Derealizzazione e depersonalizzazione: cosa sono
Secondo il Manuale MSD, il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione è caratterizzato da una sensazione persistente o ricorrente:
- di scollegamento dal proprio corpo o dai propri processi mentali, come se si osservasse la propria vita dall’esterno (depersonalizzazione),
- di distacco dall’ambiente circostante (derealizzazione).
Si possono avere l’una, l’altra o entrambe. La sensazione può presentarsi a periodi o essere continua.
Quando è un’esperienza comune
Secondo il Manuale MSD, circa metà delle persone si è sentita almeno una volta staccata da sé o dall’ambiente. Succede spesso dopo:
- aver vissuto un pericolo per la vita,
- aver assunto alcune sostanze, come marijuana, allucinogeni, ketamina o ecstasy,
- una grande stanchezza,
- una mancanza di sonno o un eccesso di stimoli, come in terapia intensiva.
Queste sensazioni sono considerate un disturbo quando compaiono spontaneamente, cioè non per sostanze o per un altro disturbo mentale, sono persistenti o ricorrenti e causano molta sofferenza o difficoltà a casa o al lavoro.
Cause: lo stress e il trauma
Il disturbo si sviluppa spesso in persone che hanno subito un forte stress. Secondo il Manuale MSD:
- abuso emotivo o trascuratezza nell’infanzia,
- maltrattamento fisico,
- essere stati vittime o testimoni di violenza,
- avere un genitore gravemente disabile o con una malattia mentale,
- la morte imprevista di una persona cara.
I sintomi possono essere scatenati da uno stress forte (relazioni, soldi, lavoro), da depressione, ansia o uso di sostanze; a volte però la causa è minima o non si trova. Il disturbo può iniziare nell’infanzia e raramente dopo i 40 anni, e colpisce uomini e donne in egual misura.
Sintomi della depersonalizzazione
Nella depersonalizzazione, secondo il Manuale MSD, la persona si sente distaccata dal corpo, dalla mente, dai sentimenti o dalle sensazioni. Può riferire di:
- sentirsi fuori dalla realtà o come un automa, senza controllo su ciò che fa o dice,
- sentirsi emotivamente o fisicamente insensibile,
- sentirsi un osservatore esterno della propria vita, a volte come un «morto che cammina».
Sintomi della derealizzazione
Nella derealizzazione la persona si sente distaccata da ciò che la circonda (persone, oggetti o tutto) con una sensazione di irrealtà. Secondo il Manuale MSD:
- ci si sente come in un sogno o nella nebbia, o separati dal mondo da un vetro o da un velo,
- il mondo appare senza vita, incolore, artificiale o deformato,
- gli oggetti possono sembrare più piatti, più piccoli o insolitamente nitidi,
- i suoni possono sembrare più forti o più deboli, e il tempo troppo lento o troppo veloce.
I sintomi causano quasi sempre molto disagio; ansia e depressione sono frequenti. Molte persone temono un danno al cervello o di «diventare matte».

Perché non è una psicosi
La persona, spiega il Manuale MSD, è sempre consapevole che le esperienze di distacco non sono reali, ma sono solo il suo modo di percepire la realtà. Questa consapevolezza, detta test di realtà, separa il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione dai disturbi psicotici come la schizofrenia, in cui la persona non si rende conto che i propri pensieri non corrispondono alla realtà.
Lo stress, il peggioramento di ansia o depressione, gli ambienti nuovi o molto stimolanti e la mancanza di sonno possono peggiorare i sintomi.
Come si fa la diagnosi
Secondo il Manuale MSD, il medico sospetta il disturbo quando:
- gli episodi di depersonalizzazione, derealizzazione o entrambe durano a lungo o si ripetono,
- la persona sa che queste esperienze non sono reali,
- i sintomi causano molta sofferenza o ostacolano la vita sociale o il lavoro.
Si fanno un esame obiettivo e, a volte, esami per escludere altre cause, come altri disturbi mentali, le sindromi convulsive e l’uso di sostanze: risonanza magnetica, TC, elettroencefalogramma ed esami del sangue e delle urine. Il medico può usare anche questionari e colloqui strutturati.
Cura: psicoterapia e tecniche di grounding
Il disturbo può risolversi senza terapia; il trattamento serve se non passa, ritorna o fa soffrire. Secondo il Manuale MSD aiutano diversi metodi di psicoterapia:
- tecniche cognitive, per interrompere i pensieri ossessivi sull’irrealtà,
- tecniche comportamentali, per impegnarsi in attività che distraggono,
- tecniche di grounding, che usano i cinque sensi per sentirsi più legati a sé e al mondo, per esempio musica ad alto volume o un cubetto di ghiaccio in mano,
- tecniche psicodinamiche, per elaborare emozioni ed esperienze da cui ci si sente in dovere di staccarsi,
- il monitoraggio momento per momento delle sensazioni di dissociazione.
Nessun farmaco si è dimostrato efficace sul disturbo in sé; ansiolitici e antidepressivi a volte aiutano per l’ansia e la depressione, ma gli ansiolitici possono anche aumentare i sintomi. Nel nostro studio di psicologia a Bilbao lavoriamo con la terapia cognitivo-comportamentale e le tecniche di grounding (le visite sono in spagnolo).

Dove le fonti non concordano
Una revisione sistematica di Yang e colleghi (2023) su 23 studi ha stimato quanto è diffuso il disturbo. Rispetto al Manuale MSD:
- Popolazione generale: il Manuale MSD indica l’1-2%; la revisione trova valori tra lo 0% e l’1,9%, con una stima intorno all’1%.
- Chi è più colpito: la revisione lo trova più frequente negli adolescenti e nei giovani adulti e molto più frequente in chi ha altri disturbi mentali, per esempio circa la metà delle persone con depressione negli studi considerati.
- Trauma: il Manuale MSD indica il trauma come causa frequente; la revisione trova i valori più alti in chi ha subito abusi da altre persone, ma dice che il legame va ancora studiato.
Punti chiave su derealizzazione e depersonalizzazione
- La depersonalizzazione è sentirsi staccati da sé; la derealizzazione è sentire il mondo come irreale.
- Episodi brevi sono comuni; il disturbo riguarda circa l’1-2% delle persone.
- Spesso è legato a forti stress o traumi, soprattutto nell’infanzia.
- Chi ne soffre sa che le sensazioni non sono reali: non è una psicosi.
- La diagnosi esclude altre cause, come le sindromi convulsive o le sostanze.
- La psicoterapia e le tecniche di grounding aiutano; spesso migliora anche senza cura.
Domande frequenti su derealizzazione e depersonalizzazione
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
Che differenza c’è tra derealizzazione e depersonalizzazione?
Nella depersonalizzazione ci si sente staccati dal proprio corpo o dalla propria mente; nella derealizzazione ci si sente staccati dall’ambiente, che appare irreale.
La derealizzazione è pericolosa?
Il disturbo non porta a perdere il contatto con la realtà: la persona sa che le sensazioni non sono reali. Va però valutato da un medico per escludere altre cause.
La derealizzazione dipende dall’ansia?
Può essere scatenata da ansia, depressione, stress o sostanze, e l’ansia la peggiora. Spesso il disturbo è legato a traumi o stress forti.
Quanto dura?
Gli episodi possono durare ore, giorni, mesi o anni. Il disturbo spesso migliora anche senza trattamento, ma in alcune persone diventa cronico.
Cosa sono le tecniche di grounding?
Tecniche che usano i cinque sensi per sentirsi più presenti, per esempio ascoltare musica ad alto volume o tenere un cubetto di ghiaccio in mano.
Esistono farmaci per la derealizzazione?
Secondo il Manuale MSD nessun farmaco si è dimostrato efficace sul disturbo in sé. Alcuni farmaci possono aiutare per l’ansia o la depressione associate.
Fonti
- Manuale MSD (versione per i pazienti) · Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione
- Yang J, et al. The prevalence of depersonalization-derealization disorder: a systematic review. J Trauma Dissociation. 2023
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.

