Che cos’è la deglutizione atipica
Deglutiamo centinaia di volte al giorno, anche senza mangiare, per eliminare la saliva. Nella deglutizione matura la punta della lingua si appoggia sullo spot dietro gli incisivi superiori, le labbra restano chiuse senza sforzo e i denti si toccano leggermente. Nella deglutizione atipica la lingua spinge contro i denti anteriori o laterali, le labbra si contraggono e spesso compaiono smorfie del mento.
Nei neonati e nei bambini piccoli la lingua in avanti è normale, perché serve a succhiare. Con la comparsa dei denti e i cibi solidi lo schema cambia gradualmente; quando quello infantile persiste oltre i primi anni di scuola, si parla di deglutizione atipica.
Come riconoscerla
- La lingua si vede tra i denti mentre il bambino deglutisce o parla.
- Labbra spesso aperte a riposo e lingua bassa o in avanti.
- Contrazione evidente delle labbra e del mento quando deglutisce.
- Mangia in modo rumoroso o perde cibo dalla bocca.
- Pronuncia “s” e “z” con la lingua tra i denti (sigmatismo interdentale).
- Morso aperto anteriore: i denti davanti non si toccano quando chiude la bocca.
Cause e fattori associati
- Uso prolungato del ciuccio o del biberon.
- Abitudine a succhiare il pollice o altre dita.
- Respirazione orale per naso chiuso, allergie, adenoidi o tonsille grandi.
- Frenulo linguale corto che limita il sollevamento della lingua.
- Alimentazione con cibi molto morbidi oltre l’età indicata.
- Caratteristiche delle ossa e dei denti, come palato stretto.
Perché è importante correggerla
La lingua esercita una forza leggera ma continua: spingendo sui denti molte volte al giorno può contribuire a spostarli, favorendo il morso aperto o i denti sporgenti. Nei bambini in trattamento ortodontico, una deglutizione atipica non corretta è uno dei fattori che possono favorire la recidiva, cioè il ritorno dei denti nella posizione iniziale dopo l’apparecchio.
Può anche influire sulla pronuncia di alcuni suoni e, in alcuni casi, sulla postura del viso e sulla respirazione.
Come si valuta
La logopedista osserva la postura di labbra e lingua a riposo, la deglutizione di saliva, liquidi e solidi, la respirazione, la masticazione e la pronuncia. Valuta il frenulo, le abitudini orali e la forza dei muscoli del viso. Spesso collabora con l’ortodontista, che valuta denti e ossa, e con il pediatra o l’otorinolaringoiatra se ci sono problemi di respirazione nasale.
La terapia miofunzionale
La terapia miofunzionale è un percorso di esercizi che insegna alla lingua a riconoscere il punto corretto sul palato, a mantenere una postura adeguata a riposo e a deglutire senza spingere sui denti. Si lavora anche sulla chiusura delle labbra, sulla respirazione nasale e sull’eliminazione di abitudini come succhiare il pollice.
Di solito si fanno sedute settimanali o ogni due settimane per alcuni mesi, con esercizi quotidiani a casa di pochi minuti. La costanza a casa è decisiva: il nuovo schema deve diventare automatico.
Esempi di esercizi
- Punto della lingua: appoggiare la punta della lingua dietro gli incisivi superiori e mantenerla 10 secondi, più volte.
- Schiocco: far aderire tutta la lingua al palato e staccarla con un “clic”.
- Deglutizione con l’elastico: tenere un piccolo elastico ortodontico con la punta della lingua sul palato mentre si deglutisce un sorso d’acqua.
- Chiusura delle labbra: tenere un bottone o una cannuccia tra le labbra senza usare i denti.
- Respirazione nasale: brevi momenti di respirazione dal naso con le labbra chiuse.
- Gli esercizi vanno scelti e insegnati dalla logopedista, in base alla valutazione.
A che età intervenire
La terapia si inizia di solito quando il bambino riesce a collaborare con gli esercizi, spesso dai 6–7 anni, ma l’età dipende dal bambino e dal trattamento ortodontico. Nei bambini più piccoli si lavora soprattutto sulle abitudini: ridurre il ciuccio, proporre cibi da masticare, curare la respirazione nasale. Anche negli adolescenti e negli adulti la terapia è possibile e utile, per esempio prima o dopo l’ortodonzia.
Il lavoro di squadra con l’ortodontista
Logopedista e ortodontista hanno ruoli complementari: l’apparecchio sposta i denti e modifica le ossa, la terapia miofunzionale corregge le forze muscolari che li spingono. Quando le due cose procedono insieme, i risultati tendono a essere più stabili. Se c’è un ostacolo alla respirazione nasale, come adenoidi grandi, va trattato per permettere alla lingua di stare in posizione corretta.
I punti chiave
- Nella deglutizione atipica la lingua spinge contro i denti.
- È normale nei primi anni, ma se persiste può influire su morso e pronuncia.
- Ciuccio prolungato, pollice e respirazione orale sono fattori associati.
- La terapia miofunzionale insegna un nuovo schema di deglutizione.
- Il lavoro con l’ortodontista rende i risultati più stabili.
Domande frequenti sulla deglutizione atipica
Queste risposte sono informazioni generali e non sostituiscono una visita né un parere medico personalizzato.
La deglutizione atipica si corregge da sola?
A volte migliora con la crescita, soprattutto se si eliminano ciuccio e pollice; se persiste, serve la terapia.
Quanto dura la terapia?
Di solito alcuni mesi, con esercizi quotidiani a casa; la durata dipende dall’età e dalla costanza.
Anche gli adulti possono avere la deglutizione atipica?
Sì, e possono trattarla, spesso in occasione di un trattamento ortodontico.
Il bite o l’apparecchio bastano?
Alcuni apparecchi aiutano a guidare la lingua, ma senza esercizi lo schema muscolare può restare.
La deglutizione atipica causa problemi di pronuncia?
Spesso si associa a una “s” pronunciata con la lingua tra i denti.
Chi fa la diagnosi?
La logopedista, spesso su indicazione dell’ortodontista, del dentista o del pediatra.
Fonti
- American Speech-Language-Hearing Association (ASHA) · Practice Portal · Orofacial myofunctional disorders
- Salinas et al. Myofunctional therapy in atypical swallowing: a scoping review. Int J Orofacial Myology Myofunct Ther. 2025
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. La diagnosi e il trattamento dipendono dalla tua visita e dalla tua storia clinica. In caso di emergenza chiama il 112.
