Cos’è il disturbo bipolare
Il nome disturbo bipolare, spiega il Manuale MSD, si basa sui cambiamenti dell’umore tra i due estremi, o poli, dei disturbi dell’umore: la depressione e la mania. La persona ha:
- uno o più periodi di eccessiva tristezza e perdita d’interesse nella vita,
- uno o più periodi di esaltazione, energia estrema e spesso irritabilità,
- nel mezzo, periodi di umore relativamente normale.
Secondo il Manuale MSD interessa in qualche misura circa il 2% della popolazione negli Stati Uniti. Di solito si presenta negli adolescenti, nei ventenni o nei trentenni; nei bambini è raro.
Mania e ipomania
La mania, secondo il Manuale MSD, è caratterizzata da sentimenti eccessivi di euforia e autostima oppure da un’attività fisica eccessiva, molto sproporzionati rispetto alla situazione. Chi la vive può mettere in atto comportamenti a rischio, per esempio eccessi nella vita sessuale o spese eccessive.
L’ipomania è una forma meno grave di mania. Una persona con mania può non riferire bene i propri sintomi perché pensa di non avere problemi: per questo il medico chiede spesso informazioni anche ai familiari.
Disturbo bipolare I e II
Secondo il Manuale MSD, la maggior parte dei disturbi bipolari si classifica così:
- disturbo bipolare I: almeno un episodio maniacale vero e proprio, tale da impedire il normale funzionamento o con deliri, e di solito anche episodi depressivi,
- disturbo bipolare II: episodi di depressione maggiore e almeno un episodio di ipomania, ma nessun episodio maniacale vero e proprio,
- disturbo ciclotimico o non specificato: episodi che ricordano il disturbo bipolare ma più lievi, senza i criteri del tipo I o II.
Il disturbo bipolare e i disturbi correlati possono essere causati anche da un’altra malattia o dall’uso di sostanze.
Le fasi: episodi, cicli e remissioni
Nel disturbo bipolare, secondo il Manuale MSD, gli episodi con sintomi si alternano a periodi quasi senza sintomi, detti remissioni:
- gli episodi durano da qualche settimana a 6 mesi,
- alcune persone hanno pochi episodi, magari un paio nella vita; altre quattro o più all’anno, i cosiddetti cicli rapidi,
- nonostante questa variabilità, la durata del ciclo in ciascuna persona è relativamente regolare,
- solo una minoranza alterna mania e depressione in ogni ciclo: di solito uno dei due episodi prevale,
- depressione e mania possono presentarsi separatamente o insieme.

Da cosa dipende
La causa esatta non è nota. Secondo il Manuale MSD:
- nella maggior parte dei casi sono coinvolti fattori ereditari,
- alcune sostanze prodotte dall’organismo, come i neurotrasmettitori noradrenalina e serotonina, potrebbero non essere regolate normalmente,
- il disturbo a volte inizia dopo un evento stressante, o un evento stressante scatena un nuovo episodio, ma non è stata dimostrata una relazione di causa.
Quando la mania ha altre cause
Secondo il Manuale MSD, sintomi simili alla mania possono essere causati da altri problemi:
- malattie del cervello e del sistema nervoso, come tumori cerebrali, trauma cranico, sclerosi multipla, ictus o alcune crisi epilettiche,
- malattie ormonali, come un eccesso di ormoni tiroidei,
- alcune infezioni e malattie del tessuto connettivo, come il lupus,
- alcuni farmaci, come i corticosteroidi e alcuni antidepressivi,
- sostanze illegali, come cocaina e amfetamine.
Per questo il medico controlla i farmaci assunti e, se serve, fa esami del sangue e delle urine.
Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD, la diagnosi si basa su un elenco specifico di sintomi (criteri). Il medico:
- chiede informazioni anche ai familiari, perché durante la mania la persona può non riconoscere i propri sintomi,
- può proporre un breve questionario sui disturbi dell’umore,
- chiede se ci sono pensieri di suicidio,
- controlla i farmaci assunti e cerca altre malattie, per esempio con esami per la tiroide o per l’uso di sostanze,
- stabilisce se l’episodio è maniacale o depressivo, per scegliere il trattamento corretto, e valuta altri disturbi mentali.
Farmaci, psicoterapia, educazione e sostegno
Secondo il Manuale MSD il trattamento ha tre fasi: stabilizzare i sintomi iniziali, raggiungere la remissione e mantenerla, prevenendo le ricadute. Comprende:
- farmaci che stabilizzano l’umore, tra cui alcuni farmaci anticonvulsivanti, antipsicotici di seconda generazione e talvolta alcuni antidepressivi,
- psicoterapia: soprattutto per aiutare a seguire il trattamento; la terapia di gruppo aiuta la persona, il partner e i familiari a capire il disturbo, quella individuale a convivere meglio con i problemi di tutti i giorni,
- educazione e sostegno: riconoscere presto i sintomi, evitare stimolanti come caffeina e nicotina e l’alcol, dormire a sufficienza; il coinvolgimento dei familiari e i gruppi di sostegno sono importanti,
- a volte terapia elettroconvulsivante, fototerapia o stimolazione magnetica transcranica.
Per la mania o la depressione grave spesso serve il ricovero; la maggior parte delle persone con ipomania si cura senza ricovero. Se riconoscete questi sintomi in voi o in una persona vicina, consultate il vostro medico.

Dove le fonti non concordano
Una meta-analisi di Miklowitz e colleghi (2021) su 39 studi randomizzati con 3.863 partecipanti ha confrontato psicoterapie strutturate aggiunte ai farmaci con i farmaci più un trattamento di controllo. Rispetto al Manuale MSD:
- A cosa serve la psicoterapia: il Manuale MSD la consiglia soprattutto per aiutare a seguire la cura; la meta-analisi trova che le psicoterapie strutturate si associano a meno ricadute.
- Formato: la psicoeducazione con esercizio pratico della gestione della malattia in famiglia o in gruppo si è associata a meno ricadute rispetto allo stesso lavoro individuale, in linea con il ruolo dei gruppi e della famiglia descritto dal Manuale MSD.
- Sintomi depressivi: la terapia cognitivo-comportamentale ha aiutato a stabilizzarli; per la terapia familiare e interpersonale il risultato è meno certo. Gli autori segnalano forti differenze tra gli studi.
Punti chiave sul disturbo bipolare
- Si alternano episodi di depressione e di mania o ipomania, con periodi di umore relativamente normale.
- Interessa circa il 2% della popolazione e di solito inizia tra l’adolescenza e i trent’anni.
- Nel tipo I c’è almeno un episodio maniacale vero e proprio; nel tipo II solo ipomania e depressione.
- Malattie, farmaci e sostanze possono causare sintomi simili alla mania.
- Il rischio di suicidio è molto più alto che nella popolazione generale.
- Farmaci, psicoterapia, educazione e sostegno aiutano; senza cure il disturbo si ripresenta quasi sempre.
Domande frequenti sul disturbo bipolare
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Cos’è il disturbo bipolare?
Secondo il Manuale MSD è un disturbo dell’umore in cui episodi di depressione si alternano a episodi di mania o ipomania, con periodi di umore relativamente normale nel mezzo.
Che differenza c’è tra mania e ipomania?
L’ipomania è una forma meno grave di mania. Nel disturbo bipolare I c’è almeno un episodio maniacale vero e proprio, nel tipo II solo episodi di ipomania e depressione.
Quanto durano gli episodi?
Da qualche settimana a 6 mesi. Alcune persone hanno pochi episodi nella vita, altre quattro o più all’anno (cicli rapidi).
Il disturbo bipolare è ereditario?
Secondo il Manuale MSD nella maggior parte dei casi sono coinvolti fattori ereditari, ma la causa esatta non è nota.
Come si cura?
Con farmaci che stabilizzano l’umore e altri farmaci, psicoterapia, educazione e sostegno; a volte con altre terapie. Il trattamento va seguito anche quando i sintomi scompaiono.
I farmaci tolgono la creatività?
Il Manuale MSD spiega che una creatività ridotta è piuttosto rara: gli stabilizzatori dell’umore di solito migliorano i risultati nel lavoro, nello studio, nelle relazioni e nelle attività artistiche.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbi bipolari
- Miklowitz DJ, et al. Adjunctive psychotherapy for bipolar disorder: a systematic review and component network meta-analysis. JAMA Psychiatry. 2021
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

