a ridurre l’evitamento. Uno psicologo esperto in trauma può guidare il percorso.

E i farmaci?

Il Manuale MSD indica che, oltre alla psicoterapia, possono essere utili alcuni antidepressivi, soprattutto quando sono presenti anche depressione o ansia marcate. La scelta spetta allo psichiatra.

È importante trattare anche gli altri problemi che spesso accompagnano il disturbo, come l’uso di alcol o sostanze per “anestetizzare” i ricordi, e la depressione.

Cosa può aiutare nel frattempo

  • Mantenere una routine regolare di sonno, pasti e attività.
  • Parlare con persone di fiducia, senza sentirsi obbligati a raccontare tutto.
  • Praticare respirazione lenta, attività fisica, yoga o meditazione.
  • Ridurre alcol e sostanze, che peggiorano il sonno e l’umore.
  • Riconoscere i propri segnali di allarme e i momenti più difficili.

Secondo il Manuale MSD, gli esercizi che riducono l’ansia possono alleviare i sintomi e preparare al lavoro terapeutico sui ricordi.

Una donna e un uomo seduti tranquilli in un parco vicino a un lago
Routine, attività all’aperto e persone di fiducia aiutano nel frattempo. Immagine illustrativa generata con IA.

Come stare vicino a chi soffre

Chi vive accanto a una persona con disturbo post traumatico da stress può sentirsi impotente di fronte a irritabilità, distacco o incubi. Ascoltare senza forzare il racconto, rispettare i tempi, non minimizzare e incoraggiare a chiedere aiuto sono i gesti più utili.

Anche i familiari possono avere bisogno di sostegno, soprattutto se hanno vissuto lo stesso evento o se la convivenza è diventata difficile.

Evitare di forzare il ritorno nei luoghi dell’evento e lasciare che sia la persona a decidere quando e quanto parlarne aiuta a costruire fiducia.

I punti chiave

  • Il disturbo post traumatico da stress segue un evento traumatico grave.
  • Comporta ricordi intrusivi, evitamento, cambiamenti dell’umore e allerta.
  • Si parla di disturbo quando i sintomi durano più di un mese.
  • CBT focalizzata sul trauma ed EMDR sono le terapie di prima scelta.
  • Il sostegno sociale aiuta molto nel recupero.

Domande frequenti sul disturbo post traumatico da stress

Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.

Il disturbo post traumatico da stress si può guarire?

Sì: con le psicoterapie focalizzate sul trauma molte persone migliorano in modo importante.

Quanto dura la terapia?

Spesso alcuni mesi, con sedute settimanali; dipende dalla persona e dal tipo di trauma.

Che cos’è l’EMDR?

Una psicoterapia che aiuta a rielaborare i ricordi traumatici usando stimoli bilaterali, come i movimenti oculari.

Può comparire anni dopo il trauma?

Sì, a volte i sintomi emergono a distanza di tempo.

Anche i bambini possono averlo?

Sì, con sintomi che a volte si esprimono nel gioco o nel comportamento.

Devo raccontare tutto il trauma per guarire?

Il lavoro sul ricordo avviene con gradualità e sicurezza, al ritmo della persona.

Fonti

  1. Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo post-traumatico da stress (DPTS)
  2. Lewis C, Roberts NP, Andrew M, Starling E, Bisson JI. Psychological therapies for post-traumatic stress disorder in adults: systematic review and meta-analysis. Eur J Psychotraumatol. 2020

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.